La diocesi di Imola () è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Bologna appartenente alla regione ecclesiastica Emilia-Romagna. Nel 2023 contava 134.640 battezzati su 141.740 abitanti. È retta dal vescovo Giovanni Mosciatti.

Territorio Il territorio della diocesi, interamente in Romagna, è compreso tra la città metropolitana di Bologna e la provincia di Ravenna, e include interamente o in parte i seguenti comuni: Imola, Dozza, Casalfiumanese, Castel del Rio, Fontanelice, Borgo Tossignano e Mordano nella città metropolitana di Bologna; Lugo, Conselice, Massa Lombarda, Cotignola, Bagnara di Romagna, Solarolo, Castel Bolognese, Riolo Terme e Casola Valsenio in provincia di Ravenna.

Per ragioni storiche le frazioni di Villa San Martino, San Potito e Bizzuno, in comune di Lugo, appartengono alla diocesi di Faenza-Modigliana, così come la frazione di Zattaglia, in comune di Casola Valsenio e le parrocchie di Pace e Biancanigo, in comune di Castel Bolognese. La frazione di San Martino in Pedriolo, in comune di Casalfiumanese, appartiene all'arcidiocesi di Bologna. La frazione di Lavezzola, in comune di Conselice, appartiene all'arcidiocesi di Ravenna-Cervia. Qualche chilometro quadrato in comune di Riolo Terme, nei pressi di Limisano, appartiene invece alla diocesi di Faenza-Modigliana, così come qualche chilometro quadrato in comune di Castel del Rio compreso tra la parrocchia di Valsalva e il confine regionale. Il confine taglia a metà l'abitato di Moraduccio tra Castel del Rio e Firenzuola, ma la parrocchia è unica, ed è parte dell'arcidiocesi di Firenze. Vi sono poi comuni toccati in piccola parte dalla diocesi di Imola come Cotignola (con le sole parrocchie di Barbiano e Budrio), Solarolo (con le sole parrocchie di Castelnuovo e San Mauro Abate), Monterenzio (con pochi chilometri quadrati compresi tra il comune di Casalfiumanese e la riva ovest del Sillaro, storico confine culturale tra Emilia e Romagna, mentre tutte le parrocchie del comune appartengono all'arcidiocesi di Bologna). La frazione di Giugnola può vantare ben quattro confini: comunale (tra Castel del Rio e Firenzuola), provinciale (tra Bologna e Firenze), regionale (tra Emilia-Romagna e Toscana), diocesano (tra la diocesi di Imola e l'arcidiocesi di Firenze). La chiesa della frazione tosco-romagnola dedicata a San Dionigi l'Areopagita ricade nel territorio comunale di Castel del Rio, ma fa parte dell'arcidiocesi di Firenze.

Cattedrale e basiliche minori Sede vescovile è la città di Imola, dove si trova la cattedrale di San Cassiano. Nella sua lunga storia, la diocesi ha avuto due cattedrali diverse: dall'antichità all'alto Medioevo la basilica costruita presso il luogo dove si venerava il sepolcro di San Cassiano (1,5 km ad ovest del vecchio foro); dal XIII secolo l'attuale cattedrale.

Nel territorio diocesano, oltre alla cattedrale, sorgono altre due basiliche minori: la basilica-santuario della Madonna del Molino a Lugo, elevata al rango di basilica minore con decreto del 13 aprile 1951; la basilica-santuario della Beata Vergine del Piratello a Imola, elevata al rango di basilica minore con decreto del 19 novembre 1954.

Parrocchie e vicariati

Il territorio si estende su 740 km² ed è suddiviso in 108 parrocchie, di cui 63 nella città metropolitana di Bologna e 45 in provincia di Ravenna.

