Entro l'ambito degli studi di scienza politica, la classifica storica dei presidenti degli Stati Uniti d'America è il risultato di una serie di sondaggi condotti al fine di stabilire il grado di successo ottenuto da chi ha ricoperto la carica di presidente degli Stati Uniti d'America. I sistemi di classificazione sono generalmente basati su sondaggi rivolti a storici, accademici e studiosi di politologia, o sulla fama postuma concessa dall'opinione pubblica. Le classifiche si concentrano sui risultati presidenziali, sulle qualità di comando e su eventuali fallimenti ed errori compiuti nel corso del mandato.

Riassunto complessivo dei risultati

Abraham Lincoln, Franklin Delano Roosevelt e George Washington sono i tre presidenti meglio quotati tra gli storici. I restanti posti nelle prime dieci posizioni sono spesso appannaggio di Theodore Roosevelt, Thomas Jefferson, Harry Truman, Thomas Woodrow Wilson, Dwight Eisenhower, Andrew Jackson e John Fitzgerald Kennedy.

Presidenti più recenti come Ronald Reagan e Bill Clinton sono spesso considerati tra i più grandi nei sondaggi d'opinione mondiali, ma non sempre si classificano altrettanto bene tra gli studiosi e gli storici presidenziali. I dieci presidenti posizionati più in basso includono spesso James Buchanan, Warren Gamaliel Harding, Andrew Johnson, Franklin Pierce, Millard Fillmore, William Henry Harrison, John Tyler, Ulysses S. Grant, Zachary Taylor e George W. Bush.

Poiché William Henry Harrison (31 giorni) e James A. Garfield (199 giorni, ma incapace dopo 119 giorni) morirono entrambi poco dopo essere entrati in carica, a volte sono stati omessi dalle classifiche presidenziali. Zachary Taylor morì anch'egli dopo aver servito come presidente per sedici mesi, ma di solito è incluso. Nel caso di questi tre non è chiaro se ricevono un punteggio basso a causa delle loro azioni come presidente o perché ciascuno di loro è stato in carica per un periodo così limitato che non è possibile valutarli più a fondo.

Lo studioso di scienze politiche Walter Dean Burnham ha notato i «profili dicotomici o affetti da disturbo schizoide di personalità» di presidenti che possono essere difficili da classificare. Lo storico Alan Brinkley ha dichiarato che «ci sono presidenti che potrebbero essere considerati sia fallimentari che grandi o di media classifica (per esempio Richard Nixon)». Lo storico e studioso di scienze politico James MacGregor Burns ha osservato di Nixon: «Come si può valutare un presidente così idiosincratico, così brillante e nel contempo moralmente carente?». Skidmore, 2001.

David Herbert Donald, noto biografo di Lincoln, racconta che quando incontrò Kennedy nel 1961 questi espresse la propria profonda insoddisfazione e risentimento con gli storici che avevano valutato alcuni dei suoi predecessori. Kennedy disse che «nessuno ha il diritto di classificare un presidente—nemmeno il povero James Buchanan—se non si è prima seduto al suo posto, ha esaminato la posta e le informazioni che si sono accumulate nella sua scrivania e ha imparato perché ha preso quelle specifiche decisioni». David H. Donald, Lincoln, 1995, p. 13.

Lo storico e politologo Julian E. Zelizer sostiene che le tradizionali classifiche presidenziali spiegano poco riguardo alla reale storia presidenziale e che sono «meccanismi deboli per valutare ciò che è realmente accaduto dentro la Casa Bianca». Zelizer (February 21, 2011), What's wrong with presidential rankings, CNN Opinion.

Il commentatore politico del libertarianismo Ivan Eland Ivan Eland. ha scritto un libro intitolato Recarving Rushmore (2008, aggiornato nel 2014) in cui ha scritto che i criteri degli storici sono poveri nella loro capacità di riflettere i reali servizi svolti dai diversi presidenti per il Paese. Eland ha pertanto scelto di classificare quaranta presidenti sulla base del fatto che le loro politiche abbiano o meno promosso la prosperità generale, la libertà e il non interventismo o l'isolazionismo nonché se abbiano avuto o meno ruoli esecutivi modesti per se stessi. Le sue classifiche finali perciò variavano significativamente da quelle della maggior parte degli altri studiosi.

