Il femminismo della seconda ondata corrisponde ad un periodo di attivismo e filosofie femministe iniziato nel corso gli anni 1960 negli Stati Uniti d'America, per poi di lì diffondersi in tutto il mondo occidentale e oltre. Negli Stati Uniti il movimento è durato fino ai primi anni ottanta.Sarah Gamble, ed. The Routledge companion to feminism and postfeminism (2001) p. 25 Più tardi è diventato un movimento mondiale che si è espresso ed ha avuto forza in Europa e in alcune parti dell'Asia, come la TurchiaBadran, Margot, Feminism in Islam: Secular and Religious Convergences (Oxford, Eng.: Oneworld, 2009) p. 227 e Israele, dov'è iniziato negli anni ottanta, mentre ha avuto altri momenti anche in svariati altri Paesi.Freedman, Marcia, Theorizing Israeli Feminism, 1970–2000, in Misra, Kalpana, & Melanie S. Rich, Jewish Feminism in Israel: Some Contemporary Perspectives (Hanover, N.H.: Univ. Press of New England (Brandeis Univ. Press) 2003) pp. 9–10
Mentre il femminismo della prima ondata o "prima ondata femminista" si concentrò principalmente sull'ottenimento del suffragio femminile e le questioni relative agli ostacoli giuridici all'uguaglianza di genere (ad esempio il diritto di voto e di proprietà), il femminismo della seconda ondata allargò il dibattito ad una più ampia gamma di questioni quali la sessualità, la famiglia, il lavoro e i diritti riproduttivi, le disuguaglianze de facto e quelle giuridiche ufficiali.
Il femminismo della seconda ondata ha inoltre anche richiamato l'attenzione sulla violenza domestica e sulle questioni inerenti allo stupro coniugale, sulla creazione di associazioni antistupro e sui centri di accoglienza per le donne traumatizzate e maltrattate, infine sui cambiamenti in atto nel diritto di custodia dei figli e di divorzio.
Molti storici ritengono che l'era femminista della seconda ondata in America abbia termine nei primi anni ottanta con le controversie intrafemministiche delle "guerre sessuali femministe" su questioni come la sessualità e la pornografia, che hanno inaugurato l'era della terza ondata femminista nei primi anni 1990.
Presentazione Dopo la prima guerra mondiale il movimento femminista rallentò la propria marcia anche se i paesi occidentali, uno dopo l'altro, concedettero il diritto di voto alle donne, che era sempre apparso come la richiesta più importante. L'ottenimento di questa vittoria non significò che la situazione delle donne fosse divenuta tutto ad un tratto simile a quella degli uomini, in quanto ad esempio la partecipazione nella vita politica era rimasta ancora di fatto interdettaThébaud, 1992, pag. 71.
Inoltre, in un'Europa che aveva perso milioni di uomini, alla donna venne dato il compito di protettrice della famiglia per garantire la necessaria ripopolazioneThébaud, 1992, pag. 69. L'immediato dopoguerra segna un ritorno significativo verso il passato per quanto riguarda le istanze femministe, come ad esempio spiega lo storico britannico Richard J. Evans nel suo libro The Feminists: Women's Emancipation Movements in Europe, America and Australasia 1840-1920: gli anni venti segnano la fine dell'epoca della "prima ondata femminista".
Anche se questa affermazione viene interpretata con prudenza da altri, ad esempio la statunitense Nancy F. Cott, che vede il periodo 1920-1960 più come un momento di transizioneThébaud, 1992, pag. 73. Secondo la maggior parte degli autori comunque la seconda ondata femminista iniziata in territorio statunitense e gradualmente diffusasi poi in altri paesi del mondo, copre il periodo che va dai primi anni sessanta all'inizio del 1980.
Panoramica per paese
Stati Uniti
La seconda ondata femminista in America del Nord fu una reazione ritardata contro la rinnovata domesticità delle donne a seguito della seconda guerra mondiale: il baby boom del dopoguerra nella seconda metà degli anni quaranta, che fu un'era caratterizzata da una crescita economica senza precedenti, segnò il passaggio (soprattutto nelle periferie) verso un orientamento ancora una volta tradizionale dell'idea di famiglia e dell'ideale matrimoniale. Questa situazione è stata chiaramente illustrata dai mezzi di comunicazione di massa del tempo; per esempio gli spettacoli televisivi come Papà ha ragione e Il carissimo Billy i quali proponevano un'immagine idealizzata della vita domesticaMurray Knuttila, Introducing Sociology: A Critical Approach (4th ed. 2008 Oxford University Press).
Prima della seconda ondata vi sono stati alcuni eventi importanti che ne hanno posto le basi movimentiste. La scrittrice e filosofa francese Simone de Beauvoir aveva già attorno agli anni quaranta esaminato la nozione di "essere donna" percepita come "alterità" nella società ancora immersa in una concezione di patriarcato; arrivò a concludere che l'ideologia centrale maschile viene accettata come una norma e attuata dalla continua evoluzione dei miti; e che il fatto che le donne siano in grado di rimanere incinte, di allattare e di avere le mestruazioni, non è in alcun modo una causa o una spiegazione valida per accantonarle come Il secondo sesso. Questo suo libro venne pubblicato per la prima volta in America nel 1953Moi, Toril, 'While we wait: The English translation of The Second Sex' in Signs: Journal of Women in Culture and Society vol. 27, no 4 (2002), pp. 1005–1035.
