I due discorsi Sul mangiare carne (o De esu carnium) sono un'opera di Plutarco, in forma di declamazione.
Struttura Questi due discorsiIl primo in Moralia, 993B-996C; il secondo in Moralia, 996D-999B. malamente mutilati, sono parte di una serie di declamazioni che Plutarco, probabilmente da giovane, recitò davanti ad un pubblico beoticoCome sembrerebbe da 995E.. Questi frammenti probabilmente testimoniano una reale scelta giovanile di Plutarco, l'astensione pitagorica o orfica da ogni cibo animale. Di questa scelta, comunque, restano non poche tracce nei Moralia a noi noti, anche se un passaggio corrotto dalle Questioni Simposiali635E. sembra dire che a causa di un sogno il nostro autore si astenne dalle uova per lungo tempo. Nei Precetti igienici, inoltre, Plutarco giustifica il mangiare carne dicendo che "è diventata una sorta di natura secondaria innaturale"132A..
Queste declamazioni, nel complesso, si evidenziano come prodotti piuttosto immaturi, impressione aggravata dal fatto che il testo è piuttosto povero; un'impressione, questa, imputabile all'antologista che avrebbe introdotto interpolazioni stupideIn particolare 998A. e anche un estratto di un lavoro completamente diverso994B-D.. Famosa è l'introduzione: Porfirio, che riprende le argomentazioni plutarchee nel De abstinentiaIII, 24. dice che Plutarco, sul tema vegetariano, attaccò gli Stoici e i Peripatetici; in queste declamazioni la polemica anti-stoica è appena iniziata quando l'opera si interrompe999A..
Note
Bibliografia Plutarco, Del mangiare carne. Trattati sugli animali, a cura di D. Magini, Milano, Adelphi, 2001, ISBN 978-88-4591-629-8. Plutarco, Cibarsi di carne, a cura di Lionello Inglese e Giuseppina Santese, Napoli, D'Auria, 1999, ISBN 88-7092-161-1. Plutarco, Tutti i Moralia, a cura di E. Lelli e G. Pisani, Milano, Bompiani, 2017, ISBN 978-88-4529-281-1.
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