Hyloxalus alessandroi () è un anfibio anuro appartenente alla famiglia dei Dendrobatidi.

Etimologia L'epiteto specifico è stato dato in onore di Alessandro Catenazzi.

Descrizione Dal punto di vista morfologico, la specie è simile a Hyloxalus mcdiarmidi, ma se ne distingue per le differenze nell'estensione della palmatura delle dita, nelle dimensioni generali (in particolare per la lunghezza muso-cloaca e la lunghezza della tibia), nel diametro del timpano e per i pattern della colorazione ventrale e dorsale. Caratteristica distintiva dei maschi adulti di questa specie è il rigonfiamento del terzo dito della zampa anteriore.

Biologia Come in molte specie della sua famiglia, la riproduzione prevede la deposizione delle uova a terra, al riparo nella lettiera forestale; una volta schiuse, i girini vengono trasportati sul dorso dagli adulti (tipicamente dai maschi) fino alle raccolte d'acqua, dove completano lo sviluppo. Il richiamo di avvertimento emesso dai maschi è costituito da coppie di suoni ripetute ritmicamente. Queste emissioni vocali vengono protratte in serie che possono superare i 300 richiami consecutivi, con l'energia spettrale massima concentrata tra i 3400 e i 4320 Hz.

Distribuzione e habitat È un endemismo del Perù. Si trova a Kosñipata, nella provincia di Paucartambo (regione di Cusco), e a San Gaban, nella Provincia di Carabaya (regione di Puno), ad altitudini comprese tra gli 820 e i 1480 metri sul livello del mare. Il suo habitat naturale è costituito dalla foresta nebulosa primaria lungo le pendici orientali delle Ande.

Conservazione In passato classificata come "Dati Insufficienti", la Lista rossa IUCN classifica la specie Hyloxalus alessandroi tra quelle in pericolo (Endangered). Il declino della popolazione è legato alla perdita del suo habitat a causa dell'espansione dell'agricoltura (come le piantagioni di caffè) e al rischio di infezioni da chitridiomicosi, una malattia fungina ad alta mortalità per molti anfibi andini. La specie non viene documentata all'interno del Parco nazionale di Manu dal 1999.

Tassonomia La specie era inserita precedentemente nei generi Colostethus e Allobates.

Note

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Categoria:Dendrobatidae Categoria:Fauna endemica del Perù Categoria:Taxa descritti nel 2001