Labbazia di San Pietro di Lobbes fu un'antica abbazia benedettina nei pressi della città belga di Lobbes, nella provincia dell'Hainaut. Fondata sulle rive della Sambre verso il 654 da san Landelino, ebbe un ruolo di primaria importanza nella vita religiosa, politica e intellettuale del Principato di Liegi, soprattutto all'inizio del secondo millennio. Fu incendiata, danneggiata e saccheggiata durante la rivoluzione francese nel 1794.
Fondazione L'abbazia appartiene alla prima generazione di monasteri creati nel paese merovingio, generalmente intorno a un eremo, la cui austera vita di santità impressionava e attraeva adepti che ne diventavano discepoli.
A Lobbes, fu san Landelino, un brigante convertito divenuto eremita, che attraeva. Accompagnato dai discepoli Adelino e Domiziano egli costruì alla confluenza del Laubacus (Laubach) e della Sambre, teatro delle imprese di brigantaggio della sua gioventù, un oratorio e alcune piccole celle per guardare e venerare le reliquie di santi che egli aveva portato con sé nel suo terzo pellegrinaggio a Roma.
Aumentato il numero di discepoli, quest'oratorio, dedicato a san Pietro apostolo, divenne il centro di una comunità monastica che esistette come tale dal 654.
Innamorato della solitudine Landelino lasciò Lobbes per installarsi a una decina di chilometri a valle lungo la Sambre e fondò l'abbazia di Aulne.
Priva di superiori all'altezza del loro compito, la comunità di Lobbes decadde. Idulfo, signore di Lobbes, e Pipino di Herstal, maestro di palazzo di Austrasia, fecero appello a Ursmaro, discepolo noto di Landelino, affinché assumesse lui la direzione.
Con l'afflusso di nuovi adepti si ampliarono gli edifici, gli introiti aumentarono grazie ai beni ceduti dai nuovi adepti: così Idulfo, che si ritirò nel convento, fece dono ad esso dei suoi beni, Pipino lasciò a Ursmaro il suo bosco di Forestaille e numerose dipendenze e inoltre destinò a Lobbes tutto ciò che Landelino aveva lasciato, cioè la chiesa di Aulne, con le sue dipendenze e le sue proprietà, il priorato di Wallers, ecc.Claude Demoulin, Aulne et son domaine, p. 29
Storia Dal VII al IX secolo Il vero fondatore dell'abbazia di Lobbes, e suo primo abate (dal 680) fu Ursmaro. Il 26 agosto 697, alla sua presenza, la chiesa abbaziale dedicata ai santi Pietro e Paolo, posta a suo tempo in cantiere da Landelino, venne consacrata. Poiché la presenza di reliquie di san Pietro impediva qualsiasi altra inumazione nella chiesa abbaziale, Ursmaro fece erigere un'altra chiesa su una collina vicina, che fu all'origine della collegiale di Sant'Ursmaro. Come aveva fatto per Lobbes, Ursmaro divenne anche l'animatore dell'abbazia di Aulne, altra fondazione del suo maestro spirituale Landelino.
Sant'Erminio fu il secondo abate di Lobbes. Egli lasciò una prima opera, Vita Ursmari, con la quale ebbe inizio l'attività intellettuale dell'abbazia, la cui biblioteca si arricchì nel corso dei secoli. A sant'Erminio successe sant'Abele, missionario scozzese, monaco di Lobbes salvo che per un effimero periodo in cui fu vescovo di Reims, e poi Teodulfo di Lobbes. I sarcofagi merovingi di sant'Ursmaro, sant'Erminio e sant'Abele si trovano nella cripta della collegiale di Sant'Ursmaro di Lobbes.
Dal 732 al 737, Carlo Martello, figlio illegittimo di Pipino di Herstal, respinse i musulmani verso i Pirenei e di fatto divenne il sovrano del regno franco, del quale faceva parte Lobbes. Egli ne approfittò per creare una classe di guerrieri che avessero le risorse corrispondenti al ruolo che si attendeva da essi. Una gran distribuzione di terre fu fatta a favore dei parenti del maestro di palazzo, che non esitò a secolarizzare, a questo fine, un buon numero delle terre ecclesiastiche. L'abbazia di Lobbes fu assegnata al vescovo di Liegi, che acquisì la temporalitàPotere temporale conferito a un personaggio o a una funzione che già rappresenta un potere spirituale. nel 728.Henri Pirenne, Histoire de l'Europe, pp. 40-42Demoulin, 1980, p. 29
Al beato Ansone (776 - 800) succedettero una decina di abati "usurpatori", ovvero commendatari quali Uberto I dall'864 all'868, cognato del re Lotario II e che, dopo aver cacciato l'abate Arberto, diresse l'abbazia e la spogliò dei suoi beni che distribuì alle persone del suo seguito; Ansegisio (868-871), abate nominato dal re Lotario II, Carlomanno (871-873), figlio di Carlo il Calvo dal quale ottenne la carica di abate, ma della quale fu spogliato dopo essersi ribellato al padre, e Ugo I (880-888), figlio di Lotario II e di Waldrada.
