L'area normalmente e genericamente indicata come "Tombe dei Nobili" comprende, di fatto, l'intera area tebana sulla riva occidentaleI campi della Duat, ovvero l'aldilà egizio, si trovavano, secondo le credenze, proprio sulla riva occidentale del grande fiume. del Nilo dinanzi alla città di LuxorNella sua epoca di utilizzo, l'area era nota come "Quella di fronte al suo Signore" (con riferimento alla riva orientale, dove si trovavano le strutture dei Palazzi di residenza dei re e i templi dei principali dei) o, più semplicemente, "Occidente di Tebe".. destinata a sepolture di nobili e funzionari connessi alle case regnanti, specie della XVIII-XIX e XX dinastia (confluenti nel Nuovo Regno). L'area venne tuttavia sfruttata, come necropoli, fin dall'Antico Regno e, successivamente, sino al periodo Saitico (con la XXVI dinastia) e Tolemaico.

Le tombe censite (benché ad oggi non tutte individuabili sul terreno) sono oltre 400. Erano originariamente contrassegnate da uno o più coni funerari in argillaI primi esempi di coni funerari risalgono alla XI dinastia, ma non sono iscritti. Originariamente policromi e lunghi fino ad oltre 50 cm, diminuiscono di dimensioni durante il Nuovo Regno. L'uso di tali manufatti è limitato, per quanto è dato di sapere, alla sola area tebana. L'alto numero di ritrovamenti, oltre 400, di cui solo una minima parte assegnabile a precise sepolture, è sintomatico della gran quantità di tombe mai scoperte, o andate distrutte nel corso dei millenni. La più vasta raccolta di coni funerari si trova presso il Petrie Museum di Londra. infissi nella parete anteriore, che indicavano il nome, il titolo dell'occupante e, talvolta, brevi preghiere. Benché siano ad oggi stati recuperati oltre 400 coni funerari, solo per 80 di essi è stato possibile individuare la collocazione originaria.

Anche se non rientranti nella categoria dei "nobili", si è soliti comprendere in tale ampia localizzazione e denominazione anche le necropoli degli operai e delle maestranze di Deir el-Medina che realizzavano le sepolture, specie reali, e che delle tombe curavano la manutenzione.

Si tratta nel complesso di sette distinte necropoli: el-Assasif: situata a sud della necropoli di Dra Abu el-Naga, nella piana di Deir el-Bahari, ospita prevalentemente sepolture della XVIII - XXV e XXVI dinastia. el-Khokha: sita nella piana di Deir el-Bahari, a poca distanza dalla necropoli di el-Asassif, ospita oltre 50 tombe della XVIII-XIX e XX dinastia, nonché 3 del Primo Periodo Intermedio. el-Tarif: posta quasi all'ingresso della Valle dei Re, la necropoli di el-Tarif è la più antica dell'area tebana. e ospita tombe del tardo Primo Periodo Intermedio, del Medio Regno e del Secondo periodo intermedio, nonché mastabe attribuite ai principi locali risalenti all'Antico Regno (IV e V dinastia).. Dra Abu el-Naga: ospita oltre 150 sepolture suddivise in due aree; l'una risalente al Medio Regno costituita da circa 100 tombe, e l'altra del Nuovo Regno da 60. Qurnet Murai: situata nei pressi del villaggio operaio di Deir el-Medina, si tratta di una piccola necropoli che ospita tombe di funzionari della XVIII-XIX-XX dinastia, nonché una del periodo tolemaico e una del periodo Saitico (XXVI dinastia). Sheikh Abd el-Qurna: situata sull'altura che sovrasta la piana di Deir el-Bahari ed i complessi templari di Mentuhotep II, dell'XI dinastia, Thutmose III e Hatshepsut della XVIII, ospita pochissime tombe dell'XI e XII dinastia, nonché circa 150 della XVIII-XIX-XX dinastia. Necropoli degli operai di Deir el-Medina: si tratta delle sepolture degli operai che operavano nella Valle dei Re. Tombe ad architettura cosiddetta "composita" in cui la sovrastruttura è costituita da una piccola piramide costruita in materiale povero e deperibile e da un ipogeo con un vano sotterraneo coperto da una volta a mattoni.

