La Brigata paracadutisti "Folgore" è una grande unità aviotrasportata dell'Esercito Italiano, posta alle dipendenze del Comando Forze Operative Terrestri.
Istituita il 1º gennaio 1963 a Pisa, per trasformazione del preesistente Centro Militare di Paracadutismo, la Brigata ha il suo quartier generale a Livorno ed è dislocata con la maggior parte dei suoi reparti in Toscana (Siena, Pisa, Grosseto, Pistoia) con l'8º Reggimento guastatori paracadutisti a Legnago (VR) e con il 185º Reggimento artiglieria paracadutisti a Bracciano (RM).
Storia Le origini e la seconda guerra mondiale
La storia delle unità di fanteria paracadutista in Italia ha origine nel 1938, con la costituzione del Battaglione paracadutisti libici Fanti dell'Aria, mentre nel 1939 a Tarquinia nasce la prima scuola di paracadutismo in Italia. Fu solo dopo i successi delle unità paracadutiste tedesche nella fase iniziale della seconda guerra mondiale che lo Stato maggiore del Regio Esercito italiano autorizzò nel 1941 la formazione di una prima divisione, la Folgore, seguita dalla 184ª Divisione paracadutisti Nembo e dalla incompiuta 183ª Divisione paracadutisti Ciclone.
Alla fine del conflitto, la sola unità ancora operante fu il Reggimento paracadutisti Nembo, già inquadrato nel Gruppo di Combattimento Folgore che, dopo il congedo dei militari brevettati, anche se in gran parte impegnati negli anni di guerra come unità di fanteria convenzionale, non disponeva più di effettive capacità di aviolancio. Anche le qualifiche di brevetto non erano più conseguibili, in quanto le condizioni di pace precludevano alle forze armate italiane di disporre di unità di paracadutisti e il Reggimento venne infatti convertito di lì a poco in un'unità di fanteria convenzionale.
La riorganizzazione del dopoguerra Tuttavia, già nel 1946 venne formato a Roma il Centro di esperienze per il paracadutismo militare, rinominato l'anno successivo Centro militare di paracadutismo, che, con mezzi di recupero e nonostante varie difficoltà, riuscì a riprendere una limitata attività addestrativa di paracadutismo militare.
Nel corso del 1948, con il progressivo allentarsi delle restrizioni imposte dalle condizioni di pace, il Centro si trasferì a Viterbo e attivò una Compagnia sperimentale paracadutisti, seguita da una seconda, che nel 1952 diedero vita al "Battaglione paracadutisti". Gli anni successivi videro una progressiva espansione del Centro, con l'attivazione di un Reparto carabinieri paracadutisti, di un Reparto sabotatori paracadutisti e di altre unità di supporto.
Nel 1957 sotto il comando del generale di divisione Mario Puddu il Battaglione paracadutisti diede vita al 1º Gruppo tattico paracadutisti.
I paracadutisti militari italiani risultarono a quel punto così organizzati: Centro militare di paracadutismo, su: Comando e Compagnia comando Reparto addestramento reclute Ufficio servizi Compagnia aviorifornitori Compagnia carabinieri paracadutisti Compagnia sabotatori paracadutisti 1º Gruppo tattico paracadutisti
In quegli anni ai paracadutisti fu concesso l'uso del basco grigioverde (in memoria del basco della 184ª Divisione paracadutisti "Nembo") in sostituzione del basco cachi all'epoca in uso nell'Esercito Italiano.
La I Brigata paracadutisti
Il 1º gennaio 1963, a seguito di un'ulteriore espansione dei reparti, venne ufficialmente attivata la Brigata paracadutisti, su decisione del suo capo di stato maggiore dell'epoca, il generale Giuseppe Aloia. Primo comandante della ricostituita brigata paracadutisti, che fu posta alla dipendenze dello Stato Maggiore dell'Esercito, fu il generale Aldo Magri. Venne inizialmente così organizzata: Comando e compagnia comando Compagnia carabinieri paracadutisti (Battaglione dal 15 luglio 1963) Battaglione sabotatori paracadutisti 1º Reggimento Paracadutisti (su due battaglioni) Gruppo artiglieria da campagna paracadutisti (su due batterie) Sezione elicotteri (dal 1966) Centro addestramento paracadutismo (dal 1964 Scuola militare di paracadutismo), su: Comando e Compagnia comando Battaglione addestramento reclute Ufficio servizi Compagnia aviorifornitori
Nello stesso 1963 la I Brigata paracadutisti venne inquadrata nel VI Corpo d'armata di Bologna in cui erano inquadrate le brigate di fanteria Friuli e Trieste.
