La prima guerra d'indipendenza scozzese fu il capitolo iniziale di una serie di combattimenti tra le forze inglesi e scozzesi che iniziarono nel 1296 e terminarono con la restaurazione scozzese de jure del Trattato di Edimburgo-Northampton nel 1328. De facto l'indipendenza venne raggiunta già dal 1314 con la Battaglia di Bannockburn. L'Inghilterra tentò di espandere la propria autorità sulla Scozia mentre gli scozzesi cercarono di combattere il governo inglese e la sua autorità in Scozia.
Il termine di "guerra d'indipendenza" non venne utilizzato all'epoca, ma è frutto della storiografia posteriore.
Antefatto Quando re Alessandro III(in gaelico medievale: Alaxandair mac Alaxandair; in moderno gaelico: Alasdair mac Alasdair) governava la Scozia, il suo regno era visto come un periodo di pace e stabilità economica. Il 19 marzo 1286, però, Alessandro morì cadendo dal suo cavallo. L'erede al trono fu la nipote di Alessandro, Margherita di Scozia. Dal momento che questa era appena una bambina e perlopiù non si trovava in Scozia, i lord scozzesi costituirono un governo di tutela. Margherita si ammalò nel viaggio verso la Scozia e morì nelle Orcadi il 26 settembre 1290. La mancanza di un erede chiaro al trono portò ad una guerra interna con molte famiglie che iniziarono a pretendere il trono.
Con la Scozia in aperta guerra civile, re Edoardo I d'Inghilterra venne chiamato dai nobili scozzesi ad arbitrare la situazione. Prima che ogni azione potesse ad ogni modo avere inizio, egli insistette per farsi proclamare signore supremo delle terre di Scozia. Già nel novembre del 1292, instaurò un grande tribunale feudale nel castello di Berwick-upon-Tweed, e prescelse John Balliol quale legittimo sovrano, dal momento che questi aveva le motivazioni legali più forti.
Edoardo chiese quindi a Balliol di prestare fedeltà alla corona inglese e come tale è facile intuire che John fu un re debole. Quando però John si rifiutò di porre il proprio omaggio feudale all'Inghilterra nel marzo del 1296, già alla fine del mese Edoardo invase Berwick-upon-Tweed, saccheggiando i villaggi al confine con la Scozia. Nell'aprile di quello stesso anno, gli scozzesi vennero sconfitti nella Battaglia di Dunbar ad East Lothian e dal luglio di quell'anno, Edoardo costrinse John ad abdicare. Il re istruì dunque i suoi ufficiali perché 1800 nobili scozzesi gli porgessero formalmente omaggio (molti di questi erano in realtà prigionieri di guerra all'epoca).
Andrew de Moray e William Wallace
L'ascesa di de Moray e Wallace In tutta la Scozia vi era uno scontento generale e i disordini aumentarono col potere esercitato dalla Corona inglese, come pure vi furono atti di defezione tra gli ufficiali inglesi. Nel 1297, le campagne si rivoltarono ed Andrew de Moray e William Wallace emersero come primi patrioti scozzesi.
Andrew de Moray era figlio di un proprietario terriero del nord, Sir Andrew de Moray di Petty. Andrew e suo padre vennero entrambi catturati dopo la Battaglia di Dunbar dell'aprile del 1296. Andrew il giovane venne inizialmente tenuto prigioniero presso il Castello di Chester al confine anglo-gallese, prigione da cui comunque riuscì a fuggire durante l'inverno del 1296-97. Tornò quindi al castello di suo padre ad Avoch a nord presso il Moray Firth, dove levò la bandiera del re di Scozia, John Balliol. Moray riuscì velocemente a raccogliere alcuni uomini e si mosse con una guerriglia mordi e fuggi, devastando molti castelli inglesi da Banff a Inverness. L'intera provincia di Moray fu ben presto in rivolta contro gli uomini di Edoardo I e ben presto Moray poté dedicarsi al resto della Scozia.