Nell'882, i Normanni - Danesi – risalirono il corso della Sambre: i monaci di Lobbes e di Aulne, seguiti dagli abitanti vicini, si rifugiarono nel castello di Thuin, costruito dai monaci di Lobbes e ritenuto inespugnabile grazie alla sua posizione, su una roccia a strapiombo, e al gran numero di difensori che poteva ospitare. La fortezza resistette e poco dopo Luigi di Sassonia li sconfisse a Thiméon, ove persero circa 9 000 uomini.
Francone, abate e futuro vescovo di Liegi, ottenne da Arnolfo di Carinzia, re di Germania, l'autorizzazione ad annettere la direzione dell'abbazia alla sede episcopale di Tongres-Maastricht-Liegi. In effetti, Francone fu subito promosso, nell'888, abate di Lobbes da Arnolfo di Carinzia. Poi, con un diploma del 15 novembre 889, quest'ultimo fece dono dell'abbazia al vescovo di Liegi, dividendo i ricavi in due parti: una riservata ai religiosi e l'altra al vescovo.Èmile Poumon, Abbayes de Belgique, p. 97 In definitiva, Francone ricevette da Arnulfo 155 villaggi che gli appartenevano e le prebende e il patrimonio dell'abbazia, alienati dai suoi predecessori. Ma la generosità del re volle una contropartita: l'esercito di Francone aiutò quello di Arnulfo a riportare una vittoria decisiva sui Normanni a Lovanio nel settembre dell'891. Le dipendenze di Aulne, di Wallers-en-Fagne e di Crespin furono spogliate e distrutte a livelli diversi. .Claude Demoulin, Aulne et son domaine, pp. 41 - 43Gustave Boulmont, Les fastes de l'abbaye d'Aulne la riche de l'ordre de Cîteaux, pp. 90-91
Con Francone (888-901), ultimo abate commendatario e primo abate concordatario il destino dell'abbazia si legò strettamente a quello della diocesi, tutti i vescovi di Liegi fino a Éracle (960) furono anche abati di Lobbes.
Alla fine del IX secolo Francone fece abbattere la chiesa consacrata sotto Ursmaro nel 697 e pose la prima pietra di una chiesa più spaziosa e più splendida, la cui descrizione figurerà nella Chronique de Lobbes, scritta da Folquino di Lobbes verso il 980. Essa fu consacrata nel 903 da Dodilone, vescovo di Cambrai, sotto l'abbaziato di Stefano di Tongern, vescovo di Liegi, confermato come abate di Lobbes con atto emesso ad Aquisgrana nel 908 da Ludovico IV, re di Germania.
X e XII secolo Dal 920 al 922, la nomina dell'abate di Lobbes fu oggetto di una lotta di influenze tra i detentori del potere politico o religioso. Ilduino, monaco benedettino, era stato abate di Lobbes dall'873 all'880. Candidato nel 920 alla sede vescovile di Liegi, con il sostegno di Gilberto di Lotaringia, figura di spicco dell'aristocrazia lotaringia, che intratteneva cordiali rapporti con il re di Germania, Enrico I di Sassonia, Ilduino, nel 920, fu eletto vescovo di Liegi dall'arcivescovo Ermanno di Colonia. Ma questa elezione improvvisa, appena nota alle autorità ecclesiastiche, fu disconosciuta e Ilduino fu subito scomunicato dal re Carlo III di Francia, sostenuto da papa Giovanni X, che nominò al suo posto Richerio. Durante questi due anni di lotte Ilduino amministrò l'abbazia mantenendovi elevato il livello degli studi.
Sotto l'abbaziato di Faraberto (947 - 953), il lassismo entrò nell'abbazia: l'abate vi attirò una folla di estranei ai quali accordava un'ospitalità così prodiga che l'abbazia fu chiamata "La valle dell'oro" e queste presenze contribuirono al rilassamento della disciplina monastica.
