Carposina è un genere di lepidotteri, appartenente alla famiglia Carposinidae, diffuso in tutti i continenti con oltre cento specie.

Etimologia Il nome del genere deriva dal termine greco καρπός (carpós=frutto), con riferimento al fatto che queste falene, durante lo stadio larvale, attaccano alcune piante da frutto.

Descrizione I membri di questo taxon sono falene eteroneure appartenenti ai Ditrysia, con taglia medio-piccola (10-40 mm) e abitudini principalmente notturne.

Adulto Capo Il capo presenta piccole scaglie frontali, non molto sollevate e quasi tutte rivolte verso il basso, nonché ciuffi di scaglie più o meno sollevate ai lati del vertice.

Gli ocelli, qualora siano presenti, appaiono comunque molto ridotti. Mancano i chaetosemata.

Nell'apparato boccale, i palpi mascellari presentano da uno a tre articoli. La spirotromba è presente e priva di scaglie. I palpi labiali sono sviluppati e diritti oppure rivolti verso l'alto, spesso più allungati nella femmina; in entrambi i sessi spesso il II segmento è rivestito di grosse scaglie.

Le antenne sono di forma variabile e rivestite di setole più lunghe nei maschi, ma con lo scapo privo di un pecten.

Torace Nelle zampe, l'epifisi è presente e la formula degli speroni tibiali è 0-2-4; la metatibia può essere liscia oppure provvista di lunghe scaglie piliformi alquanto arruffate.

Nell'ala anteriore, la spinarea è sempre presente. Nella femmina, il frenulum è costituito di regola da due o tre setole. Di regola tutti i rami di Rs partono separatamente dalla cellula discale, ma in alcuni casi si osserva la confluenza tra Rs ed Rs, oppure tra Rs ed Rs, o ancora tra M e CuA. CuP è vestigiale, mentre 1A+2A presenta una breve biforcazione basale. Sono ben distinguibili i caratteristici "ciuffi" di scaglie sollevate. La colorazione della pagina superiore è di solito grigio-brunastra e poco appariscente, con macchie puntiformi e geometrie di varia natura.

Nell'ala posteriore la venulazione appare visibilmente semplificata. Mancano M ed M. M e CuA partono unite dalla cellula discale, per poi separarsi prima del termen. CuP è sempre presente e ben definita. A ridosso della base di CuA, si osserva una sorta di "pettine", costituito da una frangia di scaglie piliformi. 1A+2A mostra una breve biforcazione basale, spesso solo accennata, mentre 3A è presente. La colorazione della superficie dorsale è di regola uniforme e più chiara dell'ala anteriore, con tonalità banco-grigiastre.

Addome Nell'addome dei maschi si osserva una coppia di coremata, posti in prossimità del margine posteriore, talvolta situati anche nella parte anteriore.

Il processo anterolaterale sul II sternite è sovente allungato e ricurvo.

Nell'apparato genitale maschile luncus è ben sviluppato, ma non bifido. I socii sono assenti, mentre lo gnathos può essere presente e avere una struttura complessa e dentellata. Il vinculum risulta privo di saccus. L'edeago presenta un coecum penis decisamente allungato, e uno o più cornuti.

Nel genitale femminile, l'ovopositore è abbastanza allungato. Le apofisi posteriori sono più lunghe di quelle anteriori. Il ductus bursae è membranoso e il corpus bursae e provvisto di un signum.

Uovo L'uovo può essere sferico e giallastro, come nel caso di Carposina sasakii.

Larva Le larve possiedono di regola una cuticola densamente rivestita di spinule smussate, ma non si osserva la presenza di setole secondarie. A maturazione completa non superano i 12 mm, e sono molto simili a quelle dei Copromorphidae e degli Alucitidae.

Capo Il capo è ipognato, particolare che sta a indicare abitudini endofitiche. Il frontoclipeo appare più allungato che largo. Sono presenti sei stemmata per lato, di cui i primi cinque su un semicerchio e il sesto un po' più distante. Le setole anteriori A1, A2 ed A3 sono disposte a triangolo ottuso, con A2 più lontana dagli stemmata. Possono essere presenti setole rette da tubercoli, nonché processi ben sviluppati sul submento, ma privi di biforcazione e con una struttura più semplice di quella ravvisabile nei Copromorphidae.

Torace Nel protorace, alquanto sviluppato, le setole laterali L sono due e si trovano sempre sullo stesso pinaculum. Gli spiracoli protoracici sono un po' più ingranditi.

Come nei Copromorphidae, la setola subventrale SV è singola sul meso- e sul metatorace.

