Nel corso degli anni la società calcistica italiana per azioni Juventus Football Club, oltre a imporsi come realtà sportiva nazionale e internazionale, ha acquisito un posto di rilievo in ambito socioculturale. A testimonianza di ciò, diversi studiosi ritengono che la storia societaria s'intrecci strettamente con quella di Torino e d'Italia,. in virtù di un insieme di fattori quali il legame che dal 1923 unisce la squadra con la dinastia industriale Agnelli, che ha dato origine al sodalizio imprenditoriale più antico e duraturo dello sport italiano e che ha permesso al club di essere da allora gestito da imprenditori provenienti dalla regione settentrionale della Penisola; ciò pur rimanendo estremamente popolare tra le classi lavoratrici a livello nazionale, frequentemente d'origine meridionale, parziale conseguenza della diffusione delle fabbriche della casa automobilistica FIAT. Le numerose vittorie ottenute dalla squadra in ambito federale e confederale hanno, spesso, coinciso temporalmente con i principali successi ottenuti dalla nazionale italiana, di cui la Juventus è la principale contributrice; ciò, unito all'evoluzione e ulteriore diffusione a livello globale della propria tifoseria,«La Juventus è da sempre una delle formazioni sportive più seguite in Italia e nel mondo», cfr. . nonché a diverse rivendicazioni anticampanilistiche, l'ha resa un'istituzione nazionale e ha generato molteplici e molto sentiti sentimenti ambivalenti da parte dei tifosi avversari..
In virtù del prestigio sportivo presto raggiunto, la Juventus è stata tra le prime squadre a godere in Italia di dirette radiofoniche e televisive dei suoi incontri. La sua notorietà gli ha inoltre permesso, a livello internazionale, d'influire seppur indirettamente sulla fondazione e/o identità visiva di numerose squadre sportive (legate in parte all'emigrazione italiana),. divenendo contemporaneamente uno strumento d'italianità; mentre il consenso che suscitava, come riflesso dell'identità sabauda-industriale della sua città d'origine,.. ha presto elevato i bianconeri a uno dei maggiori simboli rappresentativi di Torino e del Piemonte.«C'è un soffio di Parigi nell'eleganti viali alberati di Torino e gl'echi di Vienna nei suoi maestosi caffè dart nouveau, ma non fare errore - questa elegante città frangeata dagli Alpi è del tutto padrona di sé. Gl'innovativi torinesi hanno dato al mondo il suo primo cioccolato duro vendibile, perpetuato uno dei suoi più grandi misteri (la Santa Sindone), ha popolarizzato una vettura molto venduta (la Fiat) e ha ispirato le strisce bianche e nere di una delle squadre di calcio più iconiche del pianeta (la Juventus).» [cit. orig. in lingua inglese: There's a whiff of Paris in Turin's elegant tree-lined boulevards and echoes of Vienna in its stately art nouveau cafes, but make no mistake – this elegant, Alp-fringed city is utterly self-possessed. The innovative Torinese gave the world its first saleable hard chocolate, perpetuated one of its greatest mysteries (the Holy Shroud), popularised a best-selling car (the Fiat) and inspired the black-and-white stripes of one of the planet's most iconic football teams (Juventus).], cfr.
Club rinomato per la propria disciplina e professionalità,«Un club rinomato per la sua disciplina e professionalità, c'è poco che i migliori giocatori del mondo non imparino a Torino, in Italia. L'arte della tattica, l'importanza degli schemi, della versatilità e della disciplina; anche i campioni trentaquatrenni che hanno esercitato il loro mestiere ai massimi livelli non smettono mai di imparare.» [cit. orig. in lingua inglese: A club renowned for its discipline and professionalism, there's little that the finest players in the world would not learn in Turin, Italy. The art of tactics, the importance of patterns, of versatility and discipline, even 34-year-old stars who have plied their trade at the top level never stop learning.], cfr. la sua evoluzione storica e popolarità – nonché l'ampia antipatia da parte dei tifosi rivali – sono stati illustrati attraverso diverse analisi artistico e/o accademiche e utilizzati come sfondo di lungometraggi, canzoni e testi letterari estranei all'ambito strettamente sportivo.
