Il Governo Tăriceanu II è stato il decimo governo della Romania post-comunista, il secondo della V legislatura. Fu il secondo esecutivo guidato dal primo ministro Călin Popescu Tăriceanu.
Cronologia del mandato Nomina In seguito alle elezioni parlamentari del 2004 entrò in carica il governo Tăriceanu I, sostenuto dalla coalizione di centro-destra Alleanza Giustizia e Verità (formata da Partito Nazionale Liberale e Partito Democratico) e da altre forze minori. A partire dall'estate 2005, tensioni crescenti tra il primo ministro Călin Popescu Tăriceanu (PNL) e il presidente della Romania Traian Băsescu (ex leader del PD) portarono ad un graduale allontanamento tra gli alleati..
Al culmine delle dispute, il 26 marzo 2007 il PNL incaricò il premier di cercare nuove alleanze per garantire maggiore stabilità al governo e superare le continue polemiche in seno all'esecutivo. Il 1º aprile 2007 il primo ministro escluse il PD dal consiglio dei ministri e decise di formare un nuovo governo di minoranza composto da PNL e UDMR, basandosi anche sul discontinuo supporto esterno del Partito Social Democratico (PSD), il maggior gruppo di opposizione.
Il PD minacciò di appellarsi alla giustizia contro la scelta di Tăriceanu poiché, secondo la visione del partito, la fine dell'alleanza Alleanza Giustizia e Verità avrebbe dovuto comportare le dimissioni obbligatorie del capo del governo che la coalizione aveva sostenuto.. Il premier addossò la responsabilità della crisi al capo di Stato, dichiarando «Un uomo è riuscito da solo, per via delle nostre debolezze, dei liberali e dei democratici, a distruggere una costruzione politica solida, con valori comuni. Purtroppo, quest'uomo è proprio il presidente della Romania».
Il 3 aprile 2007 il nuovo gabinetto ottenne il voto di fiducia da parte del parlamento con 302 voti favorevoli e 27 contrari. Mentre il PSD votò per l'investitura, i parlamentari del PD non parteciparono alla seduta.. PNL e UDMR disponevano di poco più del 20% dei seggi in entrambe le camere. Il PSD fornì il proprio sostegno a condizione di ottenere l'applicazione di parte della propria agenda politica, comprendente maggiorazioni per le pensioni e sussidi per la popolazione, oltre al miglioramento dei trattamenti salariali nella pubblica amministrazione.
Il 4 aprile il capo di Stato firmò il decreto per il ritiro dei ministri del PD e la nomina dei loro sostituti, che prestarono giuramento il giorno successivo. In seguito all'insediamento del governo Tăriceanu II, Băsescu definì la nuova composizione un «illegittimo consiglio d'amministrazione di gruppi d'interesse»..
Referendum per la messa in stato d'accusa di Băsescu
Dopo la rottura dell'alleanza tra PNL e PD, il partito di Tăriceanu sostenne l'iniziativa parlamentare lanciata dall'opposizione mirata a sospendere dalle proprie funzioni il presidente della Romania per presunte violazioni della costituzione. Il governo favorì la modifica della legge sul referendum, in modo da rendere meno complessa la revoca del capo di Stato. Il PNL si associò all'opposizione soprattutto per rafforzare la posizione del consiglio dei ministri, che era bersaglio delle invettive di Băsescu sulla classe politica..
Il 5 aprile 2007 la Corte costituzionale asserì che non erano state ravvisate violazioni della costituzione. Malgrado ciò, il 19 aprile le camere decretarono la sospensione di Băsescu fino alla celebrazione di un referendum popolare sulla sua revoca definitiva.. Il presidente del senato Nicolae Văcăroiu ne assunse le funzioni ad interim. Il referendum del 19 maggio 2007, però, non raggiunse il quorum e Băsescu rientrò in carica.
