La polis di Siracusa partecipò a numerosi giochi panellenici. La sua prima vittoria risale al 648 a.C. mentre la sua ultima vittoria risale al 148 a.C. La partecipazione ai sacri agoni dell'Ellade ha quindi accompagnato Siracusa durante tutta la sua storia greca. Con le sue 29 vittorie panelleniche e 9 campioni, in 7 diverse discipline, la polis siceliota è al 2º posto per numero di trionfi nell'Occidente greco, ed è la polis occidentale dalla storia agonistica più longeva.
Le sue 15 vittorie ai giochi olimpici antichi la piazzano al 6º posto in un confronto che comprenda tutto l'Ellade (dalla costa della greca Massalia (odierna Marsiglia) alla costa africana della Cirenaica, fino ai confini orientali del mare Egeo e dell'Asia Minore), dalla nascita storica delle Olimpiadi, nel 776 a.C., fino alla conquista romana della Grecia, avvenuta nel 146 a.C. Se invece si considerano anche i secoli olimpici sotto il potere romano, che videro la fine dell'esistenza delle Olimpiadi nel 393 d.C., Siracusa scende all'11º posto; rimanendo comunque tra le prime 20 poleis che diedero ai sacri agoni di Zeus molteplici campioni.
La città, con i suoi atleti e i suoi tiranni, è stata protagonista di alcune delle pagine più discusse e famose, sia in positivo che in negativo, della storia agonistica antica.
Contesto storico Gli antichi giochi panellenici Gli antichi giochi panellenici erano sacri; si tenevano in onore delle divinità, ed erano molto sentiti nell'antico Mediterraneo. Nella Grecia continentale, così come nelle colonie, vi erano numerosi giochi (quasi ogni polis aveva i propri) però i più importanti e partecipati erano solamente quattro: giochi olimpici, nemei, pitici e istmici.
Ciascuno di essi aveva delle peculiarità: ad esempio i giochi di Nemea erano famosi per la loro durezza e difficoltà; quelli pitici erano famosi per la loro arte (poesia, poemi decantati in onore del culto apollineo); quelli istmici erano noti per la loro scenografia che attirava a Corinto una folla immensa. Ma era Olimpia che deteneva saldamente il primato dei giochi più importanti di tutto l'Ellade.Cfr. .
L'Olimpiade divenne il modo dei Greci di scandire il tempo. Un ciclo olimpico era formato da 4 anni. Gli agoni di Olimpia erano così importanti che persino le guerre si dovevano fermare nel periodo della manifestazione sportiva. Si pensi a tal riguardo che uno dei motivi di rimprovero da parte dei Greci verso Dionisio I di Siracusa fu che il tiranno non rispettò la cosiddetta tregua olimpica (ekecheirìa; letteralmente: le mani ferme), continuando ad assediare militarmente la città di Rhegion anche durante le Olimpiadi del 388 a.C. (98ª edizione). Viceversa, gli Elei apprezzarono molto che la Sicilia, allora maggiormente rappresentata dal generale siracusano Ermocrate, che fermò tutte le sue guerre tramite il congresso di Gela proprio allo scoccare dell'89ª edizione olimpica.R. Vattuone, Sapienza d'occidente, 1991, pp. 241,257: La città di Sparta fu persino multata dagli Elei per avere attaccato la città egea di Lepreo durante la tregua olimpica della 90ª Olimpiade.Tucidide, V, 49. Vd. Gli stati intorno a Olimpia, 2004, p. 121.
Le regole dei giochi Potevano partecipare agli agoni solo gli uomini di lingua e cultura greca. Nella maggior parte degli agoni si gareggiava nudi. A Olimpia le donne non potevano gareggiare (nel corso dei secoli fu concessa loro la partecipazione alle gare ippiche come proprietarie di cavalli), e alle donne sposate era vietato anche assistere ai giochi. Gli schiavi delle poleis non potevano partecipare, però, così come i barbari, potevano assistere.
