La diocesi di Gubbio () è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve, appartenente alla regione ecclesiastica Umbria. Nel 2023 contava 52.565 battezzati su 53.274 abitanti. È retta dal vescovo Luciano Paolucci Bedini.

Territorio La diocesi comprende il territorio dei comuni di Costacciaro, Gubbio, Scheggia e Pascelupo e parte del comune di UmbertideAppartiene alla diocesi la parte del comune sulla riva sinistra del Tevere con le parrocchie del Cristo Risorto, di San Giovanni Battista e di Santa Maria nell'abitato di Umbertide; il resto del territorio comunale è suddiviso fra l'arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve e la diocesi di Città di Castello. in provincia di Perugia; e il comune di Cantiano in provincia di Pesaro-Urbino.

Confina a nord e a est con la diocesi di Città di Castello, a sud con l'arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve e la diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, e a ovest con la diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola.

Sede vescovile è la città di Gubbio, dove si trova la basilica cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo; sul Monte Ingino, il colle che sovrasta Gubbio, si trova la basilica di Sant'Ubaldo.

Il territorio si estende su 930 km² ed è suddiviso in 39 parrocchie raggruppate in 5 zone pastorali: zona cittadina, zona Umbertide, zona Flaminia, zona Mocaiana e zona Saonda-Chiascio.

Storia Attraverso l'epistolario di san Girolamo, è certa dell'esistenza di una Chiesa eugubina costituita e organizzata almeno fin dal IV secolo, rendendola così - per fondazione - una delle più antiche dell'Italia centrale.Dal sito web della diocesi.

Attorno alla metà del V secolo è da collocare il martirio del soldato Verecondo, da identificarsi con un santo africanoLanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII, p. 481., sulla cui tomba sorse in seguito un'abbazia benedettina. Verso la fine del V secolo, i resti di sette martiri africani (Secondo, Secondino, Agapito, Emiliano, Antonio, Tertulla, Mariano e Giacomo) vennero traslati a Gubbio: per due di quei martiri, Giacomo e Mariano, a cui fu dedicata la cattedrale, sant'Agostino aveva composto due sermoni. Attorno al culto per questi santi si consolidò l'identità ecclesiale della città umbra e molti vescovi eugubini del tempo vengono citati come Episcopi Sancti Mariani.

Il primo vescovo storicamente documentato è Decenzio, menzionato in una lettera di papa Innocenzo I del 416, nella quale il pontefice si riferisce ai praedecessores tui, indizio che altri vescovi hanno preceduto Decenzio, almeno fin dal IV secolo. Charles Pietri, Luce Pietri (ed.), Prosopographie chrétienne du Bas-Empire. 2. Prosopographie de l'Italie chrétienne (313-604), École française de Rome, vol. I, Roma 1999, pp. 536-537. Il secondo vescovo noto è Gaudioso, menzionato in una lettera di Gregorio Magno del 599 come visitatore della chiesa di Tadinum. Pietri, Prosopographie de l'Italie chrétienne, vol. I, 903.

Pochi sono i vescovi storicamente documentati per il primo millennio. Eruditi locali, per colmare i vuoti nella cronotassi episcopale, hanno inserito una serie di nomi inattendibili e fantasticiLanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII, p. 482., ed è stato merito dello storico Mauro Sarti nel Settecento aver restituito a Gubbio l'esatta successione dei vescovi certi della Chiesa eugubina. Dopo Decenzio e Gaudioso, bisogna arrivare alla seconda metà dell'VIII secolo per conoscere il terzo vescovo di Gubbio, Florentino, che prese parte al concilio lateranense celebrato da papa Stefano III nel 769.Sarti, De Episcopis Eugubinis, p. 20. Czortek, Il cristianesimo a Gubbio tra tarda antichità e alto medioevo, p. 17. Pesci, I Vescovi di Gubbio, p. 504. I concili romani hanno restituito poi i nomi dei vescovi Bennato nell'826, Erfone nell'847 e nell'853Sarti, De Episcopis Eugubinis, pp. 20-21. Czortek, Il cristianesimo a Gubbio tra tarda antichità e alto medioevo, p. 17. Pesci, I Vescovi di Gubbio, p. 504. e Domenico nell'861 e nell'868.Sarti, De Episcopis Eugubinis, pp. 21-22. Czortek, Il cristianesimo a Gubbio tra tarda antichità e alto medioevo, p. 17. Pesci, I Vescovi di Gubbio, p. 505.