Topografia dei luoghi La riva occidentale del Nilo, ove si trovano le necropoli, presenta una fascia di terra coltivata (che in passato era soggetta alle benefiche inondazioni nilotiche) larga circa 2 km; segue, con il naturale innalzamento del terreno verso le colline, una fascia sterile che per prassi e come in altre aree del paese, non essendo utile alla coltivazione, veniva destinata alle necropoli.. Ulteriore vantaggio derivava dalla stessa aridità che garantiva maggiore durata dei sepolcri. L'importanza dell'area funeraria è affermata, come per la città di Luxor, specie in Periodo ramesside dalla presenza di un funzionario che recava il titolo di "sindaco (governatore) della città dell'Occidente".

In corrispondenza di Karnak, che si trova sulla sponda orientale del Nilo, si trova, quasi all'imboccatura della Valle dei Re, la necropoli più antica di el-Taref seguita immediatamente da Qurna e, procedendo da nord verso sud.: Dra Abu el-Naga, el-Assasif, Deir el-Bahari, El-KhokhaÈ incerto il significato del termine Assasif, mentre "favo" è la traduzione del termine Khokha. seguita da Sheikh Abd el-Qurna che un ampio vallone separa da Qurnet Marai dominata da una collina su cui si innalza il monastero copto che dà il nome alla retrostante valle di Deir el-Medina. Proseguendo verso sud si incontra la Valle delle RegineBab el-Malikat., mentre ad est si trova Medinet Habu, con il tempio funerario di Ramses III a sud del quale si trova l'immensa areaIl palazzo di Malkata occupava un'area di circa . occupata dal Palazzo reale di Amenhotep III, Malkata.

Storia della riscoperta Di fatto, salvo rare eccezioni, la presenza delle sepolture nell'area tebana è sempre stata nota quanto meno alle popolazioni locali, che ne avevano fatto spesso abitazione, ricovero per animali o cave per materiale da costruzioneTra gli anni quaranta e cinquanta del Novecento, uno degli architetti più famosi dell'Egitto, Hassan Fathy, progettò e realizzò un insediamento abitativo più prossimo alle sponde del Nilo, Qurna Girdida. Intento del governo era quello di trasferirvi la popolazione dei piccoli insediamenti che ancora occupavano le aree archeologiche causando notevoli danni anche a seguito degli scavi abusivi. L'"esperimento" non ebbe successo e le popola zioni locali occuparono solo in minima parte il nuovo abitato.. Solo tuttavia con l'apertura massiccia dell'Egitto ai viaggiatori occidentali, intorno all'Ottocento, si iniziarono attività più distruttive degli apparati architettonici e artistici.. In tal senso deve intendersi che non si possa trattare tout court di scoperta, bensì di riscoperta dell'area e delle sepolture.

Nel corso dei millenni molte tombe erano state tuttavia usurpate o riutilizzate fino al periodo romano ed oltre. Successivamente, nel periodo copto, sulle tombe o all'interno delle stesse, o sugli alti cumuli di terra da riporto derivanti dagli scavi abusivi, vennero erette alcune strutture chiesastiche o monasteriali, in arabo "deir", che diedero, peraltro, il nome ad alcune delle necropoli Si vedano Deir el-Medina, ovvero Monastero della città, o Deir el-Bahari, Monastero del nord..

