Biografia Nato in una famiglia di contadini a Muljava, un insediamento (naselja) situato nel comune di Ivančna Gorica, frequentò il ginnasio a Lubiana, quindi studiò filologia classica e slava a Vienna..
A diciassette anni pubblicò il suo primo lavoro: Il racconto del serpente bianco, nel quale è visibile l'influsso delle frequenti conversazioni e passeggiate fatte da bambino con il nonno, alla cui memoria dedicò due anni più tardi un volume di Ricordi di mio nonno, contenente racconti, fiabe e leggende appresi da lui..
Motivi erotici e folcloristici caratterizzano la sua produzione. Sotto l'influsso di Walter Scott si dedicò al racconto popolare e storico, pubblicando Jurij Kozjak, giannizzero sloveno e Domen, rispettivamente basati su vicende di storia slovena del XV e XVIII secolo, e contemporaneamente un racconto d'impressioni, Notte d'Autunno, ambientato fra i cacciatori sloveni.
Seguirono nel breve giro di pochi anni tre altri racconti: Jurij Kabila, Il contrabbandiere e Due amici, alcuni saggi poetici, Il castello di Rojinie, L'ingegnere del ministero, La figlia del giudice cittadino, per la maggior parte di soggetto storico, e il celebre Il decimo fratello. Ispirato all'opera omonima di Fran Levstik, a sua volta incentrata su una tradizione popolare, è la storia di Martino Spak, decimo figlio, il quale deve andare per il mondo a riscuotere la decima, cioè è destinato a una vita misera e nomade.. Il libro viene considerato il primo romanzo in lingua slovena, dal quale Mirko Polič trasse un'opera lirica.
Tra i maggiori rappresentanti della letteratura realistica slovena, nella sua produzione narrativa, ispirata in gran parte alle lotte tra sloveni e tedeschi, sono rinvenibili elementi del programma letterario di Fran Levstik, del quale Jurčič fu seguace: studio del popolo al fine di realizzare opere per il popolo. L'ambientazione dei suoi testi è quella della vita di campagna e i suoi protagonisti appartengono generalmente alla piccola borghesia.
Tra gli altri suoi lavori: Un montone citato in giudizio e Višnji Gori, di soggetto umoristico, Lo sgherro tedesco e il romanzo breve: Il figlio del vicino, ritratto della vita e dei costumi della campagna, che presenta una commistione di elementi romantici e realistici in una comune storia d'amore a lieto fine.
Dopo un lungo intervallo di attività prevalentemente giornalistica, durato dal 1868 al 1876, pubblicò ancora due racconti storici: Il figlio dell'imperatore contadino e Ivan Eruzen Tattenbach e successivamente: Il dottor Zober e Fra due sedie, Tugomer (una tragedia in versi, sulle lotte degli Slavi contro i Franchi del X secolo), il romanzo La bella Vida, ricavato da una popolare leggenda slovena, e Il fiore e il frutto.
Lasciò alcuni lavori incompiuti, come: I briganti, romanzo, ultimato dopo la sua morte su appunti da lui stesso lasciati, e Veronika Deseniska, tragedia tratta dalla vita dei conti sloveni di Celje.
Opere (elenco parziale)
Pripovedke o beli kači (1861) Spomini na deda (1863) Jurij Kozjak, slovenski janičar (1864) Deseti brat (1866) Veronika Deseniška (1881) Kozlovska sodba v Višnji Gori (1867)
Traduzioni in italiano
Note
Bibliografia
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