Noto per la sua prosa complessa, visionaria e volutamente asfissiante, caratterizzata da frasi lunghe e densehttps://www.leparoleelecose.it/la-discesa-su-questa-china-intervista-a-laszlo-krasznahorkai/, Krasznahorkai è considerato dalla critica il più importante scrittore ungherese vivente e uno tra i maggiori autori europei. Le sue opere, spesso ambientate in contesti oscuri e apocalittici, affrontano temi di decadenza, caos, alienazione e disintegrazione sociale.

Biografia Krasznahorkai nasce in Ungheria orientale in una famiglia ebrea della classe media. Suo padre, György Krasznahorkai, era avvocato, mentre sua madre, Júlia Pálinkás, era un'impiegata in un ente di previdenza sociale. L’origine ebraica della famiglia gli è stata tenuta nascosta fino a quando non ha compiuto undici anni. Si diploma nel 1972 al liceo Erkel Ferenc, con specializzazione in latino classico. Inizia gli studi di legge nel 1973 all’Università József Attila (oggi Università di Szeged). Nel 1976 si trasferisce all’Università Eötvös Loránd (ELTE) di Budapest, dove prosegue fino al 1978. Dal 1978 al 1983 studia lingua e letteratura ungherese presso la Facoltà di Lettere dell’ELTE, conseguendo la laurea con una tesi sullo scrittore Sándor Márai e il suo esilio dopo il 1948. Durante gli studi lavora presso la casa editrice Gondolat Könyvkiadó.

Krasznahorkai lascia l’Ungheria nel 1987 grazie a una borsa di studio DAAD a Berlino Ovest. Dopo la caduta del blocco orientale, vive in isolamento in diverse parti del mondo. I viaggi in Mongolia e Cina hanno ispirato i libri The Prisoner of Urga e Destruction and Sorrow Beneath the Heavens, mentre soggiorni prolungati a Kyoto negli anni Novanta e Duemila hanno influenzato stile e temi delle sue opere. Durante la scrittura di Guerra e Guerra, Krasznahorkai è stato ospite del poeta statunitense Allen Ginsberg nel suo appartamento di New York che lo ha aiutato a sviluppare una tecnica narrativa che ha contribuito a creare un "sfondo neutro" per il romanzo, facilitando la focalizzazione sulla storia e sui personaggi.

Carriera letteraria Il romanzo d’esordio di Krasznahorkai, Sátántangó (1985), è ambientato in un villaggio ungherese in rovina ed è noto per la sua struttura frammentaria e le frasi lunghissime, che creano un senso di tempo sospeso e claustrofobia. La narrazione esplora il collasso morale e sociale, con personaggi intrappolati in una routine alienante, e la critica lo considera un classico della letteratura postmoderna europea. Quattro anni dopo, nel 1989, pubblica Melanconia della resistenza, ambientato in una cittadina in crisi. Il romanzo combina satira sociale, elementi grotteschi e atmosfera apocalittica, esplorando temi come potere, paura e alienazione. L’uso di frasi molto lunghe contribuisce a un ritmo ipnotico, consolidando la fama internazionale dell’autore. L’opera riceve il Premio SWR Best List nel 1993.

Negli anni successivi Krasznahorkai continua a sviluppare la sua visione letteraria: Seiobo There Below (2008), raccolta di racconti tradotta in inglese e vincitrice del Best Translated Book Award nel 2013 e 2014, esplora arte, spiritualità e decadenza umana attraverso una struttura frammentaria. War and War (1999) è il primo, tra i suoi romanzi, a essere tradotto in numerose lingue; presenta una narrazione ossessiva e avvolgente che segue il protagonista nella sua ricerca di pubblicare un manoscritto in un mondo caotico e ostile, un percorso spesso letto come metafora della tensione tra arte e distruzione. Nello stesso anno pubblica Destruction and Sorrow Beneath the Heavens, ispirato ai suoi viaggi in Mongolia e Cina, in cui la prosa lunga e circolare restituisce una sensazione di epicità e catastrofe inevitabile.

Il riconoscimento internazionale arriva nel 2015, quando Krasznahorkai riceve il Man Booker International Prize, diventando il primo autore ungherese a ottenere tale premio; vi sarà nuovamente candidato nel 2018. Nel 2020 è stato insignito del Premio Bortrund di Minsk per «l'impegno nella sua engaging storytelling». Nel 2021 riceve il Premio di Stato austriaco per la letteratura europea. Il 9 ottobre 2025 gli viene assegnato il Premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione:

È il secondo autore ungherese a ricevere questo premio dopo Imre Kertész premiato nel 2002. Parallelamente alla carriera letteraria, Krasznahorkai collabora con il regista Béla Tarr come sceneggiatore di cinque film, tra cui gli adattamenti di Sátántangó, Le armonie di Werckmeister (2000) e The Turin Horse (2011). Ha inoltre lavorato con l’artista Max Neumann a opere illustrate come Chasing Homer (2021), con colonna sonora originale di Szilveszter Miklós.

