Ecco una lista dei personaggi principali del videogioco Hitman.
Bersagli
Kalvin Ritter Presumibilmente originario delle Barbados, Kalvin Ritter si fece notare per la prima volta a Londra negli anni '80 come membro degli "Uccelli del cortile" (The Yard Birds), una famosa rete internazionale di ladri specializzati nel furto di gioielli. Il giovane Ritter fu preso in simpatia dal loro capo, il leggendario rapinatore di banche serbo Aleksandar Kovak, che ne divenne poi il mentore. Il ragazzo aveva un talento naturale per il furto, essendo incredibilmente atletico e acrobatico, nonché provvisto di un'impressionante abilità strategica e di un'elevata intelligenza sociale. Carismatico e affascinante, era in grado di adottare qualsiasi accento, identità o personalità senza la minima difficoltà. Spietato se necessario, non ha mai avuto scrupoli a ferire o uccidere il personale di sicurezza che si è frapposto tra lui e la sua refurtiva. Quando l'Interpol catturò finalmente la banda degli Yard Birds, solo Ritter riuscì a scappare, rifacendosi vivo qualche anno dopo nelle vesti di un rispettabile collezionista d'arte in Florida, USA. Adottando il suo vecchio soprannome, "lo sparviero" (The Sparrow), ha proseguito la sua carriera specializzandosi nel furto di opere d'arte di inestimabile valore ai danni di ricchi creduloni. Nel 1998 Ritter si rese conto che il mondo stava per cambiare e così decise di ritirarsi dalla sua attività di ladro. Sfortunatamente per lui, un suo vecchio cliente si accorse che "lo sparviero" gli aveva venduto un Gorka falso e ha assunto l'ICA per distruggere i suoi sogni di una pensione dorata. Mentre Ritter stava avendo un incontro sociale sul proprio yacht privato ancorato a Sydney, Australia, un agente ICA (47) riuscì ad infiltrarsi e ad eliminarlo senza testimoni.
Jasper Knight Jasper Knight era un famoso maestro degli scacchi, reo di aver ucciso l'ambasciatore sovietico negli Stati Uniti. L'ambasciatore aveva tradito e intendeva collaborare con l'Occidente ma Knight, un'astuta spia agli ordini del KGB, lo avvelenò con scacchi ricoperti di ricina durante una partita privata. In seguito, Knight fuggì nella Cuba comunista in attesa di un salvacondotto per oltrepassare la cortina di ferro. Scoperto l'accaduto, i vertici di Langley assoldarono l'ICA per eliminarlo. L'assassino incaricato dell'operazione era il capo istruttore Erich Soders, ai tempi ancora attivo sul campo. Raggiunse Knight in un remoto aeroporto di Cuba, dove il bersaglio aveva appuntamento con il suo contatto del KGB, e lo eliminò senza lasciare alcuna traccia. La missione è considerata tutt'oggi un'operazione da manuale brillante, rigorosa e insospettabile.Il suo nome è probabilmente un omaggio a Jesper Kyd, compositore danese autore delle musiche per i primi 4 capitoli della saga Hitman (da Pagato per uccidere - 2000 - fino a Blood Money - 2006).
Viktor Novikov Viktor Novikov è il classico miliardario venuto dal nulla. Ha prosperato con il boom del capitalismo a seguito del crollo dell'Unione Sovietica, facendo fortuna con le proprietà immobiliari. Quando è stato travolto dalla recessione, ha ripiegato su fonti di guadagno più "creative", come spionaggio industriale, estorsione, frodi assicurative, rapimenti e incendi dolosi. Qualsiasi espediente pur di mantenere il suo stile di vita lussuosissimo. Cinque anni fa, con un sorprendente colpo di scena, Novikov ha tagliato i fili a tutte le sue attività illegali e ha acquistato la Sanguine, uno dei marchi europei più antichi e prestigiosi del mondo della monda, si è trasferito a Parigi e ha iniziato a vivere onestamente, almeno apparentemente. Il suo ruolo è in realtà infatti una copertura per un progetto decisamente più remunerativo messo a punto dalla sua fidanzata, la leggendaria top model israeliana Dalia Margolis. Novikov è carismatico, ma arrogante, prepotente, orgoglioso e poco incline al compromesso. È molto sicuro di sé ma con scarsa autostima.
