Nel corso della sua carriera si è aggiudicata tre titoli WTA, tra cui una prova del Grande Slam: lo US Open 2019, diventando la prima tennista canadese ad essersi aggiudicata un Major e, a 19 anni, la prima teenager a realizzare l'impresa dai tempi di Marija Šarapova (poi superata da Emma Raducanu nel 2021). Vanta inoltre la vittoria del WTA 1000 di Indian Wells e della Rogers Cup sempre nel 2019; quest'ultimo titolo mancava nella bacheca canadese da cinquanta anni, quando ad aggiudicarselo fu Faye Urban.

Con la 4ª posizione in classifica mondiale, raggiunta il 21 ottobre 2019, diventa la tennista canadese con il miglior piazzamento di sempre in classifica, superando il record precedentemente detenuto da Eugenie Bouchard (5ª posizione raggiunta nel 2014).

Biografia Bianca Andreescu è nata nella città canadese di Mississauga il 16 giugno 2000, figlia di genitori entrambi rumeni. Ha iniziato a giocare a tennis all'età di sette anni a Pitești, in Romania, per poi ritornare in Canada ed entrare a far parte del Tennis Canada's National Training Program di Toronto dall'età di undici anni. I suoi idoli sono Kim Clijsters e Simona Halep. Nel circuito juniores ha vinto l'Australian Open in singolare, mentre in doppio il Roland Garros, entrambi nel 2017. È allenata da Sylvain Bruneau.

Carriera 2014: junior Nel 2014 vince la trentaduesima edizione del Les Petits As, i campionati mondiali juniores che si tengono ogni anno a Tarbes, in Francia.

2015-2017: circuito ITF A soli 15 anni, nel 2015, la tennista raggiunge la sua prima finale ITF a Gatineau, dove viene sconfitta dalla statunitense Alexa Glatch con il risultato di 4-6, 3-6 e partecipa alle qualificazioni del torneo Premier 5 di Toronto. Nel 2016 al torneo di Gatineau vince il suo primo titolo ITF nel singolare e nel doppio, ma successivamente perde entrambe le finali al torneo ITF di Saguenay. Nello stesso anno partecipa alle qualificazioni del torneo Premier 5 di Montréal ma al secondo turno perde dall'ucraina Kateryna Bondarenko. Nel 2017 vince i tornei ITF di Rancho Santa Fe e di Santa Margherita di Pula, rispettivamente contro le statunitensi Kayla Day e Bernarda Pera e l'anno si conclude con la vittoria anche nel doppio al torneo di Saguenay.

2017-2018: prima finale WTA in doppio

Prende parte alle qualificazioni per il Roland Garros, ma viene sconfitta nel primo turno da Tereza Smitková con il punteggio di 1–6 6–3 3–6. A Wimbledon riesce ad estromettere tutte e tre le avversarie nelle qualificazioni, per poi uscire di scena nel primo turno per mano di Kristína Kučová (4–6 3–6). Disputa il torneo di Washington eliminando in rimonta Camila Giorgi e Kristina Mladenovic per 6–2 6–3, prima di cedere ad Andrea Petković (7–6(3) 1–6 2–6). Nel doppio, in coppia con l'americana Louisa Chirico, raggiunge i quarti di finale, perdendo poi dalla coppia Jessica Moore e Jocelyn Rae. A Toronto viene sconfitta in due sets da Tímea Babos all'esordio, mentre nel doppio raggiunge il secondo turno. Tenta di entrare nel main draw agli US Open, ma fallisce venendo sconfitta da Liu Fangzhou. Nel torneo del Quebec, in patria, supera facilmente Jennifer Brady, ma viene estromessa da Lucie Hradecká in tre parziali. Tuttavia, in doppio raggiunge la prima finale WTA in carriera con la connazionale Carson Branstine, dove vengono sconfitte nettamente dalla coppia Babos/Sestini Hlaváčková. Nei tornei di Linz e Lussemburgo non va oltre il primo turno di qualificazione.

Il 2018 inizia con l'eliminazione al primo turno di qualificazioni agli Australian Open, mentre al Roland Garros non va oltre il terzo turno di qualificazione, come a Wimbledon. Agli US Open viene sconfitta al primo turno di qualificazione.

