La diocesi di Fréjus-Tolone () è una sede della Chiesa cattolica in Francia suffraganea dell'arcidiocesi di Marsiglia. Nel 2023 contava 545.100 battezzati su 1.090.200 abitanti. È retta dal vescovo François Touvet.

Territorio La diocesi comprende il dipartimento francese del Varo nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra e le isole di Lerino nel dipartimento delle Alpi Marittime.

Sede vescovile è la città di Tolone, dove si trova la cattedrale di Santa Maria Maggiore (Sainte-Marie-Majeure ou de-la-Sède). A Fréjus sorgono la concattedrale di San Leonzio (Saint-Léonce) e l'ex cattedrale di Saint-Aiguif. Nel territorio si trovano anche due basiliche minori: Nostra Signora della Vittoria (Notre Dame de la Victoire) a Saint-Raphaël e Santa Maria Maddalena (Sainte-Marie-Madeleine) a Saint-Maximin-la-Sainte-Baume.Decreto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, 23 marzo 2018; Prot. 12/18

Il territorio si estende su 6.032 km² ed è suddiviso in 90 parrocchie, raggruppate in 13 decanati.

Storia Diocesi di Tolone La diocesi di Tolone è attestata per la prima volta nel V secolo, quando il vescovo Augustale prese parte al concilio di Orange del 441. Inizialmente suffraganea dell'arcidiocesi di Vienne, verso la metà circa del V secolo entrò a far parte della provincia ecclesiastica di Arles.

Secondo vescovo storicamente documentato di Tolone fu Cipriano, discepolo e biografo di san Cesario d'Arles, che prese parte a numerosi concili franchi nella prima metà del VI secolo e che ebbe una parte di rilievo nel far accettare ai vescovi riuniti a Valence nel 529 la dottrina cattolica sulla grazia e il libero arbitrio.

A causa delle devastazioni operate dai saraceni, poco si conosce della diocesi nell'alto medioevo, epoca in cui probabilmente la sede rimase vacante per lunghi periodi, come dimostra la cronotassi dei secoli VIII-X, per i quali è nota solo una manciata di vescovi. Solo con la prima metà dell'XI secolo riprende ininterrotta la serie episcopale di Tolone.

Tra i vescovi di Tolone si possono ricordare: Arimino, che prese parte alla prima crociata; Pierre Isnard, che partecipò al concilio lateranense del 1179; Gauthier Gaufredi, che riformò nel 1268 il capitolo dei canonici della cattedrale; Denis Briçonnet, che fu presente al conciliabolo di Pisa e al concilio Lateranense V. Nel corso del XVI secolo la diocesi fu data in amministrazione a vescovi delle famiglie Fieschi, Della Rovere e Trivulzio.

Il seminario diocesano di Tolone fu eretto a cavallo tra XVII e XVIII secolo dal vescovo Armand-Louis Bonin de Chalucet (1692-1712).

In seguito al concordato, il 29 novembre 1801 con la bolla Qui Christi Domini di papa Pio VII la diocesi di Tolone fu soppressa e il suo territorio accorpato a quello dell'arcidiocesi di Aix. L'ultimo vescovo, Elléon de Castellane-Mazangues, contravvenendo alle disposizioni contenute nella bolla, non diede le dimissioni e morì a Udine nel 1806. Al momento della soppressione la diocesi comprendeva circa 27 parrocchie.

Diocesi di Fréjus Incerta è la data della fondazione della diocesi di Fréjus. Essa è attestata per la prima volta nel concilio di Valence del 374: in quest'anno era stato eletto vescovo Acceptus, il quale, per evitare quest'onere, si accusò di crimini immaginari; malgrado l'appoggio del metropolita Concordio di Arles, il concilio giudicò inadeguata la sua nomina. Il primo vescovo storicamente documentato è san Leonzio, menzionato in una lettera di papa Bonifacio I del 419. A partire dal V secolo la diocesi era suffraganea dell'arcidiocesi di Aix.

Il territorio della diocesi era compreso tra le sedi di Tolone e di Aix ad ovest, di Riez e di Senez a nord, di Antibes (dal medioevo Grasse) e di Vence a est. Era una delle diocesi più grandi tra quelle del litorale provenzale.

