L'arcidiocesi di Benevento () è una sede metropolitana della Chiesa cattolica in Italia appartenente alla regione ecclesiastica Campania. Nel 2022 contava battezzati su abitanti. È retta dall'arcivescovo Michele Autuoro.
Patrono Il santo patrono principale è san Bartolomeo apostolo.
Territorio L'arcidiocesi comprende la città di Benevento e i comuni di Arpaise, San Bartolomeo in Galdo, Montemiletto, Pietradefusi, Pietrastornina, Reino, Fragneto l'Abate, Santa Croce del Sannio, San Giorgio la Molara, Cervinara, San Giorgio del Sannio, Roccabascerana, San Nicola Manfredi, Paduli, Petruro Irpino, Lapio, Foglianise, Torre Le Nocelle, Vitulano, Sant'Angelo a Cupolo, Pago Veiano, Torrecuso, Calvi, Colle Sannita, Ceppaloni, San Lupo, Montefusco, Baselice, San Leucio del Sannio, Morcone, San Marco dei Cavoti, Pannarano, Altavilla Irpina, Apollosa, Montefalcione, Montesarchio, San Nazzaro, Tufo, Apice, Pietrelcina, Molinara, Paupisi, Cautano, Colle Sannita, Venticano, Sant'Arcangelo Trimonte, San Martino Sannita, Sassinoro, Torrioni, Bonea, Campoli del Monte Taburno, Buonalbergo, Castelpoto, Castelvetere in Val Fortore, Santa Paolina, Chianche, Montecalvo Irpino, Paolisi, San Martino Valle Caudina, Tocco Caudio, Fragneto Monforte, Circello, Rotondi, Foiano di Val Fortore, Campolattaro, Castelpagano, Pesco Sannita, Pontelandolfo.
Sede arcivescovile è la città di Benevento, dove si trova la cattedrale di Santa Maria de Episcopio.
Il territorio si estende su ed è suddiviso in 116 parrocchie, raggruppate in 9 zone pastorali o foranie: Benevento, Miscano, Belvedere, Irpina, Sabatina, Caudina, Vitulanese, Tammaro e Fortorina.
Provincia ecclesiastica La provincia ecclesiastica di Benevento comprende le seguenti suffraganee: diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia, diocesi di Avellino, diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant'Agata de' Goti, arcidiocesi di Sant'Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia, abbazia territoriale di Montevergine.
Storia
Lo scrittore ecclesiastico beneventano, Mario La Vipera, arcidiacono della Metropolitana, nel Catalogus Sanctorum Ecclesiae Beneventanae (1635) e nella Chronologia episcoporum et archiepiscoporum metropolitanae ecclesiae beneventanae (1636), afferma, che, antiqua traditione et ex maiorum nostrorum traditione, il primo vescovo sia stato san Fotino, greco, mandato da san Pietro nell'anno 40. Tuttavia non tutti i vescovi tramandati ex antiqua traditione hanno un fondamento storico e documentario. Il primo vescovo storicamente attestato fu Teofilo, vissuto nel IV secolo.
L'ordinario di Benevento Landolfo fu il primo che ricevette il titolo di arcivescovo metropolita con la bolla Cum certum sit di papa Giovanni XIII del 26 maggio 969.La bolla è riportata dal Cappelletti, op. cit., pp. 59-63. L'arcivescovo godeva di particolari privilegi: sigillava i suoi diplomi con il bollo di piombo, come avviene nella Curia romana, e come lo stesso pontefice, usava il camauro e si faceva procedere nelle visite dal Santissimo Sacramento.
L'uso del camauro, e la prerogativa di farsi precedere dall'eucaristia, sono cessati nell'anno 1466, con l'arcivescovo Niccolò Piccolomini e sotto Paolo II.
L'arcidiocesi ebbe nel tempo fino a 32 chiese suffraganee: Acquaputrida (o, più probabilmente, Morcone), Sant'Agata dei Goti, Alife, Ariano, Ascoli, Avellino, Boiano, Bovino, Dragonara, Fiorentino, Frigento, Guardalfieri, Larino, Lesina, Limosano, Lucera, Montecorvino, Montemarano, Ordona, Quintodecimo, Sepino, Sessola, Telese, Termoli, Tocco, Tortivoli, Trivento, Trevico, Troia, Viccari, Vulturara. Per un certo periodo, dal 668 al 1034, la cura pastorale della chiesa di Siponto fu affidata agli arcivescovi di Benevento.
