È considerato uno dei maestri del Simbolismo AstrattoE. Crispolti, "La pittura italiana del '900" Electa, Milano 1995. SI VEDA ANCHE: "Disegno Italiano del Dopoguerra" a cura di F. Gualdoni, catalogo della mostra alla Gall. Civica di Modena 1995. della pittura del dopoguerra milanese"Pittura a Milano. 1945-1990" a cura di G. Seveso, L. Somaini, Mazzotta 1992."Raciti. La Donazione Carlo Damiano al MART di Rovereto", catalogo a cura di D. Ferrari, pag. 102., ha esposto alla Biennale di Venezia"Raciti. Una o due figure. Veline" a cura di S. Parmiggiani, Milano 2014, pag. 68, in diverse Quadriennali di Roma, al PAC di Milano"Mario Raciti. Opere 1962-2012" a cura di P. Biscottini catalogo della Mostra, Milano 2012, al MART di Rovereto"Raciti. La Donazione Carlo Damiano al MART di Rovereto", catalogo a cura di D. Ferrari, alla Permanente di Milano"Mario raciti. Opere 1962-2012" a cura di P. Biscottini catalogo della Mostra, Milano 2012, pag 51 e segg. ed in altre importanti sedi istituzionali in Italia e all’estero"Raciti. Una o due figure. Veline" a cura di S. Parmiggiani, Milano 2014. È sposato con la pittrice Mariangela De Maria"Mariangela De Maria Mario Raciti", catalogo della mostra al Broletto di Pavia a cura di M. Di Giovanni, 2016. ha un figlio, vive e lavora a Milano.
Biografia Dopo gli studi in giurisprudenza e due anni di pratica legale, spinto da “una necessità potente”Conversazione di M. Panizza e Mario Raciti da "Scritti" in "Mario Raciti. La pittura dell'ignoto" a cura di S. Parmeggiani, catalogo della mostra a Pal. Magnani, Skira 2010 pag. 62., decide di intraprendere la strada della pittura nonostante le profonde perplessità del padreIntervista rilasciata ad Alberto Barranco di Valdivieso nel marzo 2017.. Sarà uno zio mercante di pittura figurativa a commissionargli i primi quadri ispirati a Filippo de Pisis e Angelo Del Bon. La lettura, la poesia, la scrittura che lui stesso pratica ma anche la musica classica (frequenta assiduamente il Teatro Alla Scala fin dai tempi di Maria Callas e Wilhelm Furtwängler) sono dei leitmotiv che guidano la formazione intellettuale dell’artista fin dall’adolescenzaL. Caramel, M. Goldin, "Raciti. Opere 1950-1997" Marsilio, Milano 1997, pagg. 193-194.. Comincia a farsi notare alle prime mostre già dal 1951L. Caramel, M. Goldin, "Raciti. Opere 1950-1997" Marsilio, Milano 1997, pagg. 203-205.. Nei primi anni sessanta si interessa ai simbolisti astratti come Arshile Gorky e Osvaldo Licini, Alberto Giacometti e ai pittori che orbitano al Salone Annunciata. Nel 1966 anche il giovane Giorgio Marconi, amico di studiIntervista rilasciata ad Alberto Barranco di Valdivieso, Aprile 2017. che inizia in quegli anni la sua avventura di mercante, lo presenta nella sua appena nata galleria “Studio Marconi” (oggi Studio Marconi ’64 - Fondazione Marconi), uno dei luoghi di riferimento dell’arte italiana in cui si svilupparono tra gli altri Enrico Baj, Lucio Del Pezzo, Emilio Tadini, Gianfranco PardiAA.VV., "Autobiografia di una galleria. Lo Studio Marconi 1965/1992", Milano 2004., collaborazione in mostre collettive che continuerà anche nel 1976, nel 1988 e nel 2002L. Caramel, M. Goldin, "Raciti. Opere 1950-1997" Marsilio, Milano 1997, pagg. 203-206. Antonio Mazzotta, collezionista e ideatore dell’omonima Fondazione, rimane folgorato dalle opere di Raciti e stipula un contratto con l’artistaL. Caramel, M. Goldin, "Raciti. Opere 1950-1997" Marsilio, Milano 1997, pagg.195.. Successivamente altri noti collezionisti lo includeranno tra le loro raccolte come Gianfranco FerrèIntervista rilasciata ad Alberto Barranco di Valdivieso il 7 Maggio 2017; Gianfranco Ferrè stilista e noto collezionista di arte contemporanea aveva acquistato diverse opere per il suo spazio di Via Postaccio e per l'abitazione di Corso Venezia. e Carlo Jucker a Milano"La Collezione Jucker" catalogo della mostra al Palazzo Reale di Milano a cura di C. Bertelli, G. Alberto Dell'Acqua, M.T. Fiori, Charta Milano 1992., come il Gruppo Euromobil- fratelli LucchettaAA. VV., "Gruppo Euromobil. Un'impresa di design tra arte e sport", Skira 2009, pagg. 205-207., come Domenico Talamoni"La raccolta Talamoni. Al centro dell'informale europeo" a cura di A. Tiddia, pag. 50. e Giuseppe Merlini"dalla figura alla figurazione nel '900 italiano" a cura di S. Cecchetto e M. Gnani, 2011, pagg. 90-91..
