Monster Hunter 4 Ultimate, conosciuto in Giappone sotto il nome di , è una versione espansa del videogioco Monster Hunter 4, pubblicata nel 2014 dalla Capcom per Nintendo 3DS. Al contrario della versione originale, è stata distribuita anche al di fuori del Giappone.

Trama Il protagonista è un aspirante cacciatore diretto al villaggio di Val Habar per iscriversi ufficialmente al registro dei cacciatori. Lungo la strada, il solcadune su cui si trova viene attaccato da un Dah'ren Mohran, un drago anziano gigantesco. Il protagonista riesce, utilizzando i cannoni e il gong da caccia della nave, a tenerlo a bada fino all'arrivo dei Grancaccia, cacciatori esperti che riescono ad allontanare il mostro.

Dopo essere giunto a destinazione, il cacciatore viene avvicinato dal Carovaniere, un uomo a bordo della nave che, colpito dal suo talento, lo integra nella sua carovana (la "Carovana con la C maiuscola"), della quale fanno parte un fabbro soprannominato il "Mastro", e un'eccentrica Dama della Gilda. Il Carovaniere sta ancora cercando un cuoco e un mercante che si uniscano al gruppo e, per integrare ufficialmente il cacciatore, decide di fargli completare due semplici missioni di prova (riguardanti la consegna di una bistecca e di una mega-pozione). Prima di fargliele iniziare, tuttavia, gli mostra la "Scheggia" un oggetto misterioso che brilla incredibilmente, in suo possesso da anni e del quale sta cercando di scoprire le origini.

Dopo aver completato i test, il protagonista viene a sapere che il Cuoco ambulante (il Felyne responsabile della cucina di Val Habar) ha intenzione di unirsi alla Carovana, ma che ha dei problemi con il suo fornitore, che viene continuamente attaccato nella Steppa ancestrale da dei Konchu e da un Seltas; il cacciatore lo aiuta eliminando i mostri, permettendogli così di entrare a tutti gli effetti nella Carovana.

Dopo essere uscito in esplorazione due volte in un'enorme foresta nota come Bosco eterno, cacciando prima un Velocidrome e poi uno Yian Kut-Ku, il protagonista scopre che il Mercante wyverniano di Val Habar è interessato a unirsi alla Carovana, ma che sta avendo dei problemi con un Kecha Wacha, che distrugge tutti i suoi carri di merci prima che possano raggiungere la città. Eliminato il primate, il mercante si unisce alla Carovana, che può finalmente partire alla volta del villaggio di Harth, ai piedi di un vulcano, dove potrà farsi costruire una nave.

Dopo essere arrivati, tuttavia, i membri della Carovana si trovano davanti a un villaggio completamente diverso da ciò che si aspettavano: la lava ha smesso di scorrere per qualche oscuro motivo tempo prima, e gli abitanti, i Troveriani, sono tutti con il morale a terra a causa di un Tetsucabra che si è insediato nella vicina Fossa abissale, impedendo loro di estrarre minerali. Il cacciatore riesce ad abbatterlo, guadagnandosi il rispetto degli abitanti, che accettano di aiutare la Carovana a costruire la nave una volta ripristinato il corso della lava. Il materiale principale da utilizzare è la pelle di Gypceros, estremamente impermeabile. Dopo averne cacciato uno, il protagonista viene contattato dal Cuoco ambulante, il quale gli rivela che il suo fornitore di pesce è stato bloccato da un Gendrome mentre si dirigeva a Harth. Tuttavia, se il mostro verrà catturato e non ucciso, il fornitore potenzierà ulteriormente gli ingredienti, oltre a consegnarli. Il cacciatore riesce quindi a portare a termine la missione, migliorando la cucina all'aperto e venendo poi richiamato dal Capo di Harth. Questi gli rivela di avere scoperto il motivo per cui la lava ha smesso di scorrere: un Nerscylla ha fatto il nido posizionando un enorme masso lungo il canale principale, ostacolando il flusso. Dopo aver eliminato il ragno e aver permesso alla lava di tornare a Harth, il cacciatore, insieme alla Carovana e ai Troveriani, riesce a ultimare la costruzione della nave, che il Carovaniere battezza "Arluq" ("Balena" in wyverniano). Prima di partire, il capo villaggio rivela al Carovaniere che la "Scheggia" proviene da un villaggio wyverniano di nome "Cathar". All'ultimo momento, tuttavia, la Giovincella della forgia, figlia del capo, si unisce al gruppo per aiutare il Mastro nel suo lavoro e poter finalmente viaggiare per il mondo e apprendere nuove tecniche di forgiatura.