L'invasione degli Ungari e degli Avari del 917 arrecò danni irreparabili a città e territorio e cancellò quel che rimaneva dell'antico splendore. La rinascita ecclesiale e territoriale si deve principalmente all'insediarsi di numerosi monasteri tra la fine del X e l'inizio dell'XI secolo. Tra questi bisogna ricordare il monastero di San Donato di Pulpiano, fondato da monaci irlandesi, le abbazie benedettine di Sant'Emiliano in Congiuntoli e di Santa Maria di Sitria, e soprattutto il monastero camaldolese di Fonte Avellana, notevole centro culturale grazie a san Pier Damiani. Strettissimi furono i rapporti tra il monastero avellanita e la diocesi eugubina; diversi infatti sono stati i vescovi di Gubbio che provenivano dal monastero camaldolese, da Giuliano, attestato all'inizio dell'XI secolo, fino a Gabriele Gabrielli, vescovo dal 1377 al 1383.

Tra XI e XII secolo la Chiesa eugubina fu onorata della presenza di tre santi vescovi, Rodolfo (ca. 1058-1064) e Giovanni (ca. 1104-1105), camaldolesi di Fonte Avellana, e soprattutto Ubaldo Baldassini (ca. 1129-1160), oggi venerato come patrono della città e della diocesi: a lui si devono la ricostruzione urbana e della cattedrale (distrutta da un incendio nel 1126), la riforma e rinascita spirituale del clero, dei canonici della cattedrale (ai quali venne fatta adottare la regola Portuense) e del popolo, la riorganizzazione delle parrocchie rurali e la difesa delle libertà civili.

Dalla prima metà del Quattrocento, per quasi un secolo, Gubbio assurse al rango di prima città del ducato dei Montefeltro e dei Della Rovere e la sua diocesi venne nobilitata da tutta una serie di vescovi cardinali di prima levatura nella storia della Chiesa: Girolamo e Francesco Della Rovere, Antonio Ferrero, Federico Fregoso, Pietro Bembo, Giacomo Savelli e Marcello Cervini, poi papa Marcello II.

Gli episcopati di Cervini (1544-1555) e del suo successore Savelli (1555-1560) segnarono un periodo di rinascita per la vita ecclesiale: vennero riformati il capitolo della cattedrale e la curia vescovile, creati l'archivio e il seminario (fondato nel 1601), riorganizzata la rete parrocchiale, applicate le nuove norme liturgiche, riformata la disciplina del clero, ed ebbero inizio le visite pastorali.

Con l'estinzione della dinastia dei della Rovere e il ritorno di Gubbio alle dirette dipendenze di Roma, iniziò il declino della città che divenne un piccolo centro di provincia: la diocesi passò dall'immediata soggezione alla Santa Sede a essere suffraganea della sede metropolitana di Urbino (4 giugno 1563). Tuttavia i vescovi eugubini non accettarono di buon grado questa suffraganeità, considerandosi sempre soggetti alla Santa Sede. I dissidi fra il metropolita di Urbino ed i vescovi di Gubbio si protrasse fino al Settecento, quando papa Benedetto XIII dovette intervenire nuovamente il 23 maggio 1725 per riconfermare i diritti metropolitici degli arcivescovi di Urbino sulla sede di Gubbio.

Tra i successivi vescovi eugubini si segnalano Ulderico Campagna (1630-1638) e Alessandro Sperelli (1644-1671), che si distinsero per il loro impegno nell'applicazione dei decreti tridentini con la riforma del seminario e l'indizione di diversi sinodi diocesani. Sperelli in particolare fece restaurare la cattedrale (da lui riconsacrata il 22 settembre 1652) ed erigere la cappella della Madonna, e lasciò alla città la sua ricchissima biblioteca personale, primo ricco nucleo dell'odierna Biblioteca Sperelliana; e Giuseppe Pecci (1841-1855), insignito anche della porpora cardinalizia, che ebbe parte notevole nella stesura del documento con il quale papa Pio IX proclamava il dogma dell'Immacolata Concezione e nell'elaborazione del Sillabo.

Con l'erezione della diocesi di Pergola, tra 1818 e 1819 la Chiesa eugubina perse una larga parte del suo territorio storico sul versante marchigiano, compreso il monastero di Fonte Avellana; in cambio di questa perdita territoriale, la diocesi ottenne nuovamente l'immediata soggezione alla Sede Apostolica.

Il 15 agosto 1972 la diocesi perse nuovamente la sua autonomia ed entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Perugia.

