Larcidiocesi di Chambéry, San Giovanni di Moriana e Tarantasia () è una sede della Chiesa cattolica in Francia suffraganea dell'arcidiocesi di Lione. Nel 2023 contava 389.270 battezzati su 442.100 abitanti. È retta dall'arcivescovo Thibault Verny.

Territorio L'arcidiocesi comprende il dipartimento della Savoia, ad eccezione di Ugine e della valle d'Arly che appartengono alla diocesi di Annecy. Comprende inoltre 10 parrocchie attorno a Rumilly nel dipartimento dell'Alta Savoia.

Sede arcivescovile è la città di Chambéry, dove si trova la cattedrale di San Francesco di Sales. A San Giovanni di Moriana si trova la cattedrale di San Giovanni Battista e a Moûtiers si trova la cattedrale di San Pietro.

Con la riforma dell'arcidiocesi operatasi a partire dal primo decennio del III millennio, dal 28 agosto 2010 il territorio è stato suddiviso in 43 parrocchie, raggruppate in 10 decanati.

Storia Sede di Tarantasia La diocesi di Tarantasia fu eretta nel V secolo. La più antica menzione della diocesi si trova in una lettera di Leone Magno del 450, nella quale il papa sottopone la diocesi alla giurisdizione del metropolita di Vienne.

Secondo la tradizione primo vescovo della diocesi sarebbe stato san Giacomo d'Assiria, che fu discepolo di sant'Onorato di Lérins, il quale, quando divenne vescovo di Arles, lo consacrò missionario nel paese dei Ceutroni nella valle di Tarantasia. Primo vescovo storicamente documentato è Sanzio, che prese parte al concilio di Epaon nel 517. Sede del vescovo era la città di Moûtiers, l'antica Darantasia, toponimo che in seguito diede il nome sia alla valle che alla diocesi (benché spesso si trovi scritto anche diocesi di Moûtiers oppure diocesi di Moûtiers in Tarantasia).

Tra il 794 e l'811, all'epoca di Carlo Magno, la diocesi di Tarantasia fu elevata al rango di arcidiocesi metropolitana. Essa aveva come suffraganee le diocesi di Aosta e di Sion, e per un certo periodo anche quella di San Giovanni di Moriana, prima che questa fosse sottomessa all'arcidiocesi di Vienne.

Alla fine del X secolo l'arcivescovo Amizone ottenne da Rodolfo III di Borgogna il titolo di conte, all'origine del potere temporale degli arcivescovi di Tarantasia che si manterrà per quasi otto secoli. Nei secoli immediatamente successivi gli arcivescovi-conti di Tarantasia dovettero difendere i loro diritti feudali contro usurpatori locali; fu in questo contesto che la casa di Savoia intervenne a favore degli arcivescovi, ottenendo col tempo il controllo sull'intera contea. A partire dal XIV secolo i conti di Savoia intervennero regolarmente nella nomina degli arcivescovi.

L'ultimo arcivescovo-conte di Tarantasia fu Claude Humbert de Rolland, che nel 1769 vendette i titoli, oramai più onorifici che lucrativi, al re Carlo Emanuele III di Savoia.Egli, infatti, con atto di convenzione rogato il 26 giugno 1769, rinunziò ai tradizionali titoli di conte di Tarantasia e conte di Moûtiers, oltre che ai diritti signorili e feudali che poteva - o avrebbe potuto pretendere - su varie località della Tarantasia. Rinunziò, così, ai diritti sulla città di Moûtiers e quelli sulle comunità di Bozel, Champagny, Hautecour, Notre-Dame-du-Pré, Pralognan, Montgirod e Saint-Marcel, oltreché sui villaggi di Les Allues, La Perriére e Saint-Jean de Belleville. Cfr. Alberto Casella, Cadetti della Real Casa, feudatari del Papa e dell’Imperatore, principi - vescovi. Il titolo di principe in Piemonte (seconda parte), in Rivista del Collegio Araldico, anno CXIX, 2 (dicembre 2022), p. 116. In cambio agli arcivescovi pro tempore di Tarantasia, pur con un certo ritardo, venne concesso dal re con lettere patenti datate 4 ottobre 1771 il feudo di ConflansNell'Ottocento Conflans divenne parte della città di Albertville. (costituito dalle comunità di Conflans e Saint-Sigismond). Essendo morto Claude-Humbert de Rolland il 27 novembre 1770 ed essendo in quel momento l'arcidiocesi sede vacante, il primo presule a portare il titolo di principe di Conflans con Saint-Sigismond fu il minore conventuale Gaspard-Augustin Laurent de Sainte-Agnès, eletto arcivescovo il 2 ottobre 1771.

