La storia LGBT in Svizzera è la storia della nascita ed evoluzione del movimento LGBT locale, un movimento in favore del riconoscimento e dell'uguaglianza tra le persone, in particolare per lesbiche, gay, bisessuali e transgender.
La Svizzera ha una configurazione linguistica, giuridica e culturale varia che prende influenze da vari Stati circostanti. Similmente la storia della condizione delle persone LGBT in Svizzera si intreccia con l'evoluzione della loro condizione in Francia e Germania. In alcuni cantoni svizzeri, grazie all'influenza francese e all'adozione del Codice Napoleonico, vi fu una depenalizzazione dell'omosessualità già all'inizio del XIX secolo. Mentre in alcuni cantoni tedeschi, si dovette attendere fino al XX secolo.
Sodomia e Constitutio Criminalis Carolina
In Svizzera, con l'avvento delcristianesimo a partire dal III secolo d.C., le pratiche che all'epoca venivano chiamate sodomia (sesso anale) ed omosessualità, e che venivano comunemente tollerate durante l'antichità, iniziarono ad essere considerate dei peccati.
Durante l'alto Medioevo le Novellae del Corpus Giustinianeo del 538 e del 559, basate sul Nuovo Testamento (Rom. 1:26), bollavano i rapporti fra persone dello stesso sesso come peccati. Questi comportamenti sono considerati come non naturali e marchiati con termini come vitium sodomiticum (Sodoma e Gomorra, Gen. 19) nella teologia medioevale. Quest'ultima accusa l'omosessualità di essere responsabile delle catastrofi naturali che vengono considerate delle punizioni divine per i peccati commessi.
Nel Medio Evo i comportamenti considerati contro natura riguardano sia i rapporti omosessuali, ma anche i rapporti fuori extraconiugali che non hanno fini procreativi, o con dei metodi contraccettivi. Le persone che commettono l'infrazione possono essere condannate a morte sulla base giuridica della Constitutio Criminalis Carolina, nella quale sono state introdotte alcune variazioni in numerosi cantoni nel 1532. n Svizzera, le pene per la sodomia dipendono dallo stato sociale della persona accusata.
Per esempio, Richard Puller de Hohenbourg, un cavaliere alsaziano, fu condannato a morte e bruciato ancora vivo con Anton Mätzler (di Lindau) il 24 septembre 1482 a Zurigo, quando invece nel 1416, i domenicani pregarono per evitare a Heinrich von Rheinfelden, membro del loro ordine, un'accusa da parte della corte di Basilea.
Fra il 1400 e il 1798, nel solo cantone di Zurigo, 179 dei 1,424 condannati a morte furono dovuti a reati di sodomia. Questo la fa la terza infrazione più frequente punita con la pena di morte, dopo i furti e gli omicidi. Malgrado questo, il numero di persone condannate a morte per delle pratiche omosessuali nella Confederazione Svizzera fu esiguo rispetto a quello delle altre città italiane del XV secolo.
Il numero di persone condannate a morte dipende dalla propensione dei procuratori a perseguire ed iniziare delle procedure per tali atti. In questo modo durante gli anni di servizio di Hans Conrad Heidegger (1649–1721) come governatore della contea diKyburg County fra il 1694 ed il 1698, 22 giovani furono giustiziati per sodomia. Quando Heidegger andò a Höngg, le condanne cessarono.
La Riforma contribuì a rafforzare la repressione penale. A Ginevra si contano quindici processi per omosessualità tra il 1560 ed il 1569, fra i quali sei esecuzioni ed otto esili. Anche la repressione delle pratiche omosessuali femminili e della zoofilia furono tra le condanne per quanto riguarda le donne. Queste pratiche, con quella di diavoleria, rientrano fra le pratiche di stregoneria. Questi processi continuarono fino al XVII-XVII secolo.
Il codice napoleonico, che fu assunto in alcune parti del territorio svizzero ad inizio del XIX secolo, depenalizzò l'omosessualità fra adulti. Il reato restò in vigore nei cantoni tedeschi.
