Tramontata è la luna (fr. 168b Voigt) è una breve lirica della poetessa Saffo che esprime una raffinata e malinconica riflessione notturna.
Testo
Analisi Il componimento è un distico di tetrametri ionici a maiore, secondo quanto riporta Efestione. o un tetrastico di enopli. o di paragliconei o agesicorei secondo i moderni. Il frammento, di sapore popolare ma comunque raffinato, esprime una solitudine amorosa notturna, che un io parlante femminile traspone nel tramonto della luna, mentre il tempo inesorabilmente passa. È ormai accettata pressoché da tutti la valenza erotica del carme. - si veda in particolare l'accezione del verbo κατεύδω (v. 4) già erotica in Omero (cfr. Od. VIII, 313). - in cui l'io lirico si tormenta per l'assenza della persona amata. Secondo Luigi Enrico RossiStoria della letteratura greca, Firenze 1995, p. 160. il frammento sarebbe un carme di congedo in onore di una compagna, che si allontana dal tiaso per andare sposa. È in ogni caso certo che si tratti di uno dei testi più raffinati della lirica greca, come si può notare ad esempio dall'elegante contrapposizione fra il tempo oggettivo della notte e quello soggettivo della persona loquens e tale costruzione amplifica il senso di inquietudine, difatti come ha osservato Gennaro PerrottaSaffo e Pindaro, p. 74.:"il tramonto della luna e delle Pleiadi, nella sua semplicità nuda, sembra che stia soltanto ad indicare la tardezza dell'ora; e invece accresce la solitudine e lo struggimento, come se, caduta la luna dal cielo, nella notte senza più luce, anche dal cuore della donna cadesse ogni speranza"..
Traduzioni d'autore Il frammento 168b Voigt ha avuto tra i traduttori una grande fortuna e numerose sono le traduzioni d'autore che è possibile ricordare.. Fra queste c'è quella di Ugo FoscoloTraduzione di Ugo Foscolo: Sparìr le PleiadiSparìo la LunaÈ a mezzo il corso La notte bruna.Già fugge rapidaOgni ora e intantoSola in le piume,Io giaccio in pianto., presente nella sua raccolta Versi dell'adolescenza, in cui in una nota scrisse "È tale questo Frammento che può stare da sé solo, senza che rendasi oscuro e insipido. Per me vorrei con qualch'altro crederlo un'Ode, senza che la sua brevità mal contrasti, giacché abbiamo l'esempio di Anacreonte e d'altri di quell'età, che scrissero odi sì brevi". Nella sua traduzione sono da segnalare l'aumento di versi (da quattro a otto), l'ordine inverso dei primi due soggetti ("Pleiadi" - "Luna") e l'inserimento di elementi assenti nel testo greco, quali l'aggettivo "bruna" riferito alla notte, il complemento di luogo "in le piume" e il complemento di modo "in pianto". Anche Giacomo Leopardi si è cimentato in una traduzioneTraduzione di Giacomo Leopardi: Oscuro è il ciel: nell’ondeLa luna già s’asconde,E in seno al mar le PleiadiGià discendendo van.È mezzanotte, e l’oraPassa frattanto, e solaQui sulle piume ancoraVeglio ed attendo invan., che sembra però quasi più una riscrittura dilatata e modificante l'originale senso attraverso l'inserimento di alcuni particolari come l'aggiunta dell'elemento paesaggistico del mare.. C'è poi la traduzione di Salvatore QuasimodoTraduzione di Salvatore Quasimodo: Tramontata è la luna E le Pleiadi a mezzo della notte;giovinezza dilegua,e io nel mio letto resto sola. che si mantiene piuttosto fedelmente al testo greco, interpretando però erroneamente ὤρα (v. 3) come "giovinezza" che stona con il contesto evocato nei versi precedenti. Vi è anche la traduzione di Cesare PaveseTraduzione di Cesare Pavese: Tramontata è la lunaE le Pleiadi, è a mezzaNotte, è passata l'ora:giaccio sola nel letto., che si caratterizza per l'assoluta fedeltà all'originale saffico, in linea con la volontà del traduttore che precisò di voler lavorare in modo "oggettivo, filologico-interlineare" nella traduzione dei classici. È infine possibile ricordare la traduzione in inglese del poeta statunitense Robert LowellTraduzione di Robert Lowell: The moon slides westit is midnightthe time is goneI lie alone., che risulta piuttosto letterale con l'unica modifica significativa che si identifica con la soppressione del soggetto "Pleiadi".. Una recente trasposizione si trova nel libro "I lirici greci" di Lido Pacciardi, con prefazione di Pasquale Balestriere.
Discussioni sull'attribuzione L'attribuzione a Saffo di questo frammento è stata a lungo contestata: citato come anonimo da Efestione (XI, 5).., riacquisisce la maternità saffica solo in Apostolio (V, 98). Le contestazioni erano sorte per il tono popolare e per l'allusione ad una situazione giudicata troppo scabrosa per la poetica saffica ed infine per la presenza di forme non eoliche, ma in tutte le edizioni moderne questo frammento è ormai comunemente attribuito alla poetessa di Lesbo. Le argomentazioni più articolate in difesa dell'autenticità di questo frammento si trovano presso Benedetto Marzullo Studi di poesia eolica, Firenze 1958, pp. 1-60. .
Le notazioni astronomiche nel frammento Dalla lirica è possibile ricavare implicite indicazioni astronomiche che permettono di collocare temporalmente quanto avviene all'interno del frammento.. Le Pleiadi, appartenenti alla costellazione del Toro, fin dai primordi erano adatte a segnalare i cambiamenti stagionali, in particolare i periodi propizi per i lavori agricoli e per la navigazione. Incrociando il dato della visibilità delle Pleiadi e della mezzanotte si evince che il periodo dell'anno deve essere compreso tra la metà di gennaio e la fine di marzo del calendario moderno, c'è poi chi addirittura si spinge a restringere il periodo a quello compreso tra la seconda metà di gennaio e la prima metà di febbraio. Vi è anche la convinzione che il pubblico dell'epoca, che aveva familiarità con l'osservazione del cielo, sapesse apprezzare tali indicazioni temporali e ciò avrebbe contribuito all'espressività della poesia.
Note Note
Fonti
Bibliografia
Collegamenti esterni
Categoria:Opere letterarie del VI secolo a.C. Categoria:Opere di Saffo