Questa voce raccoglie informazioni sulla tifoseria dell'Associazione Sportiva Dilettantistica Siracusa.
Composizione demografica Il Siracusa viene classificato, considerando il numero per partecipazioni a campionati professionistici, la quarta squadra di calcio esistente nel panorama isolano dopo , e . Inoltre gli aretusei sono stati il primo club siciliano ad aggiudicarsi un trofeo nazionale, quale la Coppa Italia Semiprofessionisti nel 1979. Successivamente solo il Palermo e il Catania sono riusciti a eguagliare questo primato vincendo la medesima coppa nel 1993 e nel 2024.
Per quel che concerne la distribuzione geografica dei tifosi della squadra aretusea, essi sono perlopiù concentrati a Siracusa, nelle sue frazioni e in alcuni comuni (in particolare nella vicinissima Floridia, dove tra l'altro vivono molti siracusani) della ex provincia oggi libero consorzio comunale di cui era ed è ancora capoluogo, mentre in passato era esteso alla limitrofa ex provincia di Ragusa che prima di diventare tale faceva parte della provincia di Siracusa (si narra anche di modicani che specie nel periodo settennale, dal 1946 al 1953, del Siracusa in serie B venivano a tifare per i leoncelli, oltre ad abitanti dei comuni dirimpettai alla provincia aretusea, Ispica -vedi sotto- e Pozzallo, dove ancora oggi ci sono dei simpatizzanti e tifosi azzurri), e tra le comunità siracusane in Italia, in particolare nelle regioni del nord, e all'estero, in particolare in Svizzera, Francia, Belgio, Germania, Inghilterra, Canada, negli Stati Uniti, in Argentina (dove vive una folta comunità italo-argentina di nascita e di discendenza siracusana) e in Australia.
Nella stagione calcistica 1986-1987, l'industria petrolifera IP lanciò il concorso Squadra del cuore, del quale si parlava ogni settimana alla Domenica sportiva su Rai 1, con Sandro Ciotti e Maria Teresa Ruta. Il Siracusa, con 16.888 preferenze, si classificò al sessantacinquesimo posto fra tutte le squadre italiane.
Tifoseria organizzata Dagli albori alla Gioventù Sudista
Sebbene i primi tentativi di creare gruppi organizzati con striscioni, bandiere e tamburi risalgono ai primi anni settanta, quando il Siracusa figurava in Serie D (la quale all'epoca era quarta serie e quindi la Serie C2 ante-litteram) con un seguito molto numeroso in casa (si arrivò a picchi di novemila-diecimila presenze) e in trasferta (sono rimaste nella storia le trasferte degli spareggi per la promozione in Serie C al Celeste di Messina e al Collana di Napoli, entrambe organizzate in nave e in treno speciale a cui parteciparono rispettivamente ottomila e oltre duemila aretusei), è dal 1974 che sorgono in gradinata le forme primordiali di tifo azzurro, che nel 1976 diventa un po' più organizzato (anche se all'epoca lo spontaneismo aveva la meglio sull'organizzazione) con il club il Leoncello che organizza il tifo in casa e talvolta in trasferta, prediligendo il pullman come mezzo di trasporto, supportato da vari giovani tifosi che impostano sempre spontaneamente il tifo, ma l'esplosione di questo fenomeno avviene nella stagione 1978-79 con la formazione dei primi gruppi a dichiararsi e a essere ultras nella città aretusea: Ultras Azzurri, Brigate Azzurre, Boys Ortigia, Ortigia Azzurra, Nuclei Azzurri, Potere Azzurro, Figli di Archimede, Siracusa Superstar e Ultras via Bainsizza. Proprio nel 1978-79 i tifosi e i pioneri ultras siracusani diedero il meglio di sé: in casa si arrivò a punte massime di undicimila spettatori nella partita-promozione contro la Casertana e nella vittoriosa finale di Coppa Italia Semiprofessionisti contro la Biellese; e in trasferta con i duemila di Messina e i 1.500 allo stadio Italia di Sorrento. Qualche mese dopo, precisamente il 25 novembre 1979, in occasione del derby contro il Catania giocato al Comunale da poco ridenominato stadio Nicola De Simone, è stato eguagliato il record dei dodicimila di Siracusa-Bari del 31 ottobre 1976 rimasto immutato fino a oggi, così com'è rimasto immutato il record di abbonamenti dei tifosi aretusei, i quali nell'estate 1980 sottoscrissero oltre duemila abbonamenti per il campionato di serie C1 1980-81 iniziato con la grande ambizione del presidente Giancarlo Parretti di riportare il Siracusa in serie B, ma terminato invece con la retrocessione in serie C2, segnando l'inizio della lunga depressione calcistica che porta gradualmente molti vecchi tifosi e ultras a defilarsi, e formando così uno spartiacque che ha visto l'avvicendamento delle vecchie generazioni con le nuove del tifo azzurro.