Sospensione del ministro delle comunicazioni Il 27 aprile 2007 la Direcția de Investigare a Infracțiunilor de Criminalitate Organizată și Terorism annunciò che il ministro delle comunicazioni, Zsolt Nagy (UDMR), era indagato per fuga d'informazioni segrete, che avrebbero avvantaggiato un imprenditore bulgaro per l'assegnazione di alcuni bandi pubblici per servizi di consulenza per la privatizzazione di Poșta Română. In base alle proprie prerogative costituzionali, l'11 giugno 2007 Băsescu dispose la sospensione del ministro., che fu sostituito ad interim da László Borbély. Il 30 luglio entrò in carica il nuovo ministro titolare Iuliu Winkler.
Il 3 luglio 2007 l'UDMR ritirò dal governo anche il vice primo ministro Béla Markó, senza indicare sostituti.. Questi dichiarò che lasciava l'incarico per via della sconfitta al referendum per la destituzione del capo di Stato e che era necessario rafforzare la fiducia degli elettori nel partito occupandosi di progetti per la comunità.
Mozioni di sfiducia
Il 4 giugno 2007 il PD presentò la prima mozione di sfiducia contro il governo, che fu sottoposta a dibattito e voto da parte del parlamento nella giornata dell'11 giugno. Si espressero a favore 112 parlamentari, mentre 115 votarono contro. PSD e PRM non parteciparono al voto..
Il 28 giugno 2007 la maggioranza approvò in parlamento un progetto di legge proposto dal PSD per la crescita delle pensioni. Nonostante ciò, in apertura della nuova sessione delle camere il PSD presentò una mozione di sfiducia contro il governo. Il 3 ottobre 2007 si espressero a favore 220 parlamentari e contro 152, mentre due schede furono annullate. Per la riuscita della mozione sarebbero stati necessari 232 voti... La questione della sfiducia creò problemi anche in seno al PSD, vista l'indicazione del capo del partito Mircea Geoană di votare contro il governo e quella dell'ex presidente Ion Iliescu, nonché capogruppo del PSD al senato, di sostenere l'esecutivo di Tăriceanu.
Pochi giorni dopo esplose un nuovo scandalo di corruzione riguardante un membro del gabinetto di governo. Il 10 ottobre 2007 la televisione nazionale divulgò un filmato in cui il titolare dell'agricoltura Decebal Traian Remeș riceveva dall'ex ministro Ioan Avram Mureșan una busta contenente 15.000 euro, parte di una tangente da parte di un imprenditore, che avrebbe offerto anche un salume caltaboș (che diede il nome al caso) e della palinca. Già sotto un'inchiesta della Direzione nazionale anticorruzione e colto in flagranza di reato, l'11 ottobre Remeș rassegnò le proprie dimissioni su richiesta del primo ministro. L'incarico fu assegnato all'indipendente Dacian Cioloș.
Elezioni europee e referendum sull'uninominale
Il 25 ottobre 2007 il presidente Băsescu convocò un referendum, da svolgersi in concomitanza con le elezioni europee, per l'introduzione del voto maggioritario uninominale su due turni per le parlamentari, presentandolo come una soluzione per i mali della politica.. Contemporaneamente il governo preparò un proprio progetto di voto uninominale, elaborato dall'associazione Pro Democrazia, che si opponeva a quello del capo di Stato.. Il disegno di legge stabiliva l'introduzione di un sistema misto tra maggioritario e proporzionale, che prevedeva la creazione di collegi uninominali che, su turno unico, avrebbero coperto il 50% degli eletti del futuro parlamento, mentre la restante parte sarebbe stata redistribuita in modo proporzionale. Un emendamento presentato dal PSD e accettato dalla maggioranza contemplava l'utilizzo dello stesso sistema uninominale anche per l'elezione dei presidenti dei consigli distrettuali..
