Larcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie () è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi di Bari-Bitonto appartenente alla regione ecclesiastica Puglia. Nel 2023 contava battezzati su abitanti. È retta dall'arcivescovo Leonardo D'Ascenzo.
Gli arcivescovi, oltre al titolo proprio, hanno unito il titolo di Nazareth (Nazarenus).
Patroni Sono patroni dell'arcidiocesi: san Nicola Pellegrino per Trani, san Ruggero di Canne, vescovo, per Barletta, santi Mauro, Sergio e Pantaleone, martiri, per Bisceglie. La Madonna dello Sterpeto è venerata come compatrona dell'arcidiocesi.
Territorio L'arcidiocesi comprende sette centri pugliesi: oltre alle tre città titolari di Trani, Barletta e Bisceglie annovera anche i comuni di Corato, Margherita di Savoia, San Ferdinando di Puglia e Trinitapoli. Eccetto Corato, che appartiene alla città metropolitana di Bari, gli altri comuni fanno parte della provincia di Barletta-Andria-Trani.
Sede arcivescovile è la città di Trani, dove si trova la cattedrale di Santa Maria Assunta. A Barletta e a Bisceglie sorgono le concattedrali della diocesi, dedicate rispettivamente a Santa Maria Maggiore e a San Pietro Apostolo.
Il territorio si estende su ed è suddiviso in 66 parrocchie, raggruppate in 5 zone pastorali, che, a partire dal 2 giugno 2005, hanno assunto la seguente denominazione: zona pastorale "San Nicola, il pellegrino", in Trani. zona pastorale "San Ruggero", in Barletta; zona pastorale "Santi Mauro, Sergio, Pantaleo" in Bisceglie; zona pastorale "San Cataldo", in Corato; zona pastorale "Santissimo Salvatore-Madonna di Loreto-San Ferdinando Re" in Margherita di Savoia, Trinitapoli, San Ferdinando di Puglia.
Storia L'odierna arcidiocesi nasce nel 1986 dall'unione di tre precedenti sedi: l'arcidiocesi di Trani, attestata a partire dall'inizio del VI secolo, la diocesi di Bisceglie, fondata nell'XI secolo, e l'arcidiocesi di Barletta, eretta nel 1860.
Trani La diocesi di Trani fu eretta in epoca antica. La tradizione petrina, comune a molte diocesi pugliesi e dell'Italia meridionale, attribuisce la fondazione della diocesi all'apostolo san Pietro. Incerta è la storicità dei santi Redento e Magno che le tradizioni locali riconoscono come protovescovi della diocesi tranese. Alcuni codici del martirologio geronimiano menzionano un san Magno il 19 agosto in Fabrateria vetus, ma ne parlano sempre come martire e mai come vescovo. Di Magno esistono poi due passioni relativamente recenti; nella prima Magno è un martire di Cesarea di Cappadocia morto sotto Aureliano il 19 agosto; nella seconda è un pastore di Trani, convertitosi al cristianesimo e battezzato dal sanctus sacerdos (vescovo?) Redento, in seguito diventa vescovo della città, ma a causa delle persecuzioni deve fuggire, e muore martirizzato nel 251.Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII, pp. 300-301.
La diocesi è storicamente documentata a partire dalla fine del V secolo. Il primo vescovo noto è Eutizio (o Eutichio), che prese parte ai concili simmachiani del 501 e del 502; avrebbe preso parte anche alla consacrazione della basilica di San Michele Arcangelo sul Gargano nel 493, ma questa tradizione è frutto di leggende medievali.Lanzoni, Le diocesi d'Italia…, p. 301. Non si conoscono più vescovi di Trani, eccetto alcuni apocrifi, fino al IX secolo; in una carta dell'834 è documentato Auderis S. Dei genitricis virg. Mariae sedis Tranensis e il suo predecessore Leopardo.Kehr, Italia pontificia, IX, p. 289.
All'epoca bizantina appartennero i vescovi Giovanni I, Rodostamo, Crisostomo e Giovanni II, documentati dal 952 al 1059; in questo periodo la sede dipendeva dai patriarchi di Costantinopoli. Rodostamo, nel 983, è il primo prelato tranese che si fregiò del titolo di arcivescovo. Giovanni II, destinatario di una lettera contro gli abusi dei latini di Leone di Ocrida (1053), fu coinvolto nello scisma d'Oriente e per questo motivo deposto da papa Niccolò II nel concilio di Melfi del 1059.