Stile e influenze Krasznahorkai è noto per romanzi complessi e impegnativi, spesso descritti come postmoderni, caratterizzati da prosa densa e stile ipnotico con frasi molto lunghe e pochi punti di sospensione. La critica sottolinea toni apocalittici e visionari, con esplorazioni ricorrenti del collasso sociale, della decadenza e dell’alienazione dell’individuo, nonché della lotta tra ordine e disordine, tutto ciò spesso filtrato attraverso scene che sfiorano l’onirico o caratterizzazioni grottesche.

Le opere dell’autore affrontano temi di caos, disintegrazione sociale e malinconia, e sono considerate dalla critica tra le più significative della letteratura europea contemporanea. Tra le influenze principali figurano Franz Kafka, Thomas Bernhard e Samuel Beckett, senza dimenticare Dostoevskij e Lowry. Critici come Susan Sontag lo hanno definito «il maestro ungherese contemporaneo dell’apocalisse, che invita a confronti con Gogol e Melville», mentre W. G. Sebald ha scritto che «l’universalità della visione di Krasznahorkai rivaleggia con Le anime morte di Gogol' e supera di gran lunga tutte le minori preoccupazioni della scrittura contemporanea».

La scrittura di Krasznahorkai è spesso descritta come “difficile e impegnativa”, con temi distopici e malinconici. Il critico James Wood ha evidenziato la presenza di una “paralisi dinamica”, con frasi lunghe e digressive che evocano un impulso beckettiano sopraffatto da inclinazioni ossessive. L’autore e traduttore George Szirtes ha paragonato la sua prosa a una “lava tipografica”, una massa viscosa e profusa di rovina e distruzione imminente.

Un esempio emblematico del suo stile è il romanzo La malinconia della resistenza, ambientato in una cittadina ungherese in rovina, con un’atmosfera catastrofica, treni irregolari, strade desolate e abitanti nervosi, che riflette pienamente i temi ricorrenti della sua narrativa.

Vita privata Krasznahorkai è stato sposato con Anikó Pelyhe dal 1990 fino al divorzio. Nel 1997 ha sposato Dóra Kopcsányi, sinologa e grafica, da cui ha avuto tre figli. Vive in isolamento sulle colline di Szentlászló ma trascorre periodi anche in Germania e a Trieste, dove durante i suoi soggiorni frequenta il Caffè San Marco .

Opere Romanzi Sátántangó (1985) Satantango, trad. di Dóra Várnai, Collana Narratori stranieri, Bompiani, Milano, 2016, ISBN 978-88-452-8329-1. Az ellenállás melankóliája (1989) Melancolia della resistenza, trad. di Dóra Mészáros e Bruno Ventavoli, Collana I Fuochi, Zandonai, Rovereto, 2013, ISBN 978-88-982-5501-6; Collana Letteraria straniera, Bompiani, Milano, 2018, ISBN 978-88-452-9588-1. Az urgai fogoly (1992) Háború és háború (1999) Guerra e guerra, trad. di Dóra Várnai, Collana Narrativa straniera, Bompiani, Milano, 2020, ISBN 978-88-301-0444-0. Rombolás és bánat az Ég alatt (2004) Báró Wenckheim hazatér (2016) Il ritorno del barone Wenckheim, trad. di Dóra Várnai, Collana Narrativa straniera, Bompiani, Milano, 2019, ISBN 978-88-452-9599-7. Herscht 07769 (2021) Herscht 07769, trad. di Dóra Várnai, Collana Narrativa straniera, Bompiani, Milano, 2022, ISBN 978-88-301-0920-9. Zsömle odavan (2024) Pagnotta non c'è più, trad. di Dóra Várnai, Collana Narrativa straniera, Bompiani, Milano, 2026, ISBN 978-88-301-5259-5. Racconti e novelle

Kegyelmi viszonyok (1986) Megjött Ézsaiás (1998) È arrivato Isaia, trad. di Dóra Várnai, in: in Guerra e guerra Északról hegy, Délről tó, Nyugatról utak, Keletről folyó (2003) Seiobo járt odalent (2008) Seiobo è discesa quaggiù, trad. di Dóra Várnai, Collana Letteraria straniera, Bompiani, Milano, 2021, ISBN 978-88-452-9491-4. Az utolsó farkas (2009) Megy a világ (2013) Avanti va il mondo, trad. di Dóra Várnai, Collana Narrativa straniera, Bompiani, Milano, 2024, ISBN 978-88-301-1935-2.

Saggistica A Théseus-általános (1993) Este hat; néhány szabad megnyitás (2001), saggi Krasznahorkai Beszélgetések (2003), raccolta di interviste Nem kérdez, nem válaszol. Huszonöt beszélgetés ugyanarról (2012), raccolta di interviste A Manhattan-terv (2018)

Sceneggiature Perdizione (Kárhozat), regia di Béla Tarr (1988) Satantango (Sátántangó), regia di Béla Tarr (1994) Le armonie di Werckmeister (Werckmeister harmóniák), regia di Béla Tarr (2000) L'uomo di Londra (A Londoni férfi), regia di Béla Tarr (2007) Il cavallo di Torino (A torinói ló), regia di Béla Tarr (2011)

Note

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Categoria:Ebrei ungheresi Categoria:Studenti dell'Università Loránd Eötvös