Questa pagina tratta la storia del Torino Football Club dal 1906 ai giorni nostri.

Dalle origini al 1915 L'arrivo del calcio a Torino

La storia del calcio affonda le sue radici in terra inglese e per vederlo giocato in Italia, in particolar modo a Torino, bisogna aspettare fino alla fine dell'Ottocento, quando Edoardo Bosio, imprenditore italiano di origine svizzera, dopo essere tornato da un viaggio in Inghilterra, fondò un club sportivo di canottaggio e calcio, trasformandolo poi, nel 1887, in una vera e propria società calcistica, denominata Torino Football & Cricket Club. Da quel momento nella città della Mole nacquero numerose altre società come la squadra dei Nobili, fondata nel 1889 dal Duca degli Abruzzi e che nel 1891 si unì alla compagine di Bosio dando vita al Football Club Internazionale.. Nel 1894 al panorama calcistico locale presero parte anche il Football Club Torinese e la Società Ginnastica Torinese.

La fondazione del Foot Ball Club Torino e la prima amichevole

Nel 1900 il Torinese assorbì il Football Club Internazionale. Il 3 dicembre 1906, presso la Birreria Voigt di via Pietro Micca, angolo via Botero, l'ex dirigente juventino Alfred Dick insieme ad altri imprenditori e commercianti in contrasto con la società bianconera propose ai dirigenti e calciatori del Torinese, in crisi finanziaria, di fondare una nuova società. Poco prima di mezzanotte Hans Schoenbrod venne proclamato presidente del neonato Foot Ball Club Torino.. Presero parte all'incontro anche Enrico Debernardi, Eugenio De Fernex, Fritz Bollinger e Alfred Dick (che assunse la carica di vicepresidente).

La prima partita si giocò il 16 dicembre 1906 a Vercelli contro la Pro: i granata, (che ancora con la vecchia divisa arancionera del Torinese) si imposero per 3-1. La formazione era composta da 8 reduci del Torinese, 2 ex juventini e un calciatore elvetico..

Dal campionato del 1907 alla Prima guerra Mondiale

A partire dal campionato del 1907 il Toro scese ufficialmente in campo: a dominare la scena di quel periodo erano il Genoa, il cui palmarès poteva vantare già 6 scudetti, il Milan (con 2 tricolori) e la Juventus (con 1). Fu proprio contro quest'ultima squadra l'esordio stagionale dei granata che, il 13 gennaio 1907, affrontarono i bianconeri al Motovelodromo Umberto I e si imposero con il risultato di 2 a 1. In data 3 febbraio 1907 le due squadre si affrontarono di nuovo e sempre il Toro ne uscì vincitore con un netto 4 a 1. In virtù di questi risultati, il Toro poté prendere parte al girone finale, dove rimediando 3 pareggi e 1 vittoria si classificò in seconda posizione, davanti all'Andrea Doria ma dietro al vincitore Milan...Il campionato 1908 costituì una pausa forzata per molte società: una direttiva della Federazione infatti impose alle squadre un limite massimo di giocatori stranieri che colpì anche il Torino. I granata parteciparono allora ad altri tornei "minori" come l'ambita coppa Dapples, in cui la squadra detentrice del trofeo veniva sfidata di volta in volta da un altro club con l'obiettivo di sottrargliela. Il Toro riuscì ad aggiudicarsela, superando la Pro Vercelli con il risultato di 5 a 2., e partecipò anche a un torneo Internazionale organizzato dalla rivista La Stampa Sportiva e disputato a Torino: i granata raggiunsero la finale, venendo però sconfitti dagli svizzeri del per 3 a 1..Con il campionato del 1909 il Torino tornò a competere per lo scudetto, partecipando al consueto girone eliminatorio piemontese: si scontrò nuovamente con la Juventus, collezionando una vittoria ma anche una sconfitta che lo obbligò a disputare un ulteriore spareggio, dal quale uscì vincitore per 1 a 0.. I granata vennero in seguito eliminati dalla Pro Vercelli che, sconfiggendo prima il Genoa e dopo l'US Milanese, vinse il torneo per la seconda volta consecutiva. In qualità di detentore della Coppa Dapples, il Toro dovette affrontare per 3 volte il Milan (ripetutamente sconfitto, anche se un incontro non fu disputato a causa del ritiro della squadra meneghina), la Juventus, e il Genoa che, imponendosi per 1 a 0, portò in Liguria il trofeo..Il campionato 1909-1910 formulato a girone unico, vide il Toro concludere al quarto posto dietro a Juventus, Pro Vercelli e Internazionale di Milano (vincitrice del campionato). Da segnalare, in questa stagione, l'ingresso di Enrico Bachman in squadra, destinato a rimanervi per 11 campionati, e lo spostamento del campo di gioco dallo storico Velodromo Umberto Primo a Piazza d'Armi a partire dal 23 gennaio 1910.. I successivi 3 campionati ( 1910-1911, 1911-1912 e 1912-1913) furono segnati dal trionfo della Pro Vercelli: il Toro concluse i primi due rispettivamente al 3º e al 4º posto del Girone Ligure-Lombardo-Piemontese mentre nell'ultimo si classificò al 3º posto del Girone Piemontese. Episodio degno di nota fu l'arrivo, nel 1912, del tecnico Vittorio Pozzo: con lui il Toro partecipò nel 1914 a una tournée transoceanica in Sudamerica, collezionando 6 vittorie su 6 partite giocate e affrontando squadre del calibro del e della Nazionale Argentina. Lo stesso anno segnò inoltre l'addio al calcio giocato di Fritz Bollinger, socio fondatore della squadra e suo primo capitano..

