Il Re dei Lich (Lich King) è un personaggio dell'universo di Warcraft, creato da Blizzard Entertainment. Uno dei personaggi più importanti della serie, viene introdotto in Warcraft III: Reign of Chaos, giocando un ruolo ancora maggiore nella sua espansione The Frozen Throne. Appare poi nella seconda espansione di World of Warcraft, che prende da lui il nome, Wrath of the Lich King. È un personaggio di rilievo anche nel romanzo di Christie Golden Arthas - L'ascesa del Re dei Lich, nonché nella storia breve di Evelyn Fredericksen Road to Damnation e nei manga Death Knight e Legends.

Storia Nascita

Il Re dei Lich nacque poco tempo dopo la Seconda Guerra, quando le forze dell'Alleanza entrarono nel mondo di Draenor. Lo sciamano orco Ner'zhul, capo dell'Orda, aprì svariati portali su altri mondi, e ne attraversò uno assieme ai suoi più fidati collaboratori. Appena varcato il portale, tuttavia, gli orchi furono catturati da Kil'jaeden, uno dei capi della Legione Infuocata, che era stato il primo artefice della nascita dell'Orda stessa; Kil'jaeden torturò terribilmente Ner'zhul, fino a che questi non accettò nuovamente di servirlo. Il demone, allora, separò lo spirito dell'orco dal suo corpo, infondendolo in un'armatura magica, e fece espandere a dismisura le sue percezioni, i suoi poteri mentali e le sue capacità magiche: così nacque il Re dei Lich. Gli altri orchi furono trasformati in lich.

Kil'jaeden imprigionò il Re dei Lich in un blocco di cristallo, e lo scagliò sul mondo di Azeroth, mandandolo a schiantarsi sulla cima di Corona di Ghiaccio; l'impatto fece assumere al cristallo la forma di un trono, da cui il nome di Trono Ghiacciato. Azeroth era da lungo tempo un obiettivo per la Legione, e Kil'jaeden intendeva usare il Re dei Lich per indebolire le razze mortali, e preparare la venuta della Legione. Dalla sua nuova posizione, il Re dei Lich cominciò ad espandere la sua influenza sulle creature del continente gelato, schiavizzando presto molte forme di vita indigene e trasformandole tutte in non morte; cominciò in questo modo la formazione del Flagello, la terribile armata con la quale Ner'zhul intendeva assolvere il compito impostogli dal suo carceriere, e intanto i poteri del Re dei Lich crescevano sempre di più. Nel frattempo, attorno a Corona di Ghiaccio, Ner'zhul aveva ordinato la costruzione di un'enorme rocca Blizzard Entertainment, History of Warcraft - Chapter IV: Alliance And Horde - War of the Spider (testo su Wowpedia)..

A vegliare su Ner'zhul, Kil'jaeden inviò i signori del terrore, per accertarsi di non essere tradito; Ner'zhul però aveva già cominciato a pianificare: intendeva sì ottenere il dominio di Azeroth, ma nel contempo anche la propria definitiva liberazione dalla Legione.

La Guerra del Ragno I piani di espansione del Re dei Lich su Nordania cozzarono però contro Azjol-Nerub, il vasto regno sotterraneo dei nerubiani, i quali erano immuni tanto alla sua piaga della non morte quanto al suo controllo mentale. Tra le armate non morte del Re dei Lich e i nerubiani scoppiò la cosiddetta "Guerra del Ragno", che durò dieci anni. Nonostante la tenacia, i nerubiani ebbero la peggio, innanzitutto perché, seppur immuni alla piaga da vivi, non lo erano da morti, e ogni caduto andava quindi ad ingrossare le file del Flagello; inoltre, scavando troppo nelle profondità della terra, liberarono dalla loro prigione dei senzavolto, trovandosi così assediati su due fronti. Impressionato dalla tenacia di questi suoi primi degni avversari, il Re dei Lich adottò l'architettura nerubiana per le proprie costruzioni; uno dei più potenti tra i nerubiani caduti, il re Anub'arak, divenne uno dei principali luogotenenti del Re dei Lich.

