Il Postumanesimo è un neologismoMichele Brambilla, Corriere della Sera, 8 giugno 1996, p. 29 che si riferisce a una corrente di pensiero secondo la quale l'umanità può essere plasmata, trascesa o eradicata a causa dello sviluppo tecnologico o per mano di un generico processo evolutivo. In verità, il postumanesimo non è un concetto omogeneo, ma piuttosto un termine 'ombrello' che comprende una varietà di approcci e scuole di pensiero, che hanno in comune il rifiuto dell'umanesimo. Il pensiero postumanista ha per obiettivo la decostruzione o il superamento di concetti contrapposti (dicotomie), come il divario tra umano e non-umano, quello tra soggetto ed oggetto o tra mente e corpo, abbandonando gli ideali tradizionalisti su questi temi, il pensiero postumanista si oppone a una visione dualistica e gerarchica della realtà. Il postumanesimo mette in luce come queste dicotomie presuppongano una gerarchia di potere, nella quale uno dei due poli è sistematicamente posto in una posizione di svantaggio. All'interno dello spettro del postumanesimo ricadono vari pensieri filosofici come il nuovo materialismo e le teorie legate all'antropocene.
Il termine postumano o post-umano è un ulteriore neologismo originario della fantascienza, la futurologia, l'arte contemporanea e la filosofia ed indica una persona o entità che esiste in uno stato successivo a quello della specie umana. Secondo l'enciclopedia Treccani, il termine si riferisce a un processo attraverso il quale l'essere umano vede alterate o perde le qualità umane che lo caratterizzano. Il postumano trova ampio respiro in ambiti moderni delle scienze come l'informatica e particolarmente le biotecnologie, dove idealisti o filosofi della scienza ipotizzano un futuro in cui sarà possibile trasformare fisicamente e mentalmente l’uomo in qualcosa di nuovo, un essere ibrido, umano e non umano. Secondo Mads Rosendahl Thomsen e Jacob Wamberg, il postumano indica il pensiero che si concentra sulla possibilità futura di attuare modifiche tecnologiche deliberate del corpo umano (concetto di cyborg), traendo ispirazione dall'antropocene, esso affronta temi quali gli effetti indesiderati e negativi della tecnologia sugli ambienti del pianeta.
La corrente di pensiero umanista pone l'uomo in netta separazione dalla natura, conferendo alla specie umana una propria autonomia e centralizzazione, il postumanesimo invece non affronta solo il confine ontologico tra umano e naturale, bensì tenta di porre fine al tentativo della specie umana di definire la natura e l'universo come elementi distinti dall'umano, al fine di costruire un'identità umana meno restrittiva, capace di includere al proprio interno tutte le forme di vita esistenti. L'approccio postumano ci chiede di sostenere l'intero organismo della vita.
Il postumanesimo ha un testo programmatico, The Posthuman ManifestoRobert Pepperell, Manifesto del postumano. Capire come il mondo cambia è cambiare il mondo tratto da un libro di Robert Pepperell, The Posthuman Condition: Consciousness Beyond the Brain. Tuttavia, sebbene il lavoro di Pepperell sia rilevante, il postumanesimo resta un movimento estremamente frammentato e di fatto privo di un manifesto riconosciuto su scala globale.
La prospettiva postumanista La visione postumanista prevede una rivisitazione degli schemi interpretativi di stampo umanistico nel momento in cui i progressi dell’informatica e delle biotecnologie arrivano a cambiare la natura umana. Il progresso scientifico si propone di raggiungere nuove dimensioni oltre i confini naturali dell’uomo, di modificare lo sviluppo dell’umanità futura. Ciò significa che i naturali tratti umani si integrano con quelli non umani giungendo alla creazione d'individui ibridi con nuove capacità fisiche e cognitive. L’uomo trarrà vantaggio da questa trasformazione assumendo nuove peculiarità e capacità, come sconfiggere l’invecchiamento e migliorare le proprie condizioni di salute se compromesse.