Nella seconda metà dell'XI secolo Trani fu occupata definitivamente dai Normanni. In questo contesto la diocesi fu elevata al rango di arcidiocesi metropolitana di rito latino con papa Alessandro II nel 1063Kehr, Italia pontificia, IX, p. 291, nº 3.. Il Liber Censuum della fine del XII secolo le attribuisce due diocesi suffraganee, Andria e Bisceglie; appartenevano all'arcidiocesi anche le città di Barletta e di Corato. Il primo arcivescovo latino fu Bisanzio I, il cui episcopato segnò tutta la seconda metà del secolo XI; nel 1071 prese parte alla consacrazione della chiesa abbaziale di Montecassino e nel 1099 ricevette da papa Urbano II la bolla di canonizzazione di san Nicola Pellegrino, patrono dell'arcidiocesi.
All'arcivescovo Bisanzio I si deve anche la costruzione del sacello per ospitare le spoglie di san Nicola Pellegrino; su questo venne edificata nel corso del XII secolo l'imponente cattedrale in stile romanico pugliese. La fase decisiva della costruzione si ebbe presumibilmente tra il 1159 e il 1186 sotto l'impulso dell'arcivescovo Bertrando II, mentre verso il 1200 il completamento era da considerarsi raggiunto, eccezion fatta per il campanile.
Numerosa era la presenza religiosa nel territorio diocesano. A Trani v'erano una decina di monasteri benedettini di cui 8/9 maschili e 2/3 femminili; a Barletta ve n'erano cinque, ed inoltre si conta anche la presenza di cisterciensi, celestini e celestine, verginiani ed olivetani. Un altro monastero di celestine si trovava a Corato. A Trani sorgevano anche comunità di templari, di gerosolimitani e di teutonici; questi ultimi due ordini erano presenti anche a Barletta. Maggiore era la presenza degli ordini mendicanti nei tre centri dell'arcidiocesi tranese: c'erano francescani, domenicani, osservanti, agostiniani, terziarie francescane, clarisse, carmelitani e trinitari.Informazioni dal sito Beweb - Beni ecclesiastici in web. Per approfondire:
Nel XV secolo papa Martino V unì la diocesi di Salpi, eretta nel V secolo, all'arcidiocesi di Trani. Lo stesso papa nel 1424 dispose l'unione della diocesi di Canne, fino ad allora suffraganea dell'arcidiocesi di Bari, all'arcidiocesi di Trani, ma il provvedimento non ebbe effetto e nel 1449 la diocesi di Canne fu unita all'arcidiocesi di Nazareth. Nel 1523 la sede di Salpi fu separata da Trani, ma fu poi definitivamente soppressa nel 1547, aggregandone il territorio all'arcidiocesi di Trani; da questo momento gli arcivescovi di Trani porteranno il titolo Salpensis fino agli Anni Quaranta del Novecento. Il territorio dell'arcidiocesi tranese aumentò così con l'annessione del territorio di Casale della Trinità, oggi Trinitapoli.
A partire dalla metà del Cinquecento, i presuli tranesi cercarono, attraverso visite pastorali e sinodi, di attuare le riforme volute dal concilio di Trento. Sono noti a Trani diversi sinodi, celebrati fra il 1565 ed il 1793, di cui due provinciali (1565 e 1589). I sinodi diocesani furono celebrati da Scipione da Tolfa (diversi sinodi), Diego Álvarez (1617), Tommaso Anchora (1638 e 1643), Pietro de Torres (1703) e Luigi Trasmondi 1793).Elenco dei sinodi in: Libro sinodale. Per una Chiesa mistero di comunione e di missione, p. 17.
L'arcivescovo che maggiormente si impegnò nella riforma dell'arcidiocesi fu Scipione da Tolfa (1576-1592). Nel 1589 indisse un concilio provinciale che si articolò in quattro sessioni, dove vennero affrontate diverse tematiche: la professione di fede (prima sessione), aspetti relativi alla cura delle anime, le feste e i sacramenti (seconda sessione), il matrimonio, la riforma del clero secolare e regolare, i luoghi di culto, i doveri degli insegnanti (terza sessione), il dovere della residenza episcopale, la predicazione, gli abusi (quarta sessione). Nella sua relazione per la visita ad limina del 1590 il presule ricorda le numerose visite apostoliche alla sua arcidiocesi e i diversi sinodi da lui celebrati per l'osservanza dei decreti tridentini.
