Huygens è stata una sonda spaziale atterrata con successo su Titano, il più grande satellite naturale di Saturno, nel 2005. Costruita e pilotata dall'Agenzia spaziale europea (ESA) ha fatto parte della missione Cassini-Huygens e atterrando con successo su Titano è divenuta l'oggetto atterrato in un punto più lontano dalla Terra. È anche il primo atterraggio su una luna che non sia quella della Terra. La sonda portava il nome dell'astronomo olandese Christiaan Huygens, che scoprì Titano nel 1655.
Entrambe le navicelle della missione Cassini-Huygens furono lanciate dalla Terra il 15 ottobre 1997. Huygens si separò dall'orbiter Cassini il 25 dicembre 2004, e atterrò il 14 gennaio 2005 vicino alla regione Xanadu. Rimane l'unico atterraggio finora compiuto nel sistema solare esterno. L'atterraggio è avvenuto su una superficie secca, ma era previsto nel design della sonda anche la possibilità di un atterraggio in oceano. Huygens era progettata per ottenere dati riguardanti l'atmosfera solo per qualche ora e per un breve periodo mentre era sulla superficie, ma continuò a inviare dati per 90 minuti dopo l'atterraggio.
Panoramica Huygens era progettata per entrare nell'atmosfera di Titano e portare tutta la strumentazione integra alla superficie. Quando la missione è stata pianificata, tuttavia, non si aveva la certezza della natura del sito di atterraggio, che avrebbe potuto essere una zona montuosa o piana, o perfino un oceano. I tecnici della Nasa avrebbero dunque dovuto fare affidamento sulle analisi compiute dalla sonda Cassini per cercare di stimare il luogo dell'atterraggio.
Basandosi sulle foto effettuate da Cassini a 1 200 km al di sopra di Titano, l'atterraggio sarebbe avvenuto su una costa. Assumendo che il sito non fosse solido, Huygens fu progettata per sopravvivere agli impatti o splash down e inviare dati in queste condizioni. Se fosse atterrata in un oceano sarebbe stato il primo oggetto ad atterrare in un oceano extraterrestre. La batteria della navicella aveva un'autonomia di tre ore, la maggior parte della quale veniva assorbita durante la discesa in atmosfera. Gli ingegneri avevano stimato un invio di dati dalla superficie della durata di 30 minuti.
I 318 kg del sistema Huygens consistevano nella sonda vera e propria che avrebbe effettuato la discesa su Titano e dall'equipaggaimento di supporto (detto PSE, probe support equipment) che sarebbe rimasto attaccato all'orbiter Cassini. Lo scudo termico di Huygens misurava 2,7 m di diametro. Dopo l'eiezione dello scudo la sonda misurava 1,3 m di diametro. Il PSE includeva l'elettronica necessaria a tracciare la sonda, ricevere i dati ottenuti, processarli e inviarli all'orbiter e da qui trasmetterli alla Terra.
La sonda è rimasta dormiente durante i 6-7 anni di viaggio interplanetario eccetto per i controlli semiannuali. Questi controlli erano seguiti dalla simulazione dell'atterraggio, i risultati erano poi esaminati dagli esperti sulla Terra.
Prima della separazione della sonda è stato effettuato un controllo finale. Fu calcolato il tempo necessario prima dell'accensione dei sistemi della sonda (15 minuti prima del contatto con l'atmosfera di Titano), quindi la sonda si sarebbe separata dall'orbiter e seguito la rotta attorno Titano per 22 minuti senza alcun sistema attivo eccetto il wake-up timer.
La fase principale della missione era il paracadutaggio nell'atmosfera della luna. Le batterie e tutte le altre risorse a bordo erano studiate per una durata di 153 minuti più 3 minuti addizionali sulla superficie di Titano (con la possibilità di estendere questa finestra di mezz'ora o più). Il collegamento radio fu attivato nella prima fase della discesa e l'orbiter sarebbe rimasto in contatto con la sonda per le seguenti 3 ore, la fase di discesa e i primi 30 minuti dopo il touchdown. Non molto dopo la chiusura della finestra di 3 ore, la high-gain antenna (HGA) di Cassini fu puntata verso la Terra.
