Di ascendenze anglo-olandesiRice (2016), occupò importanti incarichi diplomatici come ambasciatore inglese dapprima a Torino, poi a Madrid ed infine a Parigi, e fu Segretario di Stato sia per il dipartimento del Nord che per quello del Sud in Gran Bretagna. Introdusse in Inghilterra l'uso del pioppo nero nel 1754.Rice (1992), 254–68

Amico personale di molti personaggi dell'Inghilterra dell'epoca, fu personalmente legato all'attore David Garrick, allo scrittore Laurence Sterne ed al librettista francese Pierre Beaumarchais. Giorgio III lo considerava un consigliere esperto in fatto di affari esteri e pertanto lo tenne sempre in grande considerazione. Rochford fu l'unico segretario di stato britannico tra il 1760 ed il 1778 ad aver precedentemente condotto una carriera diplomatica.

Rochford ebbe un ruolo chiave nella vendetta di Manila e nei negoziati con la Spagna (1763–66), nell'acquisizione della Corsica da parte della Francia (1768), nella Crisi delle Isole Falkland del 1770-71, nella crisi della Rivoluzione Svedese del 1772, e nella gestione delle conseguenze del Royal Marriages Act del 1772. Oltre al suo lavoro come segretario degli esteri, ebbe notevoli responsabilità in madrepatria, in particolare nelle questioni irlandesi. Fu un membro chiave dell'amministrazione del Nord nell'ambito della Guerra d'indipendenza americana. La malattia ed una serie di scandali politici lo costrinsero alle dimissioni nel novembre del 1775.Rice (2010 b)

Biografia I primi anni Guglielmo Enrico di Nassau-Zuylestein nacque nel 1717, figlio primogenito di Federico di Nassau-Zuylestein, III conte di Rochford, e di sua moglie Elizabeth (‘Bessy’) Savage, figlia di Richard Savage, IV conte Rivers. I suoi antenati erano anglo-olandesi e discendevano da una linea illegittima derivata da uno dei figli di Guglielmo il Taciturno, Federico Enrico (1584–1647), principe d'Orange. Il nonno del conte di Rochford ed il suo bisnonno sposarono entrambi nobildonne inglesi, dame alle corti di Guglielmo II e Guglielmo III d'Orange. Suo nonno fu inoltre particolarmente vicino alla figura di Guglielmo III, suo cugino, accompagnandolo in Inghilterra nel corso della Gloriosa Rivoluzione (1688–1689), e poi venendo ricompensato col titolo di conte di Rochford dopo che lo stesso Guglielmo fu asceso al trono inglese.Regt (1907), 491–2; Collins (1779), IV, 142-3; Rice (2010 b), pp. 23–32

Educato all'Eton College (1725–32), tra i suoi compagni di scuola ebbe tre futuri segretari di stato inglesi, Henry Seymour Conway, George Montagu-Dunk, II conte di Halifax e John Montagu, IV conte di Sandwich. Ad ogni modo, in quegli anni si inimicò il figlio del primo ministro, l'influente scrittore Horace Walpole. Al posto di frequentare l'università, Rochford venne inviato a studiare all'Accademia di Ginevra, dove alloggiò presso la famiglia del professor Antoine Maurice. A Ginevra imperò fluentemente a parlare il francese oltre all'olandese ed all'inglese che parlava sin dalla nascita. Nel 1738, a soli 21 anni, venne chiamato a succedere ai titoli di suo padre.Rice (2010 b), pp. 33–38

A corte Il conte di Rochford venne nominato Gentleman of the Bedchamber da Giorgio II nel 1739 (segno di particolare favore da parte del sovrano) e prestò servizio in tale ruolo sino al 1749. Ereditò dei forti principi di stampo Whig e fu uno strenuo sostenitore della successione protestante degli Hannover, per quanto ammirasse la pacifica politica estera di Robert Walpole. Al tempo della Ribellione Giacobita del 1745 si offrì di organizzare un proprio reggimento, ma questo non venne richiesto in servizio. Alla Camera dei Lords fu attivo a favore dell'Essex dove la sua famiglia aveva dei possedimenti, ma non eccelse mai come oratore. Venne nominato Vice Ammiraglio dell'Essex nel 1748. Pur ambizioso e desideroso di alti incarichi, evitò sempre le fazioni politiche e coltivò invece il favore del figlio del re, il duca di Cumberland, che divenne suo patrono. Il duca di Cumberland fece pressioni quindi perché il conte di Rochford fosse nominato a importanti incarichi diplomatici già alla fine della Guerra di Successione austriaca, ottenendogli la nomina ad ambasciatore presso la corte di Torino nel gennaio del 1749.Rice (2010 b), pp. 39–58

