Larcidiocesi di Goa e Damão () è una sede metropolitana della Chiesa cattolica in India. Nel 2023 contava 642.561 battezzati su 2.292.420 abitanti. È retta dall'arcivescovo cardinale Filipe Neri António Sebastião do Rosário Ferrão, a cui sono concessi ad honorem i titoli di patriarca delle Indie orientali e di primate d'Oriente.
Dal 1928, gli arcivescovi di Goa e Damão si fregiano anche del titolo di arcivescovi di Cranganore. Bolla Inter apostolicam, AAS 20 (1928), p. 248.
Territorio L'arcidiocesi comprende cinque entità territoriali, non contigue tra loro, sulla costa occidentale dell'India, lo stato di Goa e i territori di Dadra, Nagar Haveli, Daman e Diu.
Sede arcivescovile è la città di Goa Velha, dove si trova la cattedrale di Santa Caterina. A Daman sorge l'ex cattedrale dell'omonima diocesi soppressa, dedicata al Buon Gesù, e a Goa Velha la basilica minore dedicata anch'essa al Buon Gesù, dove è conservato il corpo di san Francesco Saverio. La residenza e la curia arcivescovili sono a Panaji.
Il territorio si estende su 4.194 km² ed è suddiviso in 174 parrocchie.
Provincia ecclesiastica La provincia ecclesiastica di Goa fu istituita il 4 febbraio 1558 e all'inizio comprendeva la diocesi di Cochin in India e la diocesi di Malacca (oggi arcidiocesi di Singapore) nel sud-est asiatico. Nella seconda metà del XVI secolo si aggiunsero altre due diocesi, Macao in Cina (1576) e Funay in Giappone (1588); quest’ultima diocesi tuttavia fu di fatto soppressa già verso la metà del XVII secolo. Nel XVII secolo si aggiunsero le sedi di São Tomé de Meliapore (1606), la prelatura del Mozambico (1612), Pechino e Nanchino (1690). Eccetto la diocesi giapponese, le altre diocesi costituivano ancora nella prima metà dell'Ottocento la provincia ecclesiastica di Goa.
In seguito al concordato del 1886 e alla bolla Humanae salutis del 1º settembre, la provincia ecclesiastica di Goa fu ridotta alle sole diocesi di Cochin, São Tomé de Meliapore e Macao, a cui si aggiunse la nuova diocesi di Damão, eretta contestualmente alla bolla, che tuttavia fu soppressa nel 1928. Della provincia ecclesiastica di Goa faceva parte anche la prelatura territoriale del Mozambico fino al 1940.
Nel XX secolo si aggiunsero la diocesi di Dili a Timor Est nel 1940 e la diocesi di Alleppey in India nel 1952. Ma nel settembre del 1953 Goa perse tutte le sue suffraganee indiane: Cochin e Alleppey passarono alla provincia ecclesiastica di Verapoly, mentre São Tomé de Meliapore già l'anno precedente era stata unita alla sede di Madras dando origine all'arcidiocesi di Madras e Mylapore. La provincia ecclesiastica di Goa fu così ridotta alle sole diocesi di Macao e di Dili.
La provincia ecclesiastica goana fu soppressa da Paolo VI nel 1977, ma è stata ristabilita da Benedetto XVI nel 2006, e comprende oggi una sola suffraganea, la diocesi di Sindhudurg.
Storia Le origini (XVI secolo) Goa (oggi Goa Velha) fu conquistata dai portoghesi il 25 novembre 1510, giorno in cui nella Chiesa cattolica si festeggia santa Caterina d'Alessandria. A questa santa fu dedicata la prima chiesa goana, ricostruita già nel 1514 e poi ancora nel 1531. Goa divenne il centro principale delle colonie portoghesi in Asia, sede del viceré, da cui partivano le missioni per l'Oriente asiatico ed anche per l'Africa orientale.
Il 12 gennaio 1514 fu eretta la diocesi di Funchal, nell'arcipelago di Madera, che ebbe giurisdizione su tutti i territori scoperti dai Portoghesi nell'Atlantico e nell'oceano Indiano. A Goa i vescovi di Funchal furono rappresentati da vicari generali e, per le ordinazioni sacerdotali, da vescovi missionari.Si conoscono i nomi di 3 vicari generali, Domenico de Souza, Giovanni Pacheco e Sebastiano Pirés, e 2 vescovi missionari, Duarte Nunes e Fernando Vaqueiro. Dictionnaire d'Histoire et de Géographie ecclésiastiques, vol. XXI, col. 283.
La diocesi di Goa fu eretta il 31 gennaio 1533 da papa Clemente VII, ricavandone il territorio dalla diocesi di Funchal, contestualmente elevata al rango di sede metropolitana, di cui Goa divenne suffraganea. La giurisdizione della diocesi di Goa originariamente si estendeva dal Capo di Buona Speranza fino alla Cina e al Giappone. Il 3 novembre 1534 l'erezione della diocesi di Goa fu confermata dalla bolla Aequum reputamus di papa Paolo III, poiché la morte di Clemente VII aveva impedito la pubblicazione di una bolla d'erezione.
Il 4 febbraio 1558 con la bolla Etsi sancta di papa Paolo IV la diocesi fu elevata al rango di arcidiocesi metropolitana. Nello stesso giorno furono erette le diocesi di Cochin e di Malacca (oggi arcidiocesi di Singapore), ricavandone il territorio dalla diocesi di Goa, che furono le prime suffraganee della provincia ecclesiastica di Goa.
La chiesa di Santa Caterina divenne la cattedrale della diocesi. In questi primi decenni di presenza portoghese a Goa furono oltre una decina le chiese costruite; nel 1543 il territorio della città di Goa fu suddiviso in quattro parrocchie. Successivamente furono istituite altre parrocchie ovunque i portoghesi avevano istituito un loro centro, o commerciale o militare, sul territorio indiano, esclusi quelli che dipendevano da altre diocesi.
Dal punto di vista ecclesiastico, in base a particolari accordi tra i re portoghesi e la Santa Sede, le istituzioni religiose in tutte le terre dipendenti dagli arcivescovi di Goa erano sottoposti al padroado regio: spettava al re la nomina a tutti gli uffici ecclesiastici, dalla nomina dell'arcivescovo a quella dei parroci, e al contempo spettava al re provvedere a tutti i fabbisogni della Chiesa goana (mantenimento dei prelati, costruzioni di chiese, invio di missionari).
L'evangelizzazione del territorio dipendente dagli arcivescovi goani fu portato avanti soprattutto dalle congregazioni religiose e dalle confraternite. La prima residenza dei francescani fu eretta a Goa negli anni 1517/1518, e la prima confraternita nota è quella della Santa Fede, istituita nel 1541. Nel 1543 arrivarono i primi gesuiti; i soggiorni di san Francesco Saverio a Goa diedero un forte impulso alla conversione al cristianesimo. La diffusione del cristianesimo sul territorio goano (la provincia di Bardez a Nord, quella di Salcette a sud, e la provincia centrale, detta provincia delle Isole) era accompagnata dalla sistematica distruzione dei templi indù e delle moschee mussulmane e, quando necessario, dalla limitazione o abolizione della libertà religiosa. Nel 1558 fu ordinato il primo prete indigeno, André Vas.Dictionnaire d'Histoire et de Géographie ecclésiastiques, vol. XXI, coll. 287-288.
Papa Gregorio XIII con il breve Pastoralis officii cura del 13 dicembreAlcune fonti riportano la data del 15 marzo, che è errata perché Gregorio XIII fu eletto nel conclave del 13 maggio 1572. 1572 concesse all'arcivescovo di Goa il titolo di primate d'Oriente.Archdiocese of Goa & Daman, Apostolic Nunciature India and Nepal.
Tra il 1577 e il 1606 si tennero a Goa 5 sinodi provinciali, di cui 2 all'epoca degli episcopati di Gaspar de Leão Pereira, che ebbero lo scopo di organizzare e strutturare la Chiesa goana, e di dirigere le missioni sull'intero territorio indiano dipendente dagli arcivescovi di Goa.Dictionnaire d'Histoire et de Géographie ecclésiastiques, vol. XXI, coll. 338-339.
Il 23 gennaio 1576 e il 21 gennaio 1612 cedette porzioni del suo territorio a vantaggio dell'erezione rispettivamente della diocesi di Macao e dell'amministrazione apostolica del Mozambico (oggi arcidiocesi di Maputo).
XVII e XVIII secolo
Nel 1595 fu nominato arcivescovo l'agostiniano Aleixo de Meneses, che consolidò l'opera di evangelizzazione del territorio di Goa: visitò tutta la sua arcidiocesi e tutte le regioni cristiane della costa occidentale dell'India; istituì quasi 40 parrocchie con le loro chiese; approvò la nascita del primo monte di pietà, istituita da un missionario gesuita; fondò il primo monastero femminile di tutta l'Asia, quello delle claustrali agostiniane di Santa Monica; fu anche per 3 anni governatore dei domini portoghesi in Asia.Dictionnaire d'Histoire et de Géographie ecclésiastiques, vol. XXI, col. 289.
Il successore Cristovão da Sá iniziò la costruzione di una nuova cattedrale, consacrata da Sebastião de São Pedro nel 1628.
L'inizio del XVII secolo vide l'arrivo in India dei primi coloni olandesi: fu l'inizio della decadenza commerciale e politica del Portogallo in India e in tutta l'Asia. Verso la metà del secolo tutti i possedimenti portoghesi in India erano persi a favore degli olandesi, tranne Goa, Damão, Diu, Bassein e Chaul. Nonostante la riduzione dell'impero coloniale portoghese in India, il governo di Lisbona continuò a pretendere e ad esercitare i diritti di padroado su tutti gli antichi possedimenti, anche se politicamente non ne aveva più nessun controllo.
In questo contesto sorsero i primi conflitti con la Congregazione di Propaganda Fide, in particolare quando questa nel 1637 nominò vicario apostolico di Idalcan, Deccan e Bijapur (da cui ha origine l'arcidiocesi di Bombay) il sacerdote Matheus de Castro Mahale. A nulla valsero le proteste delle autorità di Goa e dell'arcivescovo Francisco dos Martyres, anche perché Matheus de Castro ebbe il sostegno e l'appoggio del sultano di Bijapur. Le stesse difficoltà sorsero nel 1674 quando la Santa Sede eresse il vicariato apostolico di KanaraQuesto vicariato apostolico ebbe fine di fatto con la morte del suo unico vicario nel 1685. Cf. diocesi di Mangalore., il cui titolare, Thomas de Castro, pose la sede a Mangalore, dove i portoghesi avevano un loro avamposto.Dictionnaire d'Histoire et de Géographie ecclésiastiques, vol. XXI, col. 292.
Le continue guerre sostenute dai portoghesi contro i Maratti resero ancora più difficile la vita nella piccola colonia portoghese di Goa. La stessa città sede episcopale si spopolò pian piano passando da oltre abitanti all'inizio del XVII secolo a nel 1695; nel 1775 saranno solo . Di Goa Velha resteranno solo le chiese e le case dei religiosi in mezzo a edifici fatiscenti e in rovina, il cui materiale fu spesso riutilizzato per la costruzione di una nuova capitale portoghese a Panaji, dove gli arcivescovi trasferirono stabilmente la loro residenza alla fine del Settecento.Dictionnaire d'Histoire et de Géographie ecclésiastiques, vol. XXI, coll. 293 e 335.
Un altro problema che gli arcivescovi di Goa non sempre riuscirono a dominare fu il rapporto con i religiosi, numerosi nelle colonie portoghesi indiane (oltre 1700 nel 1636), e in particolare con quelli che avevano cura d'anime e parrocchie, che spesso agivano indipendentemente dall'autorità e dalle decisioni episcopali, come una chiesa parallela. Nel 1695 l'arcivescovo Agostinho da Annunciação vietò ai gesuiti e ai francescani di compiere la visita canonica delle loro parrocchie, che spettava per diritto solo all'Ordinario. Agli inizi del Settecento i francescani si opposero alle direttive del governo, fatte proprie dall'arcivescovo, di imporre la lingua portoghese come lingua unica, a scapito delle lingue locali; ed inoltre fecero di tutto per impedire agli arcivescovi di sostituire i parroci francescani con parroci del clero locale. Solo dal 1766 e 1767 i francescani non ebbero più parrocchie proprie.Dictionnaire d'Histoire et de Géographie ecclésiastiques, vol. XXI, coll. 293-294.