I cantoni tedeschi continuarono a perseguire l'omosessualità fra adulti. Alcuni cantoni furono più severi nel perseguire tali pratiche (Lucerna, Argovie) rispetto ad altri (Berna, Zurigo, Glaris, Soleure).
Come in altre parti dell'Europa, la maggior parte delle pratiche omosessuali furono descritte come pederastia. Nei tribunali, la questione principale era di dimostrare l'età dei partecipanti piuttosto che se andare nei dettagli dell'atto stesso.
XIX secolo: l'omosessualità Nel XIX secolo si parla di omosessualità per descrivere una sessualità orientata verso delle persone dello stesso sesso, utilizzando il termine omosessuali per gli uomini, e lesbiche per le donne. La persona con più anni tra la coppia viene chiamata pederasta, e questo termine si estende di conseguenza a tutti gli individui omosessuali. Il termine fu introdotto nella psichiatria del XIX secolo.
Nella Svizzera tedesca il termine "Schwule" che veniva utilizzato per insultare divenne un termine per indicare gli omosessuali. Una simile evoluzione subì il termine "pédé" in francese.
Repubblica Elvetica Nella Repubblica Elvetica dal 1798 al 1803, rinomata per i suoi valori Luminari e la Rivoluzione francese, l'omosessualità non fu perseguita. Con la fine della Repubblica Elvetica, l'omosessualità ritornò un crimine penale nella maggior parte dei cantoni.
Heinrich Hoosli, Karl Heinrich et Karl Maria Kertbenny: emergenza del termine omosessuale
Nel 1836 un libro di Heinrich Hössli ebbe un impatto pesante. Heinrich Hoosli è un mercante di stoffe di Glarus, che promuove l'omosessualità e l'amore fra gli uomini. Il suo libro «Eros. Die Männerliebe der Griechen» (Eros. L'amore greco fra uomini) fu pubblicato a Glarus nel 1836 e a Saint Galles nel 1838, e presenta la questione del riconoscimento dell'omosessualità come una prova di democrazia liberale e diritto civile.
Nel mondo tedesco e fuori dalla Svizzera, due esperti liberali dei diritti in favore degli omosessuali rendono le loro idee pubbliche: Karl Heinrich Ulrichs nel Regno di Hannover assegna il nome di Uranismo al concetto d'amore fra persone dello stesso sesso nel 1864, seguito nel 1868 da Karl-Maria Kertbeny di Autriche Hongrie, che, per primo, nomina l'omosessualità.
Negli anni 1880 e 1890, Jakob Rudolf Forster di Brunnadern (1853–1926) viene accusato dalle autorità di de San Gallo per la sua dichiarazione di omosessualità pubblica. Nel 1893, sottomette una petizione all'assemblea federale "Beseitigung der Diskriminierung der Homosexuellen" (per la fine delle discriminazioni verso gli omosessuali). Karl Heinrich Ulrichs sottomette anche una domanda di perdono per Forster alle autorità di saint-galloises ma questa viene rifiutata.
XX secolo A partire dall'inizio del XX secolo, un numero crescente di cantoni non perseguivano le pratiche di sodomia se non a partire da accuse, e non più in modo sistematico. Per ottenere una condanna il reato doveva essere dimostrato da testimoni, il che diminuì il numero di condannati. Il termine di sodomia cadde in disuso.
Il cantone di Bâle nel 1919 perseguiva solo i reati commessi con minorenni e quelli legati alla prostituzione.
Gli anni 30 Nel 1930 si creano delle sale di ballo a Bâle e Zurigo. Zurigo ricopre un luogo importante nella scena omosessuale, con i luoghi di incontro nelle vie della Limnat3, le serate del Cercle (Der Kreis), dei ristoranti come il Marconi ed il Turnhalle, e degli hotel dove venivano affittate le camere. Bâle e la Svizzera romanda forniscono dei luoghi più discreti, con i bagni pubblici come luogo di incontro, ed il ristorante Kaserne a Bâle. Il Ticino è un luogo di villeggiatura.