Dalia Margolis La bellissima Dalia Margolis, figlia di un generale interventista dell'esercito israeliano, è diventata una delle icone del mondo della moda dello scorso decennio. Giunta all'apice della carriera, ha saggiamente deciso di ritirarsi e di lanciare la propria agenzia di modelle. Ai tempi d'oro, Dalia era in realtà una spia del Mossad, il quale aveva capito che la bellezza e la fama potevano aprire porte che restavano chiuse davanti armi ed esplosivi. Fu una sua soffiata a portare all'arresto della Mangusta e all'attacco con i droni che mise fine alla Sciabola Rossa in Libano. La Margolis ha sfruttato il suo addestramento per architettare qualcosa di ancora più minaccioso, la rete spionistica IAGO. Affascinante ed estremamente intelligente, è la mente dietro il progetto IAGO.
Silvio Caruso Silvio Caruso è un rinomato bioingegnere italiano. Nonostante si sia affermato come uno dei migliori ricercatori al mondo nel campo delle cellule staminali, è un genio dalla mente disturbata. Si tratta di un uomo nevrotico e con comportamenti anomali, costantemente in bilico tra l'insicurezza e la megalomania, carico di angosce e incapace di stabilire rapporti con il prossimo. Caruso discende da una famiglia dell'aristocrazia terriera ed è l'ultimo di tre fratelli. Sua madre Isabella, che fu in passato un'intellettuale dallo spirito libero, rimase vedova in giovane età e non si risposò mai. Quando i fratelli maggiori di Silvio, due gemelli, fuggirono da casa senza lasciare tracce, Isabella sviluppò un affetto morboso nei confronti dell'unico figlio che le era rimasto, tramutandosi in una madre arcigna e protettiva. Per anni terrorizzò Silvio, già provato da un'indole timida, riservata ed emotivamente fragile, inducendolo a sentirsi un inetto e a riversare su di lei ogni barlume di devozione. A causa degli abusi psicologici di sua madre, Silvio ha sviluppato un serio problema di ginecofobia, la paura delle donne. Naturalmente, questo tornò a vantaggio di Isabella: Caruso aveva instaurato con la madre un intenso rapporto di odio e amore, ma soprattutto disprezzava sé stesso per non avere la forza di opporsi alle sue angherie. Quando Isabella morì nel sonno per cause apparentemente naturali (in realtà uccisa da suo figlio Silvio), la Ether Corporation ha offerto a Caruso l'incarico di caporicercatore di un progetto che potrebbe rivoluzionare l'idea stessa di guerra, trasformando la lotta per il potere globale in un conflitto non tra stati, ma tra singoli individui. L'obiettivo è sviluppare un virus a DNA specifico in grado di colpire qualsiasi bersaglio nel mondo: un'arma invisibile e implacabile. L'idea ha profondamente colpito Caruso, che, soffrendo anche di un'acuta fobia dei viaggi, ha convinto la Ether a costruire un laboratorio di ricerca all'avanguardia nei sotterranei della sua residenza di famiglia.Una delle guardie del laboratorio afferma che Caruso è affetto dalla sindrome di Asperger. Ha assunto il detective privato Sal Falcone per raccogliere campioni di DNA delle persone che lo avevano bullizzato a scuola. In base alla valutazione psicologica che si può trovare nella stanza della madre, nel 2016 la sua età era di 41 anni (e quindi dovrebbe averne 44 il giorno del suo assassinio, dato che gli eventi de Il mondo di domani sono ambientati nel 2019). Diana Burnwood afferma nel briefing della missione Il mondo di domani che Caruso è stato un cliente dell'ICA; si scoprirà infatti nella missione Effetto valanga che aveva ordinato l'assassinio di Marco Abiatti.