La Terza Guerra

Dopo la Guerra del Ragno, il Re dei Lich usò i propri poteri telepatici per raggiungere Lordaeron, e lanciare un richiamo che qualcuno fosse disposto ad ascoltare: la risposta venne da Kel'Thuzad, membro del Kirin Tor esiliato dai suoi colleghi per aver praticato la negromanzia, che giunse al cospetto del Re dei Lich stesso, mettendosi al suo servizio. Su suo ordine, Kel'Thuzad fondò il Culto dei Dannati, una setta che venerava il Re dei Lich come un dio e aveva lo scopo di insegnare la negromanzia agli adepti. Ad aiutare il mago, il Re dei Lich inviò il signore del terrore Mal'Ganis. Dopo diversi mesi di preparazione, il Culto rilasciò la piaga su Lordaeron, infettando villaggi e cittadine e mutando la popolazione in non morti. Ossessionato dallo sconfiggere chi aveva orchestrato tutto ciò, il principe Arthas Menethil di Lordaeron raggiunse a sua volta le coste di Nordania - esattamente come pianificato dal Re dei Lich, che l'aveva prescelto, a insaputa di lui, come suo campione.. Forando il blocco di cristallo dov'era rinchiuso, il Re dei Lich ne espulse la propria spada, Gelidanima, e la fece trovare ad Arthas. Una volta impugnatala, il principe divenne definitivamente un servitore del Re dei Lich, primo dei suoi cavalieri della morte. Al comando del Flagello, Arthas razziò i grandi regni di Lordaeron e, per non insospettire i signori del terrore e Kil'jaeden, evocò ad Azeroth Archimonde, così che l'invasione della Legione potesse avere inizio.

La liberazione dalla Legione Nello stesso tempo, il Re dei Lich continuò la messa in atto del suo piano di liberazione; tramite Arthas, diede a Illidan Grantempesta le conoscenze necessarie per uccidere Tichondrius, il capo dei nathrezim, rimuovendo così dal campo di gioco un altro scomodo sorvegliante.. Con la sconfitta della Legione nella battaglia del Monte Hyjal, il giogo sul Re dei Lich era quasi del tutto rimosso.

Accortosi di ciò, Kil'jaeden assoldò Illidan, ordinandogli di distruggere il Trono Ghiacciato. Egli fece un primo tentativo presso le rovine di Dalaran, utilizzando i poteri dell'Occhio di Sargeras, ma venne fermato dagli elfi della notte e dagli elfi del sangue guidati da suo fratello Malfurion.

L'attacco di Illidan, però, ampliò la crepa che il Re dei Lich aveva formato nel Trono Ghiacciato quando ne espulse Gelidanima, e il suo potere cominciò a fuoriuscirne: in tal modo, egli perse il controllo su molti dei non morti più lontani che, riuniti dai signori del terrore rimanenti, attaccarono il Flagello. Il Re dei Lich ordinò ad Arthas di raggiungerlo immediatamente a Northrend., e la situazione a Lordaeron venne lasciata in mano a Kel'Thuzad., il quale non riuscì ad impedire che i non morti liberi dall'influsso del Re dei Lich si radunassero nuovamente, stavolta sotto la guida di Sylvanas Ventolesto, formando la fazione dei Reietti. Quest'ultima, sconfitti Kel'Thuzad e i signori del terrore, prese controllo della parte sudoccidentale di Lordaeron, relegando le forze del Re de Lich nelle Terre Infette.

La fusione

Raggiunte le pendici di Corona di Ghiaccio, Arthas sbaragliò Illidan e le sue forze, che avevano tentato un nuovo attacco, più diretto, al Trono Ghiacciato. Il cavaliere della morte risalì quindi il ghiacciaio fino a trovarsi faccia a faccia con il suo signore: estratta la spada, colpì il cristallo del Trono Ghiacciato che esplose, rovesciando a terra l'armatura magica. Raccolto l'Elmo del Dominio, Arthas se lo calò sulla testa, fondendo in questo modo la sua anima con quella di Ner'zhul, racchiuse entrambe in un unico Re dei Lich..

Dopo la fusione, il Re dei Lich rimase dormiente per circa sei anniBlizzard Entertainment, linea del tempo aggiornata all'uscita di Wrath of the Lich King (testo su Wowpedia); Arthas si fonde col Re dei Lich nell'anno 21, al termine di The Frozen Throne, e si risveglia nel 27, con Wrath of the Lich King. mentre i suoi servitori costruivano la Rocca di Corona di Ghiaccio attorno al Trono. In tale periodo, dentro il Re dei Lich coesistevano tre spiriti, che si confrontavano per il controllo sull'entità tramite una specie di sogno: uno era lo spirito di Ner'zhul, il secondo era lo spirito di Arthas e il terzo era un ragazzino emaciato e sofferente, incarnazione di ciò che di buono restava di Arthas. Mentre il ragazzino cercava di redimere Arthas, Ner'zhul intendeva cooperare con lui ed essere il Re dei Lich insieme; Arthas invece, al termine di questo periodo, distrusse sia Ner'zhul che il ragazzino, restando il solo spirito ad animare il Re dei Lich. A quel punto si svegliò: questo evento venne percepito da diverse altre persone, come Jaina Marefiero, Aegwynn e Sylvanas Ventolesto..