Rassegna degli studi maggiormente rilevanti

Il primo sondaggio di un certo peso, datato 1948, fu condotto dallo storico Arthur Schlesinger Sr. dell'Università di Harvard. L'indagine del 1962 è stata anch'essa condotta da Schlesinger in collaborazione con altri e ha intervistato 75 storici di professione.Schlesinger, Arthur M. "Our Presidents: A Rating by 75 Historians". New York Times Magazine July 1962: pp. 12–13, 40–41, 43. Il figlio di Schlesinger, Arthur M. Schlesinger Jr., condusse un altro sondaggio del tutto simile nel 1996.

The Complete Book of U.S. Presidents fornisce inoltre anche i risultati del sondaggio condotto nel 1982 dal Chicago Tribune rivolto a quarantanove storici. Una notevole differenza rispetto al sondaggio Schlesinger del 1962 fu la classifica di Dwight Eisenhower, che passò dalla 22ª posizione nel 1962 alla 9ª nel 1982.

Il Siena Research Institute del Siena College ha condotto sondaggi nel 1982, 1990, 1994, 2002 e 2010. Nel sondaggio del 1994 sono stati collocati solo due presidenti (Franklin Delano Roosevelt e Abraham Lincoln) oltre gli 80 punti e due presidenti (Andrew Johnson e Warren G. Harding) sotto i 50. Historians Give Good Grades to Clinton Presidency in Siena College Survey. January 11, 1995. Archived June 28, 2006. FDR America's Greatest President August 19, 2002. Archived February 10, 2007. Il sondaggio di Siena 2010 ha fatto precipitare George W. Bush dalla classifica iniziale del 2002 in cui si trovava alla 23ª posizione, alla 39ª.

La colonna del 1996 mostra i risultati di un sondaggio condotto tra il 1988 e il 1996 da William J. Ridings Jr. e Stuart B. McIver e pubblicato in Rating the Presidents: A Ranking of U.S. leaders, from the Great and Honorable to the Dishonest and Incompetent. Rating the Presidents: A Ranking of U.S. leaders, from the Great and Honorable to the Dishonest and Incompetent (2000, ). Più di 719 persone hanno preso parte al sondaggio, principalmente storici accademici e politologi, anche se hanno partecipato pure alcuni politici e celebrità. Sono stati inclusi i residenti di ognuno degli Stati federati degli Stati Uniti d'America e l'enfasi è stata data al coinvolgimento di storici donne e «specialisti in studi afroamericani», così come anche alcuni studiosi non statunitensi. I rispondenti hanno valutato i presidenti in cinque categorie (qualità della capacità di comando, risultati e gestione delle crisi, abilità politiche, nomine, carattere e integrità). I risultati sono stati tabulati per creare la classifica generale.

Nel 2000 un sondaggio del Wall Street Journal consisteva in un «gruppo ideologicamente equilibrato di 132 eminenti professori di storia, giurisprudenza e scienze politiche». Esso ha cercato di includere un numero uguale di liberali e conservatori in quanto i redattori hanno sostenuto che i sondaggi precedenti erano dominati da un gruppo o dall'altro.

Secondo i redattori questa ricerca includeva le risposte da parte di un numero maggiore di donne, minoranze e giovani professori rispetto al sondaggio Schlesinger del 1996 ed è stato anche fatto notato che i risultati erano «notevolmente simili» a quelli del 1996, con la differenza principale nella posizione più bassa per i presidenti degli anni 1960 Lyndon B. Johnson e John Fitzgerald Kennedy e il più alto rango di Ronald Reagan posizionatosi all'8ª posizione mentre Franklin Delano Roosevelt è ancora classificato tra i primi tre.

Un altro sondaggio presidenziale è stato condotto dal Wall Street Journal nel 2005 con James Lindgren della Northwestern University Pritzker School of Law per la Federalist Society.

