La chiesa di Santa Maria Assunta è un tempio sacro cattolico, ubicato nel cuore del quartiere Landro e di Casapinta, uno dei quartieri storici del paese, in posizione centrale rispetto alla via Umberto I di Nizza di Sicilia, dedicato alla Madonna Assunta, Patrona aeque principalis della cittadina insieme a san Giuseppe.

Appartiene alla parrocchia "Santa Maria Assunta e San Giuseppe", di cui è chiesa parrocchiale.

Storia e descrizione

Le origini del culto

Il culto della Madonna Assunta sul territorio di Nizza di Sicilia ha una genesi peculiare, in quanto già diverso tempo prima dell'edificazione della sua chiesetta, sin dalla seconda metà dell'800, la Vergine santissima veniva annualmente celebrata nel giorno di Ferragosto. Tale festività costituiva, infatti, la diretta evoluzione di un antico baccanale: la cosiddetta Sagra di Treaire ("Triàiri" nel locale dialetto).

Al tal proposito un manoscritto inedito di Francesco Romeo del 12 ottobre 1942 testimonia che, come vuole la tradizione, "gli abitanti di Allume costumavano ogni anno di recarsi il 15 agosto in località prossima al Landro denominata Treaire, dove si davano ai divertimenti tradizionali, ballo, libagioni ecc. La località era molto vicina alla ormai popolata marina che numerosa partecipava al baccanale.".

Nel corso degli anni, tuttavia, i proprietari del terreno ove si svolgeva la sagra iniziarono a mal tollerare "l'annuale invasione delle loro terre" e con l'aiuto delle autorità, prendendo spunto da qualche increscioso incidente, impedirono la festa. Gli abitanti del luogo non si diedero però per vinti e l'anno seguente scelsero per la loro festa il letto del torrente Landro nel tratto tra il ponte della ferrovia e la spiaggia.

Lo stesso aneddoto è raccontato anche da Oreste Calabrò in un articolo sulla Gazzetta del Sud datato 20 marzo 1954, in cui scrive: "Nel nostro paese non c'era tanta devozione alla Madonna dell'Assunta, per la quale nel territorio di Savoca e di Alì Superiore vigeva un certo culto superiore di gran lunga al nostro. Continuò la sagra di Treaere per diverse annate finché i proprietari della contrada stessa, che annualmente vi rimettevano il raccolto, reclamarono alle Autorità, le quali impedirono che nell'agosto del 1889 si ripetesse la festa che si riduceva ad un baccanale. Quantunque avessero proibito il raduno, la festa si svolse lo stesso..., ma nel torrente Landro e precisamente tra il ponte della ferrovia e il lido. Fatto si è che l'abitudine che la gente del luogo aveva acquisita nello spazio di qualche decennio non poteva cessare di colpo. Infatti ci risulta che questa era la più attesa delle sagre annuali, durante la quale i don Giovanni incoraggiati dall'"acqua ardente" lasciavano correre delle parole galanti... alle più belle ragazze causando esplodenti gelosie"..

Nei primi di agosto del 1890, un comitato fece cambiare carattere alla festa, portandola su un piano più facile e meno pericoloso: si istituirono giochi come l'antenna, la pentolaccia, il gallo, a cui seguivano le regate che si prolungavano fino a notte tarda, mentre nel torrente Landro si adorava un'immagine dell'Assunta posta su un altare pavesato di fiori, intorno al quale "il popolo prese parte ad onesti divertimenti".

In questo modo aveva perciò origine la festa dell'Assunta di Nizza di Sicilia, in un connubio tra folclore e fede, tra profano e sacro.

Per quanto riguarda i giochi che si organizzavano per l'occasione si possono dunque ricordare: "'a 'ntinna", che era il classico albero della cuccagna, che a Nizza si caratterizzava per avere anche un gallo vivo e sospeso per le zampe accanto ai soliti premi da conquistare (un chilo di noci americane, un chilo di ceci, un chilo di formaggio, una corda di salame, cinque chili di pasta e una bottiglia di vino); "'u jaddu", in cui i concorrenti bendati dovevano colpire la testa di un gallo vivo seppellito nella sabbia; la corsa nei sacchi; "i pignateddi", cioè il classico gioco delle pentolacce; "'a patedda", in cui i concorrenti dovevano riuscire a staccare con le labbra una moneta da 5 lire attaccata per mezzo di un po' di "pastedda di pani" ad una padella che veniva fatta oscillare; il tiro alla fune; la "barchiata a mari", cioè la passeggiata in mare sulle barche che si svolgeva proprio per l'occasione (Nizza d'altronde era popolo strettamente legato al mare).