Grossi radiotelescopi furono usati dalla Terra per "ascoltare" le trasmissioni da 10 watt di Huygens usando la tecnica del very-long-baseline interferometry. Alle 11:25 CET del 14 gennaio, il radiotelescopio Robert C. Byrd Green Bank Telescope (GBT) in West Virginia rilevò il segnale vettore da Huygens. Il GBT continuò a ricevere il segnale chiaramente anche dopo che Cassini smise di ricevere il flusso di dati.
Risultati Huygens atterrò verso le 12:43 UTC il 14 gennaio 2005 con un impatto simile a quello di una palla lasciata cadere da un'altezza di 1 metro. L'impatto formò un cratere profondo 12 cm; la sonda strisciò sulla superficie per circa 30-40 cm fino a fermarsi nella sua posizione finale oscillando prima 4 o 5 volte. I sensori della sonda hanno continuato a registrare le oscillazioni per alcuni secondi dopo l'arresto sulla superficie. Alzò inoltre una nuvola di polvere (o meglio di aerosol organico) rimasto sospeso in aria per circa 4 secondi dopo l'impatto.
Sulla superficie d'atterraggio si sono trovate tracce di ciottoli di acqua circondati da una sottile "nebbia" di metano. Le prime immagini di Titano provenienti dalla sonda infatti indicavano la presenza massiccia di corpi liquidi sulla superficie. La prima foto mostra quelli che sembrano dei canali secchi che attraversano la terra ferma fino ad arrivare a un oceano (evidenziato dalla parte scura della foto). Alcune sembrano mostrare invece isole o nebbia avvolgere la linea costiera. Una successiva analisi della traiettoria della sonda indica infatti che Huygens atterrò entro la regione scura della foto, cioè in quella che si pensava fosse un oceano. Però le foto dalla superficie mostrano quello che sembra un lago secco ed è la prova dell'azione dell'acqua sulla superficie stessa ma laghi di idrocarburi o mari non sono presenti sul luogo d'atterraggio. Le ulteriori informazioni dalla missione Cassini confermano comunque la presenza di laghi permanenti di idrocarburi nelle regioni polari di Titano (Laghi di Titano). Sono stati scoperti altri laghi anche non molto lontani dal sito d'atterraggio; nel deserto secco invece sono presenti oasi presumibilmente alimentate da falde acquifere.
La superficie è stata inizialmente descritta come formata da un materiale simile all'argilla quindi come "un materiale con una sottile crosta superiore e una regione sottostante di consistenza più uniforme". Successive analisi hanno però appurato che questa consistenza della superficie è stata causata dalla stessa sonda che atterrando ha urtato su un grande ciottolo, la superficie è quindi descritta meglio dicendo che assomiglia a "della sabbia fatta da granelli di ghiaccio" o come neve ghiacciata in superficie. Le immagini scattate dalla sonda appena atterrata mostrano una superficie coperta di ciottoli, ciottoli che potrebbero essere fatti di ghiaccio ricoperti da idrocarburi; alcuni sono smussati ed evidenziano l'azione di fluidi. Le rocce sembrano sagomate come se fossero appartenute a un torrente situato vicino al letto di lago descritto in precedenza. Non sono stati osservati ciottoli più grandi di 15 cm mentre rocce più piccole di 5 cm sono rare nei pressi del sito d'atterraggio. Questo significa che i ciottoli più grandi non sono stati trasportati nel letto del lago mentre le piccole rocce sì.
