Nove gradi di libertà (Ghostwritten) è il primo romanzo dello scrittore inglese David Mitchell. Pubblicato in Inghilterra nel 1999 (in Italia nel 2001), vinse il premio John Llewellyn Rhys Prize ed ottenne immediata attenzione.

Il romanzo è formato da nove storie (più un finale che si ricollega ciclicamente alla prima storia), ognuna scritta con stile diverso, ed ambientata in una diversa località: principalmente in estremo Oriente, ma anche in Russia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Irlanda. Ogni capitolo descrive una storia diversa ed un diverso personaggio, anche se tutti risultano interconnessi attraverso eventi apparentemente casuali

Parecchi dei temi del libro, ed alcuni personaggi, saranno ripresi nei seguenti romanzi di Mitchell: Sogno numero 9, L'atlante delle nuvole e Le ore invisibili.

Nove gradi di libertà è soggetto ad alcune influenze derivate, in particolare, della cultura e dalle superstizione estremo-orientali, nonché ad alcuni eventi reali, rimodellati per scopi di trama (ad esempio, l'attentato alla metropolitana di Tokyo col gas sarin). Ci sono anche spunti e riferimenti provenienti da altri autori, dalle Tre leggi della robotica di Isaac Asimov, a Cigni selvatici di Jung Chang fino a La musica del caso di Paul Auster.

Come introduzione al libro, Mitchell, pone una citazione da Il ponte di San Luis Rey di Thornton Wilder, dove si narra di un ponte, in Perù, che crollò nel 1714, causando la morte di cinque persone. Un frate, assiste all'accaduto ed inizia a porsi delle domande di carattere religioso e morale: chi erano quei cinque e perché si trovarono proprio lì in quel momento? Avevano qualcosa in comune? E soprattutto: si è trattato di una tragedia o di una punizione divina? Queste tematiche si presenteranno simili, nell'ultimo racconto del libro di Mitchell.

Trama

Okinawa Racconta la fuga di Quasar, membro di una setta millenaristica (la Confraternita), che, dopo aver realizzato un attentato con gas nervino nella metropolitana di Tokio, (da cui è uscito con una mano ingessata), fugge ad Okinawa dove attende gli ordini di Sua Serendipità, massimo esponente della confraternita, che ha come scopo di ripulire il mondo dagli impuri (sostanzialmente la quasi totalità della popolazione mondiale), per istituire un nuovo corso basato sulla felicità generale.

Nonostante assista in tv, all'arresto di Sua Serendipità e di tutto lo stato maggiore della setta, che immediatamente riversano gli uni sugli altri accuse infamanti, la sua fede non viene scossa e continua ad attendere notizie che dovrebbero arrivargli telepaticamente.

Quando esaurisce il denaro in suo possesso (con l'affiliazione alla setta, egli gli aveva ceduto tutti i suoi averi), telefona al numero segreto di emergenza, comunicando il messaggio "Il cane deve mangiare", restando in attesa degli aiuti che, non dubita arriveranno presto, in quanto Sua Serendipità, coi suoi poteri di teletrasporto riuscirà certamente a fuggire dalla cella ove è stato rinchiuso.

Tokyo Satoru è un giovane giapponese appassionato di jazz, che lavora in un negozio di dischi di jazz, nel centro di Tokyo e suona il sassofono, esibendosi, con scarso successo, insieme ad un amico pianista. Un giorno un gruppo di ragazze arriva, per errore, al suo negozio, e lui resta colpito da uno di loro, Tomoyo, che non sembra aver fatto caso a lui. Qualche tempo dopo, mentre sta chiudendo negozio, sente il telefono squillare, rientra per rispondere, ma sente solo la criptica frase: "Il cane deve mangiare". Il fatto però di aver ritardato la chiusura del negozio fa sì che rincontri Tomoyo e che da quel momento, tra i due, inizi una relazione. Tomoyo, però, vive ad Hong Kong e dopo pochi giorni dovrà tornare a casa. La storia finisce coi due che, dopo la partenza di Tomoyo, discutono telefonicamente di quale volo potrà prendere Satoro per raggiungerla.

