Il cigno reale(G.U. dell’Unione Europea del 8.12.2006 L 345-26 e G. U. della Repubblica Italiana Serie generale - n. 35 del 12-2-2014) (Cygnus olor ()) è un uccello acquatico appartenente alla famiglia Anatidae, originario dell'Eurasia ma introdotto anche in America del Nord, Oceania e Africa Meridionale.

Descrizione Il cigno reale è la specie di cigno più nota (particolarmente in Europa) e ne vengono spesso celebrate: l'armonia, l'estetica, l'eleganza e l'accortezza. Il colore preminente del cigno reale è il bianco, essendo bianco il piumaggio del busto, delle ali e del lungo collo (la zona del capo fra gli occhi e il becco è invece nera e priva di piume) e le zampe sono grigio-nere. Ha il becco superiore per la maggior parte di colore arancione - ad esclusione delle estremità, parzialmente nere - mentre la parte esterna di quello inferiore è prevalentemente nera. All'attaccamento del capo con il becco presenta sulla parte superiore di quest'ultimo una protuberanza nera, il cui sviluppo inizia pochi mesi dopo la nascita, che è generalmente di dimensione più pronunciata nel maschio che nella femmina (all'interno di una coppia) e variabile nella grandezza massima da esemplare a esemplare.

Apertura alare: Maschio: 240–275 cm Femmina: 220–245 cm Lunghezza: Maschio: 160–185 cm Femmina: 140–165 cm Peso: Maschio: 10,4 kg Femmina: 8,4 kg

Biologia Comportamento È un uccello stanziale, molto legato al proprio habitat: solo le popolazioni che vivono alle latitudini più settentrionali si riuniscono in stormi per scendere a svernare nelle regioni dove il clima è più mite.

Il cigno reale è noto anche come "cigno muto" e in lingua inglese viene proprio chiamato in tal modo, "Mute Swan" poiché vocalmente silenzioso rispetto ad altre specie di cigni. Normalmente, infatti, emette solo versi gutturali poco udibili simili a gargarismi, raramente ad un volume percepibile a distanza dall'uomo. Questo fatto si presta a rendere facilmente fraintendibili o sottovalutate le sue reali condizioni e il suo umore (es. se quieto e sereno o invece bellicoso, se in salute o sofferente, etc.), di modo che a volte il cigno è costretto ad attaccare fisicamente chi, uomo o animale, ignora i suoi avvisi di stare alla larga.

In genere quando si sente minacciato il cigno reale emette dei "soffi" all'indirizzo dello sgradito avventore, simili a quelli dei gatti quando rizzano il pelo in vista di una lotta e sempre similmente ai gatti contestualmente tende a ritrarre le ali aumentando visivamente di dimensione; altro segnale che il cigno reale è in stato di allarme viene dal suo eventuale ritrarre totalmente il collo appiattendo il capo fino all'attaccatura con il busto.

Quando è fortemente in allarme, ritrae completamente il capo fino a far combaciare totalmente il collo con il dorso; in tale circostanza gonfia anche le ali e il piumaggio del collo tende a diventare irto. Questo caratteristico aspetto "a barchetta" del Cigno in allarme viene ottenuto dall'animale spostando verso l'alto l'articolazione del gomito e mantenendo basso il carpo, in modo che il bordo esterno delle remiganti secondarie, che coprono l'avambraccio, sporga verso l'esterno assumendo l'aspetto di due piccole "vele", in una posa complessivamente di grande impatto visivo (ragion per cui - in tali circostanze - il cigno è spesso frainteso dall'osservatore umano, che affascinato dal dispiegamento esteticamente avvincente delle ali, non comprende lo stato di allarme e il potenziale pericolo che in realtà rappresenta).

Questo atteggiamento, che all'occorrenza può essere rivolto a propri simili, verso animali d'altra specie e anche verso l'uomo o suoi manufatti, prosegue spesso con il veloce avvicinamento del cigno - anche a balzi sull'acqua, quasi in volo - al "nemico" e termina con la fuga dello stesso o con lo scontro se questo manca d'allontanarsi; è pertanto opportuno ben intendere il significato del vedere un cigno in tale assetto e se è motivato dalla nostra presenza allontanarsi immediatamente, poiché probabilmente abbiamo invaso il suo territorio venendo per qualche motivo identificati come pericolosi (facilmente in relazione a fatti negativi a lui accaduti in precedenza in situazioni simili).