Poi i vescovi suffraganei si ridussero a 24, sul cominciare del XII secolo o meglio nel concilio provinciale di Ugone Guidardi del 1374, come sono scolpiti sulla porta di bronzo del duomo di Benevento.
Di questa vasta regione ecclesiastica, che andava dal mar Tirreno all'Adriatico, entravano a far parte paesi attualmente appartenenti a cinque province: Benevento, Caserta, Campobasso, Foggia e Avellino, cosicché esso rappresenta quasi il ducato di Benevento, dopo la scissione di quelli di Salerno e di Capua.
Le chiese suffraganee poi, furono ridotte a tredici, rimaste in vigore fino alla fine della seconda guerra mondiale: Sant'Agata de' Goti, Ariano, Ascoli e Cerignola, Avellino, Boiano, Bovino, Cerreto (Telese), Larino, Lucera, Montevergine, Piedimonte (Alife), San Severo e Termoli.
Particolarmente difficile fu il periodo dell'unità d'Italia perché la città di Benevento, fino ad allora enclave dello stato pontificio all'interno del Regno delle due Sicilie, dovette subire gravi espropri: non solo i beni della mensa episcopale furono confiscati, ma vide anche la trasformazione dei conventi, del seminario e perfino del palazzo arcivescovile in caserme. Lo stesso arcivescovo, il cardinale Domenico Carafa della Spina di Traetto, fu allontanato dalla città per circa sette anni, fino al 1867.
Il 23 febbraio 1916 in forza del decreto Archidioecesis Beneventana della Sacra Congregazione concistoriale cedette la parrocchia di Casalnuovo Monterotaro alla diocesi di Lucera e le due parrocchie di Lesina e di Poggio Imperiale alla diocesi di San Severo., AAS 8 (1916), pp. 102-103.
Il 15 ottobre 1979 in forza del decreto Quo uberius della Congregazione per i vescovi ha ceduto all'abbazia territoriale di Montevergine il comune di Sant'Angelo a Scala., AAS 71 (1979), pp. 1363-1364.
Il 21 gennaio 1983, per effetto del decreto Ad uberius della stessa Congregazione per i vescovi, ha esteso la sua giurisdizione al comune di San Bartolomeo in Galdo, che prima era appartenuto alla diocesi di Lucera e al comune di Sassinoro, che prima era appartenuto all'arcidiocesi di Campobasso-Boiano; nel contempo ha ceduto alla stessa arcidiocesi di Campobasso-Boiano la giurisdizione sui comuni di Sant'Angelo Limosano, Limosano, Matrice, Campolieto, Monacilioni, San Giovanni in Galdo, Toro, Campodipietra, Jelsi, Gildone, Cercemaggiore, Riccia, Gambatesa, Tufara, Pietracatella, Macchia Valfortore e Sant'Elia a Pianisi., AAS 75 I (1983), p. 662
Il 6 marzo 1997 con il decreto Ad uberius della medesima Congregazione per i vescovi, l'arcidiocesi di Benevento ha ceduto i comuni di Greci e Savignano Irpino alla diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia ottenendo in cambio il comune di Sant'Arcangelo Trimonte. AAS 90 (1998), pp. 58-60.
Il 25 gennaio 1998 con un altro decreto Ad uberius della medesima Congregazione per i vescovi ha acquisito inoltre dalla diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia il comune di Buonalbergo. AAS 90 (1998), pp. 239-240.
Due cardinali, arcivescovi della città, salirono al trono pontificio: Paolo III e Benedetto XIII. La città di Benevento, inoltre, ha dato i natali a due papi: Gregorio VIII e Vittore III.