La brigata Folgore Il 10 giugno 1967 alla Brigata venne concesso il nome di Folgore, e dal 1º luglio successivo il colore del basco divenne amaranto.
Dopo lo scioglimento del VI Corpo d'armata, avvenuto il 1º aprile 1972 la Brigata paracadutisti Folgore e le due brigate di fanteria "Friuli" e "Trieste", passarono alle dipendenze della VII Comando militare territoriale - Regione Militare Tosco-Emiliana costituitosi in seguito all'unificazione del VI Comando Militare Territoriale di Bologna e del VII Comando Militare Territoriale di Firenze.
Nel 1975, con l'abolizione del livello reggimentale nell'ambito della generale ristrutturazione e razionalizzazione dell'Esercito Italiano, la Brigata paracadutisti "Folgore" venne così riorganizzata: Comando e Compagnia comando 1º Battaglione carabinieri paracadutisti Tuscania, su: Compagnia comando e servizi Compagnia carabinieri paracadutisti Compagnia allievi carabinieri paracadutisti 2º Battaglione paracadutisti Tarquinia, su: Compagnia comando e servizi Aquile 4ª Compagnia paracadutisti Falchi 5ª Compagnia paracadutisti Pipistrelli 6ª Compagnia paracadutisti Grifi Compagnia Ar.Sos. (Armi di Sostegno) Mortaisti Sparvieri 5º Battaglione paracadutisti "El Alamein", su Compagnia Comando e Servizi Sorci Verdi 11 Compagnia paracadutisti Peste 13ª Compagnia paracadutisti Condor 14ª Compagnia paracadutisti Pantere Indomite 15ª Compagnia paracadutisti Diavoli Neri Compagnia Ar.Sos. (Armi di Sostegno) Mortaisti Vampiri 9º Battaglione d'Assalto Col Moschin (ex Battaglione sabotatori), su: Compagnia comando e servizi Compagnia d'assalto paracadutisti Compagnia allievi d'assalto paracadutisti 185º Gruppo artiglieria paracadutisti Viterbo, su: Batteria comando e servizi Leoni 1ª Batteria artiglieria paracadutisti Draghi 2ª Batteria artiglieria paracadutisti Aquile 3ª Batteria artiglieria paracadutisti Diavoli 26º Gruppo squadroni aviazione leggera esercito (ALE) Giove, su: Squadrone comando e servizi 426º Squadrone elicotteri 526º Squadrone elicotteri Squadrone mantenimento Battaglione logistico paracadutisti Folgore, su: Compagnia comando e servizi Compagnia rifornimenti Cobra Compagnia mantenimento Castori Compagnia trasporti Canguri Compagnia esploratori paracadutisti Folgore Compagnia controcarri paracadutisti Folgore Compagnia genio pionieri paracadutisti Folgore Reparto Comando e Trasmissioni Recotrasm, su: Compagnia Trasmissioni Gufi Compagnia Comando Scuola militare di paracadutismo, su: Comando e Compagnia comando Reparto servizi Compagnia Aviorifornimenti Pellicani Compagnia Aviolanci e manutenzione Ragni 3º Battaglione paracadutisti Poggio Rusco (ex Battaglione addestramento reclute), su: Compagnia comando e servizi 7ª Compagnia paracadutisti Pantere 8ª Compagnia paracadutisti Gazzelle 9ª Compagnia paracadutisti Tigre 10ª Compagnia paracadutisti Canguri, in seguito Veleno e poi 16ª GrifiDal 1981, dopo il trasferimento della 10ª Compagnia (ribattezzata Draghi) al 2º Battaglione.
