Il femminismo in Francia ha le sue origini nella rivoluzione francese. Alcuni personaggi famosi sono emersi durante la Comune di Parigi (1871), tra cui Louise Michel e Élisabeth Dmitrieff (di origini russe) o Renée Vivien (nata nel 1877).

Prima ondata femminista

La rivoluzione francese

Nel novembre 1789, proprio agli inizi della rivoluzione, la Petizione delle donne all'Assemblea Nazionale fu inviata, pur se non discussa. Anche se i vari movimenti femministi emersero proprio durante gli eventi rivoluzionari, la maggior parte dei politici seguirono le teorie del filosofo Jean-Jacques Rousseau così come vengono delineate nel suo Emilio o dell'educazione (1762), che limita le donne ai loro ruoli tradizionali di madri e spose. Il marchese Nicolas de Condorcet fu una notevole eccezione, sostenendo la parità di diritti per entrambi i sessi.

La Société fraternelle des patriotes de l'un et l'autre sexe (Società fraterna dei patrioti di entrambi i sessi) fu fondata nel 1790 da Claude Dansart, includendovi individui di spicco come Etta Palm d'Aelders, Jacques-René Hébert, Louise-Félicité Guynement de Kéralio, Pauline Léon, Théroigne de Méricourt, madame Marie-Jeanne Roland de la Platière, Teresa Cabarrus e Antoine Merlin de Thionville.

L'anno successivo Olympe de Gouges fece pubblicare la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina; questa era una lettera indirizzata alla regina Maria Antonietta che chiedeva azioni a favore dei diritti delle donne. Gouges fu ghigliottinata due anni dopo, durante i giorni delle esecuzioni dei girondini.

Nel febbraio 1793 Pauline Léon e Claire Lacombe l'esclusivamente femminile Società delle repubblicane rivoluzionarie la quale vantò duecento membri; visto dallo storico Daniel Guérin come una sorta di "sezione femminista degli Enragés"Daniel Guérin, La lutte des classes, 1946 . La società partecipò attivamente alla caduta dei girondini e Lacombe la sostenne distribuendo armi alle donne. Venne tuttavia messa fuorilegge dal governo rivoluzionario l'anno seguente.

Dalla Restaurazione alla Seconda Repubblica

Il movimento femminista si espanse e rinnovò all'interno dei movimenti socialisti della generazione romantica, in particolare a Parigi nel Sansimonismo fondato da Henri de Saint-Simon. Le donne cominciarono ad adottare liberamente nuovi stili di vita, incitando lo sdegno nell'opinione pubblica. Esse sostennero l'uguaglianza sociale nei diritti e parteciparono abbondantemente all'attività letteraria, come ad esempio Claire Démar col suo Appel au peuple sur l'affranchissement de la femme (1833), un opuscolo femminista.

D'altra parte le teorie del socialismo utopistico nei riguardi delle passioni, così come vengono espresse da Charles Fourier, arrivavano a sostenere il libero amore. Il modello architettonico del Falansterio per la comunità da lui immaginata prende esplicitamente in considerazione l'emancipazione delle donne.

La restaurazione francese da parte dei Borboni ristabilì il divieto di divorzio nel 1816. Quando la Monarchia di luglio limitò i diritti politici della maggioranza della popolazione la lotta femminista si ricongiunse a quella repubblicana e socialista per una "Repubblica democratica e sociale", il che condusse alla Rivoluzione francese del 1848 e la proclamazione della Seconda Repubblica francese.

I moti del 1848 divennero anche l'occasione per un'espressione pubblica del movimento femminista, il quale si organizzò in varie associazioni. L'attività politica espressa dalle donne portò molte di loro alla proscrizione in quanto Forty-Eighters nel corso degli anni seguenti. La Comune e l'unione delle donne Alcune donne si organizzarono in un vero e proprio movimento femminista durante la Comune di Parigi (1871), facendo così seguito ai precedenti tentativi del 1789 e del 1848. Nathalie Lemel, una rilegatrice socialista assieme ad Élisabeth Dmitrieff, una giovane esule nonché membro della sezione russa dell'Associazione Internazionale dei Lavoratori crearono l'Union des femmes pour la défense de Paris et les soins aux blessés in data 11 aprile 1871.

La scrittrice femminista André Léo, un'amica di Paule Mink, fu anche attiva nell'"Unione delle donne". L'associazione chiedeva la parità di genere, la parità salariale, il diritto di divorzio e il diritto ad una forma di educazione laica e professionale per le ragazze. Chiesero anche la soppressione della distinzione tra donne sposate e "concubine", tra figli legittimi e naturali, l'abolizione della prostituzione con la chiusura della case di tolleranza o bordelli ufficiali legali.

L'Unione delle donne partecipò inoltre a diverse commissioni comunali e organizzò cooperative di lavoro e venditaWomen and the Commune , in L'Humanité, 19 March 2005 . Insieme con Eugène Varlin e Nathalie Le Mel fondò il ristorante-cooperativa La Marmite, che serviva cibo gratuito per indigenti e poi combatté durante la settimana di sangue sulle barricateFrançois Bodinaux, Dominique Plasman, Michèle Ribourdouille. "On les disait 'pétroleuses'... " . D'altra parte Paule Mink aprì una scuola libera all'interno della Chiesa di Saint-Pierre-de-Montmartre e animò il Club Saint-Sulpice sulla riva sinistra della Senna.