Addome Nell'addome, nei primi otto segmenti, la setola laterale L2 è disposta anterodorsalmente rispetto a L1, ma non molto lontana da quest'ultima. La setola subdorsale SD1 è collocata dorsalmente rispetto agli spiracoli. La setola dorsale D1 è presente sul IX segmento, a differenza di quanto si osserva nei Copromorphidae. Il gruppo SV è a singola setola nei segmenti VIII e IX, a doppia setola nei segmenti I e VII, a tripla setola nel segmento II e a quadrupla setola nei segmenti dal III al VI. L'VIII segmento può avere spiracoli più sviluppati.

Le pseudozampe non sono molto robuste e appaiono un po' più corte di quelle dei Copromorphidae, ma comunque più lunghe rispetto a quelle degli Alucitidae; sono presenti sui segmenti III-VI e X, con uncini disposti su un singolo ordine.

Pupa La pupa è relativamente tozza e di tipo obtecto, con appendici fuse tra loro e col resto del corpo, ma possiede un tegumento fragile e traslucido, attraverso il quale si scorgono i profili del capo e del torace. Sul capo è presente una sutura epicraniale. Il labrum è ben sviluppato e fiancheggiato da lobi piliferi triangolari o più in generale dalle mandibole. I palpi mascellari sono ridotti, mentre quelli labiali sono esposti, così come i profemori. Il protorace è breve. I segmenti addominali V-VII (nel maschio) e V-VI (nella femmina) sono mobili. Non sono presenti spinule sulla superficie dei tergiti addominali. Il cremaster è rappresentato da gruppi di setole dall'estremità uncinata.

Biologia

Ciclo biologico La biologia di parecchie specie è poco conosciuta, tuttavia, in linea generale, gli adulti hanno abitudini notturne e durante il giorno restano in posizione di riposo, sulla corteccia delle piante o sulle pietre del sottobosco.

Le uova sono deposte singolarmente sulla pianta nutrice.

Le larve sono per la maggior parte minatrici fogliari o comunque si alimentano in zone nascoste, al riparo dai potenziali predatori, in mezzo a foglie unite tra loro, o ancora sulla superficie o all'interno di un frutto. Alcune Carposina provocano la formazione di cecidi, anche se pare che ciò sia dovuto all'intervento congiunto di un fungo che penetra all'interno del tessuto vegetale insieme alla larva.

L'impupamento può avvenire all'interno della galleria scavata dalla larva, oppure lontano dalla pianta nutrice, in un bozzolo di solito ricoperto con frammenti del detrito, sul terreno oppure all'interno di una fessura. Non si ha fuoriuscita della pupa dal bozzolo o dal riparo, prima dell'emersione dell'adulto.

Alimentazione

Le larve appartenenti a questo taxon si alimentano su un gran numero di piante nutrici; va considerato che in alcuni casi una specie può essere marcatamente polifaga e attaccare diversi membri di un unico genere vegetale, o anche di generi differenti. La lista riportata di seguito non ha pertanto pretese di completezza. Tra le piante ospite, ricordiamo, a titolo di esempio:

Berberidaceae Juss., 1789 Berberis L., 1753 Berberis vulgaris L., 1753 (crespino) Campanulaceae Juss., 1789 Clermontia Gaudich., 1829 Clermontia arborescens (H.Mann) Hillebr., 1888 Clermontia kakeana Meyen, 1835 Cyanea Gaudich., 1829 Cyanea humboldtiana (Gaudich.) Lammers, Givnish & Sytsma, 1993 Casuarinaceae R. Br., 1814 Casuarina L., 1759 Casuarina equisetifolia L., 1759 (casuarina delle spiagge) Cornaceae Bercht. ex J. Presl, 1825 Cornus L., 1753 Cornus racemosa Lam., 1786 Elaeocarpaceae Juss. ex DC, 1824 Aristotelia L'Hér., 1785 Aristotelia serrata (J.R.Forst. & G.Forst.) Oliv., 1921 Elaeocarpus L., 1753 Elaeocarpus bifidus Hook. & Arn., 1832 Ericaceae Juss., 1789 Styphelia Sm., 1795 Vaccinium L., 1753 (mirtilli) Vaccinium reticulatum Sm., 1817 Gesneriaceae Rich. & Juss., 1816 Cyrtandra J.R. Forst. & G. Forst., 1775 Cyrtandra cordifolia Gaudich., 1829 Goodeniaceae R.Br., 1810 Scaevola L., 1771 Scaevola chamissoniana Gaudich., 1829 Grossulariaceae DC., 1805 Ribes L., 1753 Ribes alpinum L., 1753 (ribes rosso) Malvaceae Juss., 1789 Corchorus L., 1753 Corchorus olitorius L., 1753 Melastomataceae Juss., 1789 Clidemia D. Don, 1823 Clidemia hirta D. Don, 1823 Miconia Ruiz & Pav., 1794 Miconia calvescens DC., 1828 Myrsinaceae R. Br., 1819 Myrsine L., 1753 Myrsine lessertiana A. DC., 1841 Myrtaceae Juss., 1789 Leptospermum J.R.Forst. & G.Forst., 1776 Leptospermum scoparium J.R.Forst. & G.Forst., 1775 Metrosideros Banks ex Gaertn., 1788 Metrosideros polymorpha Gaudich., 1830 Syzygium P. Browne ex Gaertn., 1788 Syzygium sandwicense (A.Gray) Müll.Stuttg., 1864 Ochnaceae DC., 1811 Krukoviella A.C. Sm., 1939 Oleaceae Hoffmanns. & Link, 1809 Nestegis Raf., 1838 Nestegis sandwicensis (A.Gray) O.Deg., I.Deg. & L.A.S.Johnson, 1958 Olea L., 1753 Olea europaea L., 1753 (ulivo) Podocarpaceae Endl., 1847 Podocarpus Labill., 1806 Podocarpus neriifolius D.Don, 1824 Proteaceae Juss., 1789 Banksia L. f., 1782 Banksia dentata L. f., 1782 Banksia ericifolia L. f., 1782 Hakea Schrad., 1798 Hakea nodosa R.Br., 1810 Hakea sericea Schrad. & J.C.Wendl., 1797 Rhamnaceae Juss., 1789 Ziziphus Mill., 1754 Ziziphus jujuba Mill., 1768 (giuggiolo) Rosaceae Juss., 1789 Crataegus L., 1753 Crataegus azarolus L., 1753 (azzeruolo) Cydonia Mill., 1754 Cydonia oblonga Mill., 1768 (cotogno) Malus Mill., 1754 Malus domestica Borkh., 1803 (melo) Malus pumila Mill., 1768 Malus sieboldii (Regel) Rehder, 1915 Prunus L., 1753 Prunus domestica L., 1753 (susino europeo) Prunus dulcis (Mill.) D.A.Webb, 1967 (mandorlo) Prunus persica (L.) Batsch, 1801 (pesco) Prunus virginiana L., 1753 Pyrus L., 1753 Pyrus communis L., 1753 (pero comune) Rosa L., 1753 Rosa canina L., 1753 (rosa canina) Rosa rubiginosa L., 1771 Rosa rugosa Thunb., 1784 Rubus L., 1753 Rubus fruticosus L., 1753 (rovo comune) Rubus idaeus L., 1753 (lampone) Rubiaceae Juss., 1789 Gouldia A. Gray, 1859 Kadua Cham. & Schltdl., 1829 Kadua acuminata Cham. & Schltdl., 1829 Psydrax Gaertn., 1788 Psydrax odorata (G.Forst.) A.C.Sm. & S.P.Darwin, 1988 (alahe) Sapotaceae Juss., 1789 Sideroxylon L., 1753 Sideroxylon polynesicum (Hillebr.) Smedmark & Anderb., 2007

Parassitoidismo Sono noti fenomeni di parassitoidismo su larve di Carposina, effettuato da diverse specie di imenotteri appartenenti alle superfamiglie Chalcidoidea e Ichneumonoidea; tra queste citiamo:

Chalcidoidea Eulophidae Dicladocerus westwoodii Euderus metallicus () Eupelmidae Eupelmus Ichneumonoidea Braconidae Apanteles carposinae Ascogaster reticulata Bracon variator Chelonus abditus Chelonus chinensis Chelonus insolitus Chelonus sulcatus Therophilus festivus () Ichneumonidae Hypsicera nelsonensis Pimpla alboannulata Pristomerus hawaiiensis Trathala flavoorbitalis ()

Rilevanza economica

La specie Carposina sasakii rappresenta una seria avversità per meli e peschi in Giappone, in Cina e negli Stati Uniti d'America.

Nella lotta biologica sono stati impiegati, oltre ad alcuni dei già citati parassitoidi (vedi paragrafo), anche dei nematodi entomopatogeni quali Steinernema carpocapsae e Steinernema feltiae, già utilizzati per il controllo di altre avversità delle piante da frutto e ornamentali.

Sempre contro le larve di C. sasakii è stato inoltre impiegato l'ascomiceto Beauveria bassiana (Sordariomycetes, Hypocreales, Clavicipitaceae), già utilizzato per il controllo di altri lepidotteri, oltre che contro alcuni coleotteri, ditteri, ortotteri, isotteri, rincoti, tisanotteri, acari e altri invertebrati.