Questo radicale cambiamento insito nelle potenzialità tecnologiche frutto dell’uomo impatta sulle precedenti tradizioni umanistiche: per la prima volta la specie umana evolverebbe in una specie trasformata dalla tecnologia e quindi vista da buona parte della comunità con diffidenza e timore. L’uomo si congiungerà con la tecnologia a livello biologico, perderà la propria unicità in virtù di una pluralità che si afferma nei due sensi: riconoscimento di uno statuto assegnato alla diversità, che non è considerata una devianza o un rumore ma il principio stesso dell'essere; ammissione di un policentrismo ontologico dove qualunque tentativo di assegnare un centro gravitazionale e una misura di approssimazione viene a decadere. L'ammissione di uno statuto alla diversità cambia il modo di leggere sia l'identità che l'alterità, dando luogo a quell'immagine pluriversale che sta alla base del postumanesimo. L’umanità entra in contatto con una tecnologia capace di adattarsi al corpo dell’uomo. Essa oggi non rappresenta più solo uno strumento esterno di miglioramento delle condizioni di vita e del benessere generale, ma diventa parte stessa dell’uomo. L’identità dell’uomo si appresta a mutare, a cambiare, a divergere dai tratti essenziali e unici che finora l’avevano caratterizzata. I cambiamenti generati da questa trasformazione metterebbero in discussione il comportamento dell’uomo, creando un dibattito etico fra chi sostiene che sia giusto un cambiamento di tale portata, e che possa aiutare l'uomo a progredire nella civiltà e chi invece lo interpreta come sbagliato, dannoso, insano.
Interfacce Ibride: supersensi, sistemi cyborg e corpi ibridi
La tecnologia che entra a fare parte del corpo umano cambia il modo di rapportarsi con l'esterno. L'attività sensoriale è affiancata dalla mediazione della tecnologia, che costituisce una nuova interfaccia sul mondo. L'introduzione di nanotecnologie e informatica ibrida nell'organismo cambia la normale percezione e cognizione delle cose e del mondo. L'unione del corpo umano con la tecnologia realizzata all'interno dell'organismo pone le basi per la nascita d'individui, dotati di nuovi attributi e capacità. L'uomo e la modificazione delle sue caratteristiche psico-fisiche diventano oggetto di manipolazione diretta e rendono necessaria una rivalutazione del concetto di uomo, sotto diversi profili, umanistici, filosofici e biologici.
La capacità dell'uomo di innestare in sé stesso elementi inorganici di natura tecnologica ne può cambiare radicalmente l'aspetto interiore ed esteriore, trasformandolo in un cyborg. Questa nuova forma ibrida sostituisce la visione umanista dell'uomo e apre una serie di nuove questioni filosofiche concernenti l'etica e la natura umana.
Soprattutto per le nuove generazioni, la combinazione tra corpo carnale e corpo virtuale più determinare forme di ibridazione dell'identità e possibili effetti negativi sulla formazione dell'identità.
Iniziative contemporanee e movimenti correlati
Dipartimento Europeo Tutela Androidi (DETA) Tra le iniziative culturali sorte nel XXI secolo e legate al dibattito postumanista figura il Dipartimento Europeo Tutela Androidi (DETA), un progetto nato in Italia e impegnato nella discussione pubblica sui diritti e sulle forme di tutela degli agenti artificiali. L'attività del DETA si concentra in particolare sui temi della cooperazione uomo–macchina, sulla dignità attribuibile ai sistemi intelligenti e sulle implicazioni etiche dell'impiego di automi in contesti sociali, sanitari e produttivi.
Il movimento promuove incontri, conferenze e iniziative divulgative riguardo alla possibilità di riconoscere forme di responsabilità e tutela per gli androidi e, più in generale, per i sistemi artificiali avanzati. Pur non rappresentando un ente istituzionale, il DETA è citato come esempio di fenomeno socio-culturale che amplia il dibattito postumanista verso concetti quali la robosimbiotica, la coesistenza uomo–macchina e la ridefinizione dei confini della soggettività nell'era dell'intelligenza artificiale.