Quando i nazisti arrivarono al potere in Germania, la reputazione di Berlino come città d'interesse e liberale verso le persone LGBT cambiò velocemente. Allo stesso tempo, la polizia svizzera creò dei registri con i nomi delle persone omosessuali.
Il ruolo di Laura Thomas et Anna Vock nella creazione della prima associazione omosessuale europea Queste due donne lesbiche, Laura Thomas (1901-1966) et Anna Vock (1885-1962) sono all'origine della prima associazione omosessuale in Svizzera. La Svizzera, con l'Austria, la Svizzera e la Finlandia, è uno dei pochi stati a depenalizzare il rapporto fra due donne.
Nel 1931 creano il club Amicitia. Nel 1932 il club comincia a pubblicare un giornale, Garçonne, che diventa il «Schweizerisches Freundschafts-Banner» (la bandiera dell'amicizia svizzera), il cui nome diventa «Menschenrecht» (diritti umani) nel 1937. Il giornale richiama regolarmente i suoi membri a riportare le campagne discriminanti e le opere in favore della depenalizzazione dell'omosessualità. Inizialmente un'iniziativa organizzata da lesbiche, si aprì poi agli uomini. Le cofondatrici del cabaret Zurichois Le Cornichon, Karl Meier (sotto lo pseudonimo di Rolf) e collaboratrice a partide del 1934, che avrà poi come conseguenza un'impronta sul giornale con attenzione verso tematiche meno radicali e, poco a poco, l'esclusione della rappresentanza lesbica.
Gli anni 1940: l'eccezione europea
La depenalizzazione nel codice penale del 1942 Nel 1942, durante la seconda guerra mondiale, il primo Codice penale svizzero (CPS) entra in vigore dopo 24 anni di preparazione. Un voto popolare del 1938 ne accetta i principi, ma l'arrivo della guerra ritarda la sua entrata in vigore. Si assiste alla depenalizzazione delle relazioni omosessuali fra adulti consenzienti, ma una condanna chiara della pratica della prostituzione e una strategia ufficiale che è indirizzata ad evitare scandali legati ai ricatti. Thierry Delessert mostra nel suo libro Les homosexuels sont un danger absolu, che si tratta di bloccare il fenomeno riducendolo al silenzio mediatico. Gli psichiatri condannano l'omosessualità come una degenerazione mentale, il che costituisce un progresso rispetto alla nozione di vizio utilizzata per condannare la pratica dalla chiesa cattolica. Queste tesi, che influenzano fortemente il progetto di depenalizzazione, sono dovute al psichiatra svizzero Auguste Forel, fondatore della cattedra di psichiatria di Zurigo. Forel distingue un'omosessualità innata e non punibile da una sessualità acquisita e punibile. Pensa che per limitare la diffusione dell'omosessualità convenga relegare le persone che la praticano nel loro privato. Dopo la depenalizzazione, il numero di pubblicazioni nei media e scientifiche a proposito dell'omosessualità crolla. Con la pratica di registrare le persone LGBT, il progresso è relativo, anche se rispetto alle pratiche dei suoi vicini la Svizzera diventa rifugio per le persone omosessuali che vengono chiamate antisociali e perseguitate dal regime nazista venendo inviate nei campi di concentramento. Con l'arrivo del nazismo in Europa e della relativa libertà di cui godono gli omosessuali in Svizzera, Zurigo diviene un centro importante per il movimento gay.
Rimangono delle discriminazioni tra i trattamenti delle persone eterosessuali e quelle omosessuali nel codice penale. L'articolo 194 proibisce il rapporto sessuale fra due persone minorenni e dello stesso sesso. Siccome la maggior età si raggiunge a 21 anni, questo significa che le relazioni fra adulti consenzienti di più di 21 anni sono legali. Per contro il rapporto eterosessuale è autorizzato a partire dai 16 anni, il che crea una discriminazione.
Il codice penale militare del 1928