Le compagnie Schützen (Schützenkompanie) o, più comunemente, Schützen, sono associazioni che si ispirano alle tradizioni dei tiratori tirolesi, milizie che storicamente operavano nella contea del Tirolo nel principato vescovile di Trento e di Bressanone, sciolte alla caduta dell'Impero austriaco.
Sono oggi attive nel Tirolo austriaco, in Trentino, in Alto Adige e in alcuni comuni della provincia di Belluno.
Oggi, come da loro stessi affermato, gli Schützen non hanno più funzioni militari, ma si dedicano a preservare le tradizioni locali, promuovendo la storia e la cultura del territorio. Partecipano al recupero di siti storici, organizzano eventi, sfilate e manifestazioni rievocative, utilizzando divise e armi cerimoniali e mantenendo un legame con le tradizioni mitteleuropee.
Storia
Le origini: le milizie per la difesa territoriale Nei territori dei Principati Vescovili di Trento e Bolzano, nonché nella contea del Tirolo, erano attive della milizie per la difesa del territorio.
A seguito di una riforma del 1704, tali milizie presero il nome di Schützen. Come tutte le milizie del tempo erano formati da civili addestrati all'uso delle armi, che venivano richiamati in caso di guerra e che venivano utilizzati esclusivamente nel territorio di reclutamento. La natura di queste milizie mutò nel tempo. La riforma del 1871, istituì gli Standschützen. In tale milizia (Landsturm) potevano prestare servizio i cittadini tirolesi, su base volontaria (indipendentemente dall'aver svolto o meno il servizio militare). Gli Standschützen erano quindi dei civili che la domenica erano tenuti ad esercitarsi presso un poligono di tiro che costituiva la sede della compagnia. Agli Standschützen erano affiancati (ma distinti da essi) gli k.k. Landesschützen, corpo militare a tutti gli effetti della Landwehr, nel quale prestavano servizio i coscritti tirolesi.
Presero parte alla prima guerra mondiale. Con la sconfitta della monarchia asburgica, gli Standschützen cessarono di esistere.
Primo dopoguerra In origine le compagnie non erano un puro e semplice luogo di addestramento militare ma anche nuclei di aggregazione sociale e le associazioni Schützen nate nella seconda metà del XX secolo intendono far rivivere questa tradizione anche dopo lo scioglimento del corpo, avvenuto con la caduta della monarchia asburgica
In Alto Adige, annesso all'Italia, le compagnie di fucilieri furono vietate con l'avvento del regime fascista, nel 1922. Durante l'occupazione nazista dell'Alto Adige, dal 1943 al 1945, il movimento dei fucilieri altoatesini fu riattivato e strumentalizzato dalla politica nazista.
Land Tirolo durante il nazismo (1938-1945) In precedenza, con la scomparsa dell'Austria come entità politica autonoma, il nazismo aveva iniziato a legare nei territori sotto il suo controllo le tradizioni cattoliche tipiche degli Schützen all'ideologia della militarizzazione della popolazione su basi anticristiane e pagane. Venne fondata così la Tiroler Standschützen Band (Associazione dei bersaglieri tirolesi)..
Alto Adige durante l'occupazione nazista (1943-1945) Nel 1943 ricomparvero così in territorio italiano le associazioni Schützen, che tuttavia erano (come spiegato sopra) diverse da quelle storiche legate al mondo austriaco, e in seguito si parlò di quel periodo come di strumentalizzazione. I tedeschi infatti tentarono di coinvolgere queste organizzazioni sul piano militare, ma trovarono varie resistenze e mai piena adesione agli ideali nazisti. La popolazione altoatesina infatti ricordava ancora il patto tra Mussolini ed Hitler..
Secondo dopoguerra Dopo la Seconda Guerra Mondiale, intorno al 1946/47, diverse compagnie di tiro a segno furono ricostituite a Innsbruck e nei dintorni, in particolare nella valle dell'Alta Inn, nella valle del Wipp e nella valle dello Stubai. Tuttavia, molti fucili furono confiscati e bandiere e costumi tradizionali distrutti, soprattutto dalle forze di occupazione americane. In seguito all'occupazione francese del Tirolo da parte del generale Antoine Béthouart, il 20 aprile 1950 fu fondata la "Federazione delle Compagnie di Tiro a Segno del Tirolo". I club di tiro sportivo e di tiro al bersaglio dell'epoca formarono l'"Associazione Statale di Tiro a Segno del Tirolo". Nel 1965, la Federazione delle Compagnie di Tiro a Segno del Tirolo contava 204 compagnie.
