I Carposinidi (Carposinidae ) sono una famiglia di lepidotteri diffusa in tutti i continenti con quasi 300 specie.

Etimologia Il nome della famiglia si forma da quello del genere tipo, Carposina , che a sua volta trae origine dal termine greco καρπός (carpós=frutto), con riferimento al fatto che queste falene allo stadio larvale attaccano alcune piante da frutto.

Descrizione I membri di questa famiglia sono falene eteroneure appartenenti ai Ditrysia, con taglia da piccola a media (10-40 mm, eccezionalmente 50 mm) e abitudini principalmente notturne.

Secondo Minet (1986), le principali caratteristiche autapomorfiche della famiglia (così come per i Copromorphidae) sarebbero fondamentalmente due: 1) ala anteriore con "ciuffi" di scaglie sollevate sulla pagina superiore; 2) ala posteriore con un "pettine" cubitale (una sorta di frangia di scaglie piliformi disposte in prossimità della base della cubito). In alcuni generi, il secondo carattere è presente solo nelle femmine o addirittura assente in entrambi i sessi.

Un possibile carattere distintivo tra le due famiglie dei Carposinoidea è rappresentato dalla presenza di una venulazione alare pressoché completa nei Copromorphidae, mentre nei Carposinidae, che probabilmente si sono evoluti in un secondo tempo, è spesso più ridotta.

Il processo anterolaterale sul II sternite è sovente allungato e ricurvo, e la sua quasi completa assenza in taluni generi è da considerarsi un'evoluzione secondaria. L'edeago è munito di un coecum penis. Nella larva, di regola gli stigmi sono lievemente protrusi, e quelli sull'VIII somite addominale appaiono un po' più grandi e spostati verso la superficie dorsale. Anche questi particolari anatomici potrebbero essere considerati autapomorfici per le due famiglie dei Carposinoidea.

Adulto Capo Il capo presenta piccole scaglie frontali, non molto sollevate e tutte rivolte verso il basso, nonché ciuffi di scaglie più o meno sollevate ai lati del vertice.

Gli ocelli possono essere presenti, ma mancano i chaetosemata.

Nell'apparato boccale, i palpi mascellari presentano da uno a tre articoli. La spirotromba è presente e priva di scaglie. I palpi labiali sono sviluppati e diritti oppure rivolti verso l'alto.

Le antenne sono di forma variabile, ma con lo scapo privo di un pecten.

Torace Nelle zampe, l'epifisi è presente e la formula degli speroni tibiali è 0-2-4; la metatibia può essere liscia oppure provvista di lunghe scaglie piliformi alquanto arruffate.

Nell'ala anteriore, lo pterostigma è più o meno sviluppato a seconda del gruppo. La spinarea è sempre presente. Nella femmina, il frenulum è costituito di regola da due o tre setole. In alcuni casi tutte le nervature sono separate, ma talvolta, al contrario, si osserva la confluenza tra Rs ed Rs, oppure tra Rs ed Rs, o ancora tra M e CuA. CuP può essere robusta e libera oppure fortemente ridotta, mentre 1A+2A presenta una breve biforcazione basale. Sono ben distinguibili i caratteristici "ciuffi" di scaglie sollevate.

Nell'ala posteriore è di regola assente M e spesso anche M. M e CuA possono essere unite completamente o solo parzialmente, oppure correre separate per tutta la propria lunghezza. CuP è sempre presente e ben definita. A ridosso della base di CuA, si osserva una sorta di "pettine", costituito da una frangia di scaglie piliformi. 1A+2A può mostrare una breve biforcazione basale, mentre 3A è presente.

Addome Nell'addome dei maschi si osserva una coppia di coremata, posti in prossimità del margine posteriore, talvolta situati anche nella parte anteriore.

Nell'apparato genitale maschile l'uncus è ben sviluppato, ma non bifido come in alcuni Copromorphidae. I socii sono assenti, mentre lo gnathos può essere presente e avere una struttura complessa e dentellata. Le valve possono essere semplici oppure alquanto allungate e ricurve. Il vinculum risulta privo di saccus. L'edeago presenta un coecum penis, qui più allungato che nei Copromorphidae, e uno o più cornuti.

Nel genitale femminile, l'ovopositore può essere alquanto allungato. Le apofisi posteriori sono più lunghe di quelle anteriori. Il ductus bursae è membranoso e il corpus bursae e provvisto di un signum.

Uovo L'uovo può essere sferico e giallastro, come nel caso di Carposina sasakii.

Larva Le larve possiedono di regola una cuticola densamente rivestita di spinule smussate, ma non si osserva la presenza di setole secondarie. A maturazione completa non superano i 12 mm, ma in alcuni generi tropicali possono arrivare a 30 mm.