Dopo sette anni di sede vacante, dal 1972 al 1981 la diocesi fu unita in persona episcopi a quella di Città di Castello con il vescovo Cesare Pagani. Tale tipologia di unione è stata ripresa il 7 maggio 2022.

Il 1º aprile 2000 è stato inaugurato nell'antico palazzo dei canonici della cattedrale il museo diocesano.Dalla pagina di Beweb dedicata al museo diocesano.

Cronotassi dei vescovi Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati. Decenzio † (menzionato nel 416) Gaudioso † (menzionato nel 599) Florentino † (menzionato nel 769) Bennato † (menzionato nell'826)Il vescovo Bennato, menzionato da Sarti nel De Episcopis Eugubinis (p. 20), è escluso dalla cronotassi di Pesci. Erfone † (prima dell'847 - dopo l'853) Arsenio ? † (menzionato nell'855)Alla morte di papa Leone IV, Arsenio cospirò per portare sul soglio pontificio il nipote Anastasio bibliotecario contro il legittimo papa Benedetto III (Pesci, I Vescovi di Gubbio, p. 504). Una errata lettura del Liber pontificalis ha fatto di Arsenio un vescovo di Gubbio, mentre in realtà si tratta dell'omonimo vescovo di Orte; Gubbio fu solo il luogo dell'incontro tra Arsenio e Anastasio, ritornato dall'esilio. Pio Cenci, Arsenio, vescovo di Orte, Enciclopedia Italiana (1929); Armando Petrucci, Arsenio, Dizionario biografico degli italiani, vol. IV, 1962. Pesci, I Vescovi di Gubbio, p. 629, nota 2 Domenico † (prima dell'861 - dopo l'868) Leuderico † (inizi del X secolo)Czortek, Il cristianesimo a Gubbio tra tarda antichità e alto medioevo, pp. 17-18. Pesci, I Vescovi di Gubbio, p. 505. Pietro † (menzionato nel 921)Czortek, Il cristianesimo a Gubbio tra tarda antichità e alto medioevo, p. 18. Pesci, I Vescovi di Gubbio, p. 505. Giovanni I † (prima del 967 - dopo il 968)Schwartz, Die Besetzung der Bistümer Reichsitaliens…, p. 244. Czortek, Il cristianesimo a Gubbio tra tarda antichità e alto medioevo, p. 32. Giuliano, O.S.B.Cam. † (inizio dell'XI secolo)Zucchini, Dall'eremo all'episcopato…, p. 90. Pesci, I Vescovi di Gubbio, p. 512. Tebaldo (o Tedaldo), O.S.B.Cam. † (prima del 1032 - dopo il 1049)Zucchini, Dall'eremo all'episcopato…, pp. 90-91. Pesci, I Vescovi di Gubbio, p. 512. Guido † (menzionato nel 1057) San Rodolfo, O.S.B.Cam. † (1058/1059 - ottobre 1064 deceduto)Zucchini, Dall'eremo all'episcopato…, pp. 94-96. Pesci, I Vescovi di Gubbio, pp. 515-523. Ubaldo † (menzionato nel marzo 1065)Zucchini, Dall'eremo all'episcopato…, pp. 95-96 e 97-98. Pesci, I Vescovi di Gubbio, pp. 523-524. Ugo † (menzionato nel 1070)Zucchini, Dall'eremo all'episcopato…, p. 98 e nota 43. Pesci (p. 526) pone l'episcopato di Ugo dopo Mainardo e prima di Domenico. Mainardo, O.S.B.Cam. † (circa 1071 - 8 dicembre 1074 deceduto)Zucchini, Dall'eremo all'episcopato…, pp. 98-100 e nota 45. Pesci riporta come anno di morte il 1073. Domenico, O.S.B.Cam. † (circa 1075 - ?)Zucchini, Dall'eremo all'episcopato…, pp. 98-100 e nota 45. Rustico, O.S.B.Cam. † (menzionato nel 1097) San Giovanni da Lodi, O.S.B.Cam. † (circa fine del 1104 - 7 settembre 1105 deceduto)Stephan Freund, Giovanni da Lodi, santo, Dizionario biografico degli italiani, volume 56, 2001. Giovanni III † (1106 - ?) Stefano † (prima di marzo 1126 - dopo giugno 1127)Schwartz, Die Besetzung der Bistümer Reichsitaliens…, p. 247. Pesci, I Vescovi di Gubbio, p. 531.