Inviato a Torino Il conte di Rochford giunse a Torino il 9 settembre 1749. Quella dei Savoia era all'epoca una delle corti italiane più importanti per la politica britannica dell'epoca, ed egli iniziò il proprio lavoro come Plenipotenziario (il più alto degli incarichi diplomatici in assenza di un vero e proprio ambasciatore per quella sede). Prese seriamente quell'incarico con l'intento di farsi l'esperienza necessaria ad un grande diplomatico. I suoi primi negoziati, per conto di una compagnia di minatori inglesi di alcune comunità Vaud protestanti delle Alpi Pennine riuscirono positivamente. Si ingraziò re Carlo Emanuele III accompagnandolo personalmente in diverse battute di caccia. Il conte di Rochford utilizzò le proprie conoscenze a corte e venne tenuto in grande considerazione anche dagli altri corpi diplomatici presenti a Torino. Ebbe un ruolo minore ma pur sempre rispettabile nei negoziati del Trattato di Aranjuez (1752). Nel 1753 compì un Grand Tour in Italia ed utilizzò quest'occasione per ottenere informazioni sull'attività di Carlo Edoardo Stuart, pretendente alla corona britannica in esilio, a Roma. Riuscì inoltre a servirsi del console britannico locale per ottenere informazioni sul coinvolgimento della Francia nella presa della Corsica.Rice (1977), pp. 834–46; Rice (1989), pp. 92–112

Lord Luogotenente dell'Essex Richiamato da Torino per la durata della Guerra dei Sette anni (1755-1763), il conte di Rochford riprese la sua carriera a corte venendo nominato da re Giorgio II come primo Lord of the Bedchamber e Groom of the Stole, incarichi altamente prestigiosi. Venne inoltre nominato membro del Privy Council del sovrano nel 1755. Come Lord Luogotenente dell'Essex dal maggio del 1756, il conte di Rochford venne coinvolto nella formazione dei primi reggimenti di milizia dell'Essex di cui divenne colonnello nel novembre del 1759. Alla morte di Giorgio II nel 1760, il conte di Rochford perse gran parte dei propri incarichi a corte, ma venne ricompensato con generose pensioni annue. Trascorse gran parte degli anni '60 del Settecento ad interessarsi della politica locale dell'Essex ed a migliorare il parco della sua residenza di famiglia all'ex priorato di St Osyth, facendovi aggiungere un giardino olandese ed un labirinto. Ad ogni modo, le sue entrate erano troppo esigue per la sua posizione e pertanto si rigettò nel servizio diplomatico per necessità economiche. Venne nominato ambasciatore in Spagna il 18 giugno 1763.Rice (2010 B), pp. 91–112

Ambasciatore in Spagna Dopo che il conte di Rochford fu nominato ambasciatore in Spagna, ricevette delle istruzioni segrete per la sua ambasceria a Madrid per contrastare l'influenza francese su re Carlo III, riportando inoltre in patria delle informazioni relative alla ricostruzione della flotta spagnola dopo la disastrosa situazione della Guerra dei Sette anni. Il suo più importante negoziato fu relativo all'espulsione dei taglialegna inglesi dalla Penisola dello Yucatán da parte degli spagnoli. Col forte supporto dell'amministrazione Grenville, gli venne garantita la reputazione di anti-borbonico.Tracy (1974), pp.711–31 Meno positivi furono i suoi sforzi per costringere la Spagna a pagare per la questione del sacco di Manila, questione che il ministro degli esteri francese Choiseul suggerì che dovesse essere sottoposta ad arbitrato internazionale. L'attenzione di Rochford portò alla scoperta di un complotto francese per incendiare i porti inglesi locali. La sua amicizia col console generale inglese a Madrid, Stanier Porten (zio dello storico Edward Gibbon) gli fece approfondire il suo naturale interesse in materia commerciale, sfruttando i consoli come pure delle spie per ottenere informazioni sui movimenti degli spagnoli. Mentre si trovava a Madrid fece amicizia col giovane librettista francese Beaumarchais, le cui esperienze spagnole furono poi la base per la scrittura del suo pezzo di maggior successo, Le nozze di Figaro. Sul finire del periodo della propria ambasceria in Spagna, il conte di Rochford vide le rivolte di Madrid del 1766.Rice (2010 B), pp. 113–44