La russa Anna Jaclard, che rifiutò di sposare Fëdor Dostoevskij, divenne infine la moglie dell'attivista del Blanquismo (dal nome di Auguste Blanqui) Victor Jaclard, fondando con André Léo il quotidiano "La Sociale"; era inoltre uno dei membri del Comité de vigilance de Montmartre (insieme a Louise Michel e Paule Mink), nonché della sezione russa della Prima Internazionale. Victorine Brocher, vicina agli attivisti e fondatrice di una panetteria cooperativa nel 1867, combatté anche durante la Comune e la Settimana di sangue.

Personaggi come Louise Michel, la "Vergine rossa di Montmartre", che aderì alla Guardia nazionale francese e che in seguito sarebbe stata inviata in Nuova Caledonia, simboleggiano la partecipazione attiva di un numero minoritario di donne negli eventi insurrezionali. Un battaglione femminile della Guardia Nazionale difese Place Blanche durante la repressione. Le suffragette

Nel 1909 la nobildonna francese e femminista Jeanne Schmahl fondò l'Union française pour le suffrage des femmes, sostenendo il diritto di voto per le donne francesi.

Nonostante il verificarsi di alcuni cambiamenti culturali successivi alla prima guerra mondiale, che aveva portato le donne a sostituire i lavoratori di sesso maschile che erano andati al fronte, conosciuti come Années folles, la loro esuberanza si è limitata ad un piccolo gruppo elitario di sesso femminile. Il narratore Victor Margueritte in La Garçonne (1922) raffigurante una donna oramai emancipata, venne inteso come scandaloso e facendogli anche perdere la Legion d'onore.

Nel corso della Terza Repubblica francese il movimento delle suffragette sostenne strenuamente la concessione del diritto di voto alle donne, ma non insistette altrettanto sull'accesso femminile agli uffici legislativi ed esecutiviChristine Bard, Les premières femmes au Gouvernement (France, 1936-1981), Histoire@Politique, n°1, May–June 2007 . Le suffragette tuttavia hanno fatto onorare le conquiste delle donne straniere al potere, portando all'attenzione dei legislatori (ed influenzandoli) quanto riguardava la questione dell'alcol (con il proibizionismo negli Stati Uniti d'America), la regolamentazione della prostituzione e la protezione dei diritti dei bambini.

Nonostante questa campagna ed il nuovo ruolo delle donne a seguito della Grande Guerra, la Terza Repubblica rifiutò loro di concedere il diritto di voto, soprattutto a causa della paura dell'influenza che poteva avere il clericalismo tra di loro, riecheggiando in questo il voto conservatore delle zone rurali per Napoleone III durante la Seconda Repubblica.

Dopo la vittoria nel 1936 del Fronte Popolare, anche se aveva difeso il diritto di voto per le donne (una proposizione inclusa nel programma della Sezione Francese dell'Internazionale Operaia a partire dal 1906) il primo ministro di sinistra Léon Blum non fece attuare il provvedimento, preso dalla paura nei confronti del Partito Radicale.

Le donne ottennero il diritto di voto solo dopo che il Governo provvisorio della Repubblica francese confermò il 5 ottobre 1944 l'ordinanza del 21 aprile precedente del Comitato francese di Liberazione nazionale. A seguito delle elezioni del novembre 1946, le prime a cui è stato consentito alle donne di votare, lo studioso di sociologia Robert Verdier smentì qualsiasi divario di genere nella votazione: nel maggio 1947 la redazione di Le Populaire volle dimostrare che le donne non votano in modo coerente bensì dividendosi, come fanno gli uomini, a seconda delle classi sociali.

Seconda ondata femminista

Secondo dopoguerra Durante il periodo del Baby boom il femminismo è diventato un movimento minore, nonostante precursori come Simone de Beauvoir, che pubblicò Il secondo sesso nel 1949.

Il secondo sesso è una dettagliata analisi sull'oppressione subita dalle donne e un tratto fondante del femminismo contemporaneo. Si definisce come un esistenzialismo femminista che prescrive una rivoluzione morale; in quanto esistenzialista de Beauvoir ha accettato il precetto di Jean-Paul Sartre che l'esistenza precede l'essenza, da cui "non si nasce donna, ma si diventa".

La sua analisi si concentra sulla costruzione sociale della donna come "l'Altro", de Beauvoir la identifica come fondamentale per l'oppressione delle donne; lei sostiene che le donne sono state storicamente considerate devianti e anormali, affermando che sostanzialmente anche Mary Wollstonecraft considerava gli uomini come essere l'ideale verso cui le donne dovrebbero aspirare. De Beauvoir sostiene invece che per far crescer e andare avanti il femminismo è necessario che quest'atteggiamento venga messo da parte. Il Maggio francese e le sue conseguenze Il secondo sesso ha una grande influenza e, insieme al Women's Liberation Movement anglo-sassone comincia ad influenzare diversi gruppi femministi che si formano alla fine degli anni 1960.

Un forte movimento femminista si concretizzò solamente all'indomani del Maggio francese (1968) con la creazione del "Mouvement de Libération des femmes" (MLF), presumibilmente fondato da Antoinette Fouque, Monique Wittig e Josiane Chanel nel 1970, anche se la data e le modalità della sua creazione sono controverse.. Il nome stesso venne dato dalla stampa in riferimento al movimento Lib delle donne statunitensi. Generalmente, è ritenuta come azione fondatrice il 26 agosto 1970, quando un gruppo di donne, tra quelle Christine Delphy, Monique Wittig e Christiane Rochefort, cercano di deporre una corona di fiori sotto l'Arco di Trionfo in omaggio alla moglie del Milite Ignoto..

Nella cornice dei cambiamenti culturali e sociali che si verificarono durante la Quinta Repubblica sostennero il diritto di autonomia dai propri mariti, il diritto alla contraccezione e all'aborto.