Sede di San Giovanni di Moriana La diocesi di San Giovanni di Moriana fu eretta verso il 575 ad opera del re di Borgogna Gontrano, in occasione della traslazione nella città di San Giovanni di Moriana delle reliquie di san Giovanni Battista. La diocesi comprendeva la valle della Moriana, sottratta all'autorità dei vescovi di Torino, la val di Susa e il Briançonnais. Il nome del primo vescovo di Moriana, Felmasio, è contenuto in un antico documentoGallia christiana, coll. 613-614. che relaziona di un miracolo connesso alle reliquie del Battista, che fu all'origine della fondazione della diocesi. La sede episcopale della diocesi era la cattedrale di San Giovanni Battista, eretta nel VI secolo, distrutta dai saraceni nel 943 e ricostruita a nuovo nell'XI secolo.

In origine la diocesi era suffraganea dell'arcidiocesi di Vienne. Quando venne creata la metropolia di Tarantasia (fine VIII secolo), Moriana entrò a far parte della nuova provincia ecclesiastica. Ma evidentemente la sede era contesa fra i due arcivescovi metropolitani: infatti una lettera di papa Giovanni VIII dell'878 designa formalmente Moriana come suffraganea di TarantasiaDuchesne, op. cit., p. 213., mentre nel 908 papa Sergio III, confermando alla sede metropolitana di Vienne le sue suffraganee, menziona tra queste anche la diocesi di Moriana.Savio, op. cit., p. 229. Solo con papa Callisto II, nella prima metà del XII secolo, la situazione diventa definitiva a vantaggio di Vienne.

Nel 1033 la città di San Giovanni di Moriana, per la sua opposizione ai tentativi imperiali di annessione del regno di Borgogna, fu distrutta dall'imperatore Corrado II, che soppresse anche la diocesi, annettendone il territorio a quello della diocesi di Torino; questa decisione fu confermata da Corrado II nel 1039 al vescovo torinese Guidone. Alla morte di quest'ultimo (1046) il legittimo vescovo Thibaud poté riprendere possesso della sua diocesi, che fu restaurata, ma che perse la valle di Susa, rimasta alla diocesi di Torino.Savio, op. cit., pp. 230-231 e 233.

In quanto vescovo di San Giovanni di Moriana, Carlo Giuseppe Filippa della Martiniana, con un atto di convenzione rogato il 9 febbraio 1768, cedette al Regio Patrimonio i secolari diritti feudali detenuti dai vescovi su varie località della Moriana.Si trattava della giurisdizione, fra le altre, sulla città di San Giovanni di Moriana, sulle comunità di Albiez-le-Jeune, Bourget, Fontcouverte, Freney, Jarrier, Montricher, Saint-Jean d'Arves, Saint-Martin d'Arc, Saint-Pancrace, Saint-Sorlin d'Arves, Valloire, Valmeinier, Villargondran e Villarembert, oltreché del feudo di Hurtières, del quale i vescovi ricevevano investitura dal sovrano. Cfr. Alberto Casella, Cadetti della Real Casa, feudatari del Papa e dell’Imperatore, principi - vescovi. Il titolo di principe in Piemonte (seconda parte), in Rivista del Collegio Araldico, anno CXIX, 2 (dicembre 2022), p. 117. In cambio re Carlo Emanuele III, con lettere patenti del 17 febbraio 1768, concesse a Filippa della Martiniana e ai suoi successori il feudo di Aiguebelle (comprendente le comunità di Aiguebelle, Randens, Aiton, Bonvillard e Montsapey) con il titolo di principe, assegnandogli una pensione annua di 2.000 lire piemontesi.

Il seminario diocesano venne fondato nel 1735.

Sede di Chambéry In più occasioni i duchi di Savoia avevano tentato di sottrarre la loro capitale alla giurisdizione spirituale di un vescovo francese, quello di Grenoble, da cui Chambéry aveva sempre dipeso, per erigere una diocesi indipendente; tentativi erano stati fatti nel 1474 e nel 1515, ma erano stati vanificati dai re francesi.Dimier, op. cit., col. 334.