Primo viaggiatore occidentale che raggiunse Tebe e le necropoli fu, agli inizi del XVIII secolo, l'abate francese Claude Sicard che nei suoi appunti di viaggio segnalò la presenza del "palazzo di Gurna" (con tale nome era noto, all'epoca, il Tempio funerario di Seti I di cui, oggi, non restano che labili tracce). A metà del Settecento il vescovo anglicano Richard Pococke seguì le orme di Sicard, e fu anzi il primo viaggiatore a menzionare tombe private tebane e a lasciarne rappresentazioni grafiche. Nel 1799 fu la volta della spedizione napoleonicaNotevoli sono i disegni di Vivant Denon della tomba TT65 di Nebamun. Nel complesso, tuttavia, non molti sono i disegni relativi all'area sepolcrale tebana realizzati in loco. Nella pubblicazione finale della Description de l'Égypte furono tuttavia riportate numerose riproduzioni di testi e decorazioni che erano stati asportati e portati in Francia. Edme François Jomard riportò inoltre la descrizione di alcune tombe, nonché alcuni episodi sintomatici del trattamento cui le tombe, ed i relativi occupanti, venivano sottoposti giungendo addirittura ad usare le mummie, impregnate di bitume, come combustibile per i fuochi notturni. Nel suo resoconto, inoltre, Jomard mise in guardia gli esploratori dall'usare torce all'interno delle tombe data l'alta infiammabilità delle stesse mummie., seguita dai viaggi nell'area tebana di Giovan Battista BelzoniBelzoni si avvalse anche della collaborazione di un agente locale, il greco Giovanni d'Athanasi detto "Yanni", che iniziò, tuttavia, la stagione delle razzie sistematiche. Il d'Athanasi, infatti, non esitò a spogliare molte delle tombe note e, trovatene alcune intatte, a depredarle senza, tuttavia, lasciare alcuna traccia delle scoperte eseguite. il quale, durante la sua prima missione in Egitto (giugno-dicembre 1816) trattò non solo delle tombe, ma anche delle popolazioni locali e dei loro costumiScrive Belzoni: «gli arabi di Gurna vivono presso l'entrata medesima delle caverne che hanno essi scoperte; innalzando muraglie di recinto, si formano abitazioni per essi e stalle per i loro cammelli, bufali, pecore, capre e cani. Il popolo di Gurna che si è arrogato il monopolio delle antichità, è gelosissimo quando i forestieri fanno ricerche per conto proprio guardandosi bene di mostrare i luoghi ove sanno certamente trovarsi qualche antichità...».

Tra il 1828 e il 1829 la zona fu rilevata, per la prima volta in maniera pienamente scientifica, dalla spedizione franco-toscana di Ippolito Rosellini e Jean-François Champollion, quindi dalla missione prussiana di Karl Richard Lepsius. Tra il 1824 e il 1828 soggiornò nell'area John Gardner Wilkinson., che nel 1837 pubblicò i tre volumi "Manners and Customs of the Ancient Egyptians". recanti informazioni e disegni delle rappresentazioni parietali delle tombe.

I primi scavi archeologici sistematici iniziarono nell'area solo nel 1855, con Alexander Henry Rhind che lasciò traccia dei suoi lavori in "Thebes, its Tombs and their Tenants"Titolo completo: "Thebes, its Tombs and their Tenants ancient and present including a record of excavations in the Necropolis".., pubblicato nel 1862. Fu quindi la volta di Auguste Mariette che assunse la responsabilità dell'area in qualità di direttore del neo istituito Servizio delle Antichità. Ulteriori scavi nell'area vennero eseguiti nel 1878 da Victor Loret e, quindi da Flinders Petrie nel 1883..

Tra il 1907 e il 1939 le tombe furono oggetto di rilevazione e copia dei dipinti parietali a cura di una missione egiziana di cui facevano parte, tra gli altri, Norman e Nina de Garis Davies i cui lavori, in numero di oltre 300, sono oggi il cuore del dipartimento egiziano del Metropolitan Museum di New York. Nella maggior parte dei casi le riproduzioni riflettevano la situazione dei dipinti per come si trovavano all'atto del rilievo, compresi ogni danneggiamento causato dai millenni trascorsi o da intervento umano. In altri casi si preferì ricreare i dipinti per come dovevano essere quando erano nati.

Al 1913 risale la pubblicazione di "Topographical Catalogue of the Private Tombs of Thebes"., a cura di Alan Gardiner e Arthur Weigall, recante il primo elenco noto di 252 tombe..

Importante, per lo studio delle necropoli dell'area tebana, il volume 1 dell'opera di Bertha Porter e Rosalind Moss, in sette volumi nota come "Topographical Bibliography of Ancient Egyptian hierogliphic texts, reliefs, and paintings" la cui prima edizione, risalente al 1927, è stata poi successivamente sempre aggiornata ed ampliata dalla sola Rosalind Moss..

Molteplici sono state le missioni archeologiche di scavo successive nell'area, provenienti da ogni parte del mondo: inglesi, francesi, americane, tedesche, italiane, ungheresi, polacche, giapponesi..

Sistema di numerazione delle tombe