Le parrocchie sono organizzate in 7 vicariati: Imola Dozza-Toscanella Vallata del Santerno Vallata del Senio Media pianura Bassa pianura Lugo

Principali santuari mariani

Beata Vergine del Piratello (nell'omonima località) Santa Maria in Regola (via Cosimo Morelli) Santuario della Beata Vergine di Ghiandolino (via Bergullo) Santa Maria dei Servi (piazza Mirri) Beata Vergine delle Grazie (Via Venturini) Santuario della Beata Vergine della Coraglia (via Chiesa di Coraglia) Chiesa dell'Assunzione di Maria Vergine (in località Pontesanto) Basilica-santuario della Madonna del Molino a Lugo Santuario della Beata Vergine della Consolazione a Massa Lombarda

Storia Forum Cornelii La diffusione del cristianesimo a Forum Cornelii (l'odierna Imola) data probabilmente dal III secolo; il centro di irradiazione fu Ravenna, città portuale con intensi contatti con l'Oriente romanoStefania Bacchilega, Il forum, i castra e la civitas. Cenni storici sull'evoluzione urbanistica di Imola.. Durante la persecuzione di Valeriano (258-260), avvenne a Forum Cornelii il martirio di san Cassiano. La tomba del martire divenne presto un luogo di preghiera e pellegrinaggio. Presso la tomba di Cassiano sarebbe molto presto stata edificata una chiesa, che divenne la cattedrale più antica della diocesi imoleseMino Martelli, Imola antica nella storia della sua prima cattedrale di S. Cassiano. Origini, sviluppi, fine (sec. IV-XII), in "Imola e Val di Santerno. Studi e Fonti. Atti dell’Associazione per Imola storico-artistica", vol. IX, Grafiche Galeati, Imola 1977.Francesco Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII (an. 604), vol. I e II, Faenza 1927, p. 774.. L'edificio aveva dimensioni ragguardevoli: il fronte era lungo 27 metri. Le fondamenta sono state rinvenute nel 1978. Non rimane niente che faccia intuire com'era all'interno. Di essa resta un pulvino, conservato nel Museo comunale. San Cassiano è considerato il fondatore della ecclesia (comunità cristiana) imolese. È patrono della città e della diocesi. Nella vallata del Santerno il cristianesimo si diffuse nel IV-V secolo, a seguito dell'attività missionaria.

Le prime testimonianze dell'esistenza di una diocesi presso Forum Cornelii risalgono al IV secolo e sono contenute in una lettera scritta nei primi mesi del 379 da sant'Ambrogio, arcivescovo di Milano, a un vescovo di nome CostanzoEp. II, I, coll. 917-926. Alcuni autori pensano che questo Costanzo fosse il vescovo di Voghenza, altri quello di Faenza.. L'arcivescovo di Milano, che aveva all'epoca giurisdizione su tutta lAemilia, gli affidava la cura della Chiesa imolese (ecclesiam quae est ad Forum Cornelii), e lo pregava di visitarla con sollecitudine (de proximo interviens), fino all’ordinazione del nuovo vescovo (donec ei ordinetur episcopus), non potendo egli recarsi tanto lontano (tam longe non possum excurrere). Il primo vescovo di cui si conosce il nome fu San Cornelio, vissuto tra il IV e il V secolo. La lista dei vescovi è incerta (cioè incompleta) fino a tutto l'VIII secolo.

In epoca imperiale il territorio su cui si estendeva la giurisdizione di Forum Cornelii era delimitato, ad est, dal fiume Senio. Oltre il fiume iniziava il territorio di Faventia. Il confine occidentale del territorio corneliese era posto sul torrente Sillaro. Ad ovest, la città di Claterna amministrava il territorio tra i torrenti Sillaro ed Idice.J. Ortalli, «Claterna», in Aemilia. La cultura romana in Emilia-Romagna dal III secolo a.C. all'età costantiniana, a cura di M. Marini Calvani, Venezia, 2000, p. 457. Claterna fu abbandonata tra il V e il VI secolo. In epoca altomedievale il territorio della diocesi corneliese si estese fino al torrente Idice, ovvero 15 km più ad ovest.

