Larcidiocesi di Foggia-Bovino () è una sede metropolitana della Chiesa cattolica in Italia appartenente alla regione ecclesiastica Puglia. Nel 2023 contava 205.700 battezzati su 205.900 abitanti. È retta dall'arcivescovo Giorgio Ferretti.
Patrona dell'arcidiocesi è la Beata Vergine Maria dell'Iconavetere, mentre san Marco di Eca è il compatrono.
Territorio L'arcidiocesi comprende nove comuni in provincia di Foggia: Accadia, Bovino, Castelluccio dei Sauri, Deliceto, Foggia, Panni, Monteleone di Puglia, San Marco in Lamis e Sant'Agata di Puglia.
Sede arcivescovile è la città di Foggia, dove si trova la basilica cattedrale di Maria Santissima Assunta in cielo, detta anche Iconavetere o dei Sette Veli; a Bovino sorge la concattedrale della Beata Maria Vergine Assunta in Cielo.
Nel territorio diocesano si trovano anche due basiliche minori: la basilica di San Giovanni Battista a Foggia, e la basilica della Beata Maria Vergine Madre di Dio Incoronata a Borgo Incoronata, frazione di Foggia.
Parrocchie e vicariati
Il territorio si estende su 1.667 km² ed è suddiviso 54 parrocchie, raggruppate in 6 vicariati: Foggia Centro Storico, Foggia Nord, Foggia Sud, Foggia Zone Rurali, Bovino e San Marco in Lamis.
Provincia ecclesiastica La provincia ecclesiastica di Foggia-Bovino, istituita con il solo titolo di Foggia nel 1979, comprende le seguenti suffraganee: diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano, diocesi di Lucera-Troia, arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, diocesi di San Severo.
Storia L'odierna arcidiocesi nasce nel 1986 dall'unione di due precedenti sedi episcopali: Bovino, attestata dal X secolo, e Foggia, istituita il 25 giugno 1855.
Bovino Incerta e scarsamente documentata è l'origine della diocesi di Bovino. Una bolla di papa Formoso dell'893 assegnava alla giurisdizione dei vescovi di Benevento le chiese di Bovino, Ascoli Satriano e Siponto, indizio che quelle antiche sedi episcopali erano state soppresse in epoca longobarda ed unite alla sede beneventana.
Alcuni autori hanno attribuito alla sede bovinese vescovi del V e del VII secolo, Giovanni e Papinio, che la moderna critica storica assegna tuttavia alla diocesi di Vibona in Calabria. Il primo vescovo storicamente attribuibile a Bovino è Giovanni, menzionato in un diploma dell'arcivescovo Landolfo del 971. In quest'epoca la regione era stata riconquistata dai bizantini, che avevano provveduto a restaurare la diocesi di Bovino, che da questo momento è assegnata come suffraganea alla provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Benevento.
Fin dall'XI secolo è documentata l'esistenza del priorato benedettino di San Pietro di Olivola, nel territorio di Sant'Agata di Puglia, dipendente dall'abbazia di Cava dei Tirreni, di cui oggi restano solo ruderi.Kehr, Italia pontificia, IX, p. 142.
Sul finire del XII secolo il vescovo Roberto I fece costruire la chiesa in onore di san Marco, vescovo di Eca, patrono della città; durante l'episcopato di Pietro I fu eretta la cattedrale di Bovino, consacrata nel 1231, la quale inglobò la chiesa di san Marco, nota oggi con il nome popolare di "cappellone di San Marco".
Nel Cinquecento il vescovo Ferdinando D'Anna (1541-1565) fece ristrutturare la cattedrale, e in qualità di teologo di papa Pio IV, partecipò al concilio di Trento, dove si segnalò per il contributo dato nella codificazione dei decreti conciliari. Il successore, Giovanni Domenico D'Anna (1565-1578), fratello di Ferdinando, rimase a lungo lontano dalla diocesi per gravi accuse di simonia, che lo porteranno anche ad una condanna che dovette scontare nelle carceri di Castel Sant'Angelo a Roma.Mario Spedicato, La restaurazione romana del potere vescovile a Bovino tra XVI e XVII secolo, in: Giovanni Anzivino e Lucia Marta Russo (ed.), Atti e documenti dell'Archivio Capitolare e dell'Archivio Diocesano di Bovino, 3° Ciclo di Conferenze "Conoscere la città", Regione Puglia 2000, pp. 97-124.