In una votazione postale segreta tenutasi dalla Federazione dei fucilieri tirolesi dal 1° dicembre 2025 al 15 gennaio 2026, quasi l'87% degli aventi diritto al voto ha respinto una proposta per consentire alle donne di portare fucili nelle loro fila. La decisione è stata criticata da SPÖ , dai Verdi e da NEOS .
Secondo dopoguerra in Alto Adige Nei primi anni del secondo dopoguerra in Italia non si registrarono momenti significativi legati a queste associazioni. Nel 1957 e con l'avvicinarsi delle celebrazioni per la sollevazione di Andreas Hofer vennero rifondate le prime compagnie. L'Unione sudtirolese degli Schützen (Südtiroler Schützenbund) venne fondata nel 1957 e la prima importante manifestazione alla quale partecipò, nel 1959, ebbe luogo ad Innsbruck..
Lo storico altoatesino Leopold Steurer evidenziò che tra i promotori della rifondazione vi furono diversi reduci delle forze armate tedesche (Wehrmacht ed SS), pluridecorati e con profondi legami col nazismo. Questi legami non sono mai stati rinnegati. Sempre secondo Steurer, un simile ambiente fu fertile terreno di crescita per i terroristi sudtirolesi che operarono negli anni '60.
In Alto Adige si verificarono diversi attentati dinamitardi nel 1961 e vi furono coinvolti vari comandanti e dirigenti dei gruppi Schützen. Il ministro degli interni sciolse queste compagnie considerate associazioni paramilitari e vietò ai suoi membri di portare uniformi. Lo Schützenbund (la federazione cui fanno capo le associazioni Schützen) cessò quindi quasi completamente, rimanendo in attività solo 25 compagnie nella Bassa Atesina e in Val d'Isarco. Nel 1968 il decreto di scioglimento venne annullato e lo Schützenbund fu riavviato sotto la guida di Bruno Hosp con la fondazione di molte nuove compagnie.
Alpenregion Nel 1975 le organizzazioni della Baviera, del Tirolo e del Sudtirolo confluirono nella Alpenregion der Schützen e nel 1995 venne fondato lo Gesamttirolischer Schützenbund (Unione degli Schützen del Tirolo storico), nel quale entrarono anche le compagnie del Trentino..
Organizzazione L'organizzazione degli Schützen rimanda alle formazioni militari presenti sino al 1918 nel Tirolo e, anche se in Italia i soci di queste associazioni non hanno mai prestato servizio nei corpi militari ai quali si ispirano poiché nel frattempo le condizioni sociopolitiche sono sensibilimente mutate, tra di loro viene utilizzato il grado per ottenere una struttura gerarchica.
In Alto Adige questo sistema gerarchico comprende il Landeskommandant, il Landeskommandant-Stellvertreter, il Bundesgeschäftsführer, il Bundeskassier e il Bezirksmajor (ognuno di questi a capo di uno dei 7 Bezirke (circondari): Bolzano, Bressanone, Burgraviato e val Passiria, val Pusteria, Alta val d'Isarco, Bassa Atesina e val Venosta). Il comandante degli Schützen sudtirolesi è Elmar Thaler, succeduto a Paul Bacher nella primavera del 2011.
In Trentino le ventisei compagnie trentine sono organizzate in modo analogo e dispongono anche di una banda musicale (Musikkapelle Kalisberg) inserita nella compagnia di Civezzano. Il primo Landeskommandant degli Schützen trentini è stato per oltre vent'anni Carlo Cadrobbi, fondatore della compagnia "Nikolaus von Firmian" di Mezzocorona. Il comandante provinciale (Landeskommandant), già capitano della compagnia "Roveredo-Rofreit", è Enzo Cestari.