Wallace iniziò invece la sua storia nel maggio del 1297, quando uccise Sir William Haselrig, lo sceriffo inglese di Lanark, coi membri della sua guarnigione, aiutato probabilmente da Sir Richard Lundie. Quando la notizia dell'attacco di Wallace si diffuse in Scozia, molti iniziarono a seguirlo. I ribelli vennero supportati da Robert Wishart, vescovo di Glasgow, il quale era favorevole alla cacciata degli inglesi. La benedizione di Wishart diede a Wallace ed ai suoi patrioti un carattere rispettabile dal momento che in precedenza molti erano i nobili che li ritenevano semplicemente dei fuorilegge. A Wallace si unirono ben presto William Douglas the Hardy ed altri.
All'inizio di giugno, Wallace e Douglas pianificarono un attacco per liberare Scone, sede del giustiziere inglese in Scozia, William Ormesby. Fu da Scone, sito sacro per gli scozzesi, che William Ormesby dispensava la giustizia per conto degli inglesi. Ormesby ad ogni modo venne avvisato per tempo dell'imminente assalto di Wallace e riuscì a fuggire.
Quando seppe che tra gli insorti vi erano anche degli aristocratici, Edoardo I, pur impegnato in Francia, inviò dei fanti e dei cavalieri al comando di Sir Henry Percy e Sir Robert Clifford per risolvere il "problema scozzese". Ricevendo un rapporto secondo il quale Sir William Douglas era stato sconfitto, Edoardo scrisse a Robert Bruce, conte di Carrick, di attaccare la fortezza dei Douglas nel Lanarkshire. Portandosi a nord per combattere i Douglas, Bruce iniziò a pensare a quale fosse la cosa giusta da fare ed egli alla fine decise di seguire la causa scozzese, dicendo secondo la tradizione: "Nessun uomo ha con sé carte e sangue invano, e io non sono l'eccezione. Devo seguire il mio popolo e la nazione dove sono nato".
Bruce coi suoi uomini formò una confederazione assieme a James the Steward, Robert Wishart, vescovo di Glasgow e William Douglas. Inglesi e scozzesi si scontrarono nel luglio del 1297 presso Irvine. Apparentemente la rivolta aristocratica venne stroncata ancora prima del suo inizio, ma i capi scozzesi si impegnarono in lunghi e futili negoziati per guadagnare tempo così da consentire a Wallace di organizzare un vero e proprio esercito. Percy e Clifford erano ormai certi di aver schiacciato gli scozzesi e si ritirarono dunque a sud, solo per poi essere seguiti da Wallace e da Moray. Questi divisero le loro forze ed in breve tempo sconfissero il nemico e presero il castello di Dundee.
Mentre assediava il castello di Dundee, Wallace venne a sapere che un esercito inglese stava marciando verso nord, questa volta al comando del conte di Surrey. Wallace e Moray, riunitisi, si disposero presso le Ochil Hills appena sopra il fiume Forth a Stirling e si prepararono allo scontro con gli inglesi in battaglia. A quel tempo, Wallace e Moray avevano entrambi poco meno di trent'anni ma pochi erano pronti a chiamarli eroi.
Il ponte di Stirling ed il guardiano di Scozia
L'11 settembre 1297, le forze scozzesi, al comando di Moray e Wallace, si incontrarono con quelle del re d'Inghilterra, comandate da John de Warenne, conte di Surrey, nella Battaglia di Stirling Bridge. L'esercito scozzese si spiegò a nord-est del ponte, e lasciò che l'avanguardia dell'esercito di Surrey l'attraversasse prima di attaccarlo. La cavalleria inglese ebbe un ruolo ineffettivo presso il ponte e molti uomini finirono uccisi. Il ponte cadde quando i rinforzi tentarono di attraversarlo e gli inglesi sul lato opposto abbandonarono il campo di battaglia. Gli scozzesi ebbero perdite relativamente lievi, ma la morte per ferite di Andrew de Moray gettò un profondo sconforto tra essi. Stirling Bridge fu la prima vittoria chiave per gli scozzesi.
Dopo aver scacciato gli inglesi dalla Scozia, Wallace si rivolse all'amministrazione del paese. Una delle sue prime intenzioni era quella di ristabilire i legami commerciali e diplomatici con l'Europa e oltremare come all'epoca di Alessandro III. Negli archivi della città anseatica di Lubecca esiste un documento datato 11 ottobre 1297 e redatto in latino che risulta intestato "Andrew de Moray e William Wallace, capi del regno di Scozia e del reame", segno che il loro ruolo era riconosciuto ormai a livello internazionale
Ad una sola settimana di distanza dalla firma di quel documento, Wallace prese la spada per cercare di organizzare un'invasione dell'Inghilterra. Attraversando il Northumberland, gli scozzesi inseguirono l'esercito inglese a sud. Gli scozzesi devastarono la campagna attorno a Newcastle per poi portarsi nel Cumberland dove misero a ferro e fuoco Cockermouth; prima che Wallace riportasse i suoi uomini nel Northumberland gli scozzesi avevano incendiato 700 villaggi.