Ambasciatore in Francia La nomina di Rochford alla sede diplomatica di Parigi giunse inaspettata, ed egli lasciò Madrid tanto all'improvviso che impiegò qualche tempo per pagare i propri debiti fatti in loco. Egli insistette per portare con sé il capacissimo Porten a Parigi come segretario per la sua ambasciata. Choiseul venne ancora una volta coinvolto nei negoziati col conte di Rochford per risolvere le pretese inglesi sul sacco di Manila ed ottenere dalla Gran Bretagna la rinuncia al possesso delle Isole Falkland, ma la mancanza di adeguati rapporti del precedente ambasciatore, lord Hertford, e l'inesperienza del segretario di stato, Lord Shelburne, interruppero questa transazione. Choiseul era furioso ed accusò di questi fallimenti il conte di Rochford.Rice (1980), pp. 386–409 Rochford era l'unico nel corpo diplomatico parigino a saper tenere testa alle intemperanze di Choiseul e la questione venne ben presto spostata su Dunkirk, sui Canada Bills e sulla Compagnia delle Indie Orientali. Rochford riuscì abilmente a trarre in trappola il suo avversario, ottenendo concessioni diplomatiche in tutte e tre le faccende.Rice (2010 b), pp. 181–212

La vittoria maggiore di Choiseul (e per contro il maggior fallimento diplomatico di Rochford) fu l'acquisizione della Corsica (allora parte della Repubblica di Genova) da parte della Francia nel 1768. Per quanto il conte di Rochford avesse già rilevato le prime avvisaglie di questi tentativi e pagato delle spie per ottenere una copia della bozza del trattato segreto stipulato tra i due stati, il gabinetto di governo inglese guidato da lord Grafton era troppo occupato dal sedare le rivolte a Londra per dare ascolto all'ambasciatore inglese a Parigi. La sfortuna del conte di Rochford fu inoltre che, al picco dei negoziati, egli si trovasse malato, lasciando così campo libero a Choiseul per concludere l'accordo con Genova. Le proteste inglesi successive si dimostrarono inutili, e Rochford sempre più alterato rinunciò al proprio incarico di ambasciatore e fece ritorno in patria. Gli venne offerto un posto al gabinetto di governo che alla fine accettò il 21 ottobre 176 solo a condizione che Porten sarebbe divenuto suo sottosegretario.Rice (2006), pp. 287–315

Segretario del Nord Osservatori a lui contemporanei come Edmund Burke o l'anonimo scrittore Junius dissero che il conte di Rochford venne nominato Segretario di Stato per il Dipartimento del Nord quando tutte le sue esperienze diplomatiche si erano svolte al sud Dell'Europa, e lord Weymouth aveva insistito perché egli ottenesse il ruolo di Segretario di Stato per il Dipartimento del Sud. La politica estera inglese e la reputazione britannica in Europa, avevano toccato il fondo dopo il fiasco della Corsica del 1768, ma le capacità e le previsioni realistiche del conte di Rochford avevano rafforzato in qualche maniera la politica estera nazionale. I diplomatici inglesi all'estero sapevano di poter contare su un segretario di stato che era ben conscio del non semplice lavoro della diplomazia e che regolarmente li teneva informati degli eventi di governo. Hamish Scott ha suggerito come proprio l'esperienza ed il tatto di Rochford abbiano impedito il naufragare della reputazione inglese nell'Europa di quegli anni.Scott (1990), p.125