Come gli altri cigni, il Cigno Reale spesso nuota con una zampa sola - di solito quando molto rilassato - ponendo l'altra sul dorso (dalla parte della zampa stessa) o tenendola piegata sotto il piumaggio dell'ala (sempre dello stesso lato).

In analogia con ciò, anche quando è in piedi, sulla terra ferma o in acque particolarmente basse, a volte il cigno staziona su una zampa sola, mantenendo l'altra nascosta sotto l'ala e in questa curiosa posizione può anche dormire; il più delle volte, tuttavia, dorme comunque accovacciato a terra o galleggiando in acque calme e sicure.

Nel camminare in acque basse e soprattutto sulla terraferma, è molto cauto e procede più lentamente di quanto potrebbe fare, ciò al fine di ben esaminare il terreno prima di calpestarlo, poiché caricare di slancio su una sola zampa (palmata) tutto il suo peso - come nel caso di un passo più spedito - lo esporrebbe al rischio di lesioni al tessuto adiposo tra le dita se posato su eventuali particolari asperità.

Come molti volatili e particolarmente i volatili acquatici quali gli Anatidi, il cigno reale dedica assidua cura alla pulizia del piumaggio, cosa molto importante poiché - oltre ad essere funzione utile per mantenere il corpo privo di sporcizia potenzialmente dannosa per la salute - comprende il rendere idrorepellente il piumaggio stessoWHY SWANS PREEN Ask a Swan Specialist – The Regal Swan ; tramite la stesura con il becco e il collo di una secrezione oleosa prodotta dalla ghiandola uropigea, il cigno rende infatti le piume su cui è posata idrorepellenti, cosa che - particolarmente nelle stagioni fredde - ha importanza vitale onde evitare d'avere il piumaggio quasi costantemente inzuppato d'acqua (o peggio ancora ghiacciato in caso di temperature particolarmente basse); la stesura dell'olio rende inoltre le piume maggiormente consistenti e robuste, atte a sostenere gli sforzi cui sono sottoposte nel volo. Per poter svolgere l'opera di stendimento dell'olio idrorepellente (detta preening in inglese), il cigno ha bisogno di poter uscire completamente dall'acqua (o quantomeno far uscire totalmente dall'acqua tutte le parti di corpo coperte di piume - per esempio stando in piedi in acque molto basse) e potersi dedicare alla complessa operazione in luogo sicuro, generalmente sul bordo dello specchio d'acqua da lui frequentato, senza doversi interrompere per reagire a qualche pericolo; nello stendere la secrezione oleosa ha bisogno di poter attingere all'acqua con il becco, per diluirla o per pulire il becco dalle eventuali sporcizie rimosse.Prima di procedere al preening, generalmente il cigno reale effettua una sorta di bagno preparativo, immergendo qualche volta il capo e tutto il collo disteso in avanti - come a voler andare a nuotare sott'acqua - per poi alzare il capo e il collo di scatto muovendosi leggermente in avanti, per far scorrere indietro l'acqua sul dorso. Meno frequentemente effettua invece un poderoso lavaggio, anche per diversi minuti, agitando ripetutamente le ali sull'acqua con vigore, capovolgendosi più volte su un lato ruotando sul dorso, per lavare così tutto il corpo; in tale circostanza l'osservatore può arrivare a preoccuparsi per il grande agitamento dell'animale, che può essere frainteso per una manifestazione di grave difficoltà o pericolo, ma un atteggiamento di questo tipo - normalmente - è invece privo di significato negativo.