Al termine dell'abbaziato, contro la volontà reale, venne eletto vescovo di Liegi Balderico I (956-959), ancora infante, grazie all'appoggio dello zio Balderico, principe-vescovo di Utrecht e degli zii Reginardo III, conte di Hainaut e del di lui fratello Rodolfo, conte di Maasgau. Riconoscente, Balderico diede l'abbazia in commenda al conte di Hainaut, che subito impose esazioni e commise violenze sacrileghe.
Il 2 aprile 955, cavalieri nomadi originari dell'Ungheria dilagarono nella zona e, una volta ancora, i monaci dell'abbazia di Aulne e di Lobbes e gli abitanti dei paesi circostanti cercarono rifugio nel castello di Thuin, da poco occupato da Reginardo III, conte di Hainaut, che rifiutò loro l'accesso. Essi si rifugiarono nella chiesa superiore, l'attuale chiesa di sant'Ursmaro, fortificata urgentemente per l'occasione e resistettero a un migliaio di assalitori magiari; una pioggia torrenziale provvidenziale si abbatté su di essi che, credendo a un prodigio, levarono l'assedio. Ma una volta di più l'abbazia fu saccheggiata e vi furono parecchie vittimeDemoulin, 1980, pp. 43-44
Nel 961 Éracle, vescovo di Liegi e abate di Lobbes, lasciò il suo incarico di abate per dedicarsi esclusivamente alla diocesi di Liegi. Egli diede ai monaci di Lobbes la libertà di eleggere il proprio abate, ma più della metà dei beni abbaziali, tra cui la dipendenza di Aulne, rimasero proprietà della cattedrale di Liegi. Su richiesta di Éracle, la Santa Sede autorizzò gli abati di Lobbes a portare gli ornamenti pontificali, assegnò loro il primo posto dopo i vescovi, permise loro di officiare pontificali in assenza di questi ultimi, li dichiarò vicari in perpetuo del vescovo di Liegi, confermò ai monaci il diritto di eleggere il loro abate, ma impose a quest'ultimo di rendere omaggio al vescovo di Liegi dopo la sua elezione.
Il primo abate eletto in sostituzione di Éracle, Aletrano (961-965), fu un buon amministratore, riportò la pace, l'ordine e la disciplina nella comunità monastica e sotto il suo abbaziato l'abbazia riprese un poco della sua indipendenza, perduta nell'888.
Éracle scelse per successore di Aletrano il monaco Folcuino di Lobbes (965-990), contestato fin dall'inizio. Questi fu soppiantato nel periodo 971-972 da Raterio di Verona, ma ristabilito nella carica da Notgerio, vescovo di Liegi. Egli rilevò l'abbazia incendiata dai magiari e iniziò il restauro della chiesa abbaziale di San Pietro, semidistrutta, che dotò di un jubé e che arricchì di dipinti murali e oggetti preziosi.
Nel 979 ottenne da papa Benedetto VII la conferma e ratifica dei privilegi concessi all'abbazia, in particolare quelli relativi al divieto di inumare i monaci o altri notabili nella chiesa abbaziale di San Pietro.
La prosperità dell'abbazia diede corso a lavori d'ingrandimento e d'abbellimento. Erigerio (990-1007) fece abbellire la chiesa abbaziale costruendovi anche un oratorio dedicato a san Benedetto da Norcia.
Sotto l'abbaziato d'Ingobrand (1007-1020), fu edificata una terza chiesa abbaziale, che fu tuttavia completata solo nel 1036. Essa fu costruita con pietre irregolari appena squadrate, spesso in arenaria, troppo dura per essere tagliata.Demoulin, 1980, p. 45
Riccardo di Saint-Vanne divenne abate di Lobbes nel 1020, su richiesta di Wolbodo, vescovo di Liegi (e futuro santo), per applicarvi la "Riforma lorenese", destinata a estirpare gli abusi. Nel 1033 egli rimise il suo titolo nelle mani di Reginardo, vescovo di Liegi.
Il quarto anno della prelatura di Ugo III (1033-1053), la chiesa abbaziale di San Pietro fu consacrata per la terza volta dal principe-vescovo Reginardo di Liegi e dal vescovo Gerardo di Cambrai, anche se non fu terminata che sotto la prelatura di Adelardo (1054-1077).
Dal 1054 l'abbazia fu completamente devastata dalla guerra tra Baldovino VI di Fiandra, secondo marito di Richilde di Hainaut, ed Enrico III il Nero, imperatore del Sacro Romano Impero.