Nel dicembre 1979 nascono anch'essi in gradinata i Blue Boys Supporters, i quali espongono per la prima volta il loro striscione proprio durante la stagione 1980-81 precisamente in Siracusa-Giulianova giocata sul campo neutro dell'Angelino Nobile di Lentini, si contraddistinguono per uno stile di tifo sudamericano, e poco tempo dopo si trasferiscono prima temporaneamente e poi definitivamente nella attigua curva sud dove nel corso degli anni 80 e 90 vengono affiancati dallo zoccolo duro della vecchia guardia, rimasto al seguito e a sostegno della squadra, nonché dalla sezione di Sortino e da varie fazioni, tra queste si mettono in maggiore evidenza la Gioventù Sudista nata nel 1984 e che diversamente dai Blue Boys e dai veterani predilige il tifo all'inglese, e i South Landers nati da tre ex componenti della Gioventù in seguito a una scissione, ed apparsi in curva sud il 24 aprile 1987 in occasione di Siracusa-. Entrambi i gruppi hanno preso piede velocemente e quasi contemporaneamente, in particolare i South Landers che da lì a poco aumentano numericamente e vengono supportati da alcune sezioni cittadine oltre che dai South Rasta. Altre articolazioni e altri gruppi minori che hanno esposto il proprio striscione o stendardo e prodotto materiale dagli anni 80 ai 2000 sono: Hooligans, Ultras Ghetto, Drunks, Fronte d'Azione (non un gruppo ma uno striscione dei BBS), Vecchio Cuore Azzurro, Vecchia Guardia Aretusea, Gruppo Storico, Fossa dei Leoni, Aliti Pesanti, Eno Gang, Repnoil Group, Collettivo, Fissati, Blue Warriors, Gruppo Obelix, Gli Ultrà del '79 (striscione che rappresentava i veterani dei Blue Boys), USR Augusta (sezione BBS nel comune megarese), Brigata Palano (nato anch'esso come sezione Blue Boys dell'omonimo complesso di palazzine popolari nel quartiere Tiche, poi resosi gruppo vero e proprio), Brigata Cadregari, Crazy South, South Lions, Guasta Feste, Fused Brains, Irriducibili Aretusei, Krips, Kamikaos, Sirakaos, Regime Aretuseo, Fedayn, Angeli della sud (provenienti da Floridia), USR Priolo, USR sez. Mazzarona, USR sez. Ortigia, Ortigia Sbessa, Old South (striscione realizzato nel 1997 dai fondatori dei South Landers in occasione del decennale del gruppo), Nun Ci Semu Cà Testa, Quelli della bravo, Nuove Leve 2003, The Cousins, Crazy Lions, North Side, Ultras Alfeo, Augusta sempre con te, Siracusa Casual Firm, Bravi Ragazzi. In questo spazio temporale si sviluppano il Club Nicola De Simone, moderato come il precedente club il Leoncello ma altrettanto attivo nel tifo in casa (in gradinata) e nelle trasferte, e il Club Fedelissimi Azzurri amici bar del ponte; inoltre gli ultras azzurri si fanno conoscere anche nella pallamano andando altresì al seguito dell' pluri campione d'Italia in quegli anni, tra cui nella finale play-off scudetto del campionato di Serie A1 1986-87 vinta contro il a Vasto.