Per quanto riguarda invece il profilo religioso, veniva allestito ogni anno sul letto del torrente Landro un provvisorio altarino sul quale si collocava una graziosa oleografia raffigurante l'Assunzione in Cielo della Vergine Santa, posta su una nube sorretta e circondata da una schiera di Angeli festanti, intenti a muoverla verso l'alto e ad omaggiarla con ghirlande di fiori; l'altarino, adornato sempre da una ricca decorazione floreale, veniva venerato per tutta la durata della festa dalla gente che vi si recava, per lasciare qualche fiore o semplicemente per salutare la Vergine Maria con l'omaggio della propria devozione.

Questa ottocentesca oleografia, che fu perciò la prima immagine dell'Assunta ad essere venerata sul suolo nizzardo, è ancora oggi custodita nei locali parrocchiali, in quanto il dipinto - che era privato - fu successivamente donato alla chiesa dal signor Antonino Interdonato nel luglio 1911..

La prima chiesa

Nel frattempo iniziava a maturare tra gli abitanti del quartiere Landro e di Casapinta, quartiere storico che con le sue casine e i suoi vicoletti ben conservati ricorda ancora oggi la memoria agricola del paese, anche il desiderio di innalzare “un eremo” in onore della Vergine Assunta.

Pertanto "il comitato non tardò ad acquistare l'area fabbricabile, dove il sacerdote Parisi benedisse la prima pietra per la costruzione del tempio, che dopo due anni veniva compiuto da mastro Concetto Elemich, da altri muratori e dallo scultore Antonio Calabrò che ne ideò e scolpì la parte architettonica". Essi furono coadiuvati e sostenuti da tutta la popolazione del quartiere Landro-Casapinta, che "lavorò ininterrottamente con le maestranze senza pretendere nessuna ricompensa".

Infatti nel manoscritto di Francesco Romeo datato 12 ottobre 1942 si legge che "i rev. Domenico Fleres, Mario Parisi, ex collocario di S.Pietro d'Agrò, ed il signor Romeo Francesco acquistarono da Nunzio Roberto il suolo" e che "col concorso del popolo si edificò la chiesetta”, come testimonia anche il rinvenimento di una ricevuta del Comitato per la costruzione della chiesa, datata 7 febbraio 1892, in cui si attesta l'"obblazione di lire venticinque" di un abitante del luogo "da impiegarle all'edificazione ed accessori di detta chiesa".

Intanto fu fatta realizzare anche una statua della Madonna Assunta, in cartapesta siciliana, destinata al culto che si sarebbe perpetuato all'interno del sacro edificio che con tanto entusiasmo si andava erigendo.

Questa prima chiesa dell'Assunta fu dunque inaugurata il 15 agosto del 1892 con il titolo: “Maria Santissima Assunta in cielo”. In questo contesto solenne la statua della Santa - racconta Oreste Calabrò - "veniva portata in trionfo" in maniera solenne.

Tale simulacro fu dunque la seconda immagine dell'Assunta ad essere venerata sul suolo nizzardo; intorno ad essa si continuò ad onorare la Vergine Santa e a tributarle il culto nella chiesetta per più di mezzo secolo, precisamente fino al 1954.

Il piccolo tempio, intitolato "A MARIA SANTISSIMA DELL'ASSUNTA", come recita erroneamente l'epigrafe scolpita al suo ingresso, fu inizialmente chiesa minore alle dipendenze dell'Arcipretura di Allume, ed era aperto ai fedeli ogni 15 agosto - in occasione dei festeggiamenti in onore della Madonna Assunta - ed eccezionalmente anche in altri giorni dell'anno.

Dal 25 marzo 1943, invece, la chiesetta è eretta a parrocchia e le funzioni religiose iniziano a svolgersi con regolarità.

