La diocesi di Ascoli Piceno () è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Fermo appartenente alla regione ecclesiastica Marche. Nel 2023 contava 102.262 battezzati su 103.956 abitanti. È retta dall'arcivescovo (titolo personale) Gianpiero Palmieri.
Territorio La diocesi picena si estende su 2 province e 2 regioni italiane, per un totale di 22 comuni. In provincia di Ascoli Piceno nelle Marche comprende per intero i territori dei comuni di Acquasanta Terme, Appignano del Tronto, Arquata del Tronto, Ascoli Piceno, Castel di Lama, Castorano, Colli del Tronto, Folignano, Maltignano, Monsampolo del Tronto, Montegallo, Offida, Spinetoli e Venarotta; e in parte i territori dei comuni di Castignano, Comunanza, Force, Palmiano, Roccafluvione e Rotella.Il territorio dei comuni di Palmiano e Roccafluvione è condiviso con l'arcidiocesi di Fermo, mentre quelli di Castignano, Rotella, Force e Comunanza con la diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto. In provincia di Teramo in Abruzzo comprende l'intero territorio del comune di Ancarano e la quasi totalità di quello di Valle CastellanaSono escluse le parrocchie delle frazioni di Macchia da Sole e di Leofara, che appartengono alla diocesi di Teramo-Atri..
Sede vescovile è la città di Ascoli Piceno, dove si trova la cattedrale di Sant'Emidio.
Vicarie e parrocchie
Il territorio copre un'estensione di 840 km² ed è suddiviso in 70 parrocchie, raggruppate in 6 vicariati: Città di Ascoli Vallata del Tronto Offida Marino del Tronto Acquasanta Ascensione-Fluvione.
Istituti religiosi Questi gli istituti religiosi presenti in diocesi:
Istituti religiosi maschili Ordine dei frati minori Ordine dei frati minori conventuali Ordine dei frati minori cappuccini Missionari dei Sacri Cuori di Gesù e Maria
Istituti religiosi femminili Monache benedettine Monache camaldolesi Suore adoratrici del Sangue di Cristo Suore ancelle francescane del Buon Pastore Suore di Santa Marta Suore oblate del Santissimo Redentore Suore ospedaliere del Sacro Cuore di Gesù Suore pie operaie dell'Immacolata Concezione
Storia Secondo la tradizione, la diocesi ascolana risale al IV secolo e la sua fondazione è legata alla vita e alla memoria del santo protovescovo Emidio, martirizzato durante l'impero di Diocleziano e patrono della diocesi. Benché la Passio di questo santo sia tardiva (XI-XII secolo) e pone problemi di carattere storico e cronologico con evidenti anacronismi, il culto nei suoi confronti precede di molto la stesura della sua biografia, attestato nel Piceno e in Sabina già nell'VIII secolo.Così riferisce l'autore della voce in Beweb - Beni ecclesiastici in web. Secondo Lanzoni tuttavia (p. 398), anche il diploma carolino che attesta il culto in honorem beatissimi Emidii martyris nell'anno 800 è un falso.
Il primo vescovo noto di Asculum è Lucenzio che fece parte del gruppo di prelati inviati a Costantinopoli e che, in qualità di legati pontifici, rappresentarono il papa Leone I al concilio di Calcedonia del 451. Dopo Lucenzio, le fonti attestano la presenza di Felice al concilio romano indetto da papa Agatone nel 680 per condannare l'eresia monotelita.
La serie episcopale si fa più continua e certa a partire dalla seconda metà del X secolo. Nell'XI secolo in due occasioni Ascoli accolse i papi Vittore II e Urbano II; quest'ultimo accordò nel 1091Kehr, Italia pontificia, IV, p. 150. Tuttavia il diploma concesso da Urbano II è ritenuto spurio (minime fide dignum est). al capitolo dei canonici della cattedrale il diritto di eleggere il vescovo ascolano, che era immediatamente soggetto alla Santa Sede. Il diritto di elezione fu revocato, a favore della Santa Sede, nel 1343.
Intorno all'anno 1000 i vescovi di Ascoli assunsero anche il potere civile e nel 1150 il vescovo Presbitero ottenne a Norimberga il titolo di principe d'Ascoli dall'imperatore Corrado III.
A partire dall'VIII secolo i benedettini fondarono numerosi monasteri nel territorio della diocesi ascolana. Molti di questi ottennero in seguito l'esenzione dalla giurisdizione episcopale, venendosi così a creare delle enclavi sottratte all'autorità vescovile. In particolare dall'abbazia di Farfa dipendevano diversi villaggi tra cui Offida, Montalto, Castignano e Cossignano. Questo, oltre a limitare l'estensione della diocesi ascolana, portò a inevitabili e annosi conflitti tra vescovi e abati. Nel corso del XIII secolo arrivarono in diocesi anche i francescani, i domenicani e gli agostiniani.