La diocesi di Chambéry fu eretta il 18 agosto 1779 con la bolla Universa Dominici gregis di papa Pio VI, ricavandone il territorio dalla diocesi di Grenoble. Originariamente era immediatamente soggetta alla Santa Sede e comprendeva 61 parrocchie. Fu scelta per diventare la nuova cattedrale la chiesa dei francescani, costruita nel 1439 e consacrata nel 1488, e che nel 1777 era diventata una parrocchia cittadina.

Durante la rivoluzione francese, il vescovo Michel Conseil si rifiutò di riconoscere la diocesi del Monte Bianco, eretta dai rivoluzionari, e la nomina di un intruso al suo posto; questo gli valse gli arresti domiciliari nell'episcopio, dove morì nel 1793 lasciando la diocesi vacante per diversi anni.

In seguito al concordato con la bolla Qui Christi Domini di papa Pio VII del 29 novembre 1801 il territorio diocesano venne fatto coincidere con i dipartimenti della Savoia e dell'Alta Savoia. Questo comportò la soppressione dell'arcidiocesi di Tarantasia e delle diocesi di San Giovanni di Moriana e di Ginevra-Annecy, che furono unite alla diocesi di Chambéry, cui furono annessi anche territori appartenuti alla diocesi di Belley, ugualmente soppressa. Inoltre a Chambéry fu data anche la giurisdizione sulle parrocchie rimaste cattoliche della diocesi di Ginevra-Annecy e situate in quello che oggi è il canton Ginevra. Queste misure portarono il vescovo di Chambéry ad assumere anche il titolo di vescovo di Ginevra.

Il 17 luglio 1817, dopo che il congresso di Vienna ebbe restaurato il ducato di Savoia, la diocesi di Chambéry fu elevata al rango di arcidiocesi metropolitana con la diocesi di Aosta come unica suffraganea,Aosta rimase suffraganea di Chambéry fino al 1862, quando entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Torino in seguito al passaggio della Savoia alla Francia. in forza della bolla Beati Petri di papa Pio VII. Bolla Beati Petri, Bullarii Romani continuatio, vol. XIV, Romae, 1849, pp. 344 e seguenti (in particolare il nº 36, p. 356).

Le decisioni d'inizio Ottocento, comportarono un aumento considerevole del territorio diocesano, che arrivò a comprendere fino a 627 parrocchie.Dimier, op. cit., col. 337. Ma questa situazione durò pochi anni. Infatti: il 30 settembre 1819 papa Pio VII, con il breve Inter multiplices, scorporò dal territorio dell'arcidiocesi le parrocchie cattoliche del canton Ginevra e le unì alla diocesi di Losanna; due anni dopo l'arcivescovo di Chambéry perse anche il titolo di vescovo di Ginevra a favore dei vescovi di Losanna; il 5 febbraio 1822 cedette una porzione del suo territorio a vantaggio dell'erezione della diocesi di Annecy, che divenne sua suffraganea; infine, il 7 agosto 1825 in forza della bolla Ecclesias quae antiquitate di papa Leone XII cedette ulteriori porzioni di territorio per il ristabilimento delle sedi di Tarantasia (ma semplicemente come diocesi e non più come arcidiocesi) e di San Giovanni di Moriana; anche queste diocesi entrarono a far parte della provincia ecclesiastica di Chambéry.

L'odierna arcidiocesi Il 26 aprile 1966 con la bolla Animorum bonum di papa Paolo VI le diocesi di Tarantasia e di San Giovanni di Moriana furono unite aeque principaliter all'arcidiocesi di Chambéry, che contestualmente assunse il nome attuale; le due diocesi unite hanno mantenuto la propria cattedrale ed il proprio capitolo dei canonici, mentre la curia vescovile venne ridotta ad una sola e l'arcivescovo di Chambéry porta anche i titoli di vescovo di San Giovanni di Moriana e di vescovo di Tarantasia.

Il 16 dicembre 2002 l'arcidiocesi di Chambéry ha perso la dignità metropolitica ed è entrata a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Lione; ha tuttavia mantenuto il rango di arcidiocesi.

Cronotassi dei vescovi Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati. Vescovi di Chambéry Michel Conseil † (26 gennaio 1780 - 27 settembre 1793 deceduto) Sede vacante (1793-1802) René des Monstiers de Mérinville † (4 maggio 1802 - 7 febbraio 1805 dimesso) Irénée-Yves Desolle (Dessole) † (22 marzo 1805 - 11 novembre 1823 ritirato) François-Marie Bigex † (24 maggio 1824 - 19 febbraio 1827 deceduto)