Il vincitore riceveva una corona vegetale, ed essa era considerata il premio più ambito, poiché simbolo eterno di gloria. Si combatteva strenuamente per questa corona; nei giochi antichi l'importante non era partecipare, ma vincere - durante l'occupazione romana gli atleti prima di scendere in campo, pregando Zeus/Giove, arrivarono a gridare la frase: «O la corona o la morte»..
Questi giochi, nei quali non esisteva un premio materiale in denaro o in oggetti dal valore economico, venivano detti «i giochi della corona».Vd. . Gli atleti di Siracusa riuscirono ad ottenere la corona da ciascuno di essi.
+ I 4 Giochi panellenici più famosi Giochi olimpici Giochi nemei Giochi pitici Giochi istmici Sede dei giochiOlimpia Sede dei giochiNemea, in seguito Argo Sede dei giochiDelfi Sede dei giochiIstmo di Corinto La coronadel vincitore Di olivo La coronadel vincitore Di sedano La coronadel vincitore Di alloro La coronadel vincitore Di pino Sacralità della piantaPianta sacra alla dea Atena, simbolo di pace, pietà e nutrimento, scelta da Zeus e tramandata ai popoli da Aristeo Sacralità della piantaPianta funebre, simbolo dell'origine di questi giochi, istituiti dai Sette contro Tebe per celebrare la morte di Archemoro Sacralità della piantaPianta sacra al dio del sole Apollo, simbolo della sua amata Dafne, raccolta nella tessale Valle di Tempe (luogo d'esilio del dio) Sacralità della piantaPianta sacra al dio del mare Poseidone e al suo protetto Melicerte (nume dei giochi), issato su di un pino corinzio dal dorso di un delfino Luogodell'incoronazioneTempio di Zeus Luogodell'incoronazioneTempio di Zeus Luogodell'incoronazioneTempio di Apollo Luogodell'incoronazioneTempio di Poseidone Periodo di svolgimentoluglio-agostoPer le date cfr. Bañuls, Entre la creacion y la recreacion in Le rane:studi, Levante 2005, p. 162.Ogni 4 anni Periodo di svolgimentogiugno-luglioOgni 2 anni Periodo di svolgimentoagosto-settembreOgni 4 anni Periodo di svolgimentoaprile-maggioOgni 2 anni
Il programma olimpico Inizialmente a Olimpia si teneva un solo agone: quello dello stadio. Poi, nel corso dei secoli, vennero inserite tutte le altre discipline. Le Olimpiadi antiche si svolgevano nel seguente ordine:
1º giorno: cerimonia di inaugurazione; giuramento di tutti gli atletiCfr. programma in . 2º giorno: gare di corsa 3º giorno: gare di combattimento 4º giorno: gare equestri 5º giorno: gare del pentathlon 6º giorno: cerimonia di chiusura; incoronazione dei vincitori
Siracusa: la nascita della polis e primi giochi panellenici Anno della fondazione e primi coloni Greci
Secondo la tradizione più affermata, di matrice tucididea, la polis di Siracusa venne fondata dai Corinzi del Peloponneso nell'anno 733 a.C. (la tradizione di una fondazione più arcaica si colloca nell'anno 758 a.C. ed è data dal Marmor Parium, mentre quella più bassa è segnata nell'anno 708 a.C. e proviene principalmente da Dionigi di Alicarnasso e da Girolamo; in base allo scritto di Strabone).
Stando quindi all'affermazione di Tucidide, la Ktisis (l'atto fondativo) di Siracusa avvenne nel 4º anno dell'11ª Olimpiade.
Prima che giungessero i Greci, il territorio di Siracusa - il cui nome si pensa possa derivare da un'antica palude locale chiamata Syraka - era abitato dai Siculi: popolazione dall'origine incerta (forse provenienti dalla regione italica o forse identificabili con uno dei Popoli del Mare: i Šekeleš), fondatori di vasti siti preistorici a ridosso di Siracusa; come le Ible e Pantalica (abbandonata o distrutta a seguito della colonizzazione corinzia del siracusano).
