Le Memorie per la storia del giacobinismo (in francese Mémoires pour servir à l'histoire du jacobinisme) sono un trattato storico-politico scritto dal gesuita francese Augustin Barruel. Furono pubblicate in francese tra il 1797 e il 1798 e tradotte in inglese l'anno seguente.

Barruel si prefigge lo scopo di dimostrare, tramite un'ampia documentazione fondata su prove inconfutabili, che la rivoluzione francese è stata l'esito di un complotto studiato e preparato fin nei minimi particolari dai Philosophes e dalla massoneria. Il sistema creato dalla massoneria sarebbe stato in seguito ereditato dai giacobini, che lo avrebbero portato alle estreme conseguenze. Le Mémoires pour servir à l'histoire du Jacobinisme presentano la Rivoluzione come il culmine di una lunga storia di sovversione. Barruel non fu il primo ad avanzare questa ipotesi, ma fu il primo a basarla su una ricostruzione storica di ampio respiro, corredata da un apparato di prove senza precedenti. I primi tre volumi dell'opera trattano separatamente ciascuno dei vari personaggi che avrebbero contribuito alla cospirazione. Il quarto volume descrive il ruolo dei giacobini nella rivoluzione francese. Le Mémoires sono un importante esempio di quella pubblicistica anti-illuminista che ebbe larga diffusione in Europa durante il periodo rivoluzionario e sono considerate una pietra miliare dell'interpretazione conservatrice della rivoluzione francese.Amos Hofman, “Opinion, Illusion, and the Illusion of Opinion: Barruel’s Theory of Conspiracy,” Eighteenth Century Studies Vol. 27 No. 1 (1993), 28. Fin dalla loro pubblicazione riscossero un enorme successo e furono recensite dalle più importanti riviste letterarie e politiche del tempo. I quattro volumi vennero pubblicati in varie lingue e diedero origine ad un dibattito sull'influenza dei Philosophes, delle loro idee e dell'Illuminismo in generale sulla Rivoluzione Francese. Furono ripubblicate fino al XX secolo e contribuirono al dibattito sull'interpretazione storica della fine del settecento francese. Il successo dell'opera di Barruel testimonia dell'ampia diffusione di teorie anti-illuministe subito dopo lo scoppio della Rivoluzione. La ricostruzione di Barruel era destinata ad influenzare tutta la storiografia successiva. Il testo contribuì a stabilire uno stretto legame tra l'Illuminismo e la Rivoluzione, connessione che rimane tutt'oggi argomento di dibattito in sede storiografica.

Contesto storico

Augustin Barruel (1741–1820) entrò nella Compagnia di Gesù nel 1756. Nel 1762 fu costretto a lasciare la Francia a causa del clima ostile ai Gesuiti, e tornò in patria solo nel 1773.Peter Knight, Conspiracy Theories in American History, (Santa Barbara: ABC-CLIO, 2003), 115. Gli sviluppi della rivoluzione lo costrinsero a lasciare nuovamente il paese nel 1792 e a rifugiarsi in Inghilterra. La sua ostilità nei confronti dei Philosophes era maturata ben prima del 1789, e Barruel era stato parte del comitato di redazione della famosa rivista anti-illuminista Année littéraire decenni prima della Rivoluzione.Graeme Garrard, Counter Enlightenments: From the Eighteenth Century to the Present, (London and New York: Routledge, 2006), 37. Nel 1797, mentre era in esilio a Londra, diede alle stampe il primo volume delle Mémoires. Il libro fu pubblicato in francese da una casa editrice al numero 128 di Wardour Street, Oxford Street, Londra.Jasper Ridley, The Freemasons, (London: Constable and Company Limited, 2003), 142. L'edizione inglese fu pubblicata lo stesso anno e ottenne rapidamente un grande successo commerciale.Will Kaufman, Britain and the Americas, (Santa Barbara: ABC-CLIO, 2005), 488. L'opera, composta di più volumi, ebbe quattro successive edizioni francesi tra il 1797 e il 1799 e fu tradotta in inglese, tedesco, italiano, spagnolo, svedese e russo. Ulteriori edizioni furono pubblicate a Londra, Amburgo, Augusta, Lussemburgo, San Pietroburgo, Dublino, Napoli e Roma prima della caduta di Napoleone.Darrin M. McMahon, Enemies of the Enlightenment, (New York: Oxford University Press, 2001), 113.