Nel marzo del 1298, Wallace venne creato cavaliere, venendo quindi incluso tra i nobili scozzesi, e nominato Guardiano del Regno di Scozia nel nome del re ormai esiliato John Balliol. Iniziò così i preparativi per un confronto diretto con Edoardo d'Inghilterra.
Nel gennaio del 1298, Filippo IV di Francia siglò una tregua con Edoardo che non includeva lo scenario bellico della Scozia, disertando così i suoi alleati scozzesi. Edoardo ritornò in Inghilterra dalla sua campagna militare in Francia nel marzo di quell'anno e riassemblò il suo esercito. Spostò la sede del suo governo a York ed il 3 luglio invase la Scozia, intenzionato a schiacciare Wallace e quanti con lui erano favorevoli all'indipendenza scozzese. Il 22 luglio, l'esercito di Edoardo attaccò le forze di Wallace presso Falkirk. L'esercito inglese, tecnologicamente più avanzato, ebbe la meglio e gli archi lunghi inglesi decimarono i picchieri di Wallace e la sua cavalleria gettando frecce da grande distanza. Molti scozzesi rimasero uccisi nella Battaglia di Falkirk anche se è impossibile definirne precisamente il numero. Anche se Edoardo non riuscì a sottomettere completamente la Scozia prima di fare ritorno in patria, la reputazione militare di Wallace ne uscì rovinata. Nel dicembre di quell'anno si dimise da guardiano della Scozia.
Da Falkirk alla fine Wallace venne succeduto come Guardiano del regno da Robert Bruce e John Comyn insieme, ma i due non riuscirono mai a conciliare le loro differenze e questo causò ulteriori problemi alla situazione politica scozzese. Nel corso del 1299, le pressioni diplomatiche da Francia e Roma persuasero Edoardo a rilasciare John Balliol alla custodia del papa. Il papato condannò inoltre l'invasione di Edoardo della Scozia nonché la sua occupazione territoriale con la bolla Scimus, Fili. La bolla ordinava ad Edoardo di desistere nei suoi attacchi e di iniziare invece dei negoziati con la Scozia, ma Edoardo ignorò la bolla completamente.
William Wallace venne inviato in Europa per cercare di ottenere ulteriori supporti alla causa scozzese. Si portò dapprima in Francia per cercare l'aiuto di Filippo IV e poi a Roma dal pontefice. William Lamberton, vescovo di St Andrews, venne nominato terzo guardiano neutrale tra Bruce e Comyn. Gli scozzesi ripresero il possesso del castello di Stirling.
Nel maggio del 1300, Edoardo I condusse una campagna verso Annandale e Galloway. Col successo degli inglesi a Falkirk, Edoardo si sentì sul punto di conquistare permanentemente la Scozia eliminando tutte le resistenze in loco. Gli inglesi presero il controllo del Castello di Caerlaverock ma, a parte piccole schermaglie non vi furono ulteriori resistenze. In agosto, il papa inviò una lettera nella quale ancora una volta chiese ad Edoardo di ritirarsi dalla Scozia. Per la mancanza di successi immediati, Edoardo concluse una tregua con gli scozzesi il 30 ottobre di quell'anno e fece ritorno in Inghilterra coi suoi uomini.
Sempre in quell'anno, Robert Bruce si dimise dal proprio incarico e venne rimpiazzato da Sir Ingram de Umfraville. Nel maggio del 1301, de Umfraville, John Comyn e William Lamberton diedero tutti le dimissioni congiuntamente e vennero rimpiazzati da Sir John de Soules come solo guardiano. Soules venne nominato in gran parte perché non era schierato con nessuna fazione e si era distinto come patriota. Fu un guardiano particolarmente attivo e fece molti sforzi perché John Balliol potesse ritornare al trono scozzese.