2019-2020: vittoria agli US Open, top 5 e stop per infortunio Inizia la stagione come la 152ª tennista del ranking e prende parte al torneo di Auckland. Dopo aver superato le qualificazioni, dove è stata costretta alla rimonta nell'ultimo turno contro Laura Siegemund, elimina rispettivamente: Tímea Babos per 6–4 7–6(6); Caroline Wozniacki, numero tre del mondo, con un doppio 6–4 e Venus Williams, numero trentanove del mondo ed ex numero uno, per 6(1)–7 6–1 6–3. Successivamente, si impone anche su Hsieh Su-wei con un periodico 6–3, approdando alla prima finale WTA in singolare in carriera. La finale la vede opposta a Julia Görges, ex top ten, contro la quale perde in rimonta con il punteggio di 6–2 5–7 1–6. Nell'ambito dello Slam australiano, dopo essere passata dalle qualificazioni, raggiunge il secondo turno, perdendo dalla lettone Anastasia Sevastova per 3–6, 6–3, 2–6. A fine gennaio vince il suo primo torneo WTA 125s, a Newport Beach, sconfiggendo in finale la padrona di casa Jessica Pegula con il punteggio di 0–6, 6–4, 6–2. Partecipa dunque al torneo di Acapulco, dove arriva in semifinale perdendo contro Sofia Kenin, che si impone in tre set.

Sorprendentemente, riesce a raggiungere la finale del prestigioso Premier Mandatory di Indian Wells, estromettendo nell'ordine: Irina-Camelia Begu per 6(3)–7 6–3 6–3; Dominika Cibulková e Stefanie Vögele, alle quali concede al massimo due games per set; Wang Qiang, numero diciotto del ranking, per 7–5 6–2; Garbiñe Muguruza, ventesima tennista in classifica ed ex numero uno del mondo, alla quale lascia un solo gioco ed Elina Svitolina, numero sei del mondo, per 6–3 2–6 6–4. In finale affronta la tedesca Angelique Kerber. Grazie a queste vittorie, entra di diritto nella tra le prime quaranta tenniste del mondo, precisamente alla posizione numero trentatré, migliorando di ventisette posizioni il proprio ranking. Inoltre, è la prima tennista a raggiungere tale traguardo da wild card. Precedentemente, solo tenniste del calibro di Kim Clijsters (2006) e Serena Williams (2015) avevano raggiunto la semifinale. Il 17 marzo si sbarazza di Kerber con il punteggio di 6–4 3–6 6–4, diventando la prima tennista nata negli anni duemila a vincere un Premier Mandatory. In seguito, sale alla posizione numero ventiquattro.

A Miami supera nuovamente Begu in una splendida rimonta da 4–6 1–5 a 7–6(2) nel secondo parziale e 6–2 nel set decisivo. Inoltre, riesce a salvare anche un match point sul servizio dell'avversaria sul punteggio di 2–5. Nel turno successivo sfida Sofia Kenin, liquidandola con un doppio 6–3. In seguito, ha nuovamente la meglio su Angelique Kerber (6–4 4–6 6–1), in un remake della finale di Indian Wells. Tuttavia, questo match è ricordato per il saluto a rete della visibilmente scossa Kerber, in quanto definisce la canadese una drama queen, ovvero regina delle sceneggiate. Negli ottavi è opposta ad Anett Kontaveit, contro la quale si ritira sul punteggio di 1–6 0–2 per problemi alla spalla destra. Per quanto riguarda il ranking, sale alla 23ª posizione. L'infortunio subìto a Miami la costringe a saltare tutti i tornei sulla terra rossa, ad eccezione del Roland Garros. Qui, dopo aver superato la lucky loser ceca Marie Bouzková, è comunque costretta al ritiro ancor prima di scendere in campo nel match di secondo turno che l'avrebbe vista opposta a Sofia Kenin.

