La diocesi di Massa Carrara-Pontremoli () è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Pisa appartenente alla regione ecclesiastica Toscana. Nel 2023 contava 204.100 battezzati su 207.910 abitanti. È retta dal vescovo Mario Vaccari, O.F.M.

Territorio Il territorio della diocesi corrisponde a quello della provincia di Massa-Carrara.

Sede vescovile è la città di Massa, dove si trova la basilica cattedrale dei Santi Pietro e Francesco. A Pontremoli sorge la concattedrale di Santa Maria del Popolo e a Carrara l'insigne collegiata di Sant'Andrea.

Vicariati e parrocchie

Il territorio si estende su ed è suddiviso in 6 vicariati e 241 parrocchie: il vicariato di Massa comprende 37 parrocchie nei comuni di Massa e Montignoso; il vicariato di Carrara comprende 34 parrocchie nei comuni di Carrara e Fosdinovo; il vicariato di Aulla comprende 38 parrocchie nei comuni di Aulla, Licciana Nardi, Comano, Podenzana e Tresana; il vicariato di Villafranca comprende 44 parrocchie nei comuni di Villafranca in Lunigiana, Bagnone, Filattiera e Mulazzo; il vicariato di Pontremoli comprende 39 parrocchie nei comuni di Pontremoli e Zeri; il vicariato di Fivizzano comprende 49 parrocchie nei comuni di Casola in Lunigiana e Fivizzano. A loro volta i vicariati sono raggruppati in due zone pastorali: la zona pastorale "Costa" si estende sui vicariati di Massa e di Carrara; la zona pastorale "Lunigiana" comprende gli altri quattro vicariati.

Storia L'odierna diocesi nasce dall'unione di due precedenti sedi vescovili di recente istituzione: la diocesi di Pontremoli, sorta nel 1797, e quella di Massa, eretta nel 1822.

Diocesi di Pontremoli Il territorio che in seguito andò a costituire la diocesi di Pontremoli faceva parte fin dall'antichità della diocesi di Luni, denominata Luni-Sarzana dal 1465, anche se dal 1133, con l'erezione della diocesi di Brugnato, alcuni enti ecclesiastici dipesero da quest'ultima; a partire alla metà del XVII secolo questo territorio fu annesso da Ferdinando II de' Medici al Granducato di Toscana.

La diocesi di Pontremoli, chiamata dioecesis Apuana nella bolla di istituzione, fu eretta il 4 luglio 1797 con la bolla In suprema di papa Pio VI, e resa suffraganea dell'arcidiocesi di Pisa. Il territorio della nuova diocesi fu costituito da 123 parrocchie, quasi tutte sottratte alla diocesi di Luni-Sarzana, eccetto tre che appartenevano alla diocesi di Brugnato, i cui vescovi avevano avuto sede proprio a Pontremoli per due secoli, tra il 1302 e il 1502.L'elenco delle 123 parrocchie si trovano nella bolla In suprema pubblicata da Cappelletti. Le tre parrocchie appartenute alla diocesi di Brugnato erano quelle di San Pietro di Pontremoli, di Santa Maria di Teglia e di San Lorenzo di Zeri. (Cappelletti, XVI, p. 240). La stessa bolla assegnò alla diocesi di Brugnato l'isola di Capraia, sottratta alla diocesi di Massa-Populonia (Cappelletti, XVI, pp. 241-242).

Nello stesso anno il papa definì anche il numero e le dignità concesse al capitolo della cattedrale di Santa Maria Assunta, chiamata Santa Maria del Popolo. L'anno successivo le parrocchie di Seravezza furono scorporate da Pontremoli ed assegnate all'arcidiocesi di Pisa.Bolla Cum nostrarum del 18 settembre 1798. Mariano Lallai, Vicende ecclesiastiche della Versilia Settentrionale, in «Studi Versiliesi», XVII (2010-2011), p. 33.