Si suppone che l'integrazione tra i coloni di stirpe peloponnesiaca e gli abitanti indigeni non fu pacifica. Tale supposizione nasce dalla constatazione di diversi elementi; anzitutto la schiavitù iniziale dei Siculi, assoggettati ai coloni Corinzi (all'avvento del primo tiranno, Gelone, dentro Siracusa si trovano in conflitto gli eredi dei primi coloni Greci con gli eredi degli abitanti Siculi). Inoltre dai rinvenimenti archeologici sui siti della città si è potuto scoprire che i primi Greci di Siracusa abitavano in delle piccole case composte da un solo vano, per cui erano soli e la prima presenza femminile dovettero incontrarla e integrarla direttamente nella neo-fondata città. Poiché i villaggi dei Siculi furono progressivamente distrutti dai Siracusani, si sostiene che essi non dovettero mai entrare nelle grazie della maggior parte degli abitanti delle città indigene, e ciò lascia desumere che l'elemento greco non cercò o non ottenne dall'elemento siculo il pacifico assenso a formare una comunità mista tra Peloponnesiaci e Siculi, assicurandosi la futura egemonia solo con un iniziale atto di forza.
Nonostante le turbolenze iniziali della colonia, Siracusa partecipò ben presto ai giochi sportivi che si svolgevano nell'Ellade. Tali competizioni erano sacre (in nome degli dei) e vi potevano partecipare solo i cittadini che parlavano greco. Non si conosce l'anno della sua prima partecipazione, ma solo l'anno della sua prima vittoria, avvenuta nel 648 a.C., nella 33ª Olimpiade; 85 anni dopo la fondazione della polis, stando alla datazione tucididea, ed è stata la 17ª città di tutto l'Ellade a vincere ai giochi panellenici più importanti.
Nell'Occidente greco fu la 2ª città a imprimere il suo nome nell'albo dei vincitori degli agoni panellenici, mentre la 1ª fu la magnogreca Crotone (16ª contando l'intero Ellade), la quale, secondo la tradizione straboniana, fu fondata nel medesimo anno di Siracusa (ma il geografo di Amasya non specifica una data precisa); sincronismo riferito anche da Antioco di Siracusa, che unisce nel lungo viaggio i due ecisti: il bacchiade Archia e l'acheo Miscello (celebre è il responso che i due uomini ottennero dall'Oracolo di Delfi, chiedendo ricchezza per Siracusa e salubrità per Crotone; echi della potenza siracusana e delle vittorie olimpiche crotoniate).
La 1ª edizione delle Olimpiadi (che sono i più antichi giochi panellenici) si svolse nel 776 a.C. (la polis di Siracusa non era ancora nata) e fu vinta dalle genti dell'Elide. Corinto, la madrepatria dei Siracusani, vinse la 14ª Olimpiade e fu la 6ª città dell'Ellade a trionfare nella competizione agonistica. Sparta fu la 9ª (15ª Olimpiade) e Atene fu la 12ª (21ª Olimpiade).
Siracusa e l'Elide: il legame con Pisa e Olimpia
Le origini greche di Siracusa sono legate a molte genti e a molti luoghi. Infatti, sebbene la tradizione di una fondazione del tutto corinzia sia quella più avvalorata e famosa, grazie soprattutto al racconto di Tucidide e di Diodoro Siculo (ed è comunque indubbio che i Corinzi giocarono un ruolo fondamentale nelle radici siracusane), vi sono altre tradizioni degne di nota, che si rivolgono a un tempo ancora anteriore all'arrivo di Archia e del suo seguito: è il caso dei nomi euboici (e degli omerici racconti), del primo re proveniente da Argo, dei Troiani della Tenea (giunti da Tenedo) e del collegamento con il forte culto per il dio del sole, Apollo, e per la dea della luna, Artemide, ma soprattutto è il caso della ninfa Aretusa e del dio fluviale Alfeo, la cui origine lega Siracusa proprio al luogo in cui nacquero e si svolsero i giochi panellenici più famosi: Pisa e Olimpia.