Ancora oggi percorrendo la via Nazionale è possibile notare il piccolo tempio, sebbene privo del suo campanile; esso ha infatti rappresentato un importante impegno di fede e di onore per la gente del luogo, contribuendo ad alimentare la locale devozione alla Vergine Maria che si manifesta a Nizza di Sicilia nelle due ricorrenze più importanti: l'Immacolata concezione (nella chiesa di san Giovanni) e la Gloriosa Assunzione (nelle tre chiese dell'Assunta, sin dalla seconda metà dell'Ottocento).

L'attività del primo parroco La storia della parrocchia Maria SS. Assunta è segnata profondamente anche dall'attività del suo primo parroco: don Carmelo Calabrò (Allume, 4 febbraio 1922), il quale si rese conto dell'inadeguatezza del vetusto tempio per accogliere la notevolmente accresciuta popolazione del territorio parrocchiale e si fece più volte interprete presso la Curia delle lamentele dei parrocchiani come si può leggere in diverse lettere inviate al vescovo.

"Più volte, nell'impossibilità di stare dentro, diverse persone hanno abbandonato la messa festiva e tante altre non frequentano per lo stesso motivo.(...) Mancando di sacristia o altro locale, la cappella serve per tutti gli usi: per le funzioni, per le riunioni delle associazioni cattoliche e per conferire col parroco e ogni domenica, specie nel pomeriggio diventa una piccola Babele con moltissime irriverenze al S. Sacramento e con grandescandalo dei passanti, i quali la domenica sono moltissimi sulla strada nazionale sulla quale dà la porta della cappella e non possono spiegarsi il vociare dei bimbi ed il movimento che mettono in Chiesa. Non bastasse ciò, proprio in questi giorni ho notato una forte lesione nell'unico arco che ne sostiene la volta e ciò mi tiene molto in ansia per le gravi sciagure alle quali si è esposti date anche le altre lesioni della volta, dovute all'antichità della costruzione ed alle bombe che sono cadute accanto. (...) In tali condizioni qualsiasi lavoro parrocchiale proficuo è impedito. (...) Completata l'esposizione mi permetto di pregare ancora una volta l'Ecc. V. Rev.ma perché voglia prendere in considerazione la sconfortante realtà di questa povera Parrocchia(...)".Lettera del 27 ottobre 1949 citata in .

La seconda chiesa

Svanito il progetto iniziale di un ampliamento della cappella attraverso la costruzione di un'abside ottagonale sul terreno dietro la chiesetta, padre Calabrò riuscì a ottenere il suo finanziamento quando monsignor Guido Tonetti, coadiutore dell'Arcivescovo, fece visita a Nizza di Sicilia il 19 marzo 1953 per benedire la chiesa di San Giuseppe, riaperta al culto dopo i forti danneggiamenti del maltempo. È, infatti, durante il pranzo che ne seguì che monsignor Tonetti annuncia il trasferimento dei fondi, precedentemente assegnati alla chiesa di San Francesco, in favore di una nuova chiesa per l'Assunta. Intanto padre Calabrò aveva anche ordinato ad Ortisei una nuova statua in legno della Vergine.

La scelta del terreno ove sarebbe poi sorta la nuova chiesa cadde sull'area prospiciente alla chiesetta, e dopo alcune vicende burocratiche, nel marzo del 1954 monsignor Tonetti tornò a Nizza per la posa della prima pietra della seconda chiesa dell'Assunta. Al suo interno la pietra portava una pergamena firmata dai rappresentanti della Chiesa e da 50 capifamiglia della parrocchia. Nello stesso anno giungeva a Nizza il nuovo simulacro dell'Assunta, opera dello scultore Luigi Santifaller.

A lavori ancora non ultimati, il 15 agosto 1954 la chiesa viene aperta per consentire al novello sacerdote Antonino Interdonato di celebrarvi la sua prima messa, proprio nel giorno della festa: erano eretti solo i muri perimetrali (mancava infatti il soffitto) perciò un telone copriva il tetto, in modo da proteggere dal sole il gran numero di fedeli convenuti. Nel pomeriggio, inoltre, il nuovo simulacro della Madonna Assunta fu portato per la prima volta in processione lungo le strade nizzarde, accompagnato per l'occasione anche dal simulacro del Sacro Cuore.