Se la prima cattedrale fu edificata fuori del centro abitato, come accadde anche nelle città vicine., la più antica chiesa urbana di Forum Cornelli fu di quella dedicata a San Lorenzo, martirizzato a Roma nel 258. Eretta presumibilmente tra il IV e il V secolo era posta sull'asse della via Emilia e rivolta con l'abside ad oriente nell'area dell'odierna piazza Matteotti. Circa nel VI secolo sarebbe diventata pieve.

Nel V secolo Forum Cornelii entrò nella provincia ecclesiastica di Ravenna (vi rimase fino al 1582). Durante la Guerra gotica (535-553) Forum Cornelii fu distruttaLo storico ravennate Andrea Agnello, infatti, scrive che dovette essere ricostruita.. La città venne abbandonata da quasi tutti gli abitanti. Probabilmente fu distrutta anche la chiesa di San Lorenzo. I sopravvissuti edificarono una nuova chiesa, che ereditò il titolo di S. Lorenzo, nel vecchio foro, sulle rovine della basilica civile romana. Parte dei forocorneliesi si trasferì nel luogo dove risiedeva il vescovo. Attorno alla cattedrale di San Cassiano vennero costruiti altri edifici, tra cui oratori, ospizi e abitazioni private. Il nuovo centro divenne noto come castrum sancti Cassiani.

Castrum Sancti Cassiani Nel 568-69 la pianura padana, e quindi anche Imola, subì la traumatica invasione dei Longobardi. Popolo già convertito al cristianesimo, ma di credo ariano, i Longobardi manifestarono ostilità verso l'episcopato cattolico. Solo con la riscossa bizantina, iniziata nel 590 e protrattasi per gli anni seguenti, il vescovo poté ritornare nelle proprie funzioni. Nel VII secolo la lista dei vescovi riporta solo tre nomi: Deusdedit, la cui attribuzione a Imola è tuttavia contestataVescovo menzionato dalle cronotassi tradizionali e dagli eruditi locali, è escluso da Gams, da Cappelletti ed anche da Lanzoni, per i quali questo Deusdedit fu vescovo di Faenza e non di Imola. Cf. Paola Novara, Documenti epigrafici nelle chiese rurali della Romagna: una nuova analisi del ciborio della chiesa di San Pietro in Sylvis di Bagnacavallo, Studi romagnoli, LXX, 2019, 431-454.; Boetus, che prese parte al concilio lateranense del 649; e Barbato, che fu presente a quello romano del 680.. Successivamente i Longobardi si convertirono al cattolicesimo. Quando riconquistarono Imola, nel 727-28, non entrarono in attrito con il vescovo locale.

Nell'VIII secolo si presume che castrum Sancti Cassiani fosse un complesso fortificato formato dalla cattedrale, da un monastero dedicato a San Donato e da alcuni edifici di proprietà del monastero benedettino di San Vitale. Nel 774 i longobardi furono sconfitti dai Franchi di Carlo Magno: il loro dominio nell'Italia settentrionale cessò definitivamente. La sede vescovile di San Cassiano ritornò sotto la giurisdizione dell'arcivescovo di Ravenna. Per quanto riguarda Forum Cornelii, nei due secoli seguenti la vita religiosa ruotò attorno alla pieve di San LorenzoLa prima menzione di questo nuovo edificio religioso risale all'anno 1025. .La pieve sorgeva su un lato dell'odierna piazza Matteotti. Fu chiusa al culto dai francesi nel 1805. L'edificio fu assorbito per l'ampliamento del Palazzo Comunale. e all'abbazia di S. Maria in Regola, fondata dai bizantini dopo la vittoria contro i Goti. Sulle colline prospicienti l'abitato di Forum Cornelii vi era l'insediamento di Castrum Imolae, il cui protettore era San Matteo. Castrum Imolae era l'unico, tra i tre centri abitati, a non essere dotato di chiesa con fonte battesimale. Le tre pievi del territorio imolese erano infatti San Cassiano, San Lorenzo e Santa Maria in Regola.