Come per molte altre diocesi della Provenza, a causa delle frequenti e devastanti incursioni dei Saraceni, il periodo tra VII e IX secolo è abbastanza oscuro e sono solo due i vescovi documentati per questo periodo, indizio che comunque la diocesi sopravvisse nell'alto medioevo: il vescovo Martino è documentato in un diploma del 636, mentre un anonimo vescovo sottoscrisse gli atti del falso concilio di Narbona del 788. Fu solo verso la fine del X secolo che la diocesi poté risorgere e ricostituirsi con la cacciata definitiva dei Saraceni, all'epoca del vescovo Riculfo.

Con l'XI secolo i vescovi posero la loro residenza all'interno del castellum nel cuore della città ed è sempre in questo periodo che è documentata per la prima volta l'esistenza del capitolo dei canonici della cattedrale, in un atto del 1038.

Il periodo tra XI e XII secolo vide il lungo episcopato di Bérenger (1091-1131), durante il quale l'abbazia di Lerino, fondata alla fine del IV secolo, ottenne l'esenzione dalla giurisdizione dei vescovi di Fréjus.

Nel 1176 il vescovo Frédol d'Anduze ottenne dal conte di Provenza conferma dei suoi diritti feudali, e nel 1206 Raimond de Capella ottenne la giurisdizione temporale sulla città di Fréjus.

Tra il 1300 e il 1310 la sede fu occupata dal vescovo Jacques Arnaud Duèze, trasferito ad Avignone e poi eletto papa nel 1316 con il nome di Giovanni XXII.

Il XIV secolo vide susseguirsi sulla cattedra di Fréjus oltre una decina di vescovi, molti dei quali non risiedettero mai nella città episcopale perché occupati alla corte pontificia di Avignone. Anche durante il XV secolo diversi vescovi non si fecero mai vedere a Fréjus, preferendo farsi rappresentare dai vicari generali, ai quali spettava di fatto il governo della diocesi. A partire dal 1472 il papa avocò a sé la nomina dei vescovi; inizia in quest'anno una serie di vescovi italiani delle famiglie Fieschi e Orsini, i quali, pur non presentandosi quasi mai a Fréjus, entrarono in conflitto con le autorità locali e i re di Francia. Leone Orsini divenne vescovo a 12 anni nel 1525, si fece vedere per la prima e unica volta a Fréjus nel 1547, e morì in carica nel 1564. L'assenza quasi continua dei vescovi per oltre due secoli ebbe come conseguenza la decadenza della vita religiosa della diocesi.

Tra XVI e XVII secolo la sede fu occupata da Barthélémy Camelin (1599-1637), canonico della cattedrale, che si fece consacrare sacerdote a 37 anni, tre mesi dopo la conferma della sua elezione episcopale. Benché fosse inizialmente inviso alla Santa Sede, fu uno dei vescovi più importanti di questo periodo per il suo impegno a mettere in atto nella sua diocesi i decreti di riforma del concilio di Trento: riformò il capitolo dei canonici della cattedrale, fece diverse visite alla sua diocesi, cercò di eliminare diversi abusi tra i clero diocesano, favorì l'installazione di diverse congregazioni religiose nella diocesi.

L'italiano Giuseppe Zongo Ondedei fondò il seminario vescovile nel 1655, che fu ingrandito da Luc d'Aquin (1681-1697). Il successore di quest'ultimo, il nipote Louis d'Aquin, prese possesso della diocesi per procura, ma non venne mai a Fréjus, perché un anno dopo la sua nomina fu trasferito a Séez. Il suo successore, André-Hercule de Fleury, arrivò a Fréjus solo due anni dopo la sua nomina, ma si mostrò un vescovo zelante, interessato al bene spirituale della sua diocesi e dei suoi preti. A lui si deve la divisione della diocesi in 9 decanati: Fréjus, Saint-Tropez, Lorgues, Seillans, Bargemon, Aups, Barjols, Draguignan e Pignans. Lasciò la diocesi nel 1715 e, proprio per le sue qualità di organizzazione, in seguito divenne primo ministro e cardinale.

Il vescovo Martin du Bellay (1739-1766) introdusse in diocesi diverse riforme, tra cui la chiusura di diverse confraternite irregolari, la pubblicazione per la prima volta di un catechismo e di un Ordo diocesano, l'autorizzazione a mangiare uova e latticini durante la quaresima.

L'ultimo vescovo dellAncien Régime fu Emmanuel-François de Bausset-Roquefort, a cui si deve la ristrutturazione del palazzo del seminario, l'inventario dei fondi dell'archivio diocesano, per il quale predispose un edificio apposito, e la diffusione del culto dei santi.

