Il Concilio di Ancira (Concilium Ancyranum), conosciuto anche come Sinodo di Ancira, celebrato nel 314 d.C. in Ancira (l’odierna Ankara in Turchia), fu un concilio di molta rinomanza e molta risonanzaGiuseppe Cappelletti, Storia Ecclesiastica Universale, Volume II, Milano 1861, Stabilimenti di Giuseppe Civetti, pp. 90-94.

Decisioni del Concilio Il Concilio promulgò ventiquattro canoniEdward H. Landon, A Manual of Councils of the Holy Catholic Church, vol. 1, John Grant, Edimburgo 1909, p. 23-25., in cui si stabilì la riammissione dei lapsi (dei "caduti"), cioè di quei cristiani che sotto minaccia imperiale avevano abiurato la fede durante la persecuzione dell'imperatore Massimino Daia, e le penitenze per le abiure più ripetuteCfr. Carlo Dell'Osso, "Il Sinodo di Ancyra", in Di Bernardino Angelo (ed.), I canoni dei concili della Chiesa antica, Institutum Augustinianum, Roma 2006, 289-297.

Il contesto storico Nell'estate del 313 d.C., quando morì l'imperatore tetrarca Massimino Daia, uomo ambizioso e ostile ai cristianiSembra fosse favorevole ai culti orientali come quello di Serapide, come riportato su una sua moneta: RIC VI 78., descritto da Lattanzio come un creatore di scandali e autore di condanne ingiusteEusebio di Cesarea ne traccia una pessima descrizione, ma gli studi più recenti tendono a considerare queste opinioni come propaganda diretta a colpire un nemico di Costantino e a ritenere che Massimino non sia stato un sovrano incapace. (Torben Christensen, C. Galerius Valerius Maximinus: Studies in the Politics and Religion of the Roman Empire AD 305-313, The Theological Faculty Copenhagen University, p. 311.), la Chiesa in Oriente cominciò a respirare. Lo storico Eusebio scriverà che: «nuovi templi sono stati costruiti, sono stati celebrati molti sinodiEusebio di Cesarea, Historia Ecclesiastica, X, 3.». Alcuni storici ritengono che il primo e sicuramente il più famoso di questi sinodi fu quello celebrato in AnciraCfr. Karl Joseph von Hefele, Isidore Goschler, Odon Delarc, Histoire des conciles d'après les documents originaux, 1869 Paris, Adrien Le Clère Councils and synods, capitale della Galazia, nel periodo in cui la Chiesa, ferita durante la persecuzione, si trovò a discernere il comportamento di quei cristiani che abiurarono e terminata la persecuzione chiesero il rientro nella comunità dei credenti. Il Concilio fu istituito secondo quanto previsto dal Canone 38 dei canoni apostolici(The Ecclesiastical Canons of the Same Holy Apostles, Christian Classics Ethereal Library. Canoni da 1 a 85 nella quarta settimana dopo la Pasqua.

Membri del Concilio di Ancira Il Concilio si svolse sotto la presidenza di Vitale, vescovo di Antiochia, e con la partecipazione di un numero imprecisato di vescoviLa maggior parte dei testi antichi che parlano del Concilio di Ancira riportano diciotto partecipanti. Al numero di diciotto partecipanti si è giunti per deduzione. Molte informazioni sui vescovi che vi aderirono sono state tratte da alcuni scritti di quel tempo. Alcuni studiosi però, come il Battaglini o il Cappelletti, sostengono che furono molto di più di diciotto e che degli altri se ne è perduta la memoria. (Cfr. Marco Battaglini Vescovo di Nocera, Venezia 1696, Istoria Universale di tutti i Concili e Giuseppe Cappelletti, Storia Ecclesiastica Universale, Volume II, ibid. pag. 90). Quelli certi che parteciparono, «giacché di moltissimi altri se ne è perduta memoria»Cit. Giuseppe Cappelletti, Storia Ecclesiastica Universale, furono: Marcello, vescovo di Ancira, divenuto celebre in seguito nelle vicende di sant'Atanasio e nella storia dell'arianesimo. Agricola, di Cesarea della Palestina. Germano, di Neapoli, ossia dell'antica Sichem di Palestina. Lupo di Tarso, della Cilicia. Anfione di Epifania, della Cilicia. Narciso di NeroniadeNeroniade, città della Cilicia orientale, è chiamata Irenopoli, negli atti del Concilio di Antiochia del 341 d.C. (Cfr. Giovan Domenico Mansi, Conciliorum omnium amplissima collectio t. II, col. 1308), della Cilicia. Leonzio di Cesarea, metropolita della Cappadocia. Eustolio di Nicomedia, della Bitinia. Basileo di Amasea dell'Ellesponto, che in seguito fu martire nella persecuzione di Licinio. Longino di Neocesarea del Ponto Polemoniaco. Pietro d'Iconio, della Licaonia Numechio di Laodicea della Frigia. Sergiano di Antiochia, della Pisidia. Epidauro di Perge, della Panfilia. Filadelfo di Giuliopoli, della Galazia. Salomone di Germanicia, della Celesiria. Eraclio di Zela, dell'Armenia maggiore.

Un concilio plenario Molti dei vescovi partecipanti, che giunsero dalle diverse provincie dell'Asia Minore e della Siria, intervennero più tardi nel grande concilio universale di Nicea. Gli storici sono propensi a considerare il Sinodo di Ancira un vero e proprio concilio plenario (Plenarium Concilium) vale a dire un consiglio generale delle Chiese dell'Asia Minore. Tesi supportata dalla partecipazione del primate di Antiochia, Vitale, che presiedette l'assembleaKarl Joseph von Hefele, Isidore Goschler, Odon Delarc, Histoire des conciles d'après les documents originaux, ibid. pag. 196.

Note

Bibliografia Eusebio di Cesarea, Historia Ecclesiastica, X, 3. Catholic Encyclopedia: Councils of Ancyra Giuseppe Cappelletti, Storia ecclesiastica universale, vol. II, Milano-Verona 1861, pp. 90-94 Karl Josef von Hefele, Histoire des Conciles d'après les documents originaux, Nouvelle traduction française faite sur la deuxième édition allemande par Dom H. Leclercq, Tome I, première partie, Paris 1907, pp. 298-326 Giovanni Domenico Mansi, Sacrorum Conciliorum nova et amplissima collectio, vol. II, Firenze 1759, coll. 513-540 Edward H. Landon, A Manual of Councils of the Holy Catholic Church, vol. I, John Grant, Edimburgo 1909, p. 23-25 X. Le Bachelet, v. Ancyre (Conciles d'), in «Dictionnaire de théologie catholique», vol. I, coll. 1173-1176

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