Diocesi soppresse Diocesi di Limosano Diocesi di Tocco Caudio
Cronotassi dei vescovi Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati. San Gennaro † (? - 305 deceduto) Teofilo † (menzionato nel 313) San Doro I (?) † (320) Sant'''Apollonio † (326) San Cassiano (?) † (340) San Gennaro II † (menzionato nel 343/344) Liniano I † (369)Un racconto agiografico medievale, riferisce del trasferimento delle reliquie di san Modesto a Benevento nel 591, con il beneplacito di Gregorio Magno, all'epoca del duca Arechi II (sic) e del vescovo Liniano huius nominis secundo, ossia secondo con questo nome (). Secondo Lanzoni, esistendo un vescovo Liniano II, è stato inserito nella cronotassi beneventana anche un Liniano I, attribuito senza alcun fondamento all'anno 369. Entrambi questi vescovi tuttavia, secondo il medesimo autore, sono sospetti «attesa la qualità del documento donde provengono» (Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII (an. 604), vol. I, pp. 257-258). Sant'Emilio † (prima del 406 - dopo il 407) San Giovanni I ? † (415 - 448)Nei tradizionali cataloghi episcopali beneventani di Mario de Vipera e Pompeo Sarnelli (XVII secolo), il vescovo Giovanni I è collocato nella prima metà del V secolo. È tuttavia da identificare con Giovanni II, più correttamente inserito da altri autori tra VII e VIII secolo, dopo san Barbato. Doro II † (menzionato nel 448) San Tammaro † (465) San Sofio (san Sophias) † (490)La vita di san Cadoc, soprannominato in gaelico doeth, ossia il saggio, monaco, abate e vescovo gallese, scritta nella seconda metà dell'XI secolo, racconta che ad un certo punto l'abate Cadoc venne nominato vescovo di Beneventum, da identificarsi probabilmente con Bannaventa, città fortificata della Britannia romana, nella contea inglese del Northamptonshire. Secondo Lanzoni, tale leggenda agiografica è all'origine di san Sofio, vescovo di Benevento; il nome deriverebbe dalla traduzione in greco del termine "saggio", sophia, soprannome del santo. (Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII (an. 604), vol. I, pp. 260-261). Epifanio † (prima del 492/496 - dopo il 499) Felice I (?) † (520) San Marciano † (533)Il nome di questo vescovo deriverebbe dalla leggendaria Passio Placidi et sociorum, falso storico di Pietro Diacono, nella quale si racconta che il discepolo di san Benedetto, inviato in Sicilia, si fermò a Benevento, accolto dal vescovo Marciano. De Vipera gli assegna l'anno 533. Acta Sanctorum ordinis S. Benedicti, vol. I, Parigi, 1668, p. 59. San Zenone (o Zosimo) † (543)L'esistenza di questo santo non è attestata da nessun documento antico; il De Vipera (Chronologia episcoporum et archiepiscoporum metropolitanae ecclesiae Beneventanae, Napoli 1636, pp. 22-23) lo assegna all'anno 543, ma senza alcun solido fondamento storico; questo dato viene poi ripetuto negli elenchi successivi dei vescovi beneventani. A Benevento la sua festa era celebrata il 17 ottobre. Lanzoni ritiene possa trattarsi in realtà di san Sossio, presente nel martirologio geronimiano il 16 ottobre, il cui nome appare nella forma Sosso o Zosimo e legata alla figura di san Gennaro. Giovanni Mongelli, v. Zenone (Zosimo) di Benevento, in Bibliotheca Sanctorum, vol. XII, 1969, coll. 1473-1474. Felice II † (585) Liniano II † (591) Davide I † (600)Secondo le cronotassi tradizionali, avrebbe consacrato la cattedrale di Benevento all'epoca di Arechi I (ca. 591-641). Secondo Lanzoni, questo Davide I non è mai esistito; si tratterebbe infatti dello sdoppiamento del vescovo Davide, documentato nell'VIII secolo, che consacrò la chiesa di Santa Sofia al tempo di Arechi II (758-787). Barbaro † (602)La critica storica non è unanime nell'attribuzione della sede episcopale di Barbaro. Infatti, come documentano Lanzoni (, vol. I, Faenza, 1927, p. 263) e Pietri (Charles Pietri, Luce Pietri, ed., ), l'epistolario di Gregorio Magno comprende due lettere del mese di novembre 602, una indirizzata a Barbaro e l'altra al clero e ai fedeli di Palermo; Barbaro tuttavia non è indicato come vescovo di Benevento, ma di Carini. La medesima indicazione di Carini è riportata nell'edizione delle lettere gregoriane edita dalle Monumenta Germaniae Historica (M.G.H., ). Alfano † (615) Ildebrando † (652 - 663) San Barbato † (663 - 19 febbraio 682 deceduto)Alessandro Pratesi, Barbato, santo, Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 6, 1964. Beato Giovanni II † (684 - 716) Totone † (menzionato nel 733) Monoaldo † (menzionato nel 743) Giovanni III † (menzionato nel 748) Davide II † (circa 781/782 - 796 deceduto) Gutto †