La temperatura al sito di atterraggio era di 93.8 K (−179.3 °C; −290.8 °F) alla pressione di 1467,6 mbar (1,448 atm), implicando un'abbondanza di metano 5±1% e umidità relativa di metano del 50% nei pressi della superficie. Perciò la formazione di nebbia nelle vicinanze del sito era improbabile. I termometri di Huygens hanno rilevato un raffreddamento repentino della sonda tale addirittura da inumidire il suolo, un'immagine mostra infatti una goccia di condensa cadere di fronte all'obbiettivo della fotocamera. Su Titano la flebile luce solare permette l'evaporazione di solo qualche centimetro di acqua all'anno (contro il metro che evapora sulla Terra), ma l'atmosfera è capace di trattenere l'equivalente di 10 metri di liquido prima della formazione di pioggia. Quindi su Titano si hanno violenti acquazzoni intervallati da decenni di siccità.
Huygens trovò la luminosità (nel momento dell'atterraggio) circa cento volte minore di quella che si avrebbe sulla Terra durante una illuminazione totale del Sole, cioè la stessa illuminazione che si ha sulla Terra qualche minuto dopo il tramonto. Il colore del cielo e della scena rimane sull'arancione a causa della massiccia attenuazione della luce blu causata dalla foschia. Il Sole (che era alto nel momento dell'atterraggio) appare visibile come un piccolo punto brillante, piccolo un decimo rispetto al disco solare osservabile dalla Terra, comparabile ad un faro di una macchina visto a 150 metri di distanza. Riesce a gettare ombre nitide ma di basso contrasto visto che il 90% dell'illuminazione viene dal cielo.
Cronologia Huygens si separa da Cassini alle 02:00 UTC del 25 dicembre 2004 in Spacecraft Event Time. Huygens entra nell'atmsofera di Titano alle 10:13 UTC del 14 gennaio 2005 in SCET, secondo ESA. La sonda atterra sulla superficie di Titano 10.2°S, 192.4°W circa alle 12:43 UTC in SCET (2 ore 30 minuti dopo l'ingresso in atmosfera).
Strumentazione Huygens aveva sei complessi strumenti a bordo per acquisire un ampio spettro di dati scientifici. La discesa verso Titano, la raccolta dati e il loro instradamento verso Cassini per la trasmissione verso Terra furono gestite dal computer di bordo della sonda (chiamato CMDS) fornito dalla allora LABEN di Milanohttp://sci.esa.int/huygens/docs/huygens_enquiry_board_annex.pdf , consultato il 28 novembre 2017(oggi Thales Alenia Space, sede di Gorgonzola (Milano)).
Huygens Atmospheric Structure Instrument (HASI) Questo strumento aveva una serie di sensori atti alla misurazione delle proprietà fisiche ed elettriche dell'atmosfera. Accelerometri misurarono le forze nei tre assi durante la discesa attraverso l'atmosfera, conoscendo a priori l'aerodinamica della sonda infatti è stato possibile determinare la densità dell'atmosfera di Titano e individuare raffiche di vento. Essendo la sonda disegnata anche per l'eventualità di atterraggio su superficie liquida, gli strumenti sarebbero stati in grado di misurare il suo movimento attraverso le onde. Sensori di temperatura e pressione misuravano le proprietà termiche della luna. Il Permittivity and Electromagnetic Wave Analyzer misurava la presenza di elettroni o ioni conduttori nell'atmosfera e ricercava la presenza di onde elettromagnetiche. È stata misurata la conduttività elettrica e la permittività elettrica del materiale superficiale di Titano. HASI comprendeva anche un microfono che ha registrato i suoni durante la discesa.
Doppler Wind Experiment (DWE) Questo strumento è stato usato per misurare il vento nell'atmosfera di titano attraverso l'effetto Doppler nel segnale portante. Si sarebbe dovuta anche misurare l'oscillazione della sonda durante la fase col paracadute aperto ma un guasto durante l'accensione dei controlli di terra ha impedito le misurazioni.
Le misurazioni sono partite a 150 km dal suolo mentre Huygens viaggiava ad oltre 400 km/h. Fra gli 80 e 60 km la sonda è stata investita da folate di vento verticali. A livello del suolo il VLBI ha misurato un vento calmo di qualche metro per secondo come previsto.
Descent Imager/Spectral Radiometer (DISR)