La storia dell'eugenetica è lo studio della promozione delle idee collegate all'eugenetica in tutto il mondo. Le prime idee eugenetiche furono discusse nell'antica Grecia e nell'antica Roma. Il culmine del movimento eugenetico moderno si è realizzato tra la fine del XIX e il principio del XX secolo. Ai giorni nostri l'eugenetica continua ad essere un tema di dibattito politico e sociale.
Storia
Filosofie pre-galtoniane Una prima forma di filosofia di stampo eugenetico venne spiegata in maniera diffusa da Platone il quale credette che la riproduzione umana dovesse essere monitorata e controllata dallo Stato.
Tuttavia il più alto esponente della filosofia greca comprese presto che questa forma di controllo da parte del governo non sarebbe stata prontamente accettata e propose quindi che la verità venisse nascosta al grande pubblico attraverso una "lotteria fissa". I "compagni", ne La Repubblica, sarebbero stati scelti attraverso un "numero di matrimonio" in cui la qualità dell'individuo sarebbe stata analizzata quantitativamente e le persone con un numero più elevato sarebbero state autorizzate a riprodursi con altre persone di "alto numero".
In teoria ciò avrebbe riportato a risultati prevedibili ed al miglioramento dell'intera specie umana; tuttavia Platone riconobbe il fallimento del "numero ascendente di matrimonio" poiché le persone con un'anima migliore avrebbero ancora potuto produrre figli con anime decisamente a livello più basso e carenteLa Repubblica, 457c10-d3.
Le idee di Platone potrebbero essere state uno dei primi tentativi di analizzare matematicamente l'ereditarietà genetica; fatto questo che sarà successivamente migliorato dallo sviluppo della genetica di Gregor Mendel e dalla mappatura del genoma umano.
Anche altre civiltà antiche come Atene, Sparta e successivamente RomaPlatner (1929). A Topographical Dictionary of Ancient Rome, Tarpeius Mons, pp509-510. London. Oxford University Press. praticarono l'infanticidio attraverso l'esposizione e l'esecuzione come una forma arcaica di selezione di fenotipo.
A Sparta i neonati venivano ispezionati dagli anziani della città i quali ne decidevano il destino; se il figlio fosse stato ritenuto incapace di vivere nel modo in cui la polis richiedeva egli veniva solitamente espostoMaking Patriots by Walter Berns, 2001, page 12, "and whose infants, if they chanced to be puny or ill-formed, were exposed in a chasm (the Apothetae) and left to die [e i cui neonati, se capitava che fossero gracili o malformati, venivano esposti in una voragine (l'Apothetae) e lasciati morire];" nell'"Apothetae" nei pressi del Monte Taigeto. Le prove a cui avrebbero dovuto essere sottoposti i neonati includevano il bagno nel vino e l'esposizione agli elementi naturali; a Sparta questo assicurava che solamente i più forti sopravvivessero e a loro volta procreasseroAllen G. Roper, Ancient Eugenics (Oxford: Cliveden Press, 1913), text at Euvolution.com.
Adolf Hitler considerò a suo tempo Sparta come esser stata il primo Stato "Völkisch" (vedi movimento völkisch) e del tutto similmente ad Ernst Haeckel prima di lui, lodò Sparta per la sua politica d'infanticidio selettiva, anche se i nazisti credettero che i bambini venissero apertamente fatti assassinare e non esposti al "fato".
Le Leggi delle XII tavole romane, stabilitesi all'inizio della formazione della repubblica romana, affermarono nella IV tavola che i bambini deformi dovessero essere messi a morte; inoltre i pater familias della civiltà romana ebbero sempre il pieno diritto di "scartare" i neonati a loro discrezione. Questo venne spesso compiuto facendo annegare i neonati indesiderati nelle acque del fiume Tevere. Commentando la pratica romana di eugenetica il filosofo dello stoicismo Lucio Anneo Seneca scrisse:
L'aperta pratica infanticida nell'impero romano non s'interruppe fino a quando il cristianesimo non prese il sopravvento.