La Gioventù Sudista, costola del Fronte della Gioventù (il movimento politico giovanile del Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale), può essere considerata, al di là della matrice politica, una delle principali organizzazioni del tifo ultras siracusano. Il gruppo è rimasto attivo fino all'estate del 1992, quando dopo aver ricevuto una pioggia di diffide conseguenti agli incidenti di Siracusa-Catania e a un mutato clima in curva lo hanno stroncato (emblematici furono i tre tagli intimidatori apportati allo striscione principale del gruppo).
Blue Boys e South Landers
Nel 1991-1992 si registrano tre passaggi rilevanti: il primo, lo scioglimento della Gioventù Sudista, causato dall'ondata repressiva, dal mancato ricambio generazionale, e dall'ormai impossibile convivenza con gli altri gruppi organizzati della curva sud; il secondo, il tentativo di riunificare ciò che restava della curva dietro la denominazione Unione Aretusea, durato pochissimo; il terzo, la decisione di ridare linfa ai Blue Boys Supporters che si spostano al centro e si affermano come gruppo portante della sud, seguiti dai South Landers e dai gruppi minori, e da lì a qualche anno dalla sezione di Ortigia fino al 1999, anno in cui i BBS decidono di autosospendersi per motivi interni ma non di sciogliersi. Da lì agli anni seguenti, buona parte dei vecchi e nuovi ultras si identificano nello striscione Ultras Siracusa (il quale rappresentava non un vero e proprio gruppo ma l'espressione di una identità condivisa), ad eccezione dei SL che, mantenendo i propri striscioni, diventano il gruppo principale del tifo organizzato prendendone in mano le redini per circa un decennio, dopodiché lasciano il testimone ai nuovi gruppi sorti durante gli anni duemila, insieme ai quali hanno condiviso lo striscione unico Aretusei 734 a.C. dal 2004 al 2007. Sempre dal 2004 questi gruppi, su tutti i Nun Ci Semu Cà Testa composti da ragazzi fuoriusciti dai South Landers e da cani sciolti, insieme a dei gruppetti quasi prevalentemente rionali (nati come sezioni dei South), prendono posto nella più giovane curva ovest intitolata curva Anna (in dedica ad Anna Limone, madre di Carmelo Rametta, tra i fondatori dei South Landers 1987 nonché storico leader del gruppo, considerata la mamma degli ultras). Prima di allora il tifo più caldo si è alternato tra gradinata e curva sud. Nella nuova curva, durante gli anni in serie D, il tifo è stato spesso numeroso e partecipato, specialmente nella stagione 2008-09 in cui gli azzurri conquistarono, con il primo posto nel proprio girone, la promozione in Lega Pro Seconda Divisione (ex Serie C2) dopo 14 anni di assenza dai professionisti, sostenuti da tanti siracusani dentro e fuori casa. Sempre in quella stagione i Blue Boys, riapparsi (anche se non ufficialmente e non al completo) in gradinata il 20 maggio 2007 in occasione dello spareggio contro il Savoia dopo il tentativo sfumato di tornare in attività nell'estate del 2003, presenziano per la prima volta nel nuovo settore (oltre che in trasferta) con il nuovo striscione 1979 (contenente il simbolo storico dell'uomo col dito puntato), tra l'altro nell'anno del trentennale del gruppo. Essa però finisce molto male per gli scontri, i cui motivi rimangono ancora oggi non chiari, causati da una parte di siracusani durante l'intervallo della finale di poule scudetto contro la Pro Vasto sul neutro del Quinto Ricci di Aprilia; per questo motivo la finale si giocò solo per un tempo per poi essere definitivamente sospesa con la vittoria a tavolino per 3-0 per gli abruzzesi (i quali stavano già vincendo 2-0). Questo portò, oltre a diversi daspo e all'allontanamento di altrettanti ultras e di alcuni gruppi (tra cui i BBS), anche alla squalifica del De Simone inizialmente fino al gennaio 2010, poi ridotta al 6 dicembre 2009 quando si giocò Siracusa-, con il Siracusa che ha disputato quasi metà campionato di Seconda Divisione in campo neutro e a porte chiuse.
Nun Ci Semu Cà Testa e Esseerre