Sinossi Descrizione dell'opera Nel Discorso preliminare, Barruel distingue tre forme di cospirazione: "la cospirazione dell'empietà" contro Dio e il Cristianesimo, la "cospirazione della ribellione" contro i re e i sovrani, e "la cospirazione dell'anarchia" contro la società nel suo complesso.Abbé Augustin Barruel, Memoirs Illustrating the History of Jacobinism, (Hartford: Hudson & Goodwin, 1799), Vol. 1, vii. L'autore definisce la fine del XVIII secolo "una catena ininterrotta di astuzie, artifici e seduzioni"Barruel, Vol. 1, 363., finalizzate al "rovesciamento dell'altare, alla rovina del trono e alla dissoluzione di tutta la società civile".Barruel, Vol. 1, Preliminary Discourse, xiii.

Il primo volume esamina la cospirazione anti-cristiana iniziata nel 1728, anno in cui, secondo Barruel, Voltaire "consacrò la sua vita all'annientamento del cristianesimo".Barruel, Vol. 1, chap. 3, 48. Barruel vaglia attentamente gli scritti dei principali autori illuministi e rileva gli stretti legami tra la filosofia dei Lumi e le persecuzioni anti-cristiane del periodo rivoluzionario.McMahon, 101. Dimostra che i Philosophes hanno ideato un linguaggio e un modo di pensare nuovi da usare nella battaglia ideologica contro il Cristianesimo e l'ordine sociale. Usando termini dal significato generico e vago, il gruppo era riuscito a far passare per «sublimi» idee rovinose; così i «principes vagues et insensés d'égalité, de liberté» non sono che meri nomi, dietro cui si nascondono, in realtà, l'orgoglio e la ribellione.Barruel, Vol. 4, chap. 12, 399. Barruel afferma che i sostenitori dell'Illuminismo hanno intenzionalmente ingannato il popolo, e si riferisce ai Philosophes chiamandoli "gli scrittori di questa setta che, lungi dall'illuminare il popolo, contribuiscono solo a portarlo sulla strada dell'errore".Barruel, Vol. 5, chap. 14, 561. Secondo Barruel Voltaire, d'Alembert, Diderot e Federico II di Prussia, avevano pianificato gli eventi che avevano portato alla Rivoluzione francese, dando inizio a una vera e propria "guerra sotterranea"Barruel, Vol.4, Conclusion, 561. finalizzata a distruggere il Cristianesimo una volta per tutte. L'influenza dei Philosophes non poteva e non doveva essere sottovalutata. Secondo Barruel erano stati proprio i Philosophes a creare il quadro intellettuale che aveva messo in moto la cospirazione e a plasmare l'ideologia delle società segrete. Barruel si dimostra un ottimo conoscitore degli scritti degli autori illuministi e le sue citazioni dirette ed estese dimostrano una profonda conoscenza delle loro opinioni. Un fatto, questo, insolito tra i polemisti anti-illuministi, che raramente si davano pensiero di leggere le opere degli autori che mettevano sotto accusa.Garrard, 45. Barruel credeva che i Philosophes rivestissero il ruolo dei "cattivi", capaci di sedurre il popolo, spianando la strada all'Illuminismo e - successivamente - ai moti rivoluzionari.