Teoria di Galton Sir Francis Galton (1822-1911) sistematizzò queste antiche idee e pratiche secondo le nuove conoscenze sull'evoluzione dell'essere umano e degli animali forniti dalla teoria del suo mezzo cugino Charles Darwin negli anni tra il 1860 e il 1870. Dopo aver letto L'origine delle specie Galton riprese le idee di Darwin secondo cui i meccanismi della selezione naturale vengono spesso potenzialmente ostacolati dalla civiltà umana.
Egli motivò che, poiché molte società umane cercavano di proteggere le persone svantaggiate e più deboli, quelle società stesse si ritrovavano in contrasto con la selezione naturale responsabile dell'estinzione dei più deboli; secondo Galton solamente cambiando queste politiche sociali di "solidarietà a scopo innaturale" la società intera avrebbe potuto essere salvata da una "reversione verso la mediocrità". Frase quest'ultima che coniò per le sue statistiche condotte in prima persona e che in seguito è stata modificata in "regressione verso la medietà" divenuta comuneSee Chapter 3 in Donald A. MacKenzie, Statistics in Britain, 1865–1930: The social construction of scientific knowledge (Edinburgh: Edinburgh University Press, 1981)..
Galton descrisse per la prima volta la propria teoria in un articolo del 1865 intitolato Talento e carattere ereditario, successivamente rielaborato ulteriormente nel suo libro Genius ereditario del 1869Francis Galton, "Hereditary talent and character", Macmillan's Magazine 12 (1865): 157–166 and 318–327; Francis Galton, Hereditary genius: an inquiry into its laws and consequences (London: Macmillan, 1869).. Cominciò quindi a studiare il modo in cui i tratti umani intellettuali, morali e di personalità tendessero a ripresentarsi nelle stesse famiglie; gli argomenti principali studiati da Galton furono il "genio" e il "talento" nella loro qualità di tratti ereditari presenti nell'uomo (anche se né lui né Darwin svilupparono ancora un qualche modello di funzionamento di questo tipo di ereditarietà).
Egli concluse dicendo che, dal momento che si potrebbe utilizzare la selezione genealogica artificiale per esagerare certi tratti caratteristici negli animali, ci si potrebbe benissimo attendere dei risultati del tutto simili quando si volesse applicare un tale modello anche agli esseri umani. Come scrisse nell'introduzione al "Genius ereditario":
Galton affermò che i meno intelligenti erano sempre stati maggiormente fertili rispetto ai più intelligenti, ma non propose una metodologia specifica di selezione; piuttosto sperò che venisse trovata una soluzione quando le usanze sociali fossero cambiate in un modo da permettere d'incoraggiare la gente a considerare l'importanza dell'"allevamento" umano.
Per la prima volta utilizzò il termine "eugenetica" nelle sue Inquiries into Human Faculty and Its Development del 1883 "Galton coined the word "eugenics" in his 1883 book, Inquiries into Human Faculty and Its Development., un libro in cui intendeva "toccare i vari argomenti più o meno connessi a quello della coltivazione della razza o, come si potrebbe anche chiamare, delle questioni eugenetiche". Incluse una nota a piè di pagina alla parola eugenetica, in cui specificò:
Nelle Memorie della mia vita del 1908 Galton espresse la definizione ufficiale di eugenetica: "lo studio dell'ereditarietà sotto controllo sociale che può migliorare o compromettere le qualità razziali delle generazioni future, fisicamente o mentalmente".
Ciò venne concordato in consultazione con un comitato che includeva anche l'esperto di biometria Karl Pearson; questi fu leggermente in disaccordo con la definizione preferita di Galton espressa in una conferenza la "Società di sociologia" di nuova formazione alla London School of Economics and Political Science nel 1904: "la scienza che si occupa di tutte le influenze che migliorano le qualità nascenti di una razza, anche con quelle che possono svilupparla fino al massimo vantaggio".