Hong Kong In un lungo monologo che dura tutto un giorno, l'avvocato finanziario inglese Neal Brose, ripercorre la sua vita, agiata ma senza felicità. Vive da solo ad Hong Kong, la moglie, Katy Forbes, lo ha lasciato ed è tornata a Londra quando ha scoperto che non avrebbero potuto avere figli. Egli aveva allora incominciato una relazione sessuale con l'avida cameriera cinese, che la moglie aveva assunto, ed aveva scoperto che nell'appartamento viveva il fantasma di una ragazza. Per tutto il monologo non sarà mai chiarissimo a quale delle tre donne si stia riferendo.

Marginalmente fa riferimento ad una sedia vittoriana, che non ha più, e che avrà un ruolo nell'episodio londinese.

Denholme Cavendish, proprietario dell'istituto finanziario per cui opera Neal, lo ha incaricato di gestire il conto bancario segreto, di un misterioso personaggio di San Pietroburgo, Andrei Gregorski. È evidente che si tratta di riciclaggio di denaro sporco in cui Cavendish non vuole risultare coinvolto. Questo è un'altra fonte di grave tensione per Neal.

Casualmente, in un bar, nota una coppia seduta al tavolo vicino, che il lettore individuerà essere Satoro e Tamoyo, del capitolo precedente. La loro evidente infatuazione reciproca porta Brose a meditare sull'amore ed alla misera fine del suo matrimonio.

Il giorno successivo, Brose cede: invece di recarsi a una riunione cruciale, sale su una collina verso un tempio buddista, gettando lungo il cammino tutti gli oggetti simbolo del suo status: la costosa valigetta, il cellulare, il computer, l'orologio Rolex e la giacca firmata.

Debilitato dal diabete, dal caldo e dalla fatica, muore appena giunto al tempio, provocando il fallimento dell'istituto finanziario per il quale lavora e causando anche conseguenze che si riverbereranno sulle successive storie.Il fallimento dell'istituto ed il personaggio di Denholme Cavendish ritorneranno nel terzo romanzo dell'autore, L'atlante delle nuvole.Il personaggio di Neal Brose riapparirà nel quarto romanzo dell'autore, A casa di Dio. In questo romanzo, Brose è un giovane adolescente che vive a Worcester.

Neal vede una ragazza in miniatura, con caratteristiche delle tre donne del suo alloggio, che lo prende per mano e lo accompagna in alto, verso il Budda.

La montagna sacra Questo capitolo racconta la vita di una donna che gestisce una baracca alle falde del Monte Emei (una delle quattro montagne sacre della Cina), e vede scorrere la storia cinese, dagli anni trenta del XX secolo, in cui ancora vigeva una società feudale, attraverso la guerra civile cinese, l'occupazione giapponese, l'avvento del comunismo di Mao Zedong, con le brutalità della Rivoluzione culturale, fino alle riforme economiche di Deng Xiaoping, senza che la sua vita cambi sostanzialmente, non si sposterà mai dalla Montagna Sacrae dalla sua baracca di tè, che verrà distrutta parecchie volte dai vari detentori del potere e che lei ogni volta ricostruirà. La solitudine della Santa Montagna e la speranza di rivedere la figlia, nata in seguito allo stupro da parte di un signore della guerra locale, e subito strappatale per essere cresciuta da parenti lontani, la mantengono viva nonostante le violenze cui assiste e che spesso la colpiscono personalmente e le permettono di mantenere il suo senso di pace con il mondo, attraverso anche i discorsi che intrattiene con un albero, nato vicino alla baracca e che invecchia con lei.

Un giorno, finalmente, riceve la visita della figlia, che si era trasferita ad Hong Kong. Scopre così di essere diventata bisnonna e che la nipote lavorando come colf per un occidentale morto da poco (si tratta evidentemente di Neal Brose del precedente capitolo) è diventata ricca, grazie all'eredità che lui le ha lasciato, ed ha aperto un hotel. Capisce che non le stanno dicendo la verità, ma, ormai giunta alla fine della vita, si rende conto che la verità non è la cosa più importante.