Solo con Angelo Giustiniani (1578-1600) si avviò il processo di riforma della diocesi e di applicazione dei decreti tridentini; si devono al Giustiniani infatti le prime visite delle parrocchie e la celebrazione dei sinodi diocesani. Il successore Paolo Tolosa (1601-1615), pur rimanendo assente dalla diocesi perché nominato nunzio apostolico presso Carlo Emanuele I di Savoia, continuò l'opera riformatrice del Giustiniani; durante il suo episcopato infatti venne fondato a Bovino il collegio dei Gesuiti, il vecchio ospedale fu affidato in gestione ai Fatebenefratelli, e fu dato avvio ad un primo tentativo di istituire il seminario diocesano, che tuttavia non ebbe fortuna per la mancanza dei fondi necessari per il suo mantenimento. Quello del seminario rimarrà uno dei problemi più urgenti per la diocesi bovinese, ma a lungo rimandato.
Nel 1685 divenne vescovo Angelo Cerasi, che governò la diocesi per ben quarantatré anni fino al 1728; fece innumerevoli visite pastorali e istituì l'archivio diocesano. Si deve a questo vescovo la redazione, nel 1694, di una platea, dove vennero elencati tutti i beni della mensa vescovile con le relative rendite.Emma Gesualdi, Il patrimonio della Mensa vescovile di Bovino in una platea del 1694, in La Capitanata, a. XXV-XXX, n. 1, Foggia, 1998, pp. 183-232.
Il Settecento è segnato dall'episcopato del francescano Antonio Lucci (1729-1752), beatificato da papa Giovanni Paolo II nel 1989. Un altro processo di beatificazione venne aperto, dopo la sua morte, per il vescovo cappuccino Nicola Molinari (1783-1792).Arcidiocesi di Foggia-Bovino, , Foggia, 1999.
Nel 1860 il vescovo Giovanni Montuoro, accusato di aver sobillato una rivolta popolare, fu costretto a fuggire e a rifugiarsi a Roma fino alla sua morte (1862). In seguito la diocesi rimase vacante fino al 1871.
Nel dicembre 1974 Giuseppe Lenotti, già vescovo di Foggia, venne nominato anche vescovo di Bovino, unendo così le due diocesi in persona episcopi, status mantenuto anche con il successivo vescovo Salvatore De Giorgi.
Il 15 novembre 1977, in forza del decreto Quo aptius della Congregazione per i vescovi, Bovino cedette il comune di Montaguto alla diocesi di Ariano Irpino, dalla quale acquisì in cambio quello di Monteleone di Puglia. Decreto Quo aptius, AAS 70 (1978), p. 132. In seguito a queste modifiche, il territorio della diocesi di Bovino, alla vigilia della "piena unione" con Foggia, comprendeva 14 parrocchie nei comuni di Bovino (5), Accadia, Castelluccio dei Sauri, Deliceto (2), Monteleone di Puglia, Panni e Sant'Agata di Puglia (3).Gazzetta ufficiale, Serie generale, Anno 127, nº 264, decreto del 25 ottobre 1986, art. 1, pp. 16-17.
Foggia In origine Foggia era compresa nella diocesi di Troia: distrutta dal terremoto del 1731, la città fu ricostruita e conobbe un notevole sviluppo economico e demografico, tanto che nel 1806 Giuseppe Bonaparte ne fece il capoluogo della Capitanata.
Il 23 settembre 1806 papa Pio VII eresse la chiesa dell'Assunta in Foggia (dove si conservava l'immagine dell'Iconavetere) in basilica minore e il 2 dicembre 1808 concesse ai canonici che la officiavano il privilegio di indossare l'abito prelatizio.
A istanza della cittadinanza foggiana, sostenuta dal vescovo di Troia Antonio Monforte e dal re Ferdinando II, il 25 giugno 1855 papa Pio IX, con la bolla Ex hoc Summi Pontificis, eresse Foggia in diocesi immediatamente soggetta alla Santa Sede: la giurisdizione del vescovo si estendeva sul territorio della città di Foggia e su quello dell'ex abbazia nullius di San Marco in Lamis, al tempo soggetta all'arcidiocesi di Manfredonia.
«Al tempo della sua istituzione la diocesi contava circa abitanti con 8 parrocchie, di cui 5 a Foggia (cattedrale, San Francesco Saverio, San Tommaso, San Michele Arcangelo, San Giovanni Battista) e 3 a San Marco in Lamis (collegiata, Sant'Antonio Abate, San Bernardino).» Il primo vescovo foggiano è stato Bernardino Maria Frascolla (1856-1869); venne accusato di essere la causa "del disordine e dell'anarchia" che regnava nella città nel periodo post-unitario, e per questo motivo condannato all'esilio a Como; da questa accusa fu prosciolto nel 1866.