Nel 1960 la Food and Drug Administration approvò la pillola anticoncezionale orale combinata, che venne resa disponibile nel 1961Tone, Andrea (2001). Devices & Desires: A History of Contraceptives in America. New York: Hill and Wang.: ciò permise alle donne di avere una carriera professionale senza essere costrette d'improvviso ad abbandonarla a causa di un'inaspettata gravidanza.
L'amministrazione del presidente John Fitzgerald Kennedy fece dei diritti delle donne un tema fondamentale della Nuova Frontiera e chiamò delle donne (come Esther Peterson) a molti posti di alto rango nella sua amministrazione. Kennedy istituì anche una commissione presidenziale sullo status delle donne ("Presidential Commission on the Status of Women") presieduta da Eleanor Roosevelt e composta da funzionari del governo (tra cui Peterson e il Procuratore generale degli Stati Uniti d'America nonché suo fratello Robert Kennedy), oltre a senatori, rappresentanti, imprenditori, psicologi, sociologi, professori, attivisti e pubbliche autorità.
Vi erano anche azioni notevoli compiute da donne in una società divenuta più ampia, preannunciando così il loro più vasto impegno nella politica che si sarebbe verificato con l'esplosione della "seconda ondata". Nel 1961 50 000 donne in 60 città diverse vennero mobilitate da "Women Strike for Peace" per protestare contro gli esperimenti sul terreno della bomba atomica ed il latte contaminato.
Nel 1963 Betty Friedan, influenzata fortemente dall'opera di de Beauvoir, scrisse il best seller intitolato La mistica della femminilità; discutendo soprattutto di e con donne bianche, ella obiettò esplicitamente su come le donne sono state raffigurate nei media mainstream e su come rimanendo chiuse in casa hanno limitato le loro possibilità e sprecato potenziale.
Era stata aiutata a condurre quest'importante indagine usando le sue vecchie compagne di classe dello Smith College; il sondaggio ebbe a rilevare che le donne che svolgevano un ruolo in casa ma che nel contempo erano anche nella forza lavoro risultavano più felicemente appagate e soddisfatte della loro vita rispetto alle loro controparti rimaste casalinghe.
Le donne che rimanevano in casa mostravano sentimenti misti di agitazione e tristezza; ne concluse che molte di queste donne infelici erano cresciute nell'idea che non avrebbero dovuto avere alcuna ambizione esterna alla loro casa. Friedan descrisse tutto questo come "il problema che non ha nome"DuBois and Dumenil. Through Women's Eyes: An American History Since 1865. (Bedford; St Martin's,New York): la perfetta immagine della famiglia nucleare raffigurata e fortemente commercializzata al momento, scrisse, non rifletteva la felicità ed era piuttosto degradante per le donne. Questo libro è ampiamente accreditato per aver iniziato il femminismo della seconda ondata.
Sebbene sia largamente accettato che il movimento sia durato dagli anni sessanta agli inizi degli anni ottanta, gli esatti anni del movimento sono più difficili da interpretare e sono molto spesso contestati. La fase movimentista si crede possa aver avuto il suo inizio nel 1963 quando la "Mamma del Movimento" Friedan pubblicò il suo libro e la presidenza Kennedy presentò la relazione sulla disuguaglianza di genere della sua Commissione sullo status femminile.
Il rapporto rivelò che indubbiamente esistevano delle disuguaglianze di genere, ma raccomandò anche di appianarle attraverso il congedo di maternità retribuito, un maggior accesso all'istruzione e un aiuto alla cura dei figli. Questo, insieme al saggio di Friedan che parlava del malcontento di molte donne (soprattutto casalinghe), portò alla formazione di molti gruppi femminili locali, statali e federali, così come molte organizzazioni femministe indipendenti. Friedan aveva riferito dell'esistenza di un movimento già nel 1964.
Il movimento crebbe velocemente anche grazie a varie vittorie giuridiche ottenute, come l'"Equal Pay Act of 1963", il Civil Rights Act (1964) (al titolo VII) e attraverso "Griswold contro Connecticut", la sentenza della Corte suprema degli Stati Uniti d'America contro il Connecticut nel 1965. Nel 1966 Friedan si unì ad altre donne e uomini per fondare la National Organization for Women (NOW); Friedan sarebbe stata eletta prima presidentessa dell'organizzazione.
Nonostante i primi successi ottenuti sotto la guida di Friedan, la sua decisione di esercitare una pressione sull'"Equal Employment Opportunity" per utilizzare il titolo VII della " Civil Rights Act (1964)" per imporre ulteriori opportunità di lavoro tra le donne americane finì con l'incontrare una forte opposizione all'interno dell'organizzazione. Trovando argomenti tra alcuni membri afroamericani del gruppo molte delle leader del NOW erano convinte che il vasto numero di afroamericani maschi che vivevano al di sotto della soglia di povertà avevano bisogno di un maggior numero di opportunità di lavoro rispetto alle donne della classe medio-alta.
Friedan abbandonò la presidenza nel 1969. Intanto nel 1963 la giornalista freelance Gloria Steinem si era guadagnata una diffusa popolarità tra le femministe dopo aver scritto un diario durante il suo lavoro sotto copertura come coniglietta al Playboy Club; fu pubblicato in due parti tra maggio e giugno nella rivista Show. Nel suo diario Steinem affermò che il club stava maltrattando le sue cameriere per ottenere clienti maschi e sfruttare le "conigliette di Playboy" nella loro qualità di simboli dello sciovinismo maschile. rilevando che il manuale del club istruiva le conigliette su come comportarsi: "vi sono molti modi gradevoli che si possono impiegare per far crescere il volume di vendita di liquori del club".