Altro arcivescovo riformatore fu il domenicano spagnolo Diego Álvarez (1607-1634). Nel 1617 celebrò il sinodo diocesano, il primo di cui si conoscono gli atti e i decreti, pubblicati nel 1622. Sono due i punti principali su cui si è concentrata l'attività legislativa e riformatrice di questo sinodo: «affermare la centralità della parrocchia, cui deve essere riportata per intero l'amministrazione dei sacramenti (vedi il divieto di celebrare il matrimonio nei monasteri delle suore o nelle chiese dei regolari); delineare la figura del "buon sacerdote", adeguatamente formato, che indossa l'abito clericale, che non partecipa a giochi e feste mondane, che non porta armi e non si dedica agli affari secolari, che si comporta con il decoro che attiene al suo stato sia in chiesa che per strada, che segue le disposizioni previste per il confessionale».
Il primo seminario arcivescovile fu fondato dallo stesso Álvarez nel 1627, ma non ebbe molta fortuna. Stessa sorte toccò al seminario istituito nel 1695 dall'arcivescovo Pietro de Torres. Durante l'episcopato di Domenico Andrea Cavalcanti venne eretto un terzo seminario, dotato delle rendite sufficienti per la sua sussistenza, ed inaugurato nel 1765.
Malgrado le indicazioni tridentine, a Trani a lungo la cattedrale rimase anche l'unica parrocchia della città, mentre a Barletta ne fu eretta una seconda nel 1594. Causa l'assenza dell'istituzione parrocchiale, l'assistenza religiosa e sacramentale della popolazione, in costante aumento, fu garantita dalle comunità religiose e dalle confraternite, presenti numerose sul territorio diocesano. Accanto agli antichi ordini, l'arcidiocesi vide l'arrivo dei cappuccini, dei carmelitani scalzi, dei Servi di Maria, dei fatebenefratelli, dei gesuiti e dei teatini. «Fino alla fine del Settecento aumentò il numero delle confraternite: Trani ne contava diciassette, Barletta diciotto, Corato nove, Casale della Trinità tre».Dal sito Beweb - Beni ecclesiastici in web.
Il 27 giugno 1818, con la bolla De utiliori, papa Pio VII soppresse l'arcidiocesi di Nazareth e la diocesi di Canne, e ne aggregò il territorio all'arcidiocesi di Trani. Contestualmente, agli arcivescovi tranesi fu data l'amministrazione perpetua della diocesi di Bisceglie. Andria rimase perciò l'unica suffraganea di Trani. Con queste modifiche, il territorio dell'arcidiocesi comprendeva gli abitati di Trani, Barletta, Bisceglie, Corato, Casale della Trinità, Saline, Zapponeta, e contava nel 1825 abitanti.
Nel 1860 Barletta fu staccata da Trani ed eretta in arcidiocesi, unita aeque principaliter con quella di Trani. Da questo momento, i prelati tranesi furono anche arcivescovi di Barletta oltre che amministratori di Bisceglie. Inoltre, dal 1828, con la bolla Multis quidem di papa Leone XII, a ricordo dell'antica arcidiocesi, era stato restaurato il titolo di Nazareth, concesso in perpetuo agli arcivescovi di Trani.
Nel 1907 l'arcivescovo Francesco Paolo Carrano dette avvio alla riorganizzazione parrocchiale dell'arcidiocesi, ed istituì le prime tre parrocchie nella città di Trani, oltre a quella della cattedrale. Tra le figure di spicco del Novecento, si ricorda in particolare l'arcivescovo Francesco Petronelli, «decorato con medaglia d'argento nel 1943 da Vittorio Emanuele III per aver salvato (18 settembre 1943) cinquanta cittadini tranesi dalla fucilazione dei tedeschi, dopo essersi offerto egli stesso al plotone d'esecuzione».
Nel 1976 Giuseppe Carata fondò l'Istituto superiore di cultura cristiana per favorire fra i laici lo studio delle discipline teologiche; nel 1977 divenne "Istituto di scienze religiose" e nel 2006 "Istituto superiore di scienze religiose". Al Carata si deve anche la fondazione del museo diocesano di Trani (1975) e di quello di Bisceglie (1980).