Autore del diario di viaggio intitolato Viaggio d'Italia da me fatto, canonico Giuseppe De Conti nel 1774 e 1775, del Giornale storico di Casale dall'anno 1785 al 1810, del Ritratto della città di Casale, della Traduzione in lingua monferrina della Gerusalemme Liberata del Tasso e di opere minori dialettali, di storia locale e sulla vita di Sant'Evasio.
Biografia Nato a Casale Monferrato il 26 maggio 1743, è il terzogenito del notaio Orazio Bartolomeo De Conti e di Antonia Margherita della Torre RezzonicoGli altri figli di Orazio e Antonia sono: Teresa Maria, Evasio (1739-1799), Vincenzo (1752-1822), Alberto (?-1808), Costanza (?-1820). Memorie famigliari per la casa Conti a Casale, Fondo De Conti 31/216, Archivio Storico Comunale di Casale..
Diventa chierico nel 1757, abbracciando una carriera ecclesiastica accompagnata da vera vocazione e da uno spirito molto vicino a quello del Giansenismo; si laurea "dottore d'ambe leggi ecclesiastica e civile" e manifesta una forte passione per la storia e la memorialistica, concretizzata nella raccolta e conservazione di un fondo archivistico vastissimo ed eterogeneo e testimoniata da una biblioteca vasta e varia Corino B., Giuseppe De Conti: erudito, storico, viaggiatore, tesi di laurea a.a. 1999-2000.
Nel 1765, insieme al fratello Evasio e a tre amici (Vincenzo Barziza, Giuseppe Cordera e Giovanni Battista Dalla Valle), fonda l'Accademia degli Operosi, che si proponeva come continuatrice dell'antica accademia letteraria intitolata prima agli ArgonautiAccademia fondata a Casale da Nicolò Franco Beneventano attorno al 1540. F. Valerani, Le Accademie di Casale nei secoli XVI e XVII, Alessandria, Società tipografica 1908 e poi agli IllustratiAccademia fondata a Casale da Stefano Guazzo nel 1560 circa. F. Valerani, Le Accademie di Casale nei secoli XVI e XVII, Alessandria, Società tipografica 1908. Probabilmente risale a questo periodo l'inizio della raccolta e trascrizione di componimenti poetici di autori vari e la composizione sonetti, canzoni, sciarade e dialoghi in versi: alcuni sono di argomento licenzioso e provocatorio, spesso critici nei confronti del mondo ecclesiastico; altri hanno carattere soprattutto occasionale, molti sono in dialetto monferrinoArchivio Storico Comunale di Casale, Fondo De Conti 55/264-60/320 e 61/321-62/336.. È attribuito al De Conti anche il dramma per musica in lingua monferrina intitolato La difesa di sei terre del Monferrato nella fuga del duca di MantovaL. Torre, Scrittori monferrini: note ed aggiunte al catalogo di Gioseffantonio Morano sino al 1897, Casale, tipografia G. Pane 1898..
Tra il 1774 e il 1775 compie un viaggio in occasione del Giubileo: la meta è Roma, ma l'occasione trasforma il pellegrinaggio in un vero grand tour che tocca le principali città italiane; durante questo viaggio, in compagnia dell'amico canonico Guazzo, redige un accurato diario che diventerà il manoscritto intitolato Viaggio d'Italia da me fatto, canonico Giuseppe De Conti nel 1774 e 1775Manoscritto conservato presso il Fondo Manoscritti della Biblioteca Civica di Casale.. Rientrato in patria, lo accoglie la notizia della morte del padre e da questo momento sarà lui a doversi occupare degli affari di famiglia.
Intanto, diventato canonico della cattedrale di Casale, riceve spesso incarichi dalla Curia che lo portano a soggiornare a Torino e ad avere contatti con personaggi come il canonico De GiovanniIgnazio De Giovanni (Moncalvo 1729- Casale Monferrato 1801), canonico, grande bibliofilo, instancabile ricercatore di cose rare. Tra il 1747 e il 1748, aveva frequentato il Collegio della Province di Torino, dove aveva incontrato Carlo Denina, a cui sarebbe rimasto legato da una solida amicizia per tutta la vita e come lui prese i voti. Sul finire degli anni Settanta gli fu affidato il canonicato di Casale Monferrato ma continuò a frequentare il mondo della cultura torinese, tenendo relazioni con i più importanti intellettuali e politici. Si dedicò a studi sulla lingua piemontese, scrivendo dei sonetti in piemontese e in dialetto monferrino, raccolti da Carlo Vidua. R. Coaloa, Il canonico Ignazio De Giovanni. Tra libri proibiti e testi letterari in rivistasavej.it/il-canonico-ignazio-de-giovanni-b70570377cb7 e Fondo De Conti 59/308, Archivio Storico Comunale di Casale, Dal Pozzo e Vidua.
