La leucodermia (dal greco λευκός, leukós, «bianco» e δέρμα, dèrma, «pelle») o leucoderma o ipopigmentazione è una condizione cutanea caratterizzata da una riduzione permanente o cronica della normale pigmentazione cutanea dovuta prevalentemente alla melanina.. La riduzione della melanina è chiamata anche ipomelanosi. L'ipomelanosi dovuta alla riduzione o assenza di melanina, dovuta sia a carenze nella produzione sia a difetti nel trasferimento dei melanosomi dai melanociti ai tessuti circostanti, è chiamata melanopenica. L'ipomelanosi dovuta alla riduzione o assenza dei melanociti è chiamata melanocitopenica. Può verificarsi associata ad un ampio spettro di malattie, disturbi o condizioni cutanee; anche di alcune che non influiscono direttamente sulla melanogenesi o sulla melanina come il nevus anemico.

Vissuta come un problema prevalentemente estetico, la leucodermia può avere conseguenze psicologiche e relazionali rilevanti, soprattutto se si verifica sulle parti esposte del corpo come il viso, il collo o degli arti. Ciò è particolarmente vero per la vitiligine, che alcuni autori in lingua inglese chiamano anche leucoderma; ma anche per la depigmentazione seguita alle ustioni, la leucodermia associata al lupus eritematoso discoide e le lesioni congenite come nevi e piebaldismo. La leucodermia non è contagiosa.

Classificazione La leucodermia può essere classificata come genetica (congenita e non), acquisita o indotta in funzione delle sue cause. Una ampia gamma di leucodermie indotte dall'esposizione topica o sistemica a specifiche sostanze chimiche sul posto di lavoro è definita leucodermia occupazionale. La leucodermia può essere anche classificata come melanopenica, melacitopenica e amelanotica in funzione della difetto nella melanina o nei melanociti o in nessuno dei due.

Classificazione delle leucodermiefattori causali prevalenti leucodermia melanocitopenica leucodermia melanopenica leucodermia amelanoticachimici depigmentanti melanocitotossici fenolici o catecolici, metalli pesanti (mercurio, piombo), alcuni acidi dioici Depigmentanti inibitori della tirosinasi, retinoidi e glucocorticoidi fisici ustioni, traumi, cicatrici, smagliature, laser endocrini malattia di Addison, ipotiroidismo genetici vitiligine, piebaldismo, sindrome di Alezzandrini, sindrome di Vogt-Koyanagi-Harada, sindrome di Waardenburg, sindrome di Tietz, ipomelanosi di Ito, sindrome di Hermansky–Pudlak albinismo oculocutaneo tipo I e III, sindrome di Chédiak-Higashi, sindrome di Cross–McKusick–Breen nevo anemicoinfiammatori micosi, pitiriasi lichenoide cronica lebbra, sifilide, sarcoidosi, pitiriasi versicolor anello di Woronoffneoplastici nevo di Sutton, leucoderma acquisito centrifugo melanoma (halo) nutrizionali carenza di vitamina B12 misti scleroderma acne, pitiriasi alba, ipomelanosi guttata idiopatica, leucoderma di Vagabond anemia, edema

Trattamento

I possibili trattamenti dipendono dalle cause. La leucodermia più comune, dovuta alla vitiligine, viene tipicamente trattata con corticosteroidi o fototerapia o trattamenti combinati, ma nei casi più gravi si può ricorrere al trapianto autologo di tessuti cutanei o di colture di melanociti sani.

Società e cultura La modifica dell'apparenza causata dalla leucodermia può influenzare il benessere emotivo e psicologico di una persona e può creare difficoltà nel ottenere o mantenere relazioni sociali. Le persone con questo disturbo possono sperimentare stress emotivo, soprattutto se si sviluppa la leucodermia nelle aree visibili del corpo, come il viso, le mani, le braccia, i piedi oppure nei genitali.

Note

Voci correlate Depigmentazione Melanogenesi

Categoria:Malattie della cute