Per i cigni è molto importante poter liberamente uscire dall'acqua per stare all'occorrenza sulla terraferma, nonché il poterlo fare tramite terreno a fil d'acqua (o lievissimi pendiiLa necessità per i cigni di lievi pendii per uscire dall'acqua - e rientrarvi - è tale soprattutto se le rive sono costituite da superfici impenetrabili - come cemento, pietra o legno - in cui sono impossibilitati a far presa, anziché da terreno naturale; in caso di terreno naturale in moderata salita, i cigni potrebbero infatti riuscire a risalirlo facendo presa con gli artigli delle zampe affondati nello stesso, tuttavia il ritorno in discesa potrebbe risultargli estremamente difficile, poiché il baricentro del corpo li porterebbe a cadere in avanti: questa eventuale difficoltà nel compiere a ritroso il percorso che hanno fatto è il motivo principale per cui a volte vengono segnalati cigni smarriti, leggermente lontani dallo specchio d'acqua da cui erano usciti), senza esporre le zampe palmate a pericolose asperità o sottoporle a sforzi, senza doversi aiutare con le ali per salire qualche scalino o riva scoscesa (particolarmente quando per qualche motivo debilitati o con ali/piumaggio non in piena forma - ad esempio a causa della mutaIl cigno reale è interessato dalla muta per circa 4-6 settimane, collocate variabilmente tra la tarda primavera e l'estate), ma potendo invece accedere agevolmente ad un luogo asciutto, luogo da cui - in caso di pericolo - possono quindi altrettanto agevolmente camminare speditamente in acqua, mettendosi al sicuro; per tali motivi è infatti facile vederli stazionare sulla riva degli scivoli per le imbarcazioni - quando mancano spiagge naturali - e sempre in ragione di ciò vengono eventualmente posizionate delle apposite ramperampe per cigni: robuste, larghe almeno quanto un cigno adulto (circa 50 cm), ben salde alla sponda e al fondale, con pendenza mai superiore al 25% (meglio 20%, angolo di circa 11° sul filo dell'acqua), in materiale e con superficie che anche bagnati permettano adeguata aderenza sia in salita che in discesa, parallele al bordo dello specchio d'acqua (con pianale di svolta in cima) come perpendicolari; http://media.gettyimages.com/photos/cygnet-follows-its-mother-out-of-the-water-at-abbotsbury-swannery-the-picture-id144298200 dove i cigni vivono in cattività.

Poiché ha una visuale frontale attenuata (dal becco e dal posizionamento piuttosto laterale degli occhi), quando vuole avere una visione ottimale di qualcosa tende a ruotare il capo in modo da rendere completa in tal direzione la visione di almeno un occhio, procedendo a volte nel cammino con una doppia visuale fronte-retro (per gestire la quale può chiudere un occhio alla volta per concentrare l'attenzione su una direzione sola). Sempre per questo motivo, nel cogliere il cibo dalle mani di qualche ammiratore, può involontariamente pizzicare le ditaI cigni possono in realtà essere comunque discretamente precisi nel afferrare cibo (o altro) con il becco, tuttavia necessitano di effettuare i movimenti lentamente; quando prendono cibo dalle mani di qualcuno fanno invece spesso dei movimenti molto rapidi per diversi motivi: per la non del tutto superata diffidenza verso chi gli porge il cibo (effettuando quindi un rapido e spesso mal calibrato "mordi e fuggi"), per competere nel tempo nei confronti di altri cigni o altri animali presenti in grado di anticiparli nel cogliere il boccone, o per buffa eccitazione creata dall'appetito e dall'entusiasmo per la leccornia a portata di becco (essendo privo di denti parlare di morso è fuori luogo).

Altro sistema usato dal cigno reale e dai cigni in generale per migliorare la visuale frontale, è quello di inclinare molto il capo verso il basso, per poter così guardare in direzione orizzontale - o verso il basso vicino a sé - senza l'ostacolo visivo costituito dal becco e/o dalla protuberanza ad esso sovrastante, usando in questo caso entrambi gli occhi a vantaggio della messa a fuoco e della visione prospettica; questa posa tende a dare ai cigni un'espressione accigliata, coerente del resto con la loro concentrazione nell'osservare qualcosa o qualcuno con particolare attenzione e con l'essersi messi in guardia da un potenziale pericolo.