Del 1798 è la Traduzione in lingua monferrina della Gerusalemme Liberata del Tasso e dello stesso periodo sono l'appartenenza allAccademia torinese degli Unanimi e l'invito che gli viene fatto dallAccademia degli Industriati affinché ne diventi membro.
È fondatore e direttore della Scuole Normali di CaritàLa costituzione delle Scuole Normali di Carità rientra nell'ambito delle istituzioni assistenziali che all'epoca di De Conti stavano assumendo nuovo impulso; il carteggio tra De Conti e il canonico giansenista Filippo Millo fa pensare che a ispirare l'istituzione casalese sia stato l'esempio delle opere caritative torinesi, tra cui l'Opera della Mendicità Istruita, di cui Millo era sostenitore. P. Stella, Il Giansenismo in Italia, I/III, Pas Verlag, Zurigo 1966, due istituti destinati a ospitare ed educare i ragazzi e le ragazze più poveri della città di Casale; si occupa della redazione dei piani di apertura e regolamenti delle due scuolePiano di apertura delle Scuole di Carità. Fondo De Conti 12/154 Archivio Storico Comunale di Casale e si interessa personalmente dei metodi educativi e didattici che vi vengono impiegati. Il suo sincero attaccamento a queste scuole è manifestato già nel 1795, quando scrive all'amico canonico RovidaFondo De Conti 27/204, Archivio Storico Comunale di Casale di aver predisposto che ricevessero in eredità "la casa e i mobili di Casale". È autore del breve manoscritto Istruzione per iscriver lettere e viglietti, come pure per mettere i caratteri grandi, i punti e le virgole a loro luogoFondo De Conti 60/310, Archivio Storico Comunale di Casale..
Con il fratello canonico Vincenzo, appassionato di matematica, si occupa dell'amministrazione dei beni di famiglia e della gestione della Cascina Grossa di CuccaroEdificio del XVII secolo, posseduto successivamente dalle famiglie Colombo, Avellani e De Conti. Ai fratelli Giuseppe e Vincenzo De Conti è dovuta la costruzione della chiesetta intitolata a S. Guido, annessa alla cascina. Fondo De Conti 31/216, Archivio Storico Comunale di Casale e LA-CASCINA-GROSSA.pdf, in www.cuccaroecolombo.it/wp-content/uploads/2012/09/, acquistata dal padre prima della sua nascita.
Per la Curia, prepara alcune relazioni e i piani per i lavori che si sarebbero svolti nella cattedrale: tre manifesti del 1792, 1806 e 1807 "per ottenere sussidio alla fabbrica della cappella di Sant'Evasio" e uno Stato della Abadie e Castelli dell'odierno circondario di CasaleFondo De Conti 8/119, Archivio Storico Comunale di Casale., esibito per la statistica del 1811. Riferito al duomo è anche il suo manoscritto intitolato Guida alle cose ragguardevoli della cattedrale di CasaleFondo De Conti 65/339, Archivio Storico Comunale di Casale..
Nel 1808 pubblica uno scritto su Sant' Evasio, già preceduto da ricerche di storia ecclesiastica locale e da pastoraliArchivio Storico Comunale di Casale, Fondo De Conti 64/362-65/400., intitolato Notizie della vita e del culto di Sant'Evasio proto-vescovo d'AstiNotizie della vita e del culto di Sant'Evasio proto-vescovo d'Asti, Torino, stamperia d'Ignazio Soffietti, 1808., ma le sue opere maggiori restano il Giornale storico della città di Casale dal 1795 al 1810G. De Conti, Giornale storico di Casale dall'anno 1785 al 1810, con prefazione e note di G. Giorcelli, Alessandria, Tipografia G. Chiari 1900 (in Rivista di Storia, Arte, Archeologia della Provincia di Alessandria, anno IX, fasc. 29, gennaio-marzo 1900. Documenti storici del Monferrato). e il Ritratto della città di CasaleG. De Conti, Ritratto della città di Casale, con prefazione e note di G. Serrafero, Casale, Rotary Club, tipografia Milano e C. 1966..