Nell'ottobre 1976 vennero consegnate ai battaglioni della Brigata le bandiere di guerra: al 2º Battaglione la bandiera già del 187º Reggimento Fanteria Paracadutisti della Divisione "Folgore" al 5º Battaglione la bandiera già del 186º Reggimento Fanteria Paracadutisti della Divisione "Folgore" al 9º Battaglione la bandiera già del 10º Reggimento arditi Il 185º Gruppo artiglieria conservò la bandiera del 185º Reggimento Artiglieria Paracadutisti della Divisione "Folgore", già in suo possesso, mentre il Battaglione Carabinieri e il Battaglione logistico ricevettero bandiere nuove.
Dal 1979 una compagnia per ciascun battaglione Fanteria paracadutista venne meccanizzata con l'assegnazione di veicoli blindati VCC-2. Nel corso del 1980 la Compagnia genio pionieri venne trasformata in Compagnia genio guastatoriCon base a Lucca presso la caserma MOVM Orlando Lorenzini. e venne costituita la Musica d'Ordinanza delle Aviotruppe presso la Scuola militare di paracadutismo. L'anno successivo le compagnie Esploratori e Controcarro vennero sciolte e il loro personale ripartito direttamente tra i battaglioni operativi nelle compagnie 10ª Draghi (trasferita dal 3º al 2º Battaglione) e 11ª Peste (di nuova costituzione e assegnata al 5º Battaglione).
Nel 1982 fu inviata in Libano nella missione ITALCON. Nel 1984 i mortai pesanti che precedentemente equipaggiavano le Compagnie armi di sostegno dei battaglioni vennero riassegnati al 185º Gruppo artiglieria come armamento alternativo rispetto agli obici da 105/14, mentre i battaglioni vennero riequipaggiati con mortai medi.
La riorganizzazione degli anni 1990 La struttura generale della Brigata restò immutata fino al 1991, quando venne riorganizzato e inserito nella brigata il 183º Battaglione paracadutisti Nembo, che dopo la fine della guerra era stato trasformato in Battaglione di Fanteria e inquadrato nella Divisione Meccanizzata Folgore (pur portando sul basco nero il classico fregio con ali e gladio, e sfilando con reparti di rappresentanza della Folgore nell'ambito dei raduni nazionali dei Paracadutisti d'Italia). Nello stesso anno, iniziò una nuova riorganizzazione dell'Esercito Italiano, con la progressiva reintroduzione del livello reggimentale. I battaglioni continuarono a esistere, ma inseriti come elemento operativo all'interno di un Reggimento, come segue: 1º Reggimento carabinieri paracadutisti Tuscania (1992) con il 1º Battaglione carabinieri paracadutisti Eluet el Asel 9º Reggimento d'assalto paracadutisti incursori Folgore (1995) con il 1º Battaglione incursori 183º Reggimento paracadutisti Nembo (1993) con il 1º Battaglione paracadutisti Grizzano 185º Reggimento artiglieria paracadutisti Folgore (1992) con il 1º Gruppo artiglieria paracadutisti Viterbo 186º Reggimento paracadutisti Folgore (1992) con il 5º Battaglione paracadutisti "El Alamein" 187º Reggimento paracadutisti Folgore (1992) con il 2º Battaglione paracadutisti Tarquinia
Dal dicembre 1992 fu impiegata in Somalia fino al settembre 1993, nella missione ITALFOR "Ibis, nell'ambito dell'operazione Restore Hope". Nel 1997 la brigata passava alle dipendenze del Comando delle forze operative di proiezione, costituito in quell'anno nell'ambito dei provvedimenti connessi con l'attuazione del Nuovo modello di difesa. Nel 1998 veniva sciolto il 3º Battaglione paracadutisti Poggio Rusco, che non aveva assunto la struttura reggimentale e l'anno successivo la Scuola militare di paracadutismo divenne il Centro addestramento paracadutismo.
Gli anni 2000