Cinema Nel 1937 il film Contessa di Parma di Alessandro Blasetti ha come protagonista un calciatore famoso e frequentatore della mondanità, basato sullo juventino Felice Borel, che compare in una piccola parte assieme ad altri calciatori bianconeri dell'epoca.
Il primo film in cui la Juventus fu trattata quale argomento cinematografico fu L'inafferrabile 12 (1950), diretto da Mario Mattoli; nella pellicola compaiono giocatori bianconeri di allora quali Giampiero Boniperti e Carlo Parola.. Da allora, diversi riferimenti si trovano in Mamma Roma, scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini nel 1962 e proiettato alla XXIII Mostra internazionale di Venezia, in La classe operaia va in paradiso di Elio Petri (1971), film vincitore del Grand Prix al Festival di Cannes 1972, in Vacanze in America di Carlo Vanzina (1984), dove si assiste a una partita tra studenti juventini e romanisti a Zabriskie Point, nella Valle della Morte. e in Santa Maradona di Marco Ponti (2001), nel quale due dei protagonisti discutono sull'esito del campionato 1972-73, risolto in favore della Juventus all'ultima giornata, e si trova una scena ambientata allo stadio delle Alpi durante l'incontro di campionato tra i bianconeri e l'.
Per quanto riguarda i film di argomento più legato al calcio e al tifo, sul versante della satira di costume figura Il presidente del Borgorosso Football Club di Luigi Filippo D'Amico (1970), in cui il personaggio eponimo, interpretato da Alberto Sordi, ingaggia l'ex juventino Omar Sívori, presente nel film nella parte di sé stesso;. nei primi anni 1980, in Eccezzziunale... veramente del citato Vanzina (1982), Diego Abatantuono rappresenta, nei tre episodi di cui si compone il film, rispettivamente un tifoso milanista, uno interista e uno juventino;. stesso ruolo interpretò nel sequel, un quarto di secolo più tardi, in Eccezzziunale... veramente - Capitolo secondo... me (2006), ancora di Vanzina; e nel film cult L'allenatore nel pallone (1984), mentre che in Tifosi di Neri Parenti (1999) il riferito attore interpretò un ultrà juventino.. Infine, sul fronte dell'analisi del disagio sociale e del tifo come valvola di sfogo dell'aggressività, figura il film Ultrà di Ricky Tognazzi (1990), che parla delle vicende di un capotifoso della (interpretato da Claudio Amendola) e del gruppo organizzato da lui guidato che si reca in trasferta a Torino, dove ingaggia violenti scontri con i Drughi, frangia di ultras bianconeri..
Al trentennio di storia bianconera che va dagli anni 1980 agli anni 2010, nonché al suo legame con la famiglia Agnelli, è dedicato il documentario indipendente Bianconeri – Juventus Story di Marco e Mauro La Villa (2016).
Televisione Nella serie britannica Dream Team, nel nono episodio dell'ottava stagione, Coupe De Foudre ("Amore a prima vista", 2004), la squadra torinese viene riferita come quella che tenta di ingaggiare Tommy Valentine, uno dei protagonisti, nonché membro della società inglese fittizia «Harchester United», sulla quale si basa la trama, cedendo in cambio il tesserato Carlos Valdéz, ma la trattativa saltò dopo la sconfitta dell'Harchester contro il in Champions League.
Nel 2018 la Juventus diventa la prima squadra calcistica al mondo a essere protagonista di una serie on demand a essa dedicata, il docu-reality First Team: Juventus, distribuita da Netflix e incentrata sul privato di alcuni membri della rosa e staff tecnico del club durante la stagione 2017-18. L'anno seguente la mascotte juventina Jay è protagonista della serie animata Team Jay prodotta da Nickelodeon e trasmessa da Nick Jr. Nella stagione 2020-21 la prima squadra bianconera è al centro di un'altra docu-serie, All or Nothing: Juventus, distribuita da Amazon Prime Video.