Scrive una Confutazione più diffusa della lettera contropologetica del signor Incisa contro il libro delle notizie della vita di Sant'Evasio da me scritta li 20 febbraio 1810 e trascrive Memorie storiche giornali dell'infelice Repubblica di Casale Monferrato nel 1811.
Nel 1814 è nominato Protonotario Apostolico e Vicario Generale CapitolareFondo De Conti 65/338, Archivio Storico Comunale di Casale..
Ormai anziano, si ritira alla Cascina Grossa di Cuccaro dove, a causa di un secondo "colpo apoplettico", passa "da questa a miglior vita... con morte tranquillissima"V. De Conti, Memorie famigliari, Fondo De Conti 15/183, Archivio Storico Comunale di Casale..
De Conti e il Giansenismo
Giuseppe De Conti viene considerato, insieme al fratello Vincenzo, uno dei maggiori rappresentanti del Giansenismo nella città di Casale Monferrato, anche in virtù degli incarichi svolti nell'amministrazione ecclesiastica e caritativa locale. Lui stesso si dichiarava “consanguineo” di Michele Gautier, “discepolo di Portoreale” e sostenitore di Giovanni Angelo BerganciniGiovanni Angelo Bergancini (Livorno Ferraris 1754- 1809), frequentò l'Università di Torino e fu professore di Filosofia nel R. Collegio e prefetto nel seminario vescovile di Casale. Si distinse come appassionato lettore di S. Agostino e sostenitore di Scipione de' Ricci. Venne denunciato da un gruppo di seminaristi per i suoi orientamenti giansenisti, per cui non poté ottenere la carica di canonico penitenziere e durante l'occupazione austro-russa fu costretto a fuggire per evitare la prigionia. P. Stella, Il Giansenismo in Italia, I/III, Pas Verlag, Zurigo 1966. Fu tuttavia fedele alla monarchia e in alcuni casi definito “cortigiano” poiché non cadde in disgrazia né durante il periodo austro-russo né quando la diocesi di Casale fu retta da vescovi antigiansenisti. In realtà De Conti seppe di volta in volta mantenere un prestigio personale anche grazie al sostegno della borghesia locale, che stava diventando la classe dirigente, poiché si presentava come oppositore alle pretese della nobiltà e sostenitore di banchieri e mercanti. Giuseppe De Conti sembra quindi rappresentare il ruolo di mediatore tra l'ambiente ecclesiastico locale e i gruppi più intransigenti dei “discepoli di S. Agostino”, l'anello di congiunzione tra la generazione del giansenismo settecentesco e quello post-rivoluzionario, in un momento di grande tensione tra giansenismo e antigiansenismo.
Opere Giornale storico di Casale dal 1785 al 1810
Probabilmente l'ultima opera di De Conti, composta durante i venticinque anni che vedono la città occupata successivamente dagli eserciti francese, imperiale e napoleonico. Nato come cronaca contemporanea ai fatti di cui si occupa, con il passare del tempo acquista grande rilevanza e diventa uno dei documenti più importanti per ricostruire gli avvenimenti che hanno fatto la storia della città; per questa ragione è stato pubblicato nel 1900 tra i Documenti Storici del Monferrato in un'edizione curata dal dottor Giuseppe Giorcelli. Fondamentali per la stesura dell'opera sono il materiale documentario raccolto nell'archivio di famiglia e la testimonianza diretta dell'autore ai fatti di cui scrive.
Ritratto della città di Casale
Composto nel 1794 e pubblicato nel 1966 a cura di Gabriele Serrafero, il documento è fonte primaria d'informazione per la ricostruzione della storia e della storia dell'arte della città di Casale; collocandosi cronologicamente quasi a metà del periodo considerato nel Giornale storico, ne costituisce una sorta d'appendice. L'intento dell'autore è quello di fornire una descrizione di tutto ciò che vi sia di rimarcabile in città, per immortalarne il volto in un momento storico di grandi cambiamenti.
Viaggio d'Italia