In Alto Adige le prime compagnie vennero fondate (come già ricordato) nel 1957, poi sciolte nel 1961 ed infine rifondate nel 1968. in Trentino la prima compagnia, la "Nikolaus von Firmian" a Mezzocorona, venne costituita solo nel 1983. Ulteriori compagnie sono state fondate nel corso degli anni, anche se si tratta di una realtà ancora numericamente limitata rispetto a quella sudtirolese. Complessivamente nel 2010 nel Sudtirolo erano presenti 140 compagnie con 5128 membri attivi. Tra questi 672 vivandiere e 423 giovani. In Trentino 26 compagnie con 465 membri attivi (50 vivandiere e 15 giovani).. Fonti delle associazioni Schützen forniscono dati leggermente diversi riguardo ai numeri in Alto Adige, parlando di 138 compagnie e due bande musicali, con complessivamente 5.100 membri (fra Schützen, Marketenderinnen e Jungschützen). Stessa situazione per i numeri in Trentino, dove nel 2017 erano presenti circa 600 membri (inclusi giovani e Marketenderinnen) distribuiti su un totale di 26 compagnie.
Nel bellunese sono presenti due compagnie, rifondate in tempi più recenti a Cortina d'Ampezzo (Schützenkompanie Šizar Anpezo- Hayden) e Livinallongo (Schützenkompanie Buchenstein).
Finalità
Il 17 settembre 1995 per le vie di Innsbruck, al termine di una sfilata di Schützen trentini, tirolesi e sudtirolesi, venne sancita la nascita della federazione unitaria, il Bund.Bruno Loverà, Oltre il confine, Il Mulino, 1996. Le associazioni Schützen hanno come motivi ispiratori la difesa della propria identità storica, territoriale, culturale e morale, non limitandosi alle semplici parate in costume. Inoltre intendono collaborare, sempre su base volontaria, alle attività locali.
Nella Provincia autonoma di Bolzano, tra le finalità di queste associazioni vi è anche la secessione dell'Alto Adige dall'Italia nel nome dell'autodeterminazione del popolo sudtirolese. In varie occasioni si sono opposti quindi alla presenza italiana in provincia, o al riconoscimento delle istituzioni italiane. Svariate sono le posizioni controverse: i terroristi sudtirolesi, appartenenti al "Gruppo Stieler", al Befreiungsausschuss Südtirol e all'organizzazione Ein Tirol, sono considerati come eroi e patrioti, mentre le Forze armate italiane (Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza) vengono definite "occupanti".
Non mancano al loro interno infiltrazioni di estrema destra.Videoblog , su EuracUn estremista come docente, bufera sugli Schützen, su corriere.it Le connotazioni politiche degli Schützen altoatesini non sono sempre condivise dagli Schützen austriaci e trentini.
Anche in Trentino queste associazioni si ripropongono di far rivivere, tramandare e valorizzare la tradizione culturale e storica tirolese, spesso in forte polemica con la popolazione di cultura alpina italiana, tuttavia in questo caso le spinte autonomiste sono meno sentite.
Le attività della Federazione degli Schützen del Tirolo Meridionale (o Welschtiroler Schützenbund) oltre alle rievocazioni storiche includono anche attività in campo sociale, con la partecipazione ad attività di volontariato e beneficenza. Le associazioni Schützen sfilano in occasione delle principali ricorrenze religiose cattoliche e storiche, quali la festività del loro patrono San Sebastiano, la processione del Venerdì santo, il Corpus Domini, San Lorenzo e il Sacro Cuore di Gesù. Inoltre ogni anno ricordano i caduti austro-ungarici durante la prima guerra mondiale, celebrando una messa di suffragio presso uno dei cimiteri austro-ungarici presenti in provincia di Trento.
Da un punto di vista giuridico gli Schützen sono associazioni di volontariato di carattere privato senza alcun compito di difesa territoriale. Le compagnie, spesso provviste di armi modificate (fucili a salve e spade con punta smussata), partecipano a manifestazioni di carattere storico-rievocativo e a cerimonie religiose. Le loro manifestazioni costituiscono spesso un'attrazione turistica.
Le associazioni promuovono attività di recupero di luoghi di importanza storico-culturale e religiosa (restauro di postazioni risalenti alla prima guerra mondiale, come all'Asmara vicino Mori, apertura al pubblico di eremi e santuari).