In seguito al concordato, il 29 novembre 1801 con la bolla Qui Christi Domini di papa Pio VII la diocesi di Fréjus fu soppressa e il suo territorio accorpato a quello dell'arcidiocesi di Aix.

Nel giugno del 1817 fra Santa Sede e governo francese fu stipulato un nuovo concordato, cui fece seguito il 27 luglio la bolla Commissa divinitus, con la quale il papa restaurava la sede di Fréjus. Tuttavia, poiché il concordato non entrò in vigore in quanto non ratificato dal Parlamento di Parigi, questa erezione non ebbe effetto. Anche la nomina di Charles-Alexandre de Richery a vescovo di Fréjus, datata 8 agosto 1817, rimase in sospeso.

La diocesi di Fréjus fu ristabilita definitivamente il 6 ottobre 1822 con la bolla Paternae charitatis dello stesso papa Pio VII, resa suffraganea della sede metropolitana di Aix. La nuova diocesi comprendeva l'intero dipartimento francese del Varo, che all'epoca includeva anche l'arrondissement di Grasse. Il territorio era costituito da quello delle sedi pre-rivoluzionarie di Fréjus, Tolone, Grasse e Vence, e da porzioni più o meno importanti di territorio che fino al Settecento erano appartenute a Marsiglia, Riez, Senez e Aix.Cf. Mappa nel Dictionnaire d'Histoire et de Géographie ecclésiastiques, vol. XVIII, coll. 1227-1228.

Un decreto concistoriale del 28 settembre 1852, concesse ai vescovi di Fréjus di aggiungere al proprio titolo quello della soppressa sede di Tolone.

Il 1º settembre 1886, con decreto della Santa Sede, la diocesi cedette l'arrondissement di Grasse, eccetto le isole di Lerino, a vantaggio della diocesi di Nizza.Denis Ghiraldi, Le rattachement ecclésiastique de l'arrondissement de Grasse au diocèse de Nice en 1886, in Recherches Régionales, 1986 octobre-décembre, n° 4.

Diocesi di Fréjus-Tolone Il 28 aprile 1957 in forza della bolla Qui arcana Dei di papa Pio XII la sede diocesana, la curia e la cattedrale furono trasferite da Fréjus a Tolone, l'ex cattedrale di Fréjus divenne concattedrale e la diocesi assunse il nome attuale.

L'8 dicembre 2002, con la riorganizzazione delle circoscrizioni ecclesiastiche francesi, la diocesi di Fréjus-Tolone è divenuta suffraganea dell'arcidiocesi di Marsiglia.

Cronotassi dei vescovi Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai due anni o non storicamente accertati.

Vescovi di Tolone Augustale † (prima del 441 - dopo il 450)Il Vetus Martyrologium Romanum, alla data del 7 settembre, ricorda in Gallia sancti Augustalis, episcopi et confessoris; secondo Duchesne potrebbe trattarsi del vescovo di Toulon. Gallia christiana ignora il vescovo Augustale, mentre riporta come primi vescovi tolonesi i successivi Onorato e Graziano: Duchesne esclude il primo, in quanto frutto dei lavori di un falsario dell'inizio del XVII secolo, Polycarpe de la Rivière; il secondo, non avrebbe, secondo il medesimo autore, solide base storiche e documentarie. Onorato ? † (menzionato nel 451 circa) San Graziano ? † ( ? - circa 472 deceduto) San Cipriano † (prima del 524 - 549 deceduto)Documentato per l'ultima volta al concilio di Orléans del 541. Palladio † (549Il 549 è la data in cui Palladio è documentato per la prima volta, al concilio di Orléans. - dopo il 554) Desiderio I † (prima del 573 - dopo il 585) Menna † (menzionato nel 601)Questo vescovo è inserito anche nelle cronotassi tradizionali dei vescovi di Telese. Iltigiso ? † (menzionato nel 614)Ignorato da Gallia christiana e Duchesne, è ammesso da Gams come vescovo de Tholosa. Mario † (menzionato nel 636)Documentato da Duchesne, ma assente in Gallia christiana e Gams. Anonimo † (menzionato nel 680)Secondo Gallia christiana e Duchesne, al concilio di Roma del 679/680 era presente il diacono Taurino in rappresentanza del suo vescovo, il cui nome è ignoto. Gallia christiana inserisce di seguito un Leone, ma senza alcun riferimento cronologico o bibliografico; assente in Gams e Duchesne. Eustorgio † (menzionato nell'879)