Il 15 gennaio 1458 fu istituito ad Ascoli il primo Monte di pietà della storia, per opera del beato Domenico da Leonessa.
Tre vescovi ascolani, Filos Roverella, Lattanzio Roverella e Pietro Camaiani, presero parte al concilio di Trento. Il Camaiani (1566-1579) fu il primo che si impegnò attivamente per l'attuazione dei decreti tridentini di riforma: indisse una visita pastorale alla diocesi (1567), organizzò un sinodo diocesano (1568) e fondò il seminario vescovile (1571).
Nel 1571 e nel 1586 la diocesi cedette porzioni del suo territorio, tra cui la giurisdizione sull'abbazia di Santa Maria in Montesanto, a vantaggio dell'erezione delle diocesi di Ripatransone e di Montalto. Contestualmente ritornò sotto l'immediata giurisdizione vescovile il territorio di Offida, sottratto agli abati di Farfa.
Durante l'episcopato di Sigismondo Donati, papa Paolo V concesse nel 1614 ai canonici della cattedrale ascolana la facoltà di liberare, nel giorno festivo di Sant'Emidio, un prigioniero, purché non reo di fatti gravissimi, quali l'eresia, la lesa maestà, la falsificazione delle monete e l'omicidio.Cappelletti, Le Chiese d'Italia dalla loro origine sino ai nostri giorni, vol. VII, p. 778.
Tra i successivi vescovi ascolani si ricordano Giovanni Andrea Archetti, che preferì l'esilio piuttosto che sottoscrivere l'atto di giuramento al governo repubblicano francese; Carlo Belgrado, che nel 1857 accolse ad Ascoli la visita di papa Pio IX; e Ambrogio Squintani, che riuscì ad ottenere dai Tedeschi e dalle Forze alleate, durante la seconda guerra mondiale, che Ascoli fosse dichiarata «città aperta», salvandola così da rovinosi bombardamenti.
Il 28 aprile 1961, con la lettera apostolica Ex quo, papa Giovanni XXIII dichiarò la Madonna delle Grazie e sant'Emidio patroni della diocesi. Lettera apostolica Ex quo, AAS 53 (1961), pp. 674-675.
Il 25 ottobre 1965 la diocesi ascolana cedette il territorio di Amatrice e di Accumoli alla diocesi di Rieti. Sacra Congregazione Concistoriale, Decreto Excellentissimus, AAS 58 (1966), pp. 168-169. Inoltre il 17 novembre dello stesso anno acquisì il comune di Monsampolo del Tronto dalla diocesi di Teramo, cedendole in cambio le parrocchie di Macchia da Sole e di Leofara, frazioni del comune di Valle Castellana. Sacra Congregazione Concistoriale, Decreto Quo facilius, AAS 58 (1966), pp. 101-102.
L'11 marzo 2000 la diocesi perde la sua secolare indipendenza ed entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Fermo.
Il 4 ottobre 2016 la diocesi, colpita dal terremoto, ha ricevuto la visita pastorale di papa Francesco.
Dal 2 maggio 2024 è unita in persona episcopi alla diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto.