Capo Il capo è ipognato oppure semiprognato. Il frontoclipeo appare più allungato che largo. Sono presenti sei stemmata per lato, di cui i primi cinque su un semicerchio e il sesto un po' più distante. Le setole anteriori A1, A2 ed A3 sono disposte a triangolo ottuso, con A2 più lontana dagli stemmata. Possono essere presenti setole rette da tubercoli, nonché processi ben sviluppati e articolati sul submento (di struttura più semplice di quanto ravvisabile nei Copromorphidae). I suddetti processi variano considerevolmente a seconda del gruppo preso in considerazione, da semplici protuberanze non ramificate, fino a vere e proprie appendici con funzione non ancora chiarita; un'analisi più dettagliata ha rivelato, in alcune di queste strutture, la presenza di tessuto muscolare, sebbene potrebbero anche avere una funzione sensoriale o ghiandolare; resta valida l'ipotesi che possano essere in relazione funzionale con l'attività della filiera; probabilmente solo l'osservazione del comportamento degli esemplari in vita potrà risolvere la questione.

Torace Nel protorace, alquanto sviluppato, le setole laterali L sono due e si trovano sempre sullo stesso pinaculum. Gli spiracoli protoracici sono un po' più ingranditi.

Come nei Copromorphidae, la setola subventrale SV è singola sul meso- e sul metatorace.

Addome Nell'addome, nei primi otto segmenti, la setola laterale L2 è disposta anterodorsalmente rispetto a L1, ma non molto lontana da quest'ultima. La setola subdorsale SD1 è collocata dorsalmente rispetto agli spiracoli. La setola dorsale D1 è presente sul IX segmento, a differenza di quanto si osserva nei Copromorphidae. Il gruppo SV è a singola setola nei segmenti VIII e IX, a doppia setola nei segmenti I e VII, a tripla setola nel segmento II e a quadrupla setola nei segmenti dal III al VI. L'VIII segmento può avere spiracoli più sviluppati.

Le pseudozampe non sono molto robuste e appaiono un po' più corte di quelle dei Copromorphidae; sono presenti sui segmenti III-VI e X, con uncini disposti su un singolo ordine.

Pupa La pupa è relativamente tozza e di tipo obtecto, con appendici fuse tra loro e col resto del corpo, ma possiede un tegumento fragile e traslucido, da cui si scorgono i profili del capo e del torace. Sul capo è presente una sutura epicraniale. Il labrum è ben sviluppato e fiancheggiato da lobi piliferi triangolari o più in generale dalle mandibole. I palpi mascellari sono ridotti, mentre quelli labiali sono esposti, così come i profemori. Il protorace è breve. I segmenti addominali V-VII (nel maschio) e V-VI (nella femmina) sono mobili. Non sono presenti spinule sulla superficie dei tergiti addominali. Il cremaster è rappresentato da gruppi di setole dall'estremità uncinata.

Biologia

Ciclo biologico La biologia di parecchie specie è poco conosciuta, tuttavia, in linea generale, gli adulti hanno principalmente abitudini notturne e durante il giorno restano in posizione di riposo, sulla corteccia delle piante o sulle pietre.

Le uova sono deposte singolarmente sulla pianta nutrice.

Le larve sono per la maggior parte minatrici fogliari o comunque si alimentano in zone nascoste, al riparo dai potenziali predatori, in mezzo a foglie unite tra loro, oppure sopra o dentro a un frutto. Alcune specie provocano la formazione di cecidi.

L'impupamento può avvenire all'interno della galleria scavata dalla larva, oppure lontano dalla pianta nutrice, in un bozzolo di solito ricoperto con frammenti del detrito, sul terreno oppure all'interno di una fessura. Non si ha fuoriuscita della pupa dal bozzolo o dal riparo, prima dell'emersione dell'adulto.

Alimentazione

Le larve appartenenti a questo taxon si alimentano su un gran numero di piante nutrici; va considerato che in alcuni casi una specie può essere marcatamente polifaga e attaccare i vari membri di un unico genere vegetale, o anche di generi differenti. La lista riportata qui sotto non ha pertanto pretese di completezza. Tra le piante ospite, ricordiamo, a titolo di esempio:

Berberidaceae Juss., 1789 Berberis L., 1753 Berberis vulgaris L., 1753 (crespino) Campanulaceae Juss., 1789 Clermontia Gaudich., 1829 Clermontia arborescens (H.Mann) Hillebr., 1888 Clermontia kakeana Meyen, 1835 Cyanea Gaudich., 1829 Cyanea humboldtiana (Gaudich.) Lammers, Givnish & Sytsma, 1993 Casuarinaceae R. Br., 1814 Casuarina L., 1759 Casuarina equisetifolia L., 1759 (casuarina delle spiagge) Celastraceae R. Br., 1814 Cassine L., 1753 Cassine australis (Vent.) Kuntze, 1891 Cornaceae Bercht. ex J. Presl, 1825 Cornus L., 1753 Cornus racemosa Lam., 1786 Cunoniaceae R. Br., 1814 Schizomeria D.Don, 1830 Schizomeria ovata D.Don, 1830 Elaeocarpaceae Juss. ex DC, 1824 Aristotelia L'Hér., 1785 Aristotelia serrata (J.R.Forst. & G.Forst.) Oliv., 1921 Elaeocarpus L., 1753 Elaeocarpus bifidus Hook. & Arn., 1832 Ericaceae Juss., 1789 Brachyloma Sond., 1845 Leucopogon R. Br., 1810 Leucopogon attenuatus A.Cunn., 1825 Styphelia Sm., 1795 Vaccinium L., 1753 (mirtilli) Vaccinium ovatum Pursh, 1814 Vaccinium reticulatum Sm., 1817 Euphorbiaceae Juss., 1789 Mallotus Lour., 1790 Mallotus oppositifolius (Geiseler) Müll.Arg., 1865 Fabaceae Lindl., 1836 Acacia Mill., 1754 Acacia mangium Willd., 1806 Fagaceae Dumort., 1829 Castanea Mill., 1754 Castanea crenata Siebold & Zucc., 1846 (castagno giapponese) Quercus L., 1753 (querce) Quercus coccifera L., 1753 (quercia spinosa) Gesneriaceae Rich. & Juss., 1816 Cyrtandra J.R. Forst. & G. Forst., 1775 Cyrtandra cordifolia Gaudich., 1829 Goodeniaceae R.Br., 1810 Scaevola L., 1771 Scaevola chamissoniana Gaudich., 1829 Grossulariaceae DC., 1805 Ribes L., 1753 Ribes alpinum L., 1753 (ribes rosso) Malvaceae Juss., 1789 Corchorus L., 1753 Corchorus olitorius L., 1753 Melastomataceae Juss., 1789 Clidemia D. Don, 1823 Clidemia hirta D. Don, 1823 Miconia Ruiz & Pav., 1794 Miconia calvescens DC., 1828 Myrsinaceae R. Br., 1819 Myrsine L., 1753 Myrsine lessertiana A. DC., 1841 Myrtaceae Juss., 1789 Acca O. Berg, 1856 Acca sellowiana (O.Berg) Burret, 1941 (feijoa) Corymbia K.D. Hill & L.A.S. Johnson, 1995 Corymbia maculata (Hook.) K.D.Hill & L.A.S.Johnson, 1995 Eucalyptus L'Hér., 1788 (eucalipti) Eucalyptus obtusiflora A.Cunn. ex DC., 1828 Eucalyptus pauciflora Sieber ex Spreng., 1827 Eugenia L., 1753 Eugenia capensis (Eckl. & Zeyh.) Harv., 1838 Metrosideros Banks ex Gaertn., 1788 Metrosideros polymorpha Gaudich., 1830 Psidium L., 1753 Psidium guajava L., 1753 (guava) Syzygium P. Browne ex Gaertn., 1788 Syzygium cumini (L.) Skeels, 1912 Syzygium sandwicense (A.Gray) Müll.Stuttg., 1864 Ochnaceae DC., 1811 Krukoviella A.C. Sm., 1939 Oleaceae Hoffmanns. & Link, 1809 Nestegis Raf., 1838 Nestegis sandwicensis (A.Gray) O.Deg., I.Deg. & L.A.S.Johnson, 1958 Olea L., 1753 Olea europaea L., 1753 (ulivo) Phyllanthaceae Martinov, 1820 Bridelia Willd., 1806 Bridelia micrantha (Hochst.) Baill., 1863 Maesobotrya Benth., 1879 Pinaceae Spreng. ex Rudolphi, 1830 Pinus L., 1753 (pino) Pinus cembra L., 1753 (pino cembro) Pinus jeffreyi A.Murray bis, 1853 (pino di Jeffrey) Pinus ponderosa Douglas ex C.Lawson, 1836 (pino giallo) Poaceae Barnhart, 1895 Saccharum L., 1753 Saccharum officinarum L., 1753 (canna da zucchero) Podocarpaceae Endl., 1847 Podocarpus Labill., 1806 Podocarpus neriifolius D.Don, 1824 Proteaceae Juss., 1789 Banksia L. f., 1782 Banksia dentata L. f., 1782