Transumanesimo
Il Transumanesimo è un movimento culturale e intellettuale che aspira a rivoluzionare la condizione umana, e scorge nella scienza e nella tecnica gli strumenti attraverso i quali l'uomo possa evolvere consapevolmente e controllare così il proprio destino.
L'ideologia transumanista, con un carattere prevalentemente laico, sostiene che non esistano forze sovrannaturali che guidino l'umanità. Si cerca di promuovere l'applicazione della scienza e delle tecnologie per migliorare le condizioni di vita degli uomini, aumentare la ricchezza, rendere più efficienti le cure mediche, curare le disabilità, ridurre la malnutrizione e contrastare i governi oppressivi.
I sostenitori del transumanesimo vogliono condurre l'uomo a diventare un nuovo essere che diverga dal modello darwiniano. Non si tratta di raggiungere un ulteriore stadio evolutivo ma di liberarsi dai tratti naturali della specie umana che hanno accompagnato l'uomo per tutto il corso della sua evoluzione.
Al di là di una somiglianza superficiale tra postumanesimo e transumanesimo, diversi studiosi, sia postumanisti sia transumanisti, hanno evidenziato i profili di radicale incompatibilità tra i due concetti.
Principi transumanisti L'umanità sarà profondamente trasformata dalla scienza e dalla tecnologia del futuro. Prevediamo la possibilità di ampliare il potenziale umano tramite il superamento dell’invecchiamento, delle limitazioni cognitive, della sofferenza involontaria e della nostra prigionia sul pianeta Terra. Crediamo che il potenziale dell'umanità sia ancora in gran parte irrealizzato. Esistono possibili scenari che conducono a condizioni meravigliose, ed estremamente utili, di miglioramento umano. Siamo consapevoli di come l'umanità si trovi ad affrontare gravi rischi, in particolare derivanti dal cattivo uso delle nuove tecnologie. Esistono scenari realistici che conducono alla perdita di gran parte, se non della totalità, di ciò che consideriamo prezioso. Alcuni di questi scenari sono drastici, altri più sfuggenti. Nonostante ogni progresso implichi cambiamento, non ogni cambiamento implica progresso. Sforzi di ricerca sistematici vanno indirizzati alla comprensione di tali prospettive. È necessario valutare con attenzione il modo migliore per ridurre i rischi e al contempo accelerare le applicazioni benefiche. Sono altresì necessari luoghi di incontro dove poter discutere in modo costruttivo su ciò che dovrebbe essere fatto, nonché un ordine sociale in cui decisioni responsabili possano essere implementate. La riduzione dei rischi esistenziali, lo sviluppo dei mezzi per la preservazione della vita e della salute, l’alleviamento delle sofferenze gravi, e il miglioramento della lungimiranza e della saggezza umana dovrebbero essere perseguiti come priorità urgenti, e generosamente finanziati. La formulazione delle politiche dovrebbe essere guidata da una visione morale responsabile e inclusiva, prendendo sul serio sia opportunità che rischi, rispettando l’autonomia e i diritti individuali, mostrando solidarietà e preoccupazione per gli interessi e la dignità di tutte le persone nel mondo. Dobbiamo anche considerare le nostre responsabilità morali nei confronti delle generazioni future. Sosteniamo il benessere di tutti gli esseri senzienti, compresi gli esseri umani, gli animali non umani, e qualunque altra futura mente artificiale, forme di vita modificate, o altre intelligenze a cui il progresso tecnologico e scientifico possa dar luogo. Siamo favorevoli che agli individui venga riconosciuta un’ampia libertà di scelta su come condurre le proprie vite. Ciò include l'uso di tecniche che possano essere sviluppate per aiutare la memoria, la concentrazione, l’energia mentale; terapie di estensione della vita; tecnologie di scelta riproduttiva; procedure crioniche; e molte altre possibili modificazioni umane e tecnologie di miglioramento.
Arte Post-Human