L'annata 1913 -1914 vide il trionfo del Casale, con i granata posizionatisi al 4º posto; vi fu inoltre il secondo cambio del campo di gioco: Stradale Stupinigi divenne il nuovo stadio.. Con l'inizio della Grande Guerra venne sospeso anche il campionato di calcio, e questa decisione causerà la prima di una lunga serie di beffe del destino: il campionato 1914-15 venne infatti sospeso a una giornata dal termine con il , che era in testa al Girone Finale dell'Italia Settentrionale, dichiarato successivamente campione. Nulla da eccepire viste le cause di forza maggiore: un peccato solo per i granata che, secondi a due lunghezze dalla capolista, nell'ultima partita avrebbero avuto l'occasione di incontrare proprio i genovesi, battuti nella gara d'andata per 6-1..In quel periodo, seppur in anni diversi, vestirono la maglia del Torino ben quattro fratelli, i Mosso: quella che oggi può apparire come una curiosità era invece, all'epoca, un costume abbastanza diffuso.

Anni 1920: il Trio delle meraviglie e il primo scudetto

Il dopoguerra e la presidenza Secondi Il campionato italiano riprese il 1919 dopo la tragica parentesi della Prima Guerra Mondiale che strappò milioni di vite, tra cui quelle di diversi calciatori granata (come Biagio Goggio, che aveva anche servito la maglia della nazionale)..

Il campionato 1919-1920 si ripropose nella classica formula a gironi: il Torino arrivò terzo nel girone A del Piemonte, pareggiando entrambi i derby ma accedendo comunque al girone C delle semifinali interregionali, classificandosi quarto. Lo scudetto, quell'anno, fu appannaggio dell'Internazionale. A partire dal 1920, all'allora presidente Giovanni Secondi succedette Luigi Paissa..

Gli anni di Paissa e Bevione La stagione 1920-1921 vide il Torino impegnato nel Girone A Piemontese. I granata si classificarono primi a pari merito con il Novara e, in seguito allo spareggio finale vinto con questi, poterono accedere al Girone C delle Semifinali. Il Toro terminò tale girone sì in prima posizione, ma nuovamente a pari merito con un'altra squadra, il Legnano. Tuttavia, dal memorabile spareggio non uscì alcun vincitore ed entrambe le squadre furono eliminate. Lo scudetto venne alla fine vinto dalla Pro Vercelli..

Gli anni 1920 videro iniziare, dopo la "serie dei Mosso", quella dei fratelli Martin, anche loro quattro. Il più forte sarà Martin II, che disputerà con il Torino 355 gare di campionato.

La stagione 1921-1922 fu storica poiché le squadre si divisero in due campionati: uno organizzato da Pozzo e denominato Confederazione Calcistica Italiana (alla quale afferivano le squadre più importanti), e un secondo organizzato dalla FIGC. Il campionato non fu particolarmente brillante per i granata, i quali orbitarono sempre a metà classifica e ciò convinse l'allenatore Pozzo a lasciare la carica di allenatore (che deteneva dal 1912) a Francesco Mosso..