Mongolia La Mongolia urbana e rurale sono viste e raccontate attraverso gli occhi di uno spirito, un "noncorpum" che sopravvive spostandosi da un corpo ad un altro. Lo spirito è alla ricerca delle sue origini e di quale sia la natura vera della sua esistenza. Il ricordo più vecchio che ha era di quando risiedeva nella mente di un uomo di un villaggio ai piedi della Montagna Sacra in Cina. Quest'uomo era stato un brigante e un soldato in Mongolia. La sua sola memoria precedente è una storia di tre animali che pensano al destino del mondo. decide quindi di andare alla ricerca dell'origine della storia. Il noncorpum trasmigra da ospite ad un altro, basta ci sia un piccolo contatto tra i due corpi, ripensando a tutti coloro che l'hanno ospitato, in giro per il mondo, si intuisce che per un certo periodo abbia abitato anche la mente di Jorge Luis Borges. Un'altra mente in cui è risieduto era quella della venditrice di tè, nel capitolo della Montagna Sacra, che credeva che la sua voce fosse quella dell'albero magico. Nella baracca del, egli aveva sentito una madre raccontare la storia dei tre animali al figlio, ed aveva scoperto che si tratta va di un'antica leggenda mongola, questo l'aveva spinto a trovare un corpo che lo portasse in Mongolia.

All'inizio del racconto dimora all'interno della mente di Caspar, un ragazzo danese che, in treno sta attraversando la Mongolia. Incontra una ragazza australiana, Sherry, con cui si sente in sintonia, i due iniziano una relazione e decidono di continuare il viaggio insieme. Il noncorpum lascia Caspar per una donna mongola, e poi si sposta in altri nativi, alla ricerca di uno scrittore che, ha saputo, raccoglie storie tradizionali mongole.

Quando uno dei suoi ospiti viene assassinato da Subhataar, agente mongolo del KGB, il noncorpum perde coscienza di sé e si ritrova in una iurta. Dapprima un po' stranito riesce pian-piano a capire di essere ora in una neonata appena venuta al mondo, e che sono passati tre mesi dall'assassinio. Il noncorpum si sposta, in rapida successione, nella madre, poi nel padre ed infine nella nonna della piccola, e qui, finalmente rintraccia le sue origini. Era un giovane monaco buddista, di un monastero in un remoto villaggio mongolo. Quando i comunisti avevano preso il potere, stavano giustiziando tutti i monaci. Il suo maestro spirituale, era riuscito a trasportare la sua anima nel corpo di una giovane ragazza, poco prima che lo fucilassero. La connessione, tuttavia, era stata rotta e solo le memorie erano passate alla ragazza. Il resto dell'anima finì nel soldato cinese che gli aveva sparato. La ragazza era la nonna del neonato, mentre il ragazzo sarebbe divenuto il bandito che abitava presso la Montagna Sacra. Finalmente ricomposto, il noncorpum decide di trasmigrare nuovamente nella neonata, che nel frattempo stava per morire, accettando di divenirne l'anima mortale

San Pietroburgo Margarita Latunsky, che sta partecipando ad un furto internazionale di opere d'arte, lavora come assistente museale nel Museo dell'Ermitage. Grazie alla relazione allacciata con un funzionario del museo, è riuscita a farsi assumere, ed a far scegliere la ditta di pulizie del fidanzato, Rudi, come una di quelle che operano nel museo. In questo modo, durante il turno di notte, quando le sale del museo vengono ripulite, sono riusciti a sostituire diversi capolavori esposti, con copie eseguite dall'abile pittore inglese JeromeIl personaggio di Jerome comparirà, più giovane, nel terzo romanzo dell'autore, L'atlante delle nuvole. La banda lavora agli ordini del criminale Andrei Gregorski, che procura gli acquirenti per le tele rubate e si occupa di inviare il denaro ad Hong Kong dove viene nascosto in un conto segreto (almeno fino a che Neal Brose non aveva avuto i problemi descritti nel terzo capitolo).

Margarita sogna di lasciare la Russia e di comprare, coi soldi racimolati coi furti, uno chalet in Svizzera, dove vivere con Rudi. Rudi incoraggia queste fantasie, anche se è chiaro che non ha alcuna intenzione di seguirla, e che anzi, probabilmente, sta soltanto sfruttandola.