Decide, inoltre, di dare forfait a Wimbledon, per tornare in campo più di un mese dopo a Toronto. In patria, raggiunge la semifinale grazie alle vittorie in tre set su: Eugenie Bouchard, Dar'ja Kasatkina, Kiki Bertens, numero cinque del mondo, e Karolína Plíšková, numero tre del ranking, per 6–0 2–6 6–4. La semifinale la vede opposta a Sofia Kenin, la quale si era in precedenza sbarazzata di Ashleigh Barty, allora numero uno della classifica, e della Svitolina. La canadese ha la meglio sulla statunitense con il punteggio di 6–4 7–6(5); ciò le permette di approdare alla sua quarta finale stagionale. L'11 agosto vince il torneo di casa imponendosi nell'atto conclusivo su Serena Williams, la quale si ritira dopo appena 19 minuti di gioco sul punteggio di 3–1 per la Andreescu, a causa di un mal di schiena. Grazie ai punti ottenuti, si issa fino alla 14ª posizione della classifica WTA e riporta la Rogers Cup in patria dopo 50 anni, quando l'impresa riuscì a Faye Urban, la quale batté in finale la connazionale Vicky Berner.

Non si presenta al torneo di Cincinnati per poter recuperare in vista dello US Open. Nel corso del torneo newyorkese si sbarazza di Katie Volynets e di Kirsten Flipkens; successivamente, si impone sulla finalista del 2014, Caroline Wozniacki, con un doppio 6–4. Affronta Taylor Townsend negli ottavi di finale, reduce dell'impresa contro Simona Halep (4ª testa di serie), riuscendo ad avere la meglio con il punteggio di 6–1 4–6 6–2. Nei suoi primi quarti di finale in uno Slam ha la meglio in rimonta su Elise Mertens. In seguito, sfida Belinda Bencic per un posto nella finale e batte anche quest'ultima con lo score di 7–6(3) 7–5. Così facendo, Bianca diventa la prima tennista canadese a raggiungere la finale in uno Slam dal 2014, quando Eugenie Bouchard ci riuscì a Wimbledon, e la prima a disputare la finale alla sua prima presenza nel tabellone principale dello US Open dopo Venus Williams nel 1997. Si scontra, quindi, ancora una volta contro Serena Williams, in corsa per conquistare il suo ventiquattresimo Slam, ma a sorpresa la canadese ha la meglio per 6–3 7–5, vincendo in tal modo il suo primo Slam in carriera e diventando la prima tennista canadese a vincere un Major. Grazie a questa vittoria, migliora il suo best ranking, diventando la quinta potenza della classifica WTA, eguagliando il record canadese appartenente da quasi cinque anni alla Bouchard.

Dopo una pausa durata quasi un mese, nella quale ha perso una posizione in classifica, ritorna alle competizioni a Pechino, dove continua la striscia di vittorie battendo all'esordio Aljaksandra Sasnovič. In seguito a questo successo, si qualifica per la prima volta alle WTA Finals, come quarta tennista, alle spalle di Barty, Plíšková e Halep. Successivamente, si impone su Elise Mertens, per poi sbarazzarsi di Jennifer Brady. Nei quarti di finale si scontra con Naomi Ōsaka, incontro dalle alte aspettative, considerato dagli amanti del tennis il match dell'anno. La canadese cede alla distanza con il punteggio di 7–5 3–6 4–6. Inoltre, termina così l'assoluto dominio di otto vittorie a fronte di zero sconfitte sulle giocatrici della top 10, insieme alla striscia di 17 vittorie consecutive.

In seguito alla prematura sconfitta di Elina Svitolina nel torneo di Mosca, Andreescu sale alla quarta posizione del ranking, diventando ufficialmente la tennista canadese con il miglior piazzamento di sempre. Si presenta a Shenzhen per disputare il torneo di fine anno e viene inserita nel girone rosso con Simona Halep, Karolína Plíšková e Elina Svitolina. Inizia malamente il suo esordio, poiché viene rimontata dalla romena con il punteggio 3–6 7–6(6) 6–3, dopo essersi vista annullare match point nel secondo parziale; si ritira dopo aver perso per 3–6 il primo set contro Plíšková per un infortunio al ginocchio sinistro subito sul 2–0 e 15–15 in proprio favore. Di conseguenza, viene annullata la sua partecipazione all'intero torneo.

Chiude la stagione al quinto posto della classifica mondiale e con un bilancio di 48 vittorie a fronte di sole 7 sconfitte (87%), il migliore del 2019.