Asterix e la galera di Obelix (La galère d'Obélix) è la trentesima storia a fumetti della serie Asterix, creata da René Goscinny (sceneggiatura) e Albert Uderzo (disegni), la sesta scritta e disegnata dal solo Uderzo dopo la morte del collega. La sua prima pubblicazione in volume in lingua originale risale al 1996, quindi fu l'ultimo albo pubblicato nel XX Secolo e per molti anni rappresentò l'ultimo viaggio che Asterix ed Obelix compirono al di fuori della Gallia (tradizione poi ripresa a partire dall'albo Asterix e i Pitti). L'autore dedica l'albo a suo nipote e all'attore Kirk Douglas, che quell'anno compiva ottant'anni e riceveva l'Oscar alla carriera. Molti sono i riferimenti al celeberrimo film Spartacus del 1960.
Trama
Un gruppo di schiavi di Roma guidati dal greco Spartakis (che ha i tratti somatici di Kirk Douglas nel film Spartacus) riesce ad evadere e a rubare la galera privata di Giulio Cesare, con la quale raggiungono il villaggio degli Irriducibili e chiedono asilo. Il furibondo Cesare ovviamente manda il suo ammiraglio Tacitaccordus e il viceammiraglio Violantinus a recuperare la galera e gli schiavi (pena l'essere mandato in pasto ai leoni in caso di fallimento), ma i legionari vengono (come al solito) sbaragliati dai Galli e dagli schiavi ribelli, cui il druido Panoramix ha somministrato la pozione magica e che accolgono Spartakis e i compagni. Ma quando i Galli rientrano al villaggio, trovano una sorpresa sconcertante: Obelix ha approfittato della battaglia per intrufolarsi di nascosto nella capanna del druido e, ignorando i ripetuti divieti, ha scolato d'un colpo un intero paiolo di pozione magica e come effetto collaterale è stato tramutato in una statua di granito. Asterix è disperato, ma il druido riesce con un'altra pozione a riportare in vita Obelix, seppur nelle fattezze di un bambino.
Obelix, vagando nella foresta vicina, si imbatte in Volantinus che, anche se non amando usare un bambino come ostaggio, lo porta al campo di Aquarium e fa parte per Roma. Asterix e Panoramix li inseguono con i rivoltosi sulla galera di Cesare.
Dopo aver messo fuori combattimento l'ammiraglio romano e i suoi soldati, Panoramix e Asterix lasciano i romani alla mercé dei soliti pirati, che appena affondati salgono sulla galera di Cesare e mettono i romani a vogare; i galli, impossessatisi della nave romana, decidono di andare a cercare una soluzione nella mitica Atlantide insieme a Spartakis e al suo seguito.
Raggiunta la mitica isola (collocata dall'autore nei pressi delle Canarie), purtroppo i galli scoprono che gli atlantidi non conoscono il segreto per invecchiare, bensì solo quello dell'eterna giovinezza. Spartakis e i suoi compagni scelgono di restare ad Atlantide, liberi dai loro ex padroni romani, mentre i galli salpano per l'Armorica. Durante il viaggio la loro nave è attaccata da una galea romana e vedendo i suoi amici in pericolo improvvisamente Obelix riacquista le sue sembianze da adulto e vince la battaglia, segnando per i galli un'altra impresa risoltasi per il meglio. Nel frattempo, in vista di Roma, i pirati lascino bere "acqua" a Tacitaccordus, ignari che sia la pozione che i galli per sbaglio hanno lasciato sulla galera di Cesare, e l'ammiraglio li scaraventa fuori; poco dopo, intenzionato a spodestare Cesare, beve altra pozione commettendo lo stesso errore di Obelix e diventando una statua di granito; il viceammiraglio Volantinus riporta la galera al porto di Roma, ma le sentinelle a terra, vedendo la bandiera pirata ancora issata, danno fuoco all'amatissima galera di Cesare. Il dittatore si vendica degradando a servi i tre sottoposti dell'ammiraglio e collocando la statua nel circo, "dedicata al più grosso salame di Roma", sconcertando la sua amata Cleopatra che non sa che è il vero Tacitaccordus: Cesare risponde che pur non avendo mai avuto i leoni una passione per il granito le cose potrebbero cambiare, quindi evidentemente pensa che la trasformazione sia reversibile e spera l'ammiraglio sia mangiato da qualche belva un giorno.
Riferimenti incrociati
Non è la prima volta che Obelix assaggia la pozione magica, ma nell'albo Asterix e Cleopatra il druido gliene concedeva solo poche gocce per fuggire da una piramide. Qui viene finalmente appagata la curiosità dei lettori di capire perché Panoramix si ostini a non fargli bere la pozione, minacciando chissà quali effetti collaterali.
In questo albo viene fatto per la prima volta il nome di alcuni dei pirati nei quali ricorrentemente Asterix e Obelix si imbattono: il capitano Barbarossa (Barbe Rouge), l'anziano Treppiede (Triple Patte) e la vedetta Babà (Baba).
Ricompaiono anche Cleopatra, vecchia amica di Asterix, già comparsa in Asterix e Cleopatra e Il figlio di Asterix, e la bella Falbalà, a distanza di tanto tempo, di cui Obelix è ancora innamorato nonostante il matrimonio di lei con Tragicomix (confermato nel successivo albo Asterix e Latraviata).
Nell'albo un ex schiavo britanno dichiara di essere nipote di Beltorax (Asterix e i Britanni), il cugino di Asterix.
Note
Collegamenti esterni
galera Categoria:Fumetti del 1996