Il 17 dicembre 1853 con la lettera apostolica Dum universi gregis papa Pio IX dispose che la diocesi di Pontremoli cedesse 59 parrocchie alla diocesi di Massa e ricevesse come compensazione 17 parrocchie dalla stessa diocesi di Massa: Casola, Argigliano, Codiponte, Casciana, Ugliancaldo, Monte dei Bianchi, Equi Aiola, Monzone, Vinca, Tenerano, Cecina, Madrignano, Calice ossia Castello di Calice, Santa Maria ossia Pieve di Calice, Borseda e Veppo. Tuttavia, questo scambio di parrocchie doveva avere effetto alla prima sede vacante e nel 1855 le 17 parrocchie che erano appartenute alla diocesi di Massa passarono sotto la giurisdizione della diocesi di Pontremoli. Nel 1872 il vescovo di Pontremoli Michelangelo Orlandi ottenne dalla Santa Sede un decreto, datato 20 maggio, con cui si sospendeva l'attuazione della lettera apostolica del 1853, evitando di cedere le 59 parrocchie alla diocesi di Massa. Nel 1899 il vescovo di Massa Emilio Maria Miniati scrisse alla Santa Sede, illustrando che le 17 parrocchie erano state cedute per compensazione, ma la sua diocesi non aveva mai ricevuto le 59 parrocchie per cui la compensazione era stata prevista, chiedendo che l'effetto della sospensione richiesto dal vescovo di Pontremoli riguardasse anche la cessione delle 17 parrocchie, già avvenuta nel 1855. Papa Leone XIII accolse la richiesta del vescovo di Massa e il 9 febbraio 1901 con il decreto Apostolicis litteris la Sacra Congregazione Concistoriale stabilì che 17 parrocchie fossero restituite alla diocesi di Massa.

Nel 1955 cedette le parrocchie di San Nicola di Caprigliola e di San Martino di Albiano Magra alla diocesi della Spezia. Sacra Congregazione Concistoriale, , AAS 47 (1955), pp. 518-519. Quattro anni dopo queste due parrocchie furono annesse alla diocesi di Massa.

Il 13 luglio 1962, in forza della lettera apostolica Etruriae illa regio, papa Giovanni XXIII ha proclamato la Beata Maria Vergine Assunta in Cielo patrona principale della diocesi Apuana., AAS 55 (1963), p. 147.

Al momento della piena unione con Massa, la diocesi di Pontremoli comprendeva 129 parrocchie nei comuni di Bagnone (14), Casola in Lunigiana (4), Comano (4), Filattiera (9), Fivizzano (30), Licciana Nardi (1), Mulazzo (13), Pontremoli (34), Tresana (1), Villafranca in Lunigiana (9), Zeri (5), Albareto (3) e Borgo Val di Taro (2).Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, serie generale, nº 247, 23 ottobre 1986, p. 9 e seguenti. In questo numero della Gazzetta Ufficiale è contenuto l'elenco delle parrocchie della diocesi che ottennero la qualifica di "ente ecclesiastico civilmente riconosciuto" dal Ministero dell'Interno, in forza della Legge 20 maggio 1985 n. 222, art. 29. Tale qualifica fu concessa con decreto ministeriale dell'11 ottobre 1986 su richiesta del vescovo del 1º agosto 1986.

Diocesi di Massa La diocesi di MassaLa diocesi è sempre documentata con il nome latino di dioecesis Massensis. Gli Annuari Pontifici dell'Ottocento riportano il nome italiano di diocesi di Massa di Carrara; negli Acta Apostolicae Sedis appare anche il nome di diocesi di Massa Carrara, fino alla modifica del 1939. fu eretta il 18 febbraio 1822 con la bolla Singularis Romanorum di papa Pio VII, e resa suffraganea dell'arcidiocesi di Pisa. Il territorio della nuova diocesi fu costituito da 112 parrocchie sottratte alla diocesi di Luni-Sarzana.La bolla elenca le parrocchie in base alla suddivisione civile di appartenenza, e cioè 15 parrocchie nel ducato di Massa, 12 nel principato di Carrara, 28 nella provincia della Garfagnana Estense, 56 nella provincia della Lunigiana Estense e 1 nella repubblica di Lucca. Già a metà Settecento vi erano stati seri tentativi di creare una diocesi per il Ducato di Massa e Principato di Carrara, nel 1757 la duchessa regnante Maria Teresa Cybo-Malaspina aveva ottenuto dell'imperatore Francesco I di costituire per la futura mensa vescovile una rendita di 12.000 fiorini su beni feudaliDal sito ufficiale della diocesi di Massa Carrara-Pontremoli., nel 1797 la figlia ed erede Maria Beatrice d'Este avrebbe ottenuto l'istituzione della diocesi massense, ma la concomitante situazione politica (ossia l'invasione dei rivoluzionari francesi in Italia) rese impossibile la sua attuazione.L'Enciclopedia Treccani (voce Italia, sezione culti, volume XIX, p. 920) dice espressamente che papa Pio VII "istituiva ancora Massa Ducale, già istituita da Pio VI nel 1797 e organizzata definitivamente da Leone XII", poi però, parlando della diocesi di Ogliastra, la definisce "altra promessa del predecessore" non chiarendo bene se fossero state erette canonicamente.