Durante il viaggio per mare, la Carovana viene improvvisamente attaccata da un misterioso mostro nero che attacca utilizzando un virus che riduce il recupero della salute. Il protagonista riesce a respingerlo e il gruppo viene salvato dai Grancaccia, che speronano la creatura con la nave e la spingono alla fuga, e riesce ad approdare sulla spiaggia della Riviera di Cheeko, isola nel bel mezzo del nulla (si dice che l'unico modo per trovarla sia perdersi) ed abitata solo da Felyne e da una simpatica anziana (il Capo di Cheeko). Qui il Grancomandante, leader dei Grancaccia, aggiorna il Carovaniere sulla situazione: quel mostro si chiama Gore Magala e l'unica cosa conosciuta su di lui o sul suo virus è che, debellando quest'ultimo, le proprie capacità fisiche miglioreranno. Poco dopo, i Grancaccia partono per rintracciare il mostro, con il Grancomandante che dimostra di non fidarsi del protagonista, consigliando al Carovaniere di "trovarsi un cacciatore più competente".

Il gruppo decide nel mentre di ricambiare l'ospitalità del capo della riviera, eliminando prima un Congalala che stava seminando il panico nel villaggio di Felyne della Foresta primordiale vicina e in seguito salvando i cosiddetti "Cacciatori di miaostri" (dei Felyne cacciatori che da tempo procacciano cibo al villaggio) da uno Zamtrios al Canale ghiacciato. L'anziana promette così di fornire alla Carovana con i pregiati ingredienti della riviera, se però la aiuteranno un'ultima volta a sbarazzarsi dello spaventoso Najarala che da giorni minaccia di attaccare il villaggio.

Sistemato anche questo problema, il cacciatore scopre che, dei quattro Grancaccia andati a occuparsi del Gore Magala, solo due sono tornati, mentre gli altri sono ancora in balia del mostro nel Bosco eterno. Dopo essere corso a salvarli insieme al proprio compagno Felyne (il cosiddetto "Grancompagno"), il protagonista ottiene finalmente dalla Gilda dei cacciatori di Val Habar l'autorizzazione per eliminare il Gore Magala. Dopo una dura lotta, il protagonista riesce finalmente a ucciderlo nella Steppa ancestrale, ponendo apparentemente fine alla minaccia e guadagnandosi la stima e amicizia del Grancomandante.

La Carovana può così finalmente ripartire alla volta di Cathar, facendo prima nuovamente tappa ad Harth per trasformare la Arluq in un'aeronave (siccome il Carovaniere ha scoperto dagli abitanti della riviera che Cathar è situato in cima a una catena montuosa). Qui, il cacciatore elimina un Gravios che stava intralciando i lavori nella miniera della neonata Fossa vulcanica (il nuovo nome attribuito alla Fossa abissale dopo il ripristino del flusso di magma).

Dopo essere finalmente giunto a Cathar, il gruppo scopre però che gli abitanti del luogo non hanno la minima intenzione di rivelare le origini della "Scheggia" e tentano addirittura di cacciarli via. Nel mentre, sotto consiglio della Dama della Gilda, il protagonista affronta sul Monte Paradiso limitrofo a Cathar un Congalala stranamente infettato dal virus della frenesia. Questo, oltre a sorprendere la Carovana, terrorizza gli abitanti del villaggio, convinti che una misteriosa calamità abbattutasi su di loro secoli prima stia per ripetersi.

