The Seventh Deadly Sin è il settimo album del rapper statunitense Ice-T. Pubblicato il 12 settembre del 1999, è distribuito dalla Coroner Records e dalla Atomic Pop. Nonostante le partecipazioni di Buckshot e Ras Kass, The Seventh Deadly Sin diviene il primo album di Ice-T a non entrare nelle classifiche statunitensi, venendo anche stroncato dalla critica specializzata.

La copertina e il titolo dell'album fanno riferimento al film Seven.

Recensioni

Stephen Thomas Erlewine di Allmusic gli assegna un voto di 2.5/5 stelle, scrivendo: «con un artwork uscito direttamente dal film sul serial killer Seven, il settimo album di Ice-T sembra stranamente fuori luogo nel 1999 [...] Ice-T in realtà non ritorna al suo suono classico degli anni ottanta/prima metà degli anni novanta, quando era un giocatore chiave nell'età d'oro dell'hip hop, ma lui non sembra nemmeno interessato a restare aggiornato [ai tempi]. Il risultato è un prodotto che ricorda occasionalmente O.G. o Iceberg [...] non ha sempre successo, ma offre un cambiamento rispetto alle sue due ultime pubblicazioni mediocri.»

Il critico di The Village Voice Christgau recensisce il settimo prodotto di Ice-T con una "C+": «[...] Ice pretende l'assoluzione per aver inventato il gangsta rap che «ha cambiato il corso del mondo». Forse non è ridicolo come sembra. Ma certamente non può essere fatta questa affermazione per questa raccolta ritagliata di storie vanitose su "pappone-erba-biz". Guardando dopo O.G. è una processione di mascelle cadute per i rapper del passato che speravi fossero andati in pensione, inclusi Brother Marquis, Ant Banks, King Tee, Onyx, Kam e, sempre ultimo e sempre non meno importante, Too Short.» Christgau chiude la sua recensione a 7th Deadly Sin con l'ennesimo riferimento a Cop Killer: «dimostra principalmente, immagino, che non puoi mai trovare un assassino di poliziotti quando non ne hai bisogno.»

Tracce

Note

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