La prima metà del Novecento è segnata dall'episcopato di Fortunato Maria Farina (1924-1954), di cui è in corso la causa di beatificazione: «uomo di vita santa, curò la formazione del clero e dei seminaristi, affrontò con coraggio i problemi derivanti dalla crescente espansione della città e dalla nuova situazione politica e sociale».
Dal 1924 al 1951 e dal 1954 al 1955, con i vescovi Farina e Amici, la sede foggiana fu unita in persona episcopi con la diocesi di Troia. Il 29 settembre 1933 entrò a far parte della regione ecclesiastica beneventana in forza del decreto Iam pridem della Congregazione Concistoriale.
Il 30 aprile 1979 papa Giovanni Paolo II con la bolla Sacrorum Antistites, in attuazione delle norme stabilite dal Concilio Vaticano II in materia di circoscrizioni ecclesiastiche, elevò Foggia al rango di arcidiocesi metropolitana e riunì nella sua nuova provincia ecclesiastica tutte le diocesi della Capitanata.
Alla vigilia dell'unione con Bovino nel 1986, la diocesi di Foggia comprendeva 40 parrocchie nei comuni di Foggia (33) e di San Marco in Lamis (7).Gazzetta ufficiale, Serie generale, Anno 127, nº 267, decreto del 5 novembre 1986, art. 1, p. 10.
Foggia-Bovino Il 14 dicembre 1974 Giuseppe Lenotti, già vescovo di Foggia, fu nominato anche vescovo di Bovino e di Troia, unendo così in persona episcopi le tre sedi.
Il 30 settembre 1986, con il decreto Instantibus votis della Congregazione per i vescovi, le due diocesi di Foggia e di Bovino sono state unite plena unione e la nuova circoscrizione ecclesiastica ha assunto il nome attuale. Contestualmente ha avuto termine l'unione in persona episcopi con la diocesi di Troia.
Nel maggio 1987 l'arcidiocesi ha ricevuto la visita pastorale di papa Giovanni Paolo II.
Nel 1994 la parte del comune di San Marco in Lamis che apparteneva alla diocesi di San Severo, e comprensiva del santuario di Santa Maria di Stignano, è stata annessa all'arcidiocesi. Congregazione per i vescovi, Decreto Quo aptius, AAS 86 (1994), p. 299.
Nel 1999 l'arcivescovo Giuseppe Casale ha istituito il museo diocesano di Bovino per promuovere l'interesse per l'arte e impedire la dilapidazione del cospicuo patrimonio cultuale dell'antica diocesi di Bovino.Da Beweb - Beni ecclesiastici in web. Il santuario di San Matteo Apostolo a San Marco in Lamis ospita il museo di storia, liturgia e arte, inaugurato nel 1979, e la ricca biblioteca dell'antico monastero.Da Beweb - Beni ecclesiastici in web.
Cronotassi dei vescovi Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati. Vescovi di Bovino Giovanni † (menzionato nel 971) Odo † (menzionato nel 1061)Klewitz, Zur Geschichte der Bistumsorganisation Campaniens und Apuliens im 10. und 11. Jahrhundert, pp. 46-47. Ugo † (prima del 1092 - dopo il 1099) Giso I † (prima del 1118 - dopo il 1120) Alessandro I † (prima del 1131 - dopo il 1137) Pandolfo † (prima del 1175 - dopo il 1179)Kamp, Kirche und Monarchie…, vol. I, pp. 244-248. Giso II † (prima del 1182 - dopo il 1184) Roberto I † (prima del 1190 - 1215 deceduto) Guglielmo ? † (1215 - 1220 deceduto)Ughelli menziona questo vescovo negli anni 1215-1220, ma senza indicazione di alcun documento di riferimento. Per Kamp è incerta e non documentata la sua esistenza; lo stesso autore documenta invece un anonimo vescovo nel 1219 e nel 1221. Anonimo † (menzionato nel 1219 e nel 1221) Pietro I † (prima del 1223 - dopo il 1235) Matteo I † (1238 - 1240 deceduto) Manerio I † (1241 - 1244 deceduto) Giovanni † (menzionato nel 1250 circa) Enrico ? † (1269 - 1285 deceduto)Vescovo menzionato da Ughelli negli anni 1269-1285, ma senza il supporto di alcun documento di riferimento. Kamp dubita dell'esistenza di questo vescovo, mentre documenta l'esistenza di un vescovo eletto, Roberto, prima del 1272.