Cronotassi dei vescovi Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati. Sant'Emidio † (inizio IV secolo) Claudio ? † (menzionato nel 359)Secondo Lanzoni (p. 398), Claudio, episcopus provinciae piceni che fu presente al concilio di Rimini del 359 (sulla testimonianza di san Girolamo), «fu attribuito senza alcun fondamento alla diocesi di Ascoli». Anche: Charles Pietri, Luce Pietri (ed.), Prosopographie chrétienne du Bas-Empire. 2. Prosopographie de l'Italie chrétienne (313-604), École française de Rome, vol. I, Roma, 1999, p. 448. Lucenzio † (prima del 451 - dopo il 452)Pietri, Prosopographie de l'Italie chrétienne (313-604), vol. II, Roma, 2000, pp. 1312-1319. Quinziano ? † (menzionato nel 483 ?)Una lettera di Quintianus episcopus Asculani diretta a Pietro Fullo, vescovo monofisita di Antiochia, è contenuta in un Corpus di epistole ritenute spurie. Ad Petrum Fullonem epistolae spuriae, in «Collectio Avellana», a cura di Otto Guenther, vol. I, 1895, pp. 170-182. Epifanio ? † (menzionato nel 536)Secondo Lanzoni non fu vescovo di Asculum, ma di Aeclanum in Campania. La stessa indicazione è riportata nell'edizione critica degli atti del concilio costantinopolitano del 536, cui partecipò il vescovo Epifanio. Acta Conciliorum Oecumenicorum. Collectio Sabbaitica, a cura di Eduard Schwartz, vol. III, Berlino 1940, pp. 126 e seguenti. Anche: Pietri, Prosopographie de l'Italie chrétienne, vol. I, Roma, 1999, p. 651. Felice † (menzionato nel 680) Oderisio (Auderis) † (menzionato nel 777)Jean Mabillon, Annales Ordinis Sancti Benedicti, p. 224, nº 78. Giustolfo (Justolfo) † (prima del 781Mabillon, Annales Ordinis Sancti Benedicti, p. 239, nº 78. Il documento di Farfa che attesta l'esistenza di Justulfo non riporta tuttavia la diocesi di appartenenza del vescovo. - dopo il 798/799) Picco (Ricco ?) † (menzionato nell'844)Die Konzilien der karolingischen Teilreiche 843-859, a cura di Wilfried Hartmann, Hannover, 1984, p. 25,16 (Picco episcopus ecclesie Scolanensis) e p. 338,6 (Walderamus presbiter vicem agens Teuderado episcopi Asculane). Teuderado † (menzionato nell'853) Arpaldo † (menzionato nell'879)Kehr, Italia pontificia, IV, p. 149. Altri autori riportano la data dell'874, anno in cui tuttavia non fu celebrato alcun concilio a Roma. Giovanni I † (menzionato nell'887) Maurizio † (menzionato nell'897) Cliel. (Guglielmo ?) † (menzionato nel 900 circa) Filero † (menzionato nel 925) Alperino (o Elperino) † (prima del 942 circa - dopo il 968) Adamo † (dopo il 985 - dopo giugno 996)Schwartz, Die Besetzung der Bistümer Reichsitaliens…, pp. 225-227. Ugone † (menzionato nel febbraio 998) Emmone † (prima del 1003 circa - dopo il 1035)Schwartz documenta l'esistenza di questo vescovo dal 1008/1010 al 1019. Cappelletti aggiunge due diplomi del monastero di Farfa, che attesterebbero l'esistenza di Emmone anche nel 1003 e nel 1035; di questi due documenti Schwartz riferisce non aver trovato traccia nel regesto farfense. Bernardo I † (menzionato nel 1037)Il diploma di Corrado II a favore del vescovo Bernardo I è datato da Cappelletti al 1037, mentre Schwartz lo mette al 1033/1034. Bernardo II † (prima di luglio 1045 - dopo gennaio 1069 deceduto)Maria Grazia Mara, Bernardo, Dizionario biografico degli italiani, vol. IX, 1967. Stefano † (menzionato a settembre 1069) Giovanni II † (prima di ottobre 1071 - dopo il 1090)Questo vescovo è assegnato da Baronio, e dagli autori che ne dipendono, anche all'anno 1092; secondo Schwartz il diploma del 1092 è un falso e inoltre si riferisce all'omonimo vescovo Tusculanensis (non Asculanensis). Nella prima menzione (1071) Giovanni è indicato solo come episcopus picenus, senza riferimento alla diocesi di appartenenza. Alberico † (prima del 1098 - dopo il 1125) Presbitero † (prima del 1131 - dopo il 1165) Trasmondo † (prima del 1177 - dopo ottobre 1179) Gisone † (menzionato nel 1181) Rinaldo I † (prima del 1185 - dopo il 1198)La sede di Ascoli era vacante nel mese di agosto 1203 (Cappelletti, VII, p. 728). Rinaldo II † (menzionato a giugno 1208) Pietro I † (prima di novembre 1209 - 1222 deceduto) Altegruno † (menzionato il 31 maggio 1222) Nicolò I † (8 febbraio 1224Eubel, Hierarchia catholica, vol. II, pp. XIV-XV. - dopo il 1226) Pietro II † (1228 - ?) Marcellino Albergotti Beltrami † (1230 - 16 agosto 1236 nominato vescovo di Arezzo) Matteo † (menzionato ad agosto 1238) Teodorino o Teodino † (prima di aprile 1240 - 1259 deceduto) Rinaldo III, O.S.B. † (12 febbraio 1259 - circa 1285 deceduto) Buongiovanni, O.F.M. † (13 dicembre 1285 - dopo il 1304 deceduto) Boninsegna † (9 maggio 1312 - ? deceduto) Rinaldo IV † (26 maggio 1317 - 1343 deceduto)