Il secondo volume si concentra sulla cospirazione anti-monarchica guidata da Jean-Jacques Rousseau e dal Barone de Montesquieu. Questi cospiratori miravano a distruggere le monarchie legittime con il pretesto di portare "indipendenza e libertà".Barruel, Vol. 2, chap. 4, 138. Barruel analizza e critica Lo spirito delle leggi di Montesquieu e Il contratto sociale di Rousseau, giungendo alla conclusione che l'applicazione delle idee espresse in queste due opere "ha dato origine a quello spirito inquieto che ha voluto indagare sui diritti dei sovrani, sui limiti della loro autorità e sui presunti diritti dell'uomo libero, senza i quali ogni suddito è bollato come uno schiavo - e ogni re come un despota".Barruel, Vol. 2, chap. 4, 136–137. Barruel era convinto che l'influenza dei due filosofi fosse stata un fattore necessario e determinante per l'attuazione della rivoluzione francese. Insieme a Voltaire, sia Rousseau che Montesquieu erano stati sepolti nel Pantheon e omaggiati come "padri della rivoluzione". Secondo Barruel i due filosofi avevano esercitato un'influenza duratura: il loro spirito era sopravvissuto attraverso i loro scritti e aveva diffuso quei sentimenti anti-monarchici sfociati nel giacobinismo rivoluzionario. La distruzione delle monarchie in Europa aveva portato al definitivo trionfo dei giacobini, che avevano schiacciato "sotto i loro piedi gli altari e i troni in nome di quell'uguaglianza e di quella libertà che induce i popoli ai disastri della rivoluzione e agli orrori dell'anarchia".Barruel, Vol. 1, chap. 2. 36. Barruel equipara il rifiuto della monarchia ad un rifiuto di qualsiasi tipo di ordine e di governo. Di conseguenza, la battaglia condotta contro la monarchia in nome dei principi di uguaglianza e libertà è una guerra contro tutti i governi e le società civili. Barruel pone così i suoi lettori di fronte ad una scelta drastica tra la monarchia e il "regno dell'anarchia e della libertà assoluta".Barruel, Vol. 4, Conclusion, 584.

Il terzo volume delle Mémoires affronta la cospirazione antisociale, il vero obiettivo dei massoni e degli illuminati. I Philosophes con la loro offensiva contro il trono e l'altare avevano aperto la strada alla cospirazione guidata dalle società segrete. Barruel credeva che illuminati e massoni costituissero un'unica setta con più di 300.000 membri "tutti fanatici sostenitori della Rivoluzione, pronti ad alzarsi al primo segnale e a dare la scossa alle altre classi del popolo".Barruel, Vol. 2, chap. 14, 461-462. Dopo aver esaminato approfonditamente la storia della massoneria Barruel arriva alla conclusione che i suoi misteri superiori sono sempre stati di natura atea e repubblicana.David Chandler, “Abbé Barruel, SJ, William Taylor, and the Pelican Business,” The Allen Review Issue No. 19, (1998), 1. Barruel credeva che i massoni avessero mantenuto segreti per decenni i loro obiettivi e le loro parole d'ordine, ma che il 12 agosto 1792, due giorni dopo la caduta della monarchia francese, li avessero proclamati apertamente per le strade di Parigi. Le parole segrete erano Libertà, Uguaglianza, Fratellanza e lo scopo segreto era il rovesciamento della monarchia francese e l'istituzione della repubblica. Barruel sosteneva di averli sentiti pronunciare queste parole in Francia, ma che in altri paesi i massoni continuavano ad operare nella piena segretezza e clandestinità. La divisione del gruppo in numerose logge aveva permesso, nel caso in cui i segreti di una loggia fossero stati scoperti, che gli altri rimanessero nascosti. Questo sistema è descritto nel dettaglio da Barruel nel capitolo dedicato all'Ordine degli Illuminati. Anche dopo che Johann Adam Weishaupt, il capo della setta, era stato scoperto e processato in tribunale, gli inquirenti non erano riusciti a comprendere l'influenza mondiale degli Illuminati e non avevano preso provvedimenti contro il gruppo.Hofman, 38. Grazie a questa organizzazione la maggioranza delle società segrete era riuscita a sopravvivere e a continuare la propria attività. Gli Illuminati avevano il compito di radicalizzare il movimento contro il trono e l'altare ed erano riusciti ad indurre larghe fasce della popolazione a sottoscrivere i loro principi segreti.Hofman, 34.

Secondo Barruel, gli obiettivi finali della coalizione di Philosophes, massoni e illuminati erano stati realizzati dai giacobini. Questo club era formato dagli adepti delle tre sette, quella dell'empietà, quella della ribellione e quella dell'anarchiaGarrard, 48., coalizzati per attuare il loro programma radicale. La loro filosofia e le loro azioni furono il culmine della cospirazione in quanto volevano porre fine alla monarchia e alla Chiesa. Barruel credeva che l'unica differenza tra i giacobini e i loro precursori fosse che i giacobini avevano effettivamente abbattuto la Chiesa e il trono ed erano stati in grado di realizzare i loro obiettivi fondamentali, mentre i loro precursori avevano progettato di realizzarli senza avere successo.Garrard, 48