La novità rispondeva ad una chiara richiesta politica del Ducato di Massa di avere una propria diocesi. L'anno successivo il nuovo papa Leone XII aggiunse altre parrocchie, comprese nel vicariato di Garfagnana e nel priorato di Castiglione, che erano appartenute all'arcidiocesi di Lucca.Cfr. , citato anche da Cappellini, op. cit.. Il sito BeWeb espone la data errata 3 luglio 1823, ma Leone XII fu eletto papa il 28 settembre di quell'anno.

Nel dicembre 1853, in forza della bolla Dum universi di papa Pio IX, la diocesi di Massa si ampliò incorporando altre 9 parrocchie che erano appartenute all'arcidiocesi di Lucca e costituenti il vicariato di Gallicano.Dal sito Beweb - Beni ecclesiastici in web. Per effetto dello stesso decreto dal 1855 al 1901 cedette 17 parrocchie alla diocesi di Pontremoli.Per i dettagli della vicenda, si veda #Diocesi di Pontremoli.

Il 22 agosto 1855 la diocesi entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Modena. Il 23 aprile 1926 tuttavia tornò ad essere suffraganea dell'arcidiocesi di Pisa in forza della bolla Inter coetera di papa Pio XI.

Il 20 luglio 1939 mutò nome in "diocesi di Apuania" (in latino: Dioecesis Apuaniensis), in seguito alla nascita l'anno precedente del comune di Apuania, che univa quelli di Massa, Carrara e Montignoso. Questa nuova denominazione fu mantenuta fino al 30 settembre 1986 quando tornò al nome di dioecesis Massensis. Congregazione per i vescovi, , AAS 79 (1987), pp. 443-444.

Nel 1959 furono cedute le 12 parrocchie in provincia della Spezia alla diocesi di Brugnato; contestualmente furono annesse alla diocesi di Massa le parrocchie di San Nicola di Caprigliola e di San Martino di Albiano Magra, appartenute dal 1955 alla diocesi della Spezia e in precedenza a quella di Pontremoli.AAS 51 (1959), pp. 828-829.

Nel 1970 il vescovo Aldo Forzoni spostò la residenza vescovile dall'antico palazzo nel centro di Massa al seminario vescovile; l'antica sede ospita oggi il museo diocesano e l'archivio storico della diocesi.

Al momento della piena unione con Pontremoli, la diocesi di Apuania comprendeva 221 parrocchie, di cui 116 in provincia di Massa-Carrara e 105 in provincia di Lucca.Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, serie generale, nº 2, 14 gennaio 1987, Suppl. Straordinario nº 2, p. 47 e seguenti. In questo numero della Gazzetta Ufficiale è contenuto l'elenco delle parrocchie della diocesi che ottennero la qualifica di "ente ecclesiastico civilmente riconosciuto" dal Ministero dell'Interno, in forza della Legge 20 maggio 1985 n. 222, art. 29. Tale qualifica fu concessa con decreto ministeriale del 15 novembre 1986 su richiesta del vescovo del 26 luglio 1986.

Sedi unite Il 23 febbraio 1988 è stata stabilita la plena unione delle due diocesi; la nuova circoscrizione ecclesiastica ha assunto il nome attuale e ha avuto come primo vescovo Bruno Tommasi, già vescovo di Pontremoli.

Il 5 settembre 1992 la diocesi ha ceduto all'arcidiocesi di Lucca le 106 parrocchie in provincia di Lucca, che costituivano il vicariato della Garfagnana, mentre il 14 gennaio 2003 ha ceduto alla diocesi di Piacenza-Bobbio le parrocchie di Baselica e di Valdena nel comune di Borgo Val di Taro.Decreto della Congregazione per i vescovi del 14 gennaio 2003 menzionato nel decreto del Presidente della Repubblica, che riconosce gli effetti civili di questo cambiamento, del 28 maggio 2004, pubblicato in

Tra il 2003 e il 2006 la diocesi ha celebrato il primo sinodo del terzo millennio.

Il 7 dicembre 2025 è stata data esecuzione al decreto Quo aptius del Dicastero per i vescovi del 16 ottobre precedente,Decreto Quo aptius, AAS 117, 2025, pp. 1469-1470. con il quale la diocesi di Massa Carrara-Pontremoli ha ceduto 3 parrocchie site nel comune parmense di Albareto alla diocesi di Piacenza-Bobbio.

Cronotassi Si omettono i periodi di sede vacante non superiori ai 2 anni o non storicamente accertati. Vescovi di Massa