Per dimostrare la propria fiducia nei confronti degli abitanti, il cacciatore è costretto ad abbattere uno Zinogre, una Seltas Regina e un Rathalos apparsi di recente sul monte. Nel mentre, il virus della frenesia continua a espandersi sempre di più, obbligando il protagonista a cacciare anche un Tigrex malato che terrorizzava la Steppa ancestrale. Il Grancomandante raggiunge quindi Cathar, rivelando ai presenti la verità: il Gore Magala non è affatto morto, ed è anzi riuscito a maturare, facendo la muta e raggiungendo la propria forma adulta, conosciuta come Shagaru Magala.

Il mostro (che appare anche nelle leggende di Cathar con il nome di "Ruota del paradiso") si rivela quindi essere la progenie di un terribile drago anziano che, secoli prima, scatenò il virus della frenesia (molto più potente di quello della sua forma giovanile) nella zona limitrofa a Cathar, facendo impazzire i mostri e portandoli a massacrarsi tra di loro, salvo poi sparire e lasciarsi dietro una scia di morte. L'unica cosa ritrovata in mezzo ai resti della carneficina fu proprio la Scheggia, che è ora in possesso del Carovaniere. Adesso che il mostro è tornato, spetta al cacciatore della Carovana eliminarlo una volta per tutte. Dopo un leggendario duello, il protagonista riesce a ucciderlo definitivamente nel Santuario, lo stesso luogo dove era comparso il suo antenato secoli prima, ponendo fine alla minaccia del virus della frenesia una volta per tutte. Prima della partenza, tuttavia, il Carovaniere scopre che le scaglie dell'ormai defunto Shagaru Magala sono tutte identiche alla Scheggia, la quale si rivela quindi essere una scaglia lasciata dall'antico drago anziano antenato del Magala. L'uomo regala quindi l'oggetto al protagonista in segno di gratitudine, affermando che ora che il suo mistero è stato svelato, dovrebbe essere lui a tenerle, come simbolo della loro eterna amicizia.

Terminata questa avventura, la Carovana viene richiamata dai Grancaccia alla città di Dundorma, ormai in ginocchio a causa degli implacabili attacchi di un terribile e misterioso drago anziano. Il cacciatore si mette dunque subito al lavoro aiutando il Grancadetto a recuperare i materiali necessari a ricostruire la bastia, rimasti sulle dune a causa di un Daimyo Hemitaur. Eliminato il granchio, il protagonista aiuta anche la Grandartigliera eliminando una sottospecie di Congalala, un Congalala smeraldo, il cui gas è necessario per alimentare l'Avvistadraghi, velivolo fondamentale per identificare il drago e individuarlo prima che attacchi.

Successivamente le attenzioni della Carovana si spostano sul Wyceo, struttura in costruzione nata per studiare il virus della frenesia. La sua costruzione è sorvegliata dal Granlanciere, che illustra al cacciatore la situazione: i materiali necessari per costruire l'edificio sono della pelle di Cephadrome (resistente al calore) e dello speciale legno impermeabile della Foresta primordiale; il protagonista elimina quindi un Cephadrome per la pelle e i due Nerscylla che ostacolavano la raccolta del legname.

Stabilito il laboratorio, il cacciatore scopre che il Granmaestro (mentore di tutti i Grancaccia) si sta dirigendo in città per contribuire alla ricostruzione, ma che un Monoblos minaccia di attaccare il suo solcadune e va eliminato. Sconfitto il mostro, il Granmaestro può finalmente giungere in città; tuttavia, il corno segnala l'attacco del drago anziano, che si rivela essere una variante di Kushala Daora nota come Kushala Daora ruggine. Il Grancomandante riesce a metterlo in fuga, notando però una grossa cicatrice situata in mezzo ai suoi occhi, alla sola vista della quale impallidisce.