Letteratura La poesia-tributo Madama Juve, scritta in piemontese dallo scrittore e giornalista Giovanni Arpino, fu inclusa nel libro Opere (1992), antologia curata dai poeti Giorgio Bàrberi Squarotti e Massimo Romano. Tale poesia, insieme ad altri omaggi alla Juventus composti da Arpino, è stata tradotta in italiano dal critico letterario torinese Bruno Quaranta e pubblicata nella sua opera Stile e stiletto (1997). Sempre a opera di Arpino sono altri riferimenti alla Juventus, citati in Racconti di vent'anni (1974) e in Opere scelte (2005), antologia letteraria, narrativa e giornalistica a cura dell'italianista veneziano Rolando Damiani.
Ancora in ambito letterario la Juventus è stata menzionata in diversi romanzi di Mario Soldati, come in Le due città (1964), America primo amore (1935), Un prato di papaveri. Diario 1947-1964 (1973) e Lo specchio inclinato. Diario 1965-1971 (1975); assume un ruolo di rilievo nel giallo Hanno rapito la Juve, opera prima del giornalista Carlo Moriondo e pubblicato in diciannove puntate sul quotidiano La Stampa durante l'estate del 1973, in cui si narra dell'odissea dei bianconeri allora allenati da Čestmír Vycpálek nei giorni precedenti un decisivo incontro al Yankee Stadium di New York contro il fittizio Atlético Asunción e fa da sfondo, come punto di riferimento nella vita del protagonista, nel romanzo di Aldo Nove Puerto Plata Market (1997); il club è citato in La tregua, romanzo scritto da Primo Levi e vincitore del Premio Campiello nel 1963 oltreché in alcuni saggi del giornalista Aldo Cazzullo, tra i quali I ragazzi di via Po del 1997, dov'è parte del contesto storico-culturale della società torinese degli anni 1950, e Il mistero di Torino del 2003, scritto con il giornalista sassolese Vittorio Messori, nel quale la Juventus viene descritta come una delle icone della città sabauda. Sempre nel 2003 i giornalisti Mario e Andrea Parodi hanno citato la Juventus allenata da Giovanni Trapattoni, campione d'Italia nel 1977 e 1978, all'interno del contesto storico e sociale della crisi politico-istituzionale dell'Italia di quegli anni, nel loro libro In bianco e nero.
Fumetti
La Juventus viene citata diverse volte nel corso della trama del manga giapponese Captain Tsubasa – con il nome di «Juvenile» nella versione in lingua italiana e come «F.C. Piemonte», se non con quello originale, nella versione in lingua giapponese nonché internazionale – e nei rispettivi sequel correlati, pubblicati in diversi mezzi di comunicazione, quali lanime Captain Tsubasa Road to 2002 (2001), il manga omonimo e il videogioco Captain Tsubasa V: Hasha no shōgō campione, come la squadra in cui milita durante la prima fase della carriera da professionista l'antagonista principale della serie, Kojirō Hyūga e, nel videogioco citato, anche di Ken Wakashimazu. Nel corso della trama delle succitate pubblicazioni, inoltre, compaiono alcuni personaggi ispirati a giocatori reali tesserati dalla società torinese che giocano per la squadra bianconera come il centrocampista Willem Arminius, ispirato a Edgar Davids, il regista e capitano della squadra Gustaph, a Zinédine Zidane, e il centravanti Theodul, a David Trezeguet o quelli del passato come Salvatore Gentile, ispirato al campione del mondo 1982 Claudio Gentile.
Altri fumetti nei quali la squadra torinese viene trattata sono Theo Calì (1973), primo fumetto prodotto in Italia in cui il protagonista era un calciatore opera del giornalista Italo Cucci e Paolo Morisi scritta con uno stile preso dal fotoromanzo, edita dalla Fotometalgrafica Emiliana e incentrata su un giocatore della Juventus presieduta allora da Giampiero Boniperti divenuto in una sorta d'antieroe, e Juve Ultrà (1991), distribuito da Italian Press Milano, su un gruppo di membri del tifo organizzato..
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