Francesca De Santis Francesca De Santis è una geniale ricercatrice scientifica, attualmente la capo laboratorio in carica per il progetto del virus. Figlia di un compositore neoclassico e una scenografa, la De Santis è cresciuta nei sobborghi di Firenze. Tuttavia, mostrò fin dalla tenera età di non essere tagliata per seguire le tradizioni di famiglia. Ha intrapreso con successo la carriera scientifica, acquisendo reputazione per la sua accuratezza, determinazione e perseveranza. In realtà, la De Santis è una cinica e spietata arrivista libertaria, da sempre più interessata a scalare la gerarchia aziendale che altro. Per raggiungere l'ambito ruolo di responsabile regionale R&S per la Ether Corporation, una delle più importanti compagnie farmaceutiche al mondo la De Santis ha acconsentito a lavorare in incognito nel laboratorio di Caruso, per spiarlo e tenerlo sotto controllo. Ha l'ordine di far eliminare Silvio Caruso e di proseguire le ricerche al suo posto, nel caso lui dovesse diventare una minaccia verso il progetto o la compagnia, un compito che ha intenzione di svolgere senza scrupoli. Francesca De Santis è una donna affascinante, sofisticata, cordiale, premurosa e sensuale; l'abilità di apparire innocente pugnalando alle spalle è la caratteristica che la rende più pericolosa.
Dino Bosco Il mitico attore Dino Bosco, figlio d'arte, ha attraversato momenti difficili negli ultimi anni, soprattutto per la sua inclinazione a ribellarsi al conformismo. Nonostante sia nato con la camicia, Bosco ha sempre scelto con cura quale indossare, in quanto certo che, per assurgere alla grandezza, "sia necessario meritarla". Nessuno può negare che Bosco abbia vissuto il suo lungo periodo di gavetta, già a partire dagli anni '80, quando apparve in numerosi film erotici e dell'orrore a basso costo. Dall'inizio degli anni '90, tuttavia, iniziò ad attirare l'interesse della nuova generazione di registi, convinti che il film d'exploitation potesse rappresentare una forma d'arte e non più immondizia su pellicola. Questo gli permise di diventare un astro nascente nella scena cinematografica mondiale. Il vero successo, ad ogni modo, giunse solo dopo essere stato premiato per la sua interpretazione nel film di Sergio Tinto, Il Buffone, un ritorno al neorealismo italiano che gli assicurò un posto tra le stelle del cinema. Ormai consacrato nel suo Paese, Bosco ebbe la possibilità di partecipare come attore e regista alla serie di pellicole che lo proiettò definitivamente nel jet-set internazionale: le trasposizioni cinematografiche di Tony Dane dei romanzi di culto degli anni '60 di I. E. Sturgess. I film furono un successo in tutto il mondo e, per lungo tempo, sembrò che Bosco non potesse sbagliare una mossa. Tuttavia, il destino aveva altri piani per lui: Bosco cadde vittima della dipendenza di alcol e droga e la sua carriera colò a picco, soprattutto dopo la première di Cannes dell'ultimo film di Tony Dane, Il Bruto. In quell'occasione, Bosco si prese la libertà di urinare sullo schermo poiché i produttori avevano modificato il suo "capolavoro"; in seguito a quell'episodio, divenne persona sgradita, con una reputazione da uomo difficile. Scivolò quindi in un abisso di scandali e abuso di droga. Anche per questo, ha sorpreso tutti la scelta dellAvventura Pictures di affidargli il ruolo di attore protagonista e regista dell'adattamento cinematografico del celebre fumetto Icon. Ultimamente, tuttavia, le riprese del film hanno attraversato una fase travagliata, al punto che Bosco ha deciso di trasferire la lavorazione a Sapienza, "per sfuggire agli avidi produttori capitalisti che nulla comprendono d'arte". Il suo operato ha portato l'Avventura Pictures sull'orlo della bancarotta al punto che essa, non potendo rimuovere Bosco dalla sua posizione di regista senza violarne il contratto, ha assunto l'ICA per eliminarlo prima che faccia fallire la compagnia.
Marco Abiatti