Nel 1964 la Galleria Il Canale di Venezia allestisce la sua prima personale, qui conosce Giuseppe Marchiori, scopritore di Osvaldo LiciniM. Patti "Osvaldo Licini e Giuseppe Marchiori. Storia di una amicizia e di un catalogo generale delle opere", Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa, Classe Lettere e Filosofia, Serie 5, Vol. 1, N. 1, "Lo spazio e la cultura" 2009, pagg.255-297, 336. e critico d’arte considerato con Lucio Fontana l’iniziatore del Movimento Spazialista nel 1946 e che fu a Venezia il fulcro aggregativo da cui poi si sviluppò il movimento con Giuseppe Capogrossi, Tancredi Parmeggiani, Virgilio Guidi, Gianni Dova, Emilio Vedova e altriL. Caramel, M. Goldin, "Raciti. Opere 1950-1997" Marsilio, Milano 1997, pagg.197-201.. A Milano Marco Valsecchi, storico critico d’arte si interessa fortemente al suo lavoro, come Roberto Sanesi e Alberico Sala. In quel periodo Mario Raciti frequenta i poeti e critici d’arte Renzo Modesti, Basilio Reale e Cesare VivaldiL. Caramel, M. Goldin, "Raciti. Opere 1950-1997" Marsilio, Milano 1997, pagg.195-196.. Dal 1968 collabora con la Galleria Morone 6 di Enzo Spadon che organizza 8 personali dell’artista in tutta Italia.L. Caramel, M. Goldin, "Raciti. Opere 1950-1997" Marsilio, Milano 1997, pagg.195, 203-205. In questi anni molto prolifici e di grande intensità collabora a Milano con importanti galleristi. Ricordiamo il Salone poi Centro d’Arte poi Spazio Annunciata, la Galleria Bergamini, la Galleria Solferino, la Galleria San Fedele, la Galleria San Carlo, la Galleria Falchi, l’Ars Gallery, la Galleria Manzoni, lo Spazio Elm a Roma la Galleria Contini, Editalia poi Edieuropa, lo Studio Reggiani e la Galleria Giulia, Il Bulino a Torino La Bussola, la galleria Weber e la Galleria Peola, a Genova la Galleria Rotta, la Galleria Rafanelli e la Galleria La Polena, a Favaro Veneto Le Gallerie Orler.L. Caramel, M. Goldin, "Raciti. Opere 1950-1997" Marsilio, Milano 1997, pagg.193-194. Nel 2008 diventa membro dell’Accademia Nazionale di San Luca in Roma (attuale presidente Carlo Lorenzetti), che comprende tra i soci i nomi più importanti dell’arte contemporanea italiana. Socio Artista della Società per le Belle Arti e Esposizione Permanente di Milano. Espone in tutta Italia e all’estero in sedi istituzionali e private. In questo elenco non si nominano le gallerie all’estero (Francoforte, Graz, Huston, Parigi, Auvernier, Monaco di Baviera, Anversa…) e in altre città italiane"Mario Raciti. Opere 1962-2012" a cura di P. Biscottini catalogo della Mostra, Milano 2012, pagg. 197-205..
Le sue opere sono conservate nelle collezioni permanenti del MART Museo di Rovereto (Donazione Damiano e depositi del Museo)vedi not. 7., al Museo della Permanente di Milano - Civiche Raccolte d’Arte di Milano, Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce di Genova, Galleria d’Arte Moderna di Modena, CSAC di Parma, al Museo di Conegliano, al Museo Civico di Maccagno, al Museo Civico di Vicenza (Donazione Ghiotto)"Il lascito di Alessandro Ghiotto a Palazzo Chiericati a Vicenza" catalogo della mostra a cura di G. Villa, S. Portinari, Vicenza 2015., al Museo del Novecento di Milano (Donazione Jucker)Vedi not. 23., alla Fondazione Banca Intesa Sanpaolo - Gallerie d’Italia di Milano, al MAGA di Gallarate, alla Galleria d’Arte Moderna di Arezzo, al MAMBO Museo di Arte Contemporanea di Bologna. Ha esposto in circa 120 personali in sedi istituzionali e accademiche e private.
