Biografia Nato a Roma nel 1626, Giulio era figlio di Bernardino Savelli, II principe di Albano e di sua moglie, Maria Felice Peretti Damasceni. Per parte di suo padre era imparentato coi papi Onorio III ed Onorio IV, mentre sua madre apparteneva alla famiglia di Sisto V.
Alla morte di suo padre nel 1658, gli succedette come terzo principe di Albano. Nel 1661, ad ogni modo, a causa dei pesanti debiti accumulati da suo padre e non saldati da lui stesso, fu obbligato a vendere il feudo di Ariccia che sua nonna aveva portato in dote alla famiglia dei Savelli di Albano per matrimonio. Il borgo venne acquistato dai Chigi, nipoti di Alessandro VII, per la somma di 358.000 scudi.E. Montani, M. Petrucci e M. Venditti, Lo statuto di Albano del 1607, Liceo Ginnasio "U. Foscolo", Albano Laziale, 2016
Malgrado questi introiti, ad ogni modo, Giulio non riuscì a far fronte ai debiti della sua casata e nel 1697 venne costretto a vendere anche il feudo di Albano, facendo quindi venire meno lo "Statuto" sottoscritto per la prima volta con gli abitanti del luogo da suo nonno nel 1607. I suoi sudditi tornarono a giurare fedeltà allo Stato della Chiesa, divenendo anche fiscalmente soggetti al pontefice. Nello stesso anno, inoltre, vendette alla Camera Apostolica il feudo di Rocca di Papa, sempre di proprietà dei Savelli.
Innocenzo XII, a questo punto, impietosito dallo stato in cui versava l'antica famiglia dei Savelli, ma non potendo nel contempo saldare i loro debiti per non creare un precedente di favoritismi, pensò comunque di far mantenere almeno l'antico onore al principe Giulio e gli concesse la possibilità di mantenere il titolo principesco sul proprio cognome, slegandolo così dal possesso di un qualsiasi feudo. Giulio fu in grado di mantenere unicamente il feudo di Castel Savello (eretto a ducato nel 1661) che contò di passare assieme al titolo principesco all'unico suo figlio, Bernardino, ma questi gli premorì nel 1672. Cercando di salvaguardare ciò che rimaneva della propria casata, chiese ed ottenne che i suoi titoli potessero passare agli eredi di sua sorella Margherita (m. 1690), moglie di Giuliano III Cesarini, ed inviò anche una supplica a papa Clemente XI poco dopo la sua elezione nel 1700 per chiedere che venisse salvaguardata ai suoi eredi la carica di maresciallo di Santa Romana Chiesa, ma questi non acconsentì alla trasmissibilità automatica della carica obbligando il Savelli, dopo la sua morte, a restituirla alla chiesa.
Pertanto con la morte di Giulio, avvenuta a Roma nel 1712, la sua famiglia si estinse ed i beni rimanenti (tra cui il palazzo di famiglia a Monte Savello) passarono alla casata degli Sforza Cesarini, imparentati coi Savelli. Il ruolo di maresciallo di Santa Romana Chiesa, passò invece ai Chigi. Venne sepolto nella Basilica di Santa Maria in Aracoeli a Roma, nella cappella di San Francesco, di patronato della sua famiglia.
Matrimonio e figli Giulio sposò a Roma il 30 giugno 1647 la duchessa Anna Aldobrandini (1631-1° dicembre 1653), figlia di Pietro Aldobrandini, duca di Carpineto, e di sua moglie Carlotta Savelli. Da questo matrimonio nacque un unico figlio, il cui parto costò la vita alla madre: Bernardino (16 novembre 1653-di febbri, 16 aprile 1672), duca di Castel Savello, sposò nel 1670 Flaminia, figlia di Camillo Francesco Maria Pamphili, ma premorì al padre, senza lasciare eredi.
Sposò in seconde nozze il 2 settembre 1663 Caterina (1648-1724), figlia di Andrea Giustiniani, I principe di Bassano e di Maria Flaminia Pamphili, da cui non ebbe figli.
Albero genealogico
Note
Collegamenti esterni
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