La stagione successiva vide non solo un ulteriore cambio in panchina, con l'arrivo dell'austriaco Karl Stürmer, ma anche un cambio in presidenza, con l'arrivo di Giuseppe Bevione. Le squadre italiane tornarono a giocare in un campionato unico, organizzato dalla FIGC e suddiviso in Lega Nord (3 gironi) e Lega Sud: il Toro si classificò secondo nel Girone Nord Gruppo A, a 4 punti dalla capolista . Il torneo venne poi vinto dal ..

Il campionato 1923-1924 fu caratterizzato da un particolare episodio che minò il cammino della squadra guidata da Stürmer il possibile titolo. Il torneo continuava a essere suddiviso in Lega Nord e Lega Sud, con i granata afferenti al Girone B della prima. Episodio degno di menzione è sicuramente la penultima partita di campionato, disputata il 30 marzo 1924 tra Spezia e Torino: la formazione locale degli aquilotti , chiamata a vincere per scongiurare una possibile retrocessione, si portò in vantaggio già al minuto 28' con Canavesi e riuscì a terminare la partita da vincitrice. Numerose furono tuttavia le polemiche dei granata: i tifosi dello Spezia infatti disturbarono più volte lo svolgersi della gara con ripetute invasioni di campo e danni ai giocatori del Torino. A causa della sconfitta, i granata terminarono la stagione al secondo posto, dietro al Bologna che potette accedere alle fasi finali del torneo, venendo tuttavia sconfitto dal Genoa, risultato poi vincitore del Campionato. Il Torino fece reclamo per ottenere la vittoria a tavolino del match, tuttavia il Direttorio federale rigettò la richiesta confermando il risultato del campo."La Gazzetta dello Sport", 23 maggio 1924: F.I.G.C. Comunicato ufficiale - Seduta del Direttorio del 17 maggio 1924 - Reclamo Torino F.C. (gara Spezia - Torino del 30-3-1924) «Il Direttorio, sentito l'arbitro della gara Spezia-Torino riguardo ai diversi appunti mossi dal Torino nel suo reclamo; considerato che l'arbitro stesso conferma che lo svolgimento e l'esito della gara sono da ritenersi del tutto regolari, per quanto il contegno del pubblico sia stato, in taluni momenti, deplorevole così da costringerlo a sospendere il giuoco per provvedere tre volte agli opportuni richiami ed ammonimenti; sentito anche il Commissario di Campo che conferma in ogni parte l'esposto dell'arbitro; respinge il reclamo del Torino F.C. conferma la delibera della Lega Nord; e rivolge la più severa e solenne ammonizione allo Spezia F.C. richiamandolo al preciso dovere di curare il contegno della propria squadra e del proprio pubblico. Il Pres. del Direttorio E. Pasteur; il Segr. del Direttorio Avv. L. Bianchetti.»

L'arrivo del conte Enrico Marone-Cinzano

La stagione 1924-1925 iniziò con vari cambi ai vertici dirigenziali: l'allora presidente Giuseppe Bevione lasciò il posto al Conte Enrico Marone-Cinzano mentre in panchina arrivò il tedesco Peter Farmer. Il campionato fu particolarmente mediocre per i granata, i quali terminarono in sesta posizione il Girone A della Lega Nord. Da segnalare un Brescia-Torino del 9 novembre 1924 durante il quale scesero in campo i 4 fratelli Martin..

La stagione successiva vide il Conte Marone-Cinzano portare a termine due importanti colpi di mercato, facendo arrivare a Torino Adolfo Baloncieri e Julio Libonatti. Il campo di gioco inoltre si spostò al Motovelodromo di Corso Casale. Se il campionato precedente vide Giuseppe Calvi come capocannoniere del Torino con soli 8 gol, quest'annata fu caratterizzata dalle numerosi reti dei due nuovi arrivati: Baloncieri e Libonatti si distinsero con ben 19 reti a testa. Il Torino concluse, sotto la guida di Enrico Bachman (subentrato a Peter Fermer) in seconda posizione il Girone A della Lega Nord, dietro al Bologna che potette accedere alle fasi finali, venendo sconfitta dalla Juventus, risultata poi vincitrice del titolo..

Il caso Allemandi e il primo scudetto