Quest'ultima definizione, comprendente la cultura, l'ambiente e l'ereditarietà, venne favorita da elementi a grandi linee liberali dell'ala sinistra dell'arco ideologico che ne conseguì.
La formulazione dell'eugenetica di Galton si basò su un forte approccio statistico, influenzato pesantemente dalla "fisica sociale" di Adolphe Quetelet. A differenza di questi, tuttavia, Galton non esaltò l'"uomo medio", ma anzi lo dichiarò essere il "trionfo della mediocrità". Galton ed il suo erede statistico Pearson svilupparono quello che è stato chiamato approccio biometrico all'eugenetica il quale sviluppò nuovi e complessi modelli statistici (e successivamente esportati in settori completamente diversi) per descrivere l'ereditarietà dei trattiVedi capitoli 2 e 6 in MacKenzie, Statistics in Britain..
Tuttavia con la riscoperta delle leggi ereditarie di Mendel (Legge della dominanza o dell'omogeneità di fenotipo, Legge della segregazione e Legge dell'assortimento indipendente) emersero due campi separati di sostenitori eugenetici; il primo fu costituito dagli statistici, l'altro dai biologi. Gli statistici pensarono che i biologi avessero modelli matematici eccezionalmente grezzi, mentre d'altro canto i biologi pensarono che gli statistici sapessero molto poco sulla biologia.
L'eugenetica si riferì quindi alla riproduzione selettiva umana con l'intento di creare figli con i tratti maggiormente desiderabili, generalmente attraverso l'approccio che cercò di influenzare il tasso di natalità differenziale. Queste politiche vennero poi suddivise per la maggior parte in due categorie: a) l'eugenetica positiva (riproduzione di quelli che hanno maggiori caratteristiche vantaggiose ereditarie); b) eugenetica negativa (scoraggiamento della riproduzione da parte di quelli che hanno tratti ereditari percepiti come poveri o carenti).
Le politiche eugenetiche negative in passato spinsero a pagare quelli che si riteneva avessero dei geni cattivi per farsi sottoporre volontariamente a sterilizzazione, fino a giungere alla segregazione razziale, alle legislazioni contro la mescolanza razziale, alla sterilizzazione obbligatoria e ai tentativi di genocidio.
Le politiche eugenetiche positive assunsero generalmente la forma di premi o bonus per i genitori "maggiormente adatti" ad avere altri figli. Le pratiche relativamente innocue come la consulenza matrimoniale ebbero forti legami fin da principio con l'ideologia eugenetica. L'eugenetica si legò anche in maniera superficiale a ciò che in seguito sarebbe stato conosciuto come darwinismo sociale; mentre entrambi sostennero che l'intelligenza fosse un fattore ereditario, l'eugenetica però sottolineò il fatto che fossero necessarie nuove politiche per poter cambiare attivamente lo status quo in direzione di una società maggiormente eugenetica, mentre dal canto loro i darwinisti sociali sostennero che la società stessa avrebbe "naturalmente controllato" il problema dell'effetto disgenico (ad esempio i poveri avrebbero potuto riprodursi di più ma avrebbero anche avuto sempre un tasso di mortalità più elevato).
Charles Davenport
Charles Davenport (1866-1944), uno scienziato statunitense, si distinse come uno dei più importanti eugenetici della storia; trasformò l'eugenetica da un'idea scientifica ad un movimento attivo presente in molti paesi di tutti i continenti, descrive Davenport come un "crociato eugenetico" sul campo di battaglia. Davenport ottenne cospicui finanziamenti dal Carnegie Institution for Science con l'intento di stabilire le "Stazioni per l'evoluzione sperimentale" al Cold Spring Harbor Laboratory nel 1904. e dall'"Eugenics Records Office" nel 1910, che avrebbe fornito la base scientifica per ulteriori politiche eugenetiche come la sterilizzazione obbligatoria..