Dopo la fusione

Al suo risveglio, il Re dei Lich si tolse il cuore, convinto che ogni cosa che aveva di mortale lo rendesse più debole, e lo seppellì nelle profondità di Corona di Ghiaccio. Viaggiò inoltre fino al punto in cui era morta la prima consorte del drago Malygos, Sindragosa, resuscitandola come uno dei più potenti draghi dei ghiacci non morti al suo servizio.

Successivamente, lanciò il suo primo attacco sul resto del mondo, dapprima sotto forma di una nuova piaga che colpì Kalimdor e i Regni Orientali, e poi spedendo orde di abomini e draghi dei ghiacci ad attaccare Orgrimmar e Roccavento. In seguito a ciò, sia l'Alleanza che l'Orda salparono per Nordania con l'intento di dar battaglia al Flagello, proprio come il Re dei Lich aveva pianificato: il suo intento era infatti quelli di attirare potenti eroi a Nordania, per tirarli dalla sua parte esattamente come era stato fatto a luiWorld of Warcraft, evento della battaglia finale contro il Re dei Lich (testo su Wowpedia)..

La Battaglia della Cappella della Luce Pressappoco nello stesso periodo, fece spostare la necropoli di Acherus nell'Enclave Scarlatta, per attaccare il cuore dell'Alba d'Argento e della Crociata Scarlatta, due delle maggiori minacce al Flagello, entrambe basate proprio nelle Terre Infette. L'Enclave Scarlatta venne completamente sterminata dai cavalieri della morte di Acherus, guidati da Darion Mograine, che vennero quindi inviati in battaglia alla Cappella della Luce, sede dell'Alba d'ArgentoWorld of Warcraft, evento della missione The Light of Dawn (testo su Wowpedia).. La battaglia volse infine a favore dell'Alba d'Argento grazie all'arrivo di Tirion Fordring e dello spirito di Alexandros Mograine, che apparve a Darion. Il Re dei Lich, allora, mise piede a sua volta sul campo di battaglia, risucchiando l'anima di Alexandros dentro a Gelidanima e rivelando che fin dall'inizio aveva avuto intenzione di sacrificare i cavalieri di Acherus per stanare Tirion. Realizzando il tradimento subìto, Darion e i suoi cavalieri si schierarono dalla parte dei difensori e Tirion, purificando la spada Brandicenere, riuscì a infliggere un duro colpo al Re dei Lich, costringendolo alla ritirata.

Dopo la battaglia, Tirion Fordring decretò la nascita della Crociata Argentea, unendo assieme le forze dell'Alba d'Argento e della Mano d'Argento; anche i cavalieri di Mograine, costituitisi nei Cavalieri della Spada d'Ebano, giurarono vendetta contro il Re dei Lich.

La Battaglia di Angrathar

A questo punto, le forze in massa di Alleanza, Orda, Crociata Argentea, Crociata Scarlatta e Cavalieri della Spada d'Ebano avevano raggiunto Nordania, ingaggiando numerosi conflitti, più o meno grandi, con il Flagello; durante alcune di queste videro la morte molti dei più fidati luogotenenti del Re dei Lich, come Kel'Thuzad e Anub'arak.

La prima battaglia campale si ebbe ai piedi di Angrathar, il Cancello dell'Ira, dove Alleanza e Orda scesero in campo affiancate, guidate rispettivamente da Bolvar Domadraghi e da Dranosh Faucisaure. Qui nuovamente il Re dei Lich scese in campo, uccidendo subito Faucisaure: la schermaglia venne bruscamente interrotta quando il Gran Speziale Putress, alla testa di diversi Reietti traditori, bombardò il campo di battaglia con una nuova, letale versione della piaga, che uccise tanto i vivi (compreso Domadraghi) quanto i non morti e indebolì molto il Re dei Lich, che nuovamente si ritirò. La zona venne purificata subito dopo dal fuoco dei draghi rossi.

La sconfitta e il passaggio di corona