Cicli pittorici 1951-2017 Dagli anni cinquanta alla fine dei Sessanta. La pittura di Raciti si esprime attraverso un mondo favolistico composto di oggetti, di cose provenienti da “fuori” (e dunque da dentro, da una visione “immanente” che noi abbiamo della realtàIntervista di M. Panizza in "La pittura dell'Ignoto" 2009 pag. 64.) ecco dunque antenne, fari, sonde, giostre, circuiti, teleferiche, tunnel.
Dal 1967 al 1970 “Spiritelli”. Questa fase nasce dalla necessità di fuggire da un momento storico e culturale che Raciti sente profondamente e dolorosamente lontano dalle sue aspirazioni e dal suo sentire. Crea dunque un nuovo universo fatto di figure fantastiche e di giochi con figure para-umane, dispettose, “cattivelle”, un mondo che si ribella alle rigide regole di quegli anni, costituito da categorie, da norme inderogabili, da chiusure nettissime nei confronti dei non allineati, lo fa in favore di “uno spazio di libertà dove sia possibile accoppiare un carciofo con la luna”Intervista di M. Panizza in "La pittura dell'Ignoto" 2009, pag. 65. Vedi l'opera di Raciti "Un po' di libertà".
Dal 1970 al 1982 “Presenze-Assenze”. Raciti sviluppa più compiutamente una pittura costituita da antinomie e contrasti, tra conscio e inconscio, tra interno ed esterno di noi stessi, al di qua e al di là del quadro, tra significato e significante. Una pittura di eventi che portano alle angosce dell’inesplorato, dell’Oltre, dell’Imprendibile. Finisce il “gioco” e si apre un viaggio attraverso dimensioni sconosciute, in cui chiari e scuri si delineano con più nettezza per sottolineare i contrasti tematici."Conversazione con Mario Raciti" di M. Gnani in "Mario Raciti. Opere 1962-2012" catalogo della mostra a cura di P. Biscottini, Milano 2012, pagg. 70-72.
Dal 1982 al 1989 “Mitologia”. La complessità spaziale aumenta, Raciti si misura con l’evocazione frammentata e allusiva del Mito, rivisitando i racconti e i sogni ancestrali dell’uomo. Icaro, Prometeo, Giove, …sono usati per raccontare altro, per andare ad esplorare oltre le immagini.Intervista di M. Panizza in "la pittura dell'Ignoto" 2009, pag. 64-67 Inoltre è presente l’aspetto dell’Eros come congiunzione impossibile tra due esseri, come immagine della inappagabilità.Intervista di M. panizza in "la pittura dell'Ignoto" 2009, pag. 68.
Dal 1990 al 2006 “Misteri”. La visione della Teca di San Zeno a Verona illuminata nel buio durante una visita a porte chiuse lo colpisce fortemente."Conversazione con Mario Raciti" di M. Gnani in "Mario Raciti. Opere 1962-2012" catalogo della mostra a cura di P. Biscottini, Milano 2012, pagg. 72. L’esplorazione dell’artista diventa più “sotterranea” come se gli elementi non si muovessero più “sopra la tela” ma emergessero “dalla tela”, sussiste una logica di “affioramento” degli eventi attraverso la tecnica delle sovrapposizioni, la stesura di “faglie” che rendono il senso di “permeabilità” della composizione.Intervista di M. Panizza in "la pittura dell'Ignoto" 2009, pag. 67.
Dal 2007 al 2012 “WHY. I Fiori del profondo”. I Fiori del profondo sono una rivisitazione metaforica del mito di Persefone che portando i fiori sulla Terra torna a comunicare con la madre Demetra ma solo in primavera. La domanda “Why?” allude all’interrogativo “perché mi hai abbandonato?” che si pone Cristo in croce. Dunque un momento di indagine del Sacro non religiosa ma religante che non ha nulla di confessionale ma è un’immagine trasposta nel campo visionario della metafora che permette all’artista di interrogarsi sulla sofferenza fisica del corpo nella trascendenza della realtà, che rimane misteriosa, dolorosa, da svelare. Dunque il Dubbio come elemento cardine dell’indagine umana.A. Barranco di Valdivieso, Il Senso dell'Oltre, L'Incontro,2017. Dipinti in cui gli spazi bianchi sono piuttosto estesi in un respiro compositivo generale frammentato e con colori vibratili e trasparenti.C. Cerritelli, "I pensieri del profondo" in "WHY" catalogo della mostra al Progetto Elm a cura di C. Cerritelli, 2011 pag.11 e segg.