Come nell'indagine del 2000 i redattori hanno cercato di bilanciare le opinioni dei liberali e dei conservatori, adeguando i risultati «per dare un pari peso agli studiosi sia che fossero Democratici sia Repubblicani». Franklin Delano Roosevelt si classificò ancora tra i primi tre, ma l'editore James Taranto notò che gli studiosi di stampo Democratico giudicavano George W. Bush il 6° peggiore presidente di tutti i tempi mentre quelli Repubblicani lo consideravano sempre il 6°, ma con una valutazione spaccata che lo posizionava tra la media.

Un sondaggio del 2006 del Siena College su 744 professori ha riportato i seguenti risultati: Experts: Bush Presidency Is A Failure; Little Chance To Improve Ranking , Siena Research Institute, May 1, 2006. «George W. Bush ha appena concluso cinque anni come presidente. Se oggi fosse l'ultimo giorno della sua presidenza, come lo classificheresti?». Le risposte sono risultate: grande 2%; quasi grande 5%; nella media 11%; sotto la media 24%; e decisamente un fallimento 58%. «Secondo te, pensi che abbia una possibilità realistica di migliorare il suo punteggio?». I due terzi (il 67%) hanno risposto con un secco no; meno di un quarto (il 23%) ha detto invece di sì; e il 10% ha scelto nessuna opinione o non classificabile.

Thomas Kelly, professore emerito di studi americani al Siena College, ha dichiarato: «Sembrerebbe che il presidente Bush abbia poca speranza di alti voti dall'attuale generazione di storici praticanti e politologi. In questo caso gli attuali sondaggi di opinione pubblica paiono bocciare la sua amministrazione in un periodo di tempo più lento di quanto facciano gli esperti».

Douglas Lonnstrom, professore di statistica del Siena College e direttore dell'Istituto di ricerca Siena, ha dichiarato: «Nel nostro voto presidenziale del 2002 con un gruppo di esperti paragonabile a questo sondaggio il presidente Bush si è classificato alla 23ª posizione su 42. Quello era poco dopo gli attentati dell'11 settembre 2001. Chiaramente i professori non pensano che le cose siano andate bene per lui negli ultimi anni. Sono gli esperti che oggi insegnano a quegli studenti universitari che scriveranno la storia di questa era in un futuro prossimo».

Un sondaggio di Siena del 2010 su 238 studiosi presidenziali ha rilevato che l'ex presidente George W. Bush era al 39º posto su 43, con valutazioni del tutto insufficienti in termini di gestione dell'economia, comunicazione, capacità di compromesso, risultati di politica estera e informazione militare e civile. Nel frattempo Barack Obama si posizionava al 15º posto su 43, con voti alti per immaginazione, capacità comunicativa e intelligenza, ma con una bassa valutazione dell'ambiente sociale (famiglia, istruzione ed esperienza). Rushmore Plus One; FDR joins Mountainside Figures Washington, Jefferson, Teddy Roosevelt and Lincoln as Top Presidents , Siena Research Institute, July 1, 2010. L'indagine C-SPAN sulla capacità di guida comprende classifiche approntate da un gruppo di storici e biografi qualificati. Essa ha avuto luogo tre volte: nel 2000, nel 2009 e nel 2017. C-SPAN Releases Second Historians Survey of Presidential Leadership, C-SPAN (February 15, 2009).C-SPAN Releases Third Historians Survey of Presidential Leadership, C-SPAN (February 17, 2017).

Il sondaggio del 2017 è stato condotto con la collaborazione di 91 storici presidenziali intervistati dall'Academic Advisor Team di C-SPAN composto da Douglas Brinkley, Edna Greene Medford e Richard Norton Smith. Qui ogni storico classifica ciascun presidente su una scala che va da 1 («non efficace») a 10 («molto efficace») e sulla capacità di guida presidenziale composta da dieci categorie: persuasione pubblica, capacità di comando nell'affrontare le crisi, gestione economica, autorità morale, relazioni internazionali, competenze amministrative, rapporti con il Congresso, visione/impostazione di un'agenda programmatica, capacità di perseguire la giustizia per tutti e prestazione nell'ambito del suo tempo. Ogni categoria è ugualmente soppesata. Methodology: Presidential Historians Survey 2017, C-SPAN (last accessed February 17, 2017).