Il 29 ottobre 2007 Tăriceanu mise la fiducia in parlamento sul proprio modello di legge elettorale, mentre l'opposizione rinunciò a presentare una mozione di sfiducia. Il 21 novembre Băsescu si rivolse alla Corte costituzionale contro la legge proposta dal governo.
Il voto del 25 novembre 2007 restituì la vittoria del PD alle europee, mentre il referendum fallì per il mancato raggiungimento del quorum.
Il 3 dicembre 2007 il ministro delle comunicazioni Iuliu Winkler lasciò la propria posizione per assumere quella di eurodeputato. Al suo posto entrò in carica Károly Borbély.
Il 12 dicembre 2007 la Corte costituzionale ammise il ricorso del capo di Stato e decretò che tre articoli della legge elettorale del governo non rispettavano i principi della carta fondamentale, obbligando il parlamento a correggerli.. Il governo, quindi, fu costretto a rivedere la variante su cui aveva messo la fiducia.
La forma finale della nuova legge elettorale vide la luce il 4 marzo 2008 con l'approvazione da parte delle camere. Il provvedimento prevedeva l'elezione a turno unico nei collegi uninominali solamente ai candidati che ottenevano il 50%+1 dei voti, mentre gli altri posti in parlamento sarebbero stati assegnati su base proporzionale (con una ripartizione prima a livello distrettuale e, poi, nazionale). Veniva introdotta una soglia di sbarramento del 5% a livello nazionale, oppure di un minimo di sei collegi uninominali alla camera dei deputati e tre al senato. I presidenti dei consigli distrettuali sarebbero stati eletti su un singolo turno a maggioranza semplice..
Conflitto sul ministero della giustizia
Subito dopo le elezioni europee, il 29 novembre 2007, il capo di Stato sollecitò il premier a indicare urgentemente dei nuovi ministri della giustizia e del lavoro, poiché i titolari Tudor Chiuariu e Paul Păcuraru erano indagati in un'inchiesta avviata dalla Direzione nazionale anticorruzione, per cui la procura aveva chiesto al presidente della Romania l'autorizzazione a procedere. Secondo gli inquirenti nel mese di aprile 2007 il guardasigilli avrebbe emesso un atto di governo riguardante il trasferimento illegale di una proprietà da Poșta Română a una società privata..
Il 7 dicembre Băsescu lanciò un ulteriore appello, sottolineando la gravità della situazione in cui un ministro della giustizia in carica sarebbe potuto arrivare in tribunale in qualità di imputato. Chiuariu si dimise il 9 dicembre, lamentando le influenze del presidente della Romania sul suo caso.
Il 17 dicembre 2007 il PNL propose in sua sostituzione Norica Nicolai, ma il capo di Stato rispose all'indicazione solamente tre settimane dopo, il 9 gennaio 2008, rifiutando la nomina. Băsescu giustificò la decisione affermando che il ministro proposto non aveva una carriera professionale e una morale irreprensibili.. Il primo ministro ribatté sottolineando la necessità di un ministro titolare in un momento in cui in tema di giustizia la Romania si trovava sotto il controllo del Meccanismo di cooperazione e verifica della Commissione europea. Tăriceanu, perciò, avanzò nuovamente il nome della Nicolai.
L'11 gennaio 2008 il presidente dichiarò che si riteneva costretto a rendere pubbliche alcune informazioni fornite dalla procura generale sul passato della Nicolai relative al periodo 1987-1991, quando era procuratrice presso il tribunale di Oltenița. Nel 1987 avrebbe gestito un'inchiesta nella quale era stato condannato un omonimo dell'accusato. Una volta scoperto lo scambio di persona, il reale imputato sarebbe stato imprigionato sulla base di una modifica apportata al mandato d'arresto firmato dalla Nicolai, senza la celebrazione di un regolare processo. Secondo Băsescu, inoltre, nel 1991 la Nicolai avrebbe rappresentato un cittadino straniero